Pistons: Game Over?

La faccia di Rasheed è lo specchio del momento dei Pistons…

Dopo il tracollo delle prime due gare di playoff, i tifosi dei Pistons chiedevano alla propria squadra quella prova di carattere decisiva per tentare la rimonta in una serie quasi proibitiva e di dimostrare di poter rinascere, come una fenicie, dalle proprie ceneri.

Questa notte si è giocato a Detroit; il pubblico ha rispettato le aspettative (quando mai il Palace ha tradito?) la squadra invece ha fallito.

La partita è stata, volendo essere clementi, forse più equilibrata delle precedenti, almeno in quanto a punteggio i Pistons non sono mai scesi a distacchi vertiginosi come nelle gare della Quicken Loans, ma esattamente come nelle partite in trasferta, anche quando magari il punteggio suggeriva una partita equilibrata le sensazioni dall'esterno riflettevano un'altra realtà , quella tanto amara per i tifosi di Detroit che vedevano pararsi innanzi a loro un iceberg sempre più alto e invalicabile.

Ora, posti davanti al risultato duro di 3-0 e con le speranze ormai ridotte al minimo, i Pistons devono sperare in un vero e proprio miracolo, ammesso e non concesso che questo possa essere sufficiente per superare quella montagna invalicabile che gli oscura il cammino.

Il pubblico delle grandi occasioni di Detroit stimola i padroni di casa che partono subito forte, Hamilton anticipa Lebron e lancia Stuckey in contropiede per la schiacciata comoda che apre la partita, poi due canestri di Prince fissano il parziale di 7-0. Il timout obbligato per coach Mike Brown da la scossa ai suoi che, trascinati da Lebron in veste ecumenica, risalgono lo svantaggio grazie all'asse Williams- Lebron- Varejao che portano i Cavs a chiudere in parità  assoluta il primo quarto di gioco.

Il secondo periodo di gioco è decisamente degli ospiti che, allungando a tutto campo la propria difesa e anticipando forte sulle linee di passaggio, recuperano diversi palloni che portano a canestri facili; prima Delonte West, strappata la palla a Bynum, lancia per la schiacciata Lebron, poi Mo williams, sempre dopo un recupero difensivo, trova a rimorchio ilgauskas.

Anche contro la difesa schierata l'attacco dei Cavs funziona, il pick 'n'roll tra Williams e Varejao è enciclopedico, così come il post basso del "prescelto" che attirando attenzioni e raddoppi difensivi trova sempre lo scarico per Varejao, abile a farsi trovare pronto quando tutti gli occhi dei difensori sono posti sul 23.

Per chiudere il primo tempo, un contropiede guidato da un Ilgauskas nell'insolita posizione di regia chiuso, dalla meno insolita, schiacciata di James, che per l'ennesima volta si mangia il campo in due falcate e con la progressione di un centometrista.

La terza frazione vede un leggero recupero dei padroni di casa che aumentano la pressione in difesa riuscendo così a limitare l'attività  in attacco dei Cavs (apparsi per la verità  oggi un po' contratti e privi di fantasia).

In attacco Stuckey (partita più nervosa e meno incisiva del solito) trova però dalla posizione di regia buoni palloni per Hamilton (15 punti) in uscita dai blocchi che segna un paio di canestri dai 5 metri che diminuiscono lo svantaggio per i "bad boys". In chiusura di quarto Q.Brown mette a segno tre stoppate (di cui due su Lebron) che limitano lo svantaggio dei padroni di casa e procurano speranze per i 22.000 del Palace.

L'ultimo periodo si apre con un botta e risposta delle due squadre; se Bynum e Hamilton travano punti in una metà  campo, James e Joe Smith rispondono colpo su colpo: il primo batte il suo uomo con facilità  e arriva al ferro (partita del "prescelto" da 25 punti 11 rimbalzi e 9 assist), il secondo, servito direttamente dal palleggio dal solito Lebron sigla la tripla dall'angolo (grandissima prestazione di Joe Smith che riporta 19 punti e 10 rimbalzi in 19 minuti di utilizzo).

L'allungo decisivo si ha pochi attimo dopo quando, dopo un recupero difensivo, Mo Williams alza la palla per la schiacciata al volo di James che vale il +13. Da questo momento in poi non vi saranno più sussulti da parte dei padroni di casa e la partita si trascinerà  piuttosto stancamente sino al fischio di Dan Crawford, che segnerà  la fine con il punteggio di 79-68.

L'esito della serie ormai sembra segnato; i Cavs hanno dimostrato la loro superiorità  in tutto e per tutto ma ciò che probabilmente ha ferito di più il pubblico di Detroit è stata l'impressione di squadra stanca che i Pistons, non solo questa sera, hanno dimostrato di essere, e che questa stagione forse segnerà  la fine di un ciclo che, vista l'età  della maggior parte dei giocatori ed analizzata la situazione salariale, non sarà  ripetibile a livelli tali (8 stagioni di fila nei Playoff, titolo nel 2004, finale nel 2005, finale di conference nel 2007 e nel 2008) in tempi brevi.

Ora, alla luce di un'eliminazione dai playoff data al 95%, non resta che sperare nel ruggito di questi vecchi, stanchi, ma pur sempre leoni.

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