Confusione gialloviola

Nuova gara fondamentale per questa serie, la terza di fila a Boston, fondamentale perchè si è giocata sul punteggio di 2 a 2 appena prima di tornare a Los Angeles.

Una vittoria dei Lakers avrebbe di fatto chiuso la serie, una dei Celtics li avrebbe resi i favoriti, dato che i Lakers avrebbero poi dovuto vincerne due di fila in casa.

Questo fatto ha galvanizzato i Celtics, permettendo loro di trovare energie insospettabili, ed ha in parte depresso i Lakers, che hanno forse sofferto la pressione, con il risultato di una gara decisa in modo molto più netto di quanto dica il punteggio.

92 ad 86, soli 6 punti di distacco che avrebbero potuto anche essere annullati in un finale concitato, in cui solo un grande Rajon Rondo è riuscito a tenere a freno la rimonta gialloviola, sospinta da un Kobe Bryant immarcabile.

Descrivendo così il finale, si potrebbe pensare che i Lakers abbiano lottato strenuamente e siano stati battuti sul filo di lana, come ad esempio è successo in gara 2, in cui hanno giocato discretamente ma si sono schiantati contro le grandi prestazioni di Allen e Rondo.

Questa immagine è in realtà  ingannevole. L'attacco dei Lakers è risultato statico, troppi palleggi, troppa lentezza, la difesa dei Celtics ha prevalso nettamente contro l'attacco gialloviola, che alla fine si è ridotto ad una serie di isolamenti di un Bryant in gran forma che a volte faceva tutto da solo, a volte scaricava ai compagni.

Se i Lakers hanno retto fino alla fine in una partita che avrebbe potuto vederli soccombere nettamente è stato per via di un buon atteggiamento a rimbalzo, i Celtics ne hanno preso solamente uno in più, per via di una buona prestazione difensiva nel secondo tempo (non certo nel primo) e per via della produzione offensiva di Kobe, sempre nel secondo tempo (anche qui non nel primo).

Si torna però sempre allo stesso punto, c'è stata una squadra che ha provato a battere questi Celtics con una ottima difesa, palla a Lebron James e speriamo che i suoi isolamenti siano efficaci, ma non mi pare che i risultati siano stati ottimi, non credo che sostituendo Kobe Bryant a Lebron James le cose miglioreranno moltissimo.

I Lakers devono dar palla ai lunghi, giocare una buona triangolo e puntare sulla circolazione, ma questo lo sanno pure loro.

In gara 1 c'è stata una circolazione ottima, in gara 2 meno ma comunque accettabile, in gara 3 nel primo tempo c'è stata, nel secondo i Celtics hanno trovato contromisure, ma prima Bryant ha trovato soluzioni personali poi, quando il Mamba ha iniziato a sparacchiare, Jackson ha trovato un'alternativa semplicissima, con Fisher, ma questa alternativa non poteva funzionare per più di un quarto.

La circolazione, tanto buona in gara 1, lentamente ma inesorabilmente è peggiorata, per effetto dell'ottima difesa avversaria, mentre Kobe Bryant ha iniziato a tirare sempre più da lontano, cosa che magari può anche riuscirgli bene, come nelle ultime due partite, ma fa precipitare il numero di rimbalzi offensivi presi e facilita la transizione avversaria.

"Kobe cavalca sempre una mano calda" afferma Phil Jackson, e non gli può dar torto, ma è lui a dover trovare il modo in cui possa cavalcarla favorendo il gioco della sua squadra.

Nelle ultime due partite non ci è riuscito, probabilmente più per meriti biancoverdi che per demeriti propri, ma a Los Angeles occorrerà  cambiare drasticamente marcia, altrimenti si rischia in modo molto forte un festeggiamento celtico allo Staples center.

Prima di tutto occorre che i giocatori senza palla, principalmente quelli che giocano può nel triangolo, Odom e Gasol, siano molto più rapidi e decisi nei tagli e non si facciano mettere in difficoltà  dalla fisicità  altrui, poi servirà  un Artest che faccia scelte migliori e si faccia sentire di più in difesa su Pierce e, se vogliamo, un Bynum in condizioni decenti.

Sembra assurdo da dire, dopo due anni passati a criticarlo, ma in questo momento Bynum è il giocatore decisivo per i Lakers. Gasol è un centro fantastico, ma quando il gioco diventa molto fisico lui tende a soffrirlo ed in questa serie nell'ultimo quarto spesso ha segnato pochissimo, Odom è duttile ed ha una ottima mano, ma anche lui tende a sparire quando i contatti si fanno più ruvidi, serve assolutamente la fisicità  del bimbo in campo, anche perchè è l'unico che nei momenti decisivi è riuscito a mettere in apprensione Rondo in penetrazione.

Sembra assurdo da dire, ma anche da Jackson è lecito aspettarsi di più.
Coach Zen, l'allenatore che ha vinto più titoli, l'uomo che ha domato alcune delle individualità  più forti dell'NBA, l'uomo che ha convinto Michael Jordan a giocare per la squadra, l'uomo che ha messo in riga Rodman, l'uomo che, praticamente unico, è riuscito a far funzionare la triangolo ad alto livello, l'architetto dei Lakers impossibili di inizio millennio, costituiti da individualità  assolutamente incompatibili, che arrivavano ai play off in difficoltà , fra mille polemiche, e li magicamente diventavano squadra, l'uomo che sta facendo maturare Bryant e Gasol e pare aver convinto Ron Artest a ragionare, bene, ora è proprio lui a dover dare qualcosa in più.

Anche quest'anno Jackson merita moltissimi elogi, ha costruito una difesa spesso sottovalutata, ma efficace, ha insistito sulla triangolo anche nei mesi negativi, ha portato un gruppo molto più armonico di quanto affermino critici e commentatori, ma ora non è riuscito ad effettuare aggiustamenti davvero efficaci, se non la mossa di liberare Fisher in gara 3.

Sull'altra panca Rivers e Thibodeau hanno modificato spesso il piano di gioco sia in attacco che in difesa, in difesa sono riusciti progressivamente ad eliminare dal gioco Gasol ed ad allontanare Bryant dal canestro, in attacco hanno saputo variare costantemente i piani, in modo da trovare sempre un protagonista differente.

In gara 3 Allen e Rondo, in gara 4 la panchina, in gara 5 un Pierce redivivo, dopo essere stato tolto dal fulcro del gioco da Artest per 4 gare, e di nuovo Rondo.

Che un allenatore tanto bravo, esperto ed abituato a gare di questo genere possa accettare di essere sconfitto da un avversario più giovane e, probabilmente, sottovalutato non è pensabile, possiamo attenderci novità  ed aggiustamenti, ma dire quali non è facile.

Di sicuro occorrerà  che i Lakers difendano meglio, specie su Pierce, facciano circolare più rapidamente la palla, in modo da non essere forzati agli isolamenti, si muovano più rapidamente, diano più spesso palla ai lunghi.

Non è facile, tutt'altro, contro una difesa di assatanati tanto ben organizzati, possiamo dire che è una piccola impresa, ma è sicuramente possibile ed è l'impresa che separa i Lakers dall'anello, un anello che non vinceranno di sicuro giocando come nelle ultime due gare.

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