Lakers in tranquillità 

Non c'è stato bisogno di sudare per Kobe Bryant nella serie contro i Jazz.

Finisce in gloria la prima serie dei play off per i Lakers. Una sola partita persa, l'impressione di aver giocato sempre come al gatto con il topo con degli avversari storici, i Jazz di coach Sloan, passaggio del turno mai davvero in discussione.

La serie è stata addirittura a tratti noiosa ed è sembrato di assistere a delle partite di regoular season, non ad una infuocata serie di play off, non certo uno spettacolo capace di esaltare come sta accadendo in altre serie.

La fiducia ovviamente è piena e vengono confermate le buone sensazioni date avute durante la stagione regolare, con la fiducia e la certezza che i ragazzi in gialloviola costituiscano un'ottima squadra e possano ragionevolmente ambire all'anello permane però qualche perplessità .

In sede di analisi prima di tutto occorre sottolineare l'ottima fluidità  dell'attacco, storia vecchia, certo, sono due anni che i Lakers stanno giocando molto bene, se dimentichiamo quei mesi conditi da tanti infortuni potremmo dire anche tre anni, ma una conferma fa sempre piacere. Palla che circola, tanti giocatori con tiri a disposizione, spesso e volentieri parecchia gente in doppia cifra, buone scelte, buone percentuali.

L'unico rischio poteva essere quello di una eccessiva prevedibilità , ma a creare sorprese ed inventare ci pensa un ottimo Kobe Bryant, pure lui sornione ed apparentemente poco impegnato, che ha steccato completamente gara 3, in cui ha giocato davvero male, ma nelle 4 vittorie ha dimostrato la sua piena maturità . Anche il fatto che quasi sempre abbia preferito non eccedere ed abbia lasciato il proscenio a vantaggio consolidato fa capire quanto sia maturato il Mamba.

Il pacchetto lunghi aveva un vantaggio fisico notevole sugli avversari, ma anziché puntare su quello si è preferito comunque giocare sulla tecnica e sull'agilità , ma tutto sommato i risultati si son visti. Certo, Carlos Boozer ha ringraziato per questa scelta e ne ha approfittato per metter su numeri importanti, ma resta impossibile criticare le scelte tattiche di una serie vinta per 4 a 1 senza mai dare adito a dubbi circa il passaggio del turno.

Gli esterni avrebbero potuto avere problemi, in quanto Kirilenko e Korver sono due giocatori vecchia scuola ideali nel sistema dei Jazz, Brewer è un ragazzo atletico e sempre più educato tecnicamente e tatticamente, e soprattutto Deron Williams è ormai uno dei migliori play della lega ed i Lakers notoriamente non hanno giocatori adatti a limitarlo.

Invece, Kobe o non Kobe, il settore ha retto, con degli ottimi Fisher ed Ariza, entrambi da applausi, anzi, addirittura ha prevalso. Williams ha giocato bene ma non è riuscito a trascinare i suoi, Kirilenko si è trovato spaesato ed in alcuni momenti è sembrato perdere completamente fiducia ed andare nel pallone, gli altri sono andati decorosamente, ma miracoli non ne han fatti. I Lakers invece hanno tirato con ottime percentuali e scegliendo bene i tiri, senza apparentemente neanche sforzarsi più di tanto.

Questo apparente poco sforzo rappresenta uno dei due punti dolenti.
La maggiore perplessità  che accompagna questi Lakers nella corsa alla vittoria finale è la tenuta difensiva, tenuta che è stata dimostrata in pochissime circostanze durante l'anno. Si pensava che una serie di play off fosse il momento migliore per mostrare gli eventuali progressi, invece Kobe e compagni si sono accontentati del vantaggio che gli garantiva un buon attacco ed in fase difensiva sono sembrati piuttosto molli.

Perchè non sono stati mostrati i progressi difensivi?
Perchè non ce n'era bisogno e quindi meglio risparmiare energie per quando serviranno?
O perchè tali progressi non ci sono?
La risposta a questa domanda sarà  decisiva per arrivare al risultato che tutti i tifosi gialloviola si augurano.

