Power Ranking NBA 2008/2009

I Celtics sono sempre la squadra da battere…

Solo chi fa pronostici sbaglia, così io mi accingo a sbagliare, mettendo in fila le 30 squadre dell'NBA, sperando che gli Dei del Basket evitino di punire la mia "ubris" con una figura troppo meschina.

1) Boston Celtics.
Chi altri? Campioni in carica, hanno dominato la RS, hanno disputato dei play off lunghissimi, ben 26 partite per il titolo, ma solo contro i Cavaliers c'è stato un minimo rischio di sconfitta. Lo scorso anno i dubbi riguardavano il play ed il centro, la coesistenza delle tre stelle, la tenuta difensiva, la capacità  del coaching staff. Tutti questi dubbi sono stati fugati. Le avversarie possono sperare in un rilassamento, nella panchina giovane e corta, nell'anno in più delle tre stelle, ma dopo alcuni anni di equilibrio torniamo ad avere una favorita netta in partenza.

2) Los Angeles Lakers.
Gli sconfitti della finale sono praticamente gli stessi, con pochissime differenze. Torneranno i giovani Ariza, che potrebbe rivelarsi importante nel ruolo meno coperto, e soprattutto Bynum, sempre più grosso e migliorato tecnicamente. Front line potenzialmente devastante, con Bynum, Odom e Gasol, esterni che lasciano qualche perplessità , Kobe a parte. Ci vorrà  però una stretta difensiva anche solo per confermarsi.

3) New Orleans Hornets.
Un rischio occorre prenderlo anche nei pronostici, ed eccolo. Paul, già  fortissimo, cresce a vista d'occhio nella capacità  di far girare la squadra, i lunghi sono sottovalutati ma buoni, ci sono ottimi tiratori in attesa dei palloni di CP3, la panchina comincia ad essere profonda, la difesa migliora, un paio di ragazzini sono in rampa di lancio.

4) Cleveland Cavaliers.
Brutti, sporchi e cattivi, riescono a far giocare male qualsiasi avversaria, lo scorso anno anche Celtics e Lakers, Lebron James ormai è un trascinatore anche ai play off. Esterni veloci, che infastidiscono i tiratori e sporcano i passaggi, lunghi veri che rendono le penetrazioni difficili, tanti tiratori ottimi, qualche buon giovane ed un Mo Williams che potrebbe essere finalmente il secondo violino.

5) Utah Jazz.
Reduci da due ottime annate, forse la miglior circolazione di palla della lega, un Deron monumentale, ottimi giocatori di contorno, lunghi miscelati in modo strano ma funzionante, qualche buon tiratore e buoni gregari, squadra affidabilissima ma le possibilità  di crescita ulteriore sembrano poche, dipendono dalla definitiva consacrazione di un Kirilenko a volte corpo estraneo e dalla crescita di Brewer.

6) San Antonio Spurs.
Come dimenticarli dai pronostici? Siamo in un anno dispari ed il gruppo sarà  invecchiato, patirà  guai fisici ma è sempre quello, soprattutto c'è sempre Duncan con i suoi scudieri Parker e Ginobili, ed il sistema creato da coach Pop è sempre li. Chi vorrà  vincere dovrà  fare i conti anche con loro.

7) Detroit Pistons.
Iniziamo con le contender deluse che hanno cambiato allenatore. Curry ha praticamente il gruppo dell'anno scorso, salvo qualche giovane e la promessa mancata più clamorosamente degli ultimi anni, Kwame "Sissy" Brown. Saprà  Curry far meglio di Saunders? Sapranno i vari Stuckey, Maxiell, Afflalo e Johnson dimostrarsi all'altezza dei compagni più stagionati? Comunque stiamo parlando pur sempre di una squadra abbonata alle finali di conference.

8) Phoenix Suns.
Il gruppo anche qui è quello dello scorso anno, ma non ci sono più i suoi artefici. Dopo Colangelo infatti anche D'Antoni è andato in altri lidi, sostituito da Terry Porter. Saprà  l'ex guardia dei Blazers far meglio del suo predecessore? Dovrà  stringere le maglie difensive, riuscire a giocare a metà campo, far difendere Amarè Stoudemire, tirar fuori il meglio da Barbosa e Diaw, sperare di avere O'Neal e Hill quando conterà , far crescere un paio di ragazzini, sfruttare di più la panchina. Far meglio di D'Antoni agendo come lui sarà  infatti probabilmente impossibile. Per fortuna c'è sempre Steve Nash.

9) Houston Rockets.
Ogni anno ci si chiede se T-Mac e Yao sono diventati leader o no, in realtà  la domanda dovrebbe essere differente. La squadra solidissima di Van Gundy infatti ha mantenuto solidità  ma ha mostrato anche un bel gioco con Adelman, lo scorso anno sono stati aggiunