Orlando rialza la testa

Rashard Lewis, decisivo con due canestri nel finale per le due vittorie con Boston

Lasciato alle spalle il mese orribile di Gennaio gli Orlando Magic erano chiamati ad affrontare prima della pausa per l'All Star Week End tre sfide, due con i Celtics e una con gli Hakws, decisive per stabilire le gerarchie, almeno momentanee, dietro i Cavs e per decidere il tie-breaker negli scontri diretti.

Ad Est negli scontri diretti i più penalizzati sono i Boston Celtics che hanno subito una cappotto da Atlanta per 4-0 e che con la sconfitta di domenica 7 Febbraio si trovano in svantaggio 3-1 anche con i Magic. Dietro Cleveland la situazione è in continuo mutamento con solo mezza partita a distanziare le tre squadre. Anche con Atlanta Orlando si è aggiudicato il vantaggio nel tie -breaker grazie ad un 3-0 frutto di tre partite mai in discussione.

Orlando rialza la testa e dopo la convincente vittoria casalinga con Atlanta arriva la W anche con i Celtics con un canestro di Lewis a pochi secondi dalla fine dopo aver recuperato uno svantaggio di 16 punti.

Anomalo l'utilizzo di Carter che coach Van Gundy continua a schierare in quintetto ma che nelle partite con, Atlanta e Boston e nella successiva vittoria con Detroit ha giocato meno di due minuti complessivamente nei quarti quarti delle tre partite. Nessun danno per la squadra che porta a casa tre vittorie, per Vince invece continua il periodo negativo al tiro.

Arrivano anche i primi vischi dai tifosi dell'Amway Arena prontamente messi a tacere dalle dichiarazioni del GM Smith e di coach Van Gundy che smentiscono sia futuri movimenti di mercato riguardanti l'ex Nets, sia un diverso utilizzo nelle rotazioni di squadra. Carter rimane uno dei giocatori di riferimento per la squadra anche se il suo inserimento è più lento di quello sperato.

Curiosa l'idea di Van Gundy di chiamare come consulente Frank, l'ex allenatore di New Jersey, mossa forse più psicologica che tecnica per ridare fiducia al giocatore. La gara con Milwaukee era la partita ideale per provare a scrollarsi di dosso le incertezze del recente passato contro una squadra decisamente alla portata dei Magic.

Carter ha dato i primi segnali di risveglio con una buona prestazione chiusa con 17 punti e discrete percentuali al tiro. La sconfitta con Washington è arrivata solo allo scadere con un gran canestro di Butler. Carter ha continuato sulla rotta giusta mettendo a segno un ventello.

Ben più importante la quarta gara stagionale contro Boston, questa volta in trasferta. Decisiva per il tie-breaker e per consolidare la posizione in classifica la gara ha ricalcato l'andamento di quella di pochi giorni prima.

Partenza forte dei Celtics anche senza l'apporto di un Garnett ancora fuori forma. Howard relegato in panchina per i soliti falli e attacco che fatica a trovare soluzioni contro la solida difesa della squadra di coach Rivers. Inerzia tutta a favore dei padroni di casa che però vengono travolti nella ripresa dai Magic che rientrano dall'intervallo con nuove soluzioni offensive e una difesa che lascia poco spazio.

Carter ha avuto il merito di segnare i canestri nel momento di maggior difficoltà  quando Boston aveva un vantaggio oltre la doppia cifra. Ripresa targata Magic condotti da un Lewis tornato ai livelli degli scorsi play-off, capace di scardinare la difesa avversaria con il tiro da fuori e in grado di ripetersi mettendo a segno il canestro della sicurezza a pochi secondi dalla fine. Attacco confusionario di Orlando che si affida a Rashard abile a segnare un jumper dalla media evitando anche lo sfondamento.

Ripresa la testa della Southest Division le vittorie con Atlanta e Boston hanno concesso l'onore a Stan Van Gundy di essere l'allenatore della selezione della Easten Conference durante l'All Star Game. Per Van Gundy non è la prima volta vista la partecipazione nel 2005 quando era headcoach degli Heat. Nonostante Cleveland sia prima ad Est Mike Brown non può essere partecipare all'All Star Game in quanto era già  presente l'anno scorso. Tra i giocatori è stato selezionato come centro titolare Dwight Howard.

Prima dell'All Star Week End i Magic dovevano affrontare tre sfide sicuramente non facili. La gara casalinga contro gli Hornets privi di Paul nascondeva molte insidie. Il nuovo assetto voluto dal Bower ha riportato New Orleans a lottare per i play-off ad Ovest e l'assenza di Paul è stata tamponata da Collison, rookie in ascesa dopo l'allontanamento di Scott.

Per risolvere la pratica è servito un Carter vecchia maniera, autore di 48 punti, seconda miglior prestazione personale di sempre. Tornato per una sera Vincredible, Carter ha segnato da ogni posizione ed in ogni modo. Commentando la strepitosa serata lo stesso Carter non ha potuto che ammettere che partite come quella non si possono preparare ma accadono e basta.

Gara successiva in quel di Chicago durata meno di tre minuti, quelli trascorsi dal fischio d'inizio all'infortunio di Rose. Orlando chiude il primo quarto in largo vantaggio e il resto della partita è stato un garbage time di mezza stagione. Buona la prova di tutti ma contro una squadra in difficoltà  come Chicago che prede subito il suo leader valutazioni oggettive possono essere forvianti.

L'ultim partita pre sosta i Magic l'hanno giocata a Cleveland, contro la squadra con il miglior record della Lega e in striscia vincente da 12 partite. Cleveland, memore degli scorsi play-off, ha acquisito dal mercato estivo giocatori di peso come O'neal da mandare in staffetta con Varejao e Ilgauzkas contro Howard, ed esterni versatili per marcare Lewis. Equilibrio fino all'ultimo quarto con i Magic che si bloccano sul 79-72 e segnano pochissimo nei restanti 5 minuti di partita.

Nelle ultime dieci partite il bilancio parla di 7 vinte e 3 perse, indice di un buon stato di salute e se consideriamo che due sconfitte, con Memphis e Washington sono arrivate nel finale l'unico momento di difficoltà  i Magic l'hanno avuto con i Cavs anche se non hanno alzato bandiera bianca subito come ad inizio stagione ma hanno giocato per tutta la partita.

All Star Game è anche sinonimo di mercato, la cui fine è fissata per il 18. Orlando non dovrebbe cambiare anche se alcune voci sono circolate nell'ambiente Magic. Al centro dell'attenzione JJ Redick, autore della sua miglior stagione.

Un primo rumor lo voleva vicino ai Celtics, operazione improbabile visto che si andrebbe a rinforzare una diretta avversaria mentre il suo nome è stato accostato anche a Chicago che metteva sul piatto come contropartita Salmons, giocatore non ideale per il sistema dei Magic.

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