Prospetti un anno dopo

Dustin Pedroia, probabile rookie of the year in AL

Ogni anno, prima dell'inizio della stagione, lo staff di Baseball America compila una lista dei migliori 100 prospetti che ci sono in MLB e questa viene riconosciuta come una fonte autorevolissima di giudizio.

Adesso che la stagione 2007 è andata in archivio, vediamo chi è diventato un major leaguer e chi invece ha deluso le aspettative.

Top ten

La top ten era comandata da Daisuke Matsuzaka, il gioiello del sol levante conteso a suon di milioni di dollari in pre season e che i Red Sox hanno piazzato in mezzo alla propria rotazione: una facile previsione, direte voi, ma non si può certo negare che il giapponese abbia tenuto fede alle attese che lo circondavano.

Le sue 15 vittorie con 201 SO in 204.2 inning la dicono lunga sull'indiscusso valore di Dice-K e legittimano ampiamente la posizione attribuitagli da Baseball America.

Ai posti d'onore venivano Alex Gordon (3B dei Royals) e Delmon Young (OF dei Devil Rays): entrambi sono adesso titolari fissi e possono vantarsi di una stagione brillante alle loro spalle, la prima per Gordon mentre Young aveva avuto un assaggio di Majors già  nel 2006.

Statistiche simili, 247/314/411 con 15Hr e 60RBI per Gordon e 288/316/408 con 13Hr e 93RBI per Young, che parlano di un annata solida per entrambi, con grossi margini di miglioramento vista la giovane età .

Quarto posto per Philip Hughes, che è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nella rotazione degli Yankees, partendo 13 volte e riuscendo a portare a referto un 5-3 nei suoi primi 72.2 innings da titolare: l'ERA di 4.46 all'esordio in AL non è disprezzabile ed il ragazzo ha mantenuto le promesse che Cashman e soci vedevano in lui.

Nella parte bassa della top ten, iniziano i problemi: Homer Bailey (#5) ha esordito a giugno, collezionando 9 partenze per un 4-2 più che rispettabile, ma un ERA di 5.76 e molte basi ball concesse (28 in 45 innings) sono cifre che lo rendono rivedibile: a settembre è già  sembrato migliorato rispetto all'esordio e le potenzialità  ci sono tutte.

Cameron Maybin(#6) dei Tigers, Brandon Wood(#8) degli Angels e Justin Upton(#9) dei D'Backs hanno esordito nelle majors ma hanno trovato poco spazio, senza peraltro fare mirabilie: il #7 Evan Longoria non ha ancora esordito.

In decima posizione trovavamo Andrew Miller dei Tigers, considerato il miglior lanciatore mancino (con Kershaw) tra tutti i prospetti: quest'anno Miller ha messo insieme 13 partenze per un 5-5 ma è andato molto peggiorando nel corso della stagione, sino al punto di essere rimandato nelle Minors a fine agosto.
Probabilmente Detroit lo riproverà  nel 2008, sperando di non bruciarlo come spesso succede a molti prospetti, specie se lanciatori.

Dal #10 al #20

Nelle posizioni di rincalzo alla top ten troviamo quattro nomi che avrebbero potuto stare tranquillamente con i primi: iniziamo con Tim Lincecum al numero 11.
Nonostante la stagione orribile dei Giants, questo giovane pitcher ha ottenuto un record positivo (7-5) ed una ERA (4.00) sicuramente ottima per un esordiente: i suoi 150 SO in 146 innings fanno brillare gli occhi allo staff di S.Francisco, specie se comparati alle 65 basi ball concesse.
E se l'asso dei Giants fosse lui anziché lo strapagato Zito?

Al #12 lo segue Chris Young, leadoff dei D'Backs: ceduto dai White Sox per avere Javier Vazquez, ad Arizona è letteralmente esploso con 32 home run e 27 basi rubate, apparendo agli occhi di tutti come arma offensiva di primo livello.
Se eliminerà  una perniciosa tendenza ad essere messo K (146 volte in stagione) sarà  veramente dura lanciare contro di lui.

Scendendo al #15 troviamo Troy Tulowitzki, secondo il mio modesto parere il rookie of the year.
Lo shortstop di Colorado è giocatore completo: gioca una difesa impressionante e offensivamente produce senza problemi: forse il Coors Field può averlo aiutato ma i 24 HR con 99 RBI si sommano con 33 doppi e 5 tripli per statistiche finali ottime (291/359/479) e la sensazione che di questo qua sentiremo parlare a lungo.

Lo segue in classifica Yovani Gallardo, pitcher dei Brewers: se Milwaukee ha conteso ai Cubs la post season fino all'ultimo deve ringraziare l'apporto del suo giovane asso in erba.
L' anno di esordio si chiude con un 9-5 ed una ERA di 3.67, la migliore tra i partenti della sua squadra: sarà  un punto fermo della rotazione a lungo.

Al #20 segnaliamo una delusione: Mike Pelfrey, lanciatore dei Mets.
In 13 partenze, Pelfrey ha ottenuto solo 3 W a fronte di 8 sconfitte con un ERA di 5.57 veramente alta: un lieve miglioramento a settembre non ha spostato il giudizio sulla stagione che resta negativa, con le basi ball quasi a pareggiare gli SO (39-45) a dimostrare un controllo ancora da affinare molto.