La seconda perplessità , ben minore a dire il vero, sta nel livello di gioco di quel pacchetto lunghi che è stato decisivo in questi due anni per arrivare primi all'ovest. In teoria i poveri lunghi dei Jazz avrebbero dovuto essere spazzati via, in quanto i vari Boozer e Millsap sono molto più bassi dei lunghi gialloviola, Okur è meno rapido e mobile e Collins non è francamente al livello.

Eppure i Jazz hanno fatto una figura decorosa, Boozer addirittura ottima. Complessivamente però sia Gasol che Odom non avranno dominato, ma hanno svolto il loro compitino senza sbavature, quindi non si può certo esagerare con le critiche. Contro i vari Yao, Scola e Landry però servirà  qualcosa in più, senza dubbio.

Ora il prossimo turno sarà  contro gli Houston Rockets, altra squadra che in questi due anni è stata spesso battuta, sempre quest'anno, una squadra che punta più sulla tecnica e sulla circolazione di palla che sull'atletismo, un'altra squadra allenata da un allenatore vecchia scuola, esperto e molto competente, dopo Sloan ecco Adelman, un altro allenatore che sembra però soffrire il confronto con Phil Jackson.

Facile passaggio del turno quindi?
A questa domanda si può rispondere tranquillamente in modo negativo. O meglio, per passare senza problemi serviranno dei Lakers superbi.

Come lo scorso anno senza Yao, quest'anno senza McGrady i Rockets hanno avuto una impennata di orgoglio cominciando ad innalzare il loro rendimento, ma mentre per Yao non avevano vere alternative, le alternative ad un McGrady che sembra sempre più vicino a chiudere la carriera ci sono eccome. Inoltre qualche aggiustamento in inverno ha migliorato la chimica di squadra, che ora sembra davvero ben amalgamata.

Mentre poi i Jazz sembravano in uno stato di forma non eccezionale, i Rockets sembrano davvero in palla. I play sono giovani e poco esperti, ma sono veloci e ben assortiti, penetratore e realizzatore Brooks, difensore e distributore Lowry, gli altri due esterni sono Artest e Battier, due grandissimi difensori, forse la miglior coppia difensiva della lega, che comunque hanno anche qualche arma offensiva di tutto rispetto, con l'ex Von Wafer che ha mostrato dei progressi impensabili finchè giocava in California.

Il pacchetto lunghi poi non ha molto bisogno di commenti, con la muraglia cinese Yao Ming che incute un certo timore, un giocatore che è migliorato anno dopo anno ed ormai è un centro completo e tecnico, ed ogni tanto riesce anche ad essere un leader, Landry che è un giovane di ottime qualità  ed uno Scola che era molto sottovalutato al suo arrivo in lega, vista l'altezza non propriamente da colosso ed un atletismo non all'altezza di molti rivali, ma che alla prova dei fatti ha dimostrato di poter insegnare alla stragrande maggioranza degli avversari come deve giocare un lungo.

I Lakers hanno i favori del pronostico, ma dovranno continuare a giocare in modo molto armonico in attacco, in quanto sarà  dura superare la difesa dei Rockets con iniziative personali, e dovranno aumentare l'intensità  e la pressione difensiva.

Non si può non concludere questa panoramica senza un in bocca al lupo a Tex Winter, colui che ha portato a perfezione la triangolo, che è stato ricoverato per un ictus. Forza Tex, vogliamo vederti tornare ad arrabbiarti con dei giocatori che non rispettano il piano di gioco alla perfezione come fai da tanti anni!

Risultati
Domenica 19 aprile: Los Angeles Lakers - Utah Jazz 113 – 100
Martedì 21 aprile: Los Angeles Lakers - Utah Jazz 119 – 109
Giovedì 23 aprile: Los Angeles Lakers @ Utah Jazz 88 – 86
Sabato 25 aprile: Los Angeles Lakers @ Utah Jazz 108 – 94
Lunedì 27 aprile: Los Angeles Lakers - Utah Jazz 106 - 96

A parte gara 3, persa a causa delle scellerate scelte nel finale che hanno portato all'ultimo tiro della disperazione, scagliato ovviamente da Kobe Bryant con pochissimo tempo sul cronometro, equilibrio precario e mani dei difensori in faccia, dopo aver consentito un tiro agevole a Deron Williams per il +2 Jazz, le altre partite sono scivolate via in carrozza ed il divario di punteggio non sembra rispecchiare il divario di valori in campo.

