Trade deadline: molto rumore per nulla

Caron Butler è il giocatore più forte fra quelli coinvolti dalla trade deadline…

L'attesa per il 18 Febbraio, data di chiusura per gli scambi, forse ha caricato di aspettative gli ultimi giorni di trattative.

Alla fine nessuno tra i Big in procinto di cambiare maglia come Bosh e Stoudemire ha poi effettivamente trovato una nuova collocazione. Forse il dubbio delle rispettive squadre nel trovare contropartite tecniche adeguate o forse la speranza di poter trovare un accordo entro l'estate ha condizionato la scelta.

Due le tendenze che le squadre hanno seguito in questo mercato.
La prima riguarda le squadre di vertice come Cleveland, Dallas e Portland che hanno cercato operazioni mirate per rinforzare i reparti scoperti.
L'altra interessava le squadre in cerca di spazio salariale per la prossima estate, fra tutte New York e Washington.

A scaldare i motori, come sempre negli ultimi anni, era stato Cuban che con una trade con i Wizards ha portato in Texas Butler, Haywood e Stevenson e i loro lunghi contratti in cambio di Ross, Josh Howard, Singleton e Gooden. Dopo una decina di partite sembra che sia stato uno scambio che ha soddisfatto entrambe le squadre: Dallas è in serie positiva da 12 gare e Washington che ha la possibilità  di aumentare lo spazio salariale.

Portland anticipando la scadenza di un paio di giorni decide di sacrificare Blake e Outlaw per prendere dai Clippers Camby e Ricky Davis, subito tagliato. Portland ha così il centro che la sfortuna gli ha negato per il resto della stagione e si è assicurata i play-off ma ha dovuto sacrificare Blake e Outlaw, graditi ai Clippers perché entrambi in scadenza. Camby arriva comunque con un solo anno di contratto e per la prossima stagione Portland ha ancora uno dei monte salari più basso con circa 50 ml complessivi.

Meno d'impatto e senza grosse implicazioni lo scambio tra Minnesota e New York. Milicic ai Wolves e Cardinal, subito tagliato, ai Knicks. Entrambi contratti sono di pari valore e in scadenza.

D'assestamento anche lo scambio tra i Bucks e Chicago. Warrick e Alexander vanno ai Bulls per Salmons e le seconde scelte del 2011 e 2012. Milwaukee ha beneficiato dello scambio molto più dei Bulls trovando un esterno, assieme al neo arrivo Stackhouse, in grado di sostituire l'infortunato Redd. Bucks in ascesa verso i play-off e Bulls ancora in cerca d'assetto.

Sempre Chicago ha spedito Tyrus Thomas a Charlotte per Murray, Low, il tagliato Richards e una futura prima scelta. Appesantiti dal salary cap i Jazz hanno scambiato Ronnie Brewer per una futura prima scelta protetta di Memphis avendo già  in rosa il sostituto.

Philadelphia ha deciso di scambiare Ivey e Brezec e una seconda scelta 2010 per Meeks e Elson. San Antonio a mandato Ratliff a Charlotte per una seconda scelta 2016 mentre Washington nel suo processo di smantellamento ha mandato McGuire ai Kings per una futura seconda scelta e soldi.

Tra le più inattese la trade che ha fatto arrivare Nate Robinson e Marcus Landry a Boston per House, Giddens, Walker e una futura seconda scelta.
Boston cerca così un giocatore che dia energia dalla panchina e che possa far rifiatare Rondo come cambio del playmaker. New York non ottiene grossi benefici se non quello di scambiare Robinson ormai poco gradito allo staff tecnico.

La trade più suggestiva è stata quella che ha portato McGrady ai Knicks coinvolgendo anche Sacramento. L'effettivo valore nello scambio sta nel contratto d 23 ml di McGrady in scadenza ma anche l'effetto di riportare una Stella, anche se in declino, ad un pubblico esigente che da anni si accontenta di giocatori di seconda fascia.

Anche se impostato in due fasi lo scambio ha questi risultati: a Houston arrivano Kevin Martin e Armstong da Sacramento per Carl Landry, Dorsey e Kenny Thomas. Inoltre in Texas via New York anche Jeffries, il rookie Hill e una scelta 2012. I Knicks prendono anche Rodriguez dai Kings che ricevono in contropartita Larry Hughes.

Houston si accolla un contratto lungo e oneroso come quello di Martin e uno meno lungo ma altrettanto oneroso come quello di Jeffries. La speranza dei Rockets è quella di aver preso il realizzatore che mancava alla squadra ma il sacrificio di Landry toglie ad Adelman uno dei giocatori migliori. Non secondario l'addio a McGrady i cui giorni tra i Razzi erano ormai giunti al terimne.

Sacramento ottiene un ottimo giocatore come Landry e un contratto in scadenza, quello di Hughes (già  liberato dopo il buyout) ma non cambia di molto le sorti prossime future della squadra. New York invece ottiene quello che cercava. Si libera del contratto di Jeffries e con McGrady libera spazio per l'estate.

Se poi T-Mac tornerà  su buoni livelli potrà  essere rifirmato a cifre ragionevoli. Sul groppone rimane il contratto di Curry ancora per un anno ma nessuno ha abboccato all'amo e con Gallinari, Chandler e Douglas rimangono i soli giocatori sotto contratto per la prossima stagione. Il monte salari sarà  quindi di 18 milioni circa, con tanto spazio per firmare free agent di valore…

Aver scambiato il rookie Hill, ottava scelta assoluta, e non avendo la possibilità  di scegliere al primo giro quest'anno avendo scambiato la scelta nell'affare Marbury, ora in possesso di Utah, è segno che Walsh punta tutto sul mercato dei free-agent. Qualcuno arriverà  di sicuro ma basterà  per vincere subito?

Lo scambio che, anche se nell'aria, ha sorpreso molti è l'arrivo di Jamison ai Cavs. La prima scelta era Stoudemire, ma la richiesta era troppo elevata così si è optato per Jamison dai Wizard coinvolgendo anche i soliti Clippers.
Thorton da LA a Washington mentre Telfair arriva a Cavs. Cleveland sacrifica Ilgauskas, i diritti su Preldzic e una scelta futura, tutti in arrivo nella Capitale. Ai Clippers arriva Gooden.

Trade sorprendente quella imbastita da Ferry soprattutto perché la squadra con il miglior record della Lega difficilmente cerca scambi che ne cambiano l'assetto. I Cavs ottengono così la Power Forward perimetrale che non avevano preservando il reparto lunghi.

Poche ore dopo la trade già  era sicura una rescissione del contratto di Ilgauskas e Washington tramite un Buy out. Le regole lo permettono ma quello che ha fatto storcere il naso a molti è il fatto che il lituano tornerà  ai Cavs ed in concreto l'arrivo di Jamison sarà  solo un'acquisizione senza la perdita effettiva di un giocatore.

Perché Ilgausakas possa giocare i play-off deve trovare l'accordo prima di Aprile ma potrà  tornare alla sua squadra non prima di 30 giorni dopo la rescissione. Il caso non è sfuggito a Stern, ma non è dato sapere se finalmente verrà  messa mano al regolamento per evitare altre trade-farsa come questa, che rinforzano squadre già  forti e modificano gli equilibri della Lega.

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