Dal #20 al #50

In queste posizioni si inizia a parlare di giocatori un po' sottovalutati da Baseball America e parlo specialmente di Ryan Braun, Jacoby Ellsbury e Hunter Pence.

Braun, messo al #26, offensivamente ha avuto una stagione impressionante: 34 HR e 97 RBI con 324/370/634 di statistiche offensive probabilmente lo porteranno al ROY della NL anche se la sua pessima difesa lo dovrebbe penalizzare molto.
In ogni caso, sicuramente una esplosione inattesa visto che ha migliorato persino i numeri che aveva nelle minors e pochi si sarebbero aspettati un rendimento come quello mostrato nel 2007.
La media di .450 contro i mancini è sinceramente clamorosa: dovrà  confermarsi e non sarà  facile, e se migliora un po' nel fielding…..

Ellsbury invece era al #33: un anello da protagonista con i Red Sox vi basta come referenza ?
Una regular season con 353/394/509 non vi dice nulla ?
Coco Crisp può pensare già  da ora ad una sistemazione alternativa perchè il ruolo di esterno centro a Boston è già  coperto ed il fatto che in post season si siano visti cartelli che inneggiavano a "little papi" testimoniano del fatto che anche i tifosi adorano questo ragazzo.
Un posto nei primi venti era doveroso.

Pence, alla #38, ha illuminato la stagione degli Astros: medie altissime (322/360/539) per l'esterno centro, anche lui serio candidato al ROY della NL ed esordio con i fiocchi per il texano, condito con 17 homers e 69 RBI.

Oltre a questi tre casi eclatanti, miglior piazzamento meritavano sicuramente Loney (#44) dei Dodgers e Fields (#45) dei White Sox.
Loney ha pagato l'assurda politica dei Dodgers che l'ha costretto nelle minors per metà  stagione: quando è entrato, la sua presenza si è fatta sentire con 15 HR e 67 RBI ed una buona copertura della prima base.
Ottime statistiche finali (331/381/538) per lui, dopo essere stato oltre il .400 di BA per un mesetto all'esordio del 2007.

Fields ha mostrato tutta la sua potenza in battuta, con 23 home runs in soli 373 turni di battuta: era già  conosciuto come power hitter ma confermarla contro i lanciatori MLB non era così scontato.

Note positive nei 50 per Garza, un #21 meritato, Saltalamacchia al #36 e Travis Buck (#50)

Dal #50 al #100

Com'è possibile che l'autore di un no hitter non sia considerato tra i migliori 50 prospetti del 2007 ?
Facile, nessuno se lo aspettava.

Ma Clay Buchholz l'ha fatto ed il #51 che Baseball America gli ha attribuito andrà  sicuramente rivisto: trattato come un prezioso gioiello dallo staff dei Red Sox, particolarmente attenti nel suo uso, il giovane ha strabiliato tutti nelle sue 4 partenze ed è atteso come il probabile sostituto di Schilling.
3-1 lo score finale, con un ERA di 1.59 (in AL è un utopia) anche se gli inning sono troppo pochi per tranciare giudizi basati sulle cifre: resta la fortissima impressione che sia un pitcher che può dominare un match dal monte di lancio a contrassegnare l'esordio dell'asso in erba di Boston.

Simile la storia di Joba Chamberlain degli Yankees: piazzato ad un indecoroso #75, Joba è stato chiamato sul finire della stagione a rimpolpare il bullpen degli Yankees in un ruolo nuovo per lui, che nasce starter.
Ebbene, in 19 apparizioni per 24 innings totali, ha ottenuto una ERA di 0.38 con 34 SO e 6 basi ball concesse: praticamente ha dominato qualsiasi attacco gli si parasse di fronte.
Adesso resta da vedere se Girardi, nuovo coach degli Yankees, lo confermerà  nel ruolo o vorrà  sfruttare il suo talento inserendolo nella rotazione.
E' la risposta degli Yankees a Buchholz.

Miglior sorte in classifica meritavano pure Slowey dei Twins (messo al #71) e Owings dei D'Backs (al #98): entrambi si sono mostrati pronti per le Majors, molto più di altri lanciatori meglio posizionati in classifica rispetto a loro.

Un esempio ?

Jonathan Sanchez dei Giants al #59 tra quelli che hanno esordito, ma molti non hanno nemmeno messo il naso nel roster delle rispettive squadre, a dispetto di una valutazione alta di Baseball America.

Fuori dai 100

Un nome su tutti oscura il duro lavoro di scouting dello staff di Baseball America: Dustin Pedroia.

Dopo un piccolo assaggio di majors nel 2006, quest'anno Pedroia si è conquistato il posto di seconda base nei Boston Red Sox ed ha vinto l'anello alle World Series dando un notevolissimo contributo (2 HR e 10 RBI, 283/348/483 con 6 BB in 60 at bat).

La sua regular season era stata altrettanto brillante: 317/380/442 le statistiche, con una OPS simile a quella dei playoff anche se ottenuta a maggiore OBP grazie alle 47 basi ball carpite ai lanciatori avversari.
Buone anche la velocità  in base (7 rubate su 8 tentativi) e la difesa, Pedroia è già  giocatore completo e se dovesse sviluppare una maggiore potenza sarebbe veramente un problema per tutti (eccetto i Sox, ovviamente).

I rumors lo danno come ROY AL, ma anche se così non fosse a questo giro gli scout di Baseball America l'hanno fatta veramente grossa.

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