I Cavs verso il miglior record

LBJ ha un solo obiettivo ben chiaro in mente…

I Cavaliers stanno viaggiando ormai a velocità  di crociera verso il primo posto nella Eastern Conference, il record recita 58 – 15, miglior record nella conference, con 6 partite di vantaggio su Orlando, 9 e 10 gare di margine su Boston e Atlanta.

A dieci gare dal termine sembra davvero ormai cosa fatta la conquista del miglior record a Est e del conseguente vantaggio del fattore campo quantomeno fino alle finali NBA.

In quest'ultima parte di stagione i Cavaliers hanno inanellato una striscia di 8 vittorie consecutive, interrotta solo dai Los Spurs di Manu Ginobili a San Antonio.

La partita di San Antonio ha evidenziato, se mai ce ne fosse bisogno, che all'interno di questa gran quantità  di giocatori Mike Brown può mettere in campo, nei momenti decisivi l'unico veramente insostituibile, a parte il solito Lebron James, è il brasiliano.

Con gli Spurs Varejao ha subito un risentimento muscolare e non ha potuto giocare che 13 minuti, e senza il suo contributo di energia i Cavaliers non sono riusciti a distanziare gli Spurs nei primi tre quarti, il quarto periodo di Ginobili ha poi fatto il resto.

Shaquille O'Neal sta passando l'ultima parte di stagione in infermeria per l'infortunio alla mano, eppure i Cavs non stanno risentendo di quest'assenza, anzi, Mike Brown ha potuto dare più spazio a Jamison, Powe, a Varejao e JJ Hickson, ed in generale ha potuto giocare con quintetti più piccoli e veloci, in grado di far giocare Lebron James in posizioni diverse e con l'area più aperta e libera per poter attaccare il canestro a piacimento.

Dopo il mese di sosta forzato è tornato a Cleveland Zidrunas Ikgauskas, il lituano è entrato nello scambio che ha portato a Cleveland Jamison ma non ha mai vestito nemmeno la maglia d'allenamento degli Wizards.

Infatti il contratto di Ilgauskas è stato subito rescisso da Washington e il giocatore ha dovuto aspettare 30 giorni, stabiliti dal regolamento NBA prima di riaccasarsi ancora alla corte di Lebron James. Quello del lituano, da sempre ai Cavaliers, è stato uno dei ritorni più scontati della free agency degli ultimi anni.

A tal proposito lo stesso Ilgauskas ha dichiarato: “Sarà  un percorso graduale, al momento sto più pensando che reagendo. Sto solo cercando di non forzare nulla, Sto solo cercando di trovare il mio posto e i miei spazi. Il campo sembra davvero enorme per me. Mi aspetto di farlo diventare più piccolo ad ogni gara. “

In questo scorcio di stagione c'è stato il tempo per LBJ di diventare il più giovane giocatore della storia NBA a raggiungere i 15.000 punti, mettendoci 117 gare in meno di Kobe Bryant, il precedente detentore del record battuto dal re.

A tal proposito James ha dichiarato:” Sono nato con un dono di Dio. Cerco di prenderne tutti i vantaggi, continuando a fare ciò che so fare su un campo da basket. Speriamo di poter continuare a stare in salute e continuare a battere dei records.”.

Molto più significative, sul record battuto da James, le dichiarazioni del suo allenatore Mike Brown:” Non ci saranno record che Lebron batterà  nella sua carriera che mi potranno sorprendere in qualche modo.”.

Intanto i Cavaliers nella notte hanno affrontato e battuo i Kings alla Q-arena di Cleveland, non un compito impossibile per la squadra di LBJ, data anche l'assenza del rookie meraviglia di Sacramento Tyreek Evans, la gara ha sempre visto Cleveland davanti, con Sacramento che ha sempre cercato di rimanere a contatto, senza mai però riuscire ad andare davanti ai Cavs. Al momento decisivo i Cavaliers superiori per “numero e mezzi”, hanno allungato fino al 97 a 90 finale.

Anche questa gara ha ribadito l'andamento di questo scorcio di stagione, con i Cavaliers a controllare il “tempo” della gara, con LBJ ha gestire i momenti in cui dominare le gare ed i momenti in cui lasciar giocare i Jamison e gli Williams e gli Hickson a disposizione di coach Brown.

Come detto la superiorità  di uomini e talento a disposizione dei Cavaliers sta permettendo alla franchigia dell'Ohio di avere sempre maggior freschezza ed energia nei momenti decisivi della gara.

Questo potrà  contribuire ad arrivare ai momenti decisivi dei play off con i giocatori chiave meno spremuti delle avversarie dirette e nell battaglie della posta season ogni energia risparmiata torna utile e determinante.

Nelle ultime nove gare di stagione regolare ci sono ancora da affrontare Orlando, Boston, Atlanta, però in un momento in cui ormai i record e le posizioni in vista dei play off saranno già  definiti, così queste ultime gare saranno usate, come detto, per provare le rotazioni in vista dei play off e per capire quali giocatori all'interno del roster di Mike Brown sono pronti sia tecnicamente ma sopratutto mentalmente per affrontare le gare decisive della stagione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *