St. Louis a un passo dal sogno

Aaron Miles arriva a casa col punto della vittoria nella parte bassa dell'ottavo!

Giunti alla quarta gara della serie, i 46.470 del Busch Stadium si presentano come una rumorosa marea rossa, unita nel supporto dei propri Saint Louis Cardinals. Si percepisce la viva possibilità  di dare una decisiva svolta alle World Series: sul monte il lanciatore votato MVP delle NLCS, quel Jeff Suppan (12-7 con ERA di 4.12 in stagione) reduce da 15 inning in cui aveva concesso solo un punto alle mazze dei Mets.
A sfidarlo uno dei ragazzotti terribili che hanno trascinato i Detroit Tigers alla postseason, il destro 24enne Jeremy Bonderman, 14-8 ed ERA 4.02 in regular season: un giovane affidabile e in grado, secondo il manager Jim Leyland (che non ha modificato in alcun modo la rotazione della stagione regolare), di gestire senza patemi d'animo la delicata situazione psicologica.

La Partita

Dopo la pioggia di ieri notte che aveva costretto al rinvio dell'incontro (solo il secondo rainout nella storia delle WS degli ultimi 20 anni), serata quasi primaverile sotto l'Arco del Missouri.
Già  nel primo inning si iniziano a delineare dei trend interessanti, con Suppan rapidissimo a chiudere in soli 6 lanci la propria parte alta e Bonderman a soffrire il leadoff dei Cardinals David Eckstein, unico uomo a raggiungere la prima.
Al secondo inning il tabellino inizia a muoversi. Con un out, il 1B Sean Casey corona il proprio ritorno in grande spolvero dopo l'infortunio al polpaccio che lo aveva escluso dalle ALCS: il mancino dei Tigers incontra bene un lancio non troppo convinto di Suppan sbattendolo nel bullpen dei Cardinals in campo destro. Suppan concede un singolo anche al C "Pudge" Rodriguez (reduce da un clamoroso slump, sei gare con 0-su-23) subito dopo, ma chiude l'inning senza ulteriori danni.
Dopo un 1-2-3 inning per Bonderman, al ritorno sul monte di Suppan continuano i problemi: apre il CF Curtis Granderson con un doppio (sua prima valida nella Serie), portato a casa dopo due out da una bella valida del solito Casey. Anche Rodriguez si conferma sbloccato e con un singolo porta l'incontro sul 3-0.

In situazioni come queste, con l'inerzia chiaramente a favore della squadra avversaria, spetta al manager navigato di salire in cattedra ed incidere sul risultato. Esperienza e capacità  non mancano certo a Tony LaRussa: dal dugout in rosso arrivano i segnali della small ball, con batti-e-corri chiamato anche quando sul monte arriva il partente. Aaron Miles ruba la seconda - non è da tutti, contro Pudge - ed è in posizione punto: con due out, torna al piatto Eckstein, che non gira due ball di Bonderman e al terzo lancio piazza un bel doppio, giusto al di sopra delle possibilità  dello shortstop Carlos Guillén. 3-1.
Rinfrancato dalla ritrovata vena del proprio attacco, Suppan ritrova il mood del 1° inning e non concede più punti: nei sei inning lanciati concluderà  con 3 ER ed 8 valide (ma solo due da extra-basi) a fronte di 4 K e 2 BB.
D'altro canto continua il baseball aggressivo dei Cardinals, che arrivano al 3-2 nella parte bassa del quarto con il 3B Scott Rolen portato a casa dal C Yadier Molina: non si conclude però la rimonta, e Bonderman può uscire nel sesto con la prospettiva di risultare il vincente, grazie all'ingresso di Fernando Rodney che esorcizza i corridori agli angoli con due strikeout.
Per Bonderman 5.1 inning e 2 punti concessi, con 4 K e 4 BB.

Nella terza parte di gara la partita è in mano ai rilievi. Se in stagione regolare il bullpen di Detroit era risultato il migliore delle Majors, di fronte alla pressione della postseason non sempre si è dimostrato all'altezza: grande è dunque la curiosità  di vedere se i setup men riusciranno a fornire un'opportunità  di salvezza al closer Todd Jones.
Da parte Cardinals arriva un ottimo settimo inning per i rookie Josh Kinney e Tyler Johnson, che mantengono stretto lo svantaggio: nella parte bassa apre ancora Eckstein con un altro doppio, favorito dallo scivolone di Granderson nel tentativo di presa al volo; mentre al piatto arriva come pinch-hitter l'esterno So Taguchi, con l'obiettivo di portarlo in terza con un bunt di sacrificio. Rodney raccoglie la palla dal terreno sabbioso ma sbaglia clamorosamente l'assistenza in prima, con un attonito Placido Polanco a guardare Taguchi arrivare in seconda ma soprattutto il piccolo Eckstein esultare a casa base per il punto del pareggio.
Dopo quello di Joel Zumaya in gara-3, questo è il secondo gravissimo errore per un rilievo di Detroit, il quarto in assoluto per il pitching staff Tigers (record negativo nella storia delle WS).
Il lanciatore destro resta in campo, sembra in controllo con una base intenzionale su uno stranamente quieto Albert Pujols e due strikeout consecutivi, ma alla fine concede un base-hit all'esterno Preston Wilson che porta a casa Taguchi per il 4-3 Cardinals.

