Reds e la storia di Hamilton

Josh Hamilton, rinato dopo il baratro

Più ombre che luci sul primo scorcio di stagione per i Reds, chiamati a dare qualche soddisfazione in più all'esigente pubblico del Great American Ball Park. Dopo le promettenti vittorie nelle prime serie casalinghe contro i Cubs e i Pirates, è iniziata una serie di risultati altalenanti che hanno portato la squadra ad attestarsi attorno ad un record di parità , per ora al di sotto le aspettative.

Situazione paradossale sul monte di lancio dove diversi giocatori a dispetto di una buona ERA non riescono ad ottenere le vittorie attese a causa del mancato supporto dei battitori: Kyle Lohse è l'emblema della situazione, appena 1.91 di ERA, e pur non avendo subito ER nelle sue due ultime gare ha ottenuto una sola vittoria su 4 partenze. Stessa situazione per Arroyo, vittima di 2 sconfitte. Al contrario Belisle ed Harang con una ERA ben più alta hanno 2 vittorie a testa. Male Eric Milton, 3 sconfitte su 3 partenze e una ERA vicina a 5.

La principale accusa che viene mossa ai Reds è l'incapacità  di mantenere una regolarità  nelle prestazioni in attacco, problema vecchio di anni, infatti malgrado un discreto bottino complessivo di punti segnati, in 10 delle 19 gare fin qui disputate non sono stati capaci di segnarne più di 3. Ed in effetti i grandi slugger fanno fatica ad entrare nella stagione. Tolto Josh Hamilton, che merita una nota a parte, l'intero lineup è riuscito a produrre appena 12 HR, 2 in meno di quanti ne ha battuti il solo A-Rod negli Yankees, per fare un paragone azzardato che comunque renda l'idea della pochezza di un attacco che si preannunciava ben più efficace, e che appena due stagioni fa aveva ottenuto il numero più alto di RS in tutta la National League; ma questa del resto è stata una scelta ponderata e sfociata in alcune operazioni di mercato che dovevano rendere altri benefici, sul monte, ed in difesa in generale. Per il resto nel lineup si salvano Ryan Freel (AVG .288), Adam Dunn (.286 e 4 HR) e pochi altri. Male la situazione catchers: Javier Valentin, che in teoria è il backup, per ora meglio del titolare David Ross che in una gara contro i Phillies ha addirittura battuto una grounder verso sinistra che ha innescato uno spettacolare triplo gioco 5-4-3, roba che non si vede tutti i giorni.

Una vita ricostruita

Con Ken Griffey Jr. poi siamo alle solite, dopo l'incidente domestico dello scorso inverno ora è alle prese con un problema intestinale che ha indotto il manager Jerry Narron a toglierlo dal lineup dopo aver constatato la sua inconsistenza al piatto, inserendolo sporadicamente come pinch hitter. Ma delle volte si sa, chiusa una porta si apre un portone, e l'esclusione (temporanea, sia ben chiaro) di Griffey ha consentito l'esplosione del fenomeno Josh Hamilton. E qui è d'obbligo un richiamo al passato per ripercorrere la bella storia, per ora a lieto fine, del ragazzo nativo della North Carolina; quando era al liceo qualcuno diceva che quello sarebbe diventato il più forte giocatore di baseball di tutti i tempi: ottime doti di contatto, potenza, eccellente baserunner e un braccio che gli consentì una volta di fare un out con un tiro a casa dal warning track, tanto che qualcuno lo voleva costruire come pitcher. Ad allenarlo a quei tempi c'era un certo Johnny Narron, fratello di Jerry, appunto l'attuale manager, guarda i casi della vita. Fu prima scelta assoluta nel 1999, direttamente dal liceo all'organizzazione dei Devil Rays, e una carriera di trionfi pareva aprirsi davanti al giovane talento. Successivamente iniziarono i guai, prima un incidente in auto con i genitori che lo tenne per mesi lontano dal campo, poi la droga, che lo portò ad essere escluso dall'MLB secondo le più severe norme contro l'uso degli stupefacenti, ma cosa ancora più grave lo portò diverse volte sull'orlo del suicidio. Poi la difficile lotta per uscire dal tunnel, e quando già  pensava a come ricostruirsi una vita normale, anche lontano dalla gloria a lungo sognata, la grande occasione con i Reds. A volerlo è stato in prima persona il GM Wayne Krivsky, che lo ha prelevato dai Cubs in cambio di danaro e ha avuto fiducia nel suo completo recupero, e per ora sta avendo ragione: Quest'anno Josh in appena 46 TPA ha già  ottenuto 11 hits, di cui 2 doppi e 5 HR, 8 BB, con una BA pari a .289, una OBP di .413 e una SLG di .737, con 11 RBI, leader in squadra. Non a caso è stato collocato in posizione di cleanup.

Su di lui quindi è riposta per ora la fiducia dei tifosi di Cincinnati, stufi della mediocrità  che affligge la squadra da troppo tempo, e stufi anche di aspettare che i numerosi talenti della squadra si mettano d'accordo per giocare finalmente bene tutti insieme. Auguriamo loro che la favola di Hamilton continui.

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