I Thunder sono ancora vivi

Westbrook e Durant, i mattatori di gara-3!

L'atmosfera all'interno del Ford Center era quella delle grandi occasioni, con quasi diciannove mila fedeli che già  un quarto d'ora prima della palla a due erano in piedi, pronti a sostenere i loro ragazzi.

Fuori invece una tempesta di pioggia e fulmini si abbatteva sulla città . Thunderstorm la chiamano loro. Destino, ci chiediamo noi? Forse.

O forse no, perchè per i primi tre quarti di gara sembra tutto sinistramente troppo simile alle prime due sfide, giocate al sole della California. I Thunder, per la terza volta nella serie, escono dagli spogliatoi contratti e completamente fuori ritmo. I Lakers sono invece una macchina che sembra non poter sbagliare, vanno avanti 10-0, segnano i primi sette canestri dal campo e mantengono il vantaggio per tutto il primo tempo.

Ogni volta che Oklahoma City tenta di riavvicinarsi Kobe Bryant segna un tiro da tre punti, Pau Gasol fa la voce grossa sotto canestro o Derek Fisher colpisce dalla distanza con quella freddezza che ne ha caratterizzato la carriera. Per 34 minuti i Lakers sono in completo controllo della partita e quindi della serie.

Poi però succede qualcosa, Russell Westbrook con una singola giocata rivolta completamente l'inerzia della partita. Batte facilmente il suo uomo, andando verso sinistra, ed inchioda una sontuosa schiacciata ad una mano sulla testa di Lamar Odom (video). Ecco la scintilla che i Thunder stavano aspettando.

Pandemonio, il Ford Center è pronto ad esplodere. Nelle due azioni successive James Harden e Kevin Durant colpiscono da tre punti per portare il punteggio in parità  per la prima volta dopo lo 0-0 iniziale.

“Non avevo mai sentito un pubblico così caldo e rumoroso nella mia vita,” dice il rookie Harden, autore di una splendida partita da 18 punti dopo non averne segnato nemmeno uno nelle prime due. “Quella schiacciata di Russell è stata incredibile, poi le due triple successive hanno fatto il resto.”

Oklahoma City riesce a mettere le mani sul primo vantaggio della partita. Siamo ormai nell'ultimo quarto di gioco, tutti si aspettano Kobe mentre Durant fatica con il suo tiro e le sue percentuali da inizio gara. Ecco che però che arriva il primo vero aggiustamento di coach Scott Brooks (premiato da David Stern nel pre-partita con il premio di miglior allenatore dell'anno), che sposta proprio lo stesso Durant in marcatura su Bryant.

“Segnare è una parte importante del mio gioco ma credo che tenda ad oscurare il resto di ciò che faccio in campo,” dice lo stesso Durant. “Devo continuare a giocare forte su entrambi i lati dal campo, questa è la chiave del mio gioco. Sono riuscito a prendere un po' di spazio e segnare finalmente qualche canestro, che ha messo in ritmo tutta la squadra.”

I risultati sono forse insperati, anche dalla panchina dei Thunder. Dopo averli torturati con 15 punti in gara-2, Kobe sembra non riuscire più a trovare la via del canestro nei momenti più importanti della partita. Le interminabili braccia di Durant gli rendono ogni conclusione più difficile del previsto, limitandolo ad un deficitario 2/10 per soli 5 punti.

Lo stesso Bryant nella conferenza post-partita dirà : “È stato un accoppiamento che mi ha preso un po' di sorpresa, credo comunque che lui [riferendosi a Durant, n.d.r.] abbia fatto un lavoro eccellente.”

Uno dei problemi che venivano imputati a questi Thunder era quello di non essere in grado di “chiudere le partite” negli ultimi minuti.

In questo caso però la coppia Durant / Westbrook ha fatto in modo che niente di tutto questo potesse succedere, prendendosi in mano le responsabilità  offensive e segnando 22 degli ultimi 23 punti della squadra, compresi tutti quelli del parziale di 10-2 che ha virtualmente tagliato le gambe alla rincorsa dei Lakers.

Il tabellino dei due a fine partita dirà  29 punti con 19 rimbalzi – massimo in carriera – per Durant (che tira solamente 8/24 dal campo ma si guadagna ben tredici viaggi in lunetta) e 27 punti (11/21 dal campo) con 8 rimbalzi e 4 assist per Westbrook.

Il vantaggio a rimbalzo e nei punti segnati dalla lunetta (27/34 contro il misero 10/12 di LA) sono state le grandi differenze, rispetto alle prime due partite della serie, che hanno consentito ad Oklahoma City di vincere la prima partita di Playoffs della sua storia.

Guidati appunto dai 19 boards di Durant ma anche dal grande aiuto portato da Nick Collison e Serge Ibaka (entrati dalla panchina ma sempre in campo nei momenti più importanti della gara), i Thunder hanno strappato ben quattordici rimbalzi in più dei loro avversari neutralizzando i lunghi avversari a rimbalzo d'attacco che tanto li avevano colpiti nelle partite dello Staples Center.

I Thunder riescono così a togliersi il peso della prima vittoria dallo stomaco. Se dopo le prime due sfide sapevano di potersela giocare anche con una squadra come quella dei Lakers, adesso ne hanno completamente la certezza. Gara-4 sarà  un'altra must win situation per loro, tornare ad LA sotto per tre gare ad uno vorrebbe dire salutare definitivamente questi Playoffs.

L'appuntamento è fissato per le 9:30 (ora locale) di sabato sera. Da non perdere.

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