Parte alta dell'ottavo. Il momento è decisivo, e gli avvenimenti sembrano seguire lo script di uno sceneggiatore hollywoodiano.
Pressione altissima sui battitori di Detroit: per fortuna dei tifosi del Michigan lead off è Pudge Rodriguez, un ex AL MVP e già  vincitore delle WS con Florida, che resta focalizzato sulla palla e colpisce il neo-entrato Braden Looper con un doppio verso sinistra. La Russa tira dentro il giovane closer Adam Wainwright, ma il 3B Brandon Inge lo legge benissimo e con l'ennesimo doppio della serata porta l'incontro in parità .
Nella parte bassa, sale sul monte proprio Zumaya, atteso al riscatto dopo lo sfortunato precedente. Il giovanissimo e potente lanciatore destro sembra ancora scosso, e manda Molina in prima con quattro ball consecutivi: pare riprendersi con l'eliminazione successiva, una grounder verso la terza che solo la grinta di Miles non trasforma in doppio gioco. Zumaya è in fiducia, elimina al piatto il pinch-hitter Juan Encarnacion con tre strike, ma il suo terzo non viene controllato dal catcher e si allontana verso il dugout, consentendo a Miles di raggiungere una insperata seconda base.
In un inning che dovrebbe già  essere chiuso, si presenta in battuta il solito combattivo biondino che risponde al nome di David Eckstein. Non sappiamo se in Florida sia diffuso il detto nostrano "Non c'è due senza tre": di per certo osserviamo come l'interbase colpisca sul profondo anche Zumaya, dopo Bonderman e Rodney, sempre con un doppio verso il centro che stavolta significa il definitivo vantaggio Cardinals 5-4. L'esterno Craig Monroe vede la palla a metà  strada tra lui e Granderson, la rincorre, cerca con un estremo tentativo di afferrarla al volo… ma solo per sfiorarla con la punta del guanto, e da terra vederla allontanarsi insieme con le speranze di una serie sul 2-2.
Eckstein uomo-partita: non potrebbe essere altrimenti, dopo una prestazione con tre doppi per un complessivo 4-su-5 e 2 RBI.

Nel nono inning ha vita facile Wainwright a chiudere la partita senza concedere basi, accreditandosi così della sua prima W in carriera nella postseason.

Due Up

La situazione è rosea per i Cardinals: stanotte alle ore 20.00 (le 2.00 in Italia) possono chiudere in casa, sfruttando l'inerzia di queste ultime due gare ed il supporto dello strepitoso pubblico di casa. A sorpresa, La Russa ha deciso di non riproporre lo stesso rookies' duel che in gara-1 aveva visto prevalere Anthony Reyes su Justin Verlander: a lanciare per St. Louis sarà  Jeff Weaver , in stagione regolare il peggior partente per i Cards (8-14 con ERA 5.76). Leyland al contrario tiene fede alla rotazione di sempre e non schiera Rogers, intoccabile in questo Ottobre e perfettamente riposato. Se Verlander non tiene fede alle promesse, Rogers non toccherà  più il campo: è un rischio che molti non avrebbero voluto correre, e che siamo tutti curiosi di vedere se pagherà .
A frenare gli entusiasmi dei tifosi del Missouri, frementi per un titolo che manca da 24 anni e che li renderebbe la seconda squadra più vincente del baseball americano, è il malaugurante precedente del 1968: World Series, Detroit contro St. Louis, Cardinals avanti 3-1… successo finale per i Tigers 4-3. Non solo, in entrambe le World Series giocate dalle due squadre, St. Louis ha vinto gara 1, Detroit gara 2, St. Louis nuovamente gara 3, ma poi chi delle due ha vinto gara 4 ha sempre perso la serie!

Da stasera si fa la storia.
(St. Louis conduce la serie 3-1) Justin Verlander vs. Jeff Weaver, ore 2.00 italiane.

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