Le partite sono state relativamente poco spettacolari, prive di intensità , il risultato è sembrato scritto in partenza, ben diversamente che nella serie dello scorso anno fra le stesse due squadre.

I singoli

Giocando senza troppa intensità  non è servito che i leaders facessero chissà  cosa, ma comunque Kobe Bryant, Lamar Odom e Pau Gasol si sono resi protagonisti di una buona serie, forse meno il terzo, che storicamente subisce Carlos Boozer, ma nel complesso tutti e tre sono stati abbondantemente sopra la sufficienza, pronti a dare il meglio già  nella prossima serie.

Chi invece è partito subito molto bene sono stati Derek Fisher e Trevor Ariza. Il primo doveva affrontare uno dei giocatori più difficili per lui, Deron Williams, ovviamente non è riuscito a limitare oltre certi limiti il suo avversario, ma non ha sfigurato. Ariza invece non ha trovato avversari credibili ed ha dominato in entrambe le fasi di gioco, dimostrando di essere prontissimo per giocare un ruolo importante anche in partite decisive.

Sorprendente Shannon Brown, che sembra ripercorrere i passi di Trevor Ariza.
Atletico, potente, veloce, dotato di una notevole elevazione, ha giocato con criterio, ha tirato quando doveva e con buone percentuali, non sarà  mai un play classico, ma nella triple post offence, in cui i tre vertici del triangolo, coloro per cui passa più spesso la palla, sono i tre leaders di cui sopra, può essere una point guard credibile. Occorrerà  lavorare molto su questo ragazzo in estate, se sarà  come è sperabile confermato, ma il materiale su cui lavorare c'è tutto,

Incostanti Walton e Vujacic, ma hanno mostrato dei progressi e potrebbero riuscire a ridare quella profondità  alla panca che si era persa ultimamente. Giocano poi in gialloviola con Phil Jackson da una vita e conoscono alla perfezione tutti i segreti della triangolo, spazio ne troveranno. Lo stesso Josh Powell dalla panchina è riuscito a dare qualche minuto di riposo a Odom e Gasol senza far scendere troppo il livello.

Veniamo ora alle dolenti note.
Farmar è uscito dalle rotazioni, pare sfiduciato e perso, non mette neanche intensità , davvero ci sono dubbi che Phil Jackson voglia lavorare ancora su di lui in futuro. Oggi è presto per pensare alla prossima stagione, ci sono dei play off da giocare, ma nelle condizioni attuali il ragazzo californiano difficilmente potrà  contribuire.

Più o meno le stesso cose si potrebbero dire di Adam Morrison, fuori condizione e completamente privo di fiducia, avrebbe bisogno di un gran lavoro specifico che in questo momento non è possibile effettuare.

Comunque fra Ariza e Fisher che stanno andando molto bene, Brown che cresce a vista d'occhio e Walton e Vujacic che alla fine la sufficienza la strappano di questi due giocatori si potrà  fare a meno.

La situazione più preoccupante è quella di un giocatore fondamentale, sul cui rendimento si posano molte speranze dei Lakers, per il futuro ma anche per il presente. Parliamo di Andrew Bynum.

Il ragazzo giocava contro avversari più bassi e meno atletici di lui, avrebbe dovuto farne polpette, invece è sembrato timido e spaesato, ha perso tanti minuti in rotazione ed ha reagito prendendosela con Phil Jackson anziché con gli avversari.

La polemica è presto rientrata, ma speriamo che in questi giorni di fitto lavoro il suo mentore Kareem Abdul Jabbar sappia fargli capire come si gioca una serie di play off ed il bimbo recuperi una condizione accettabile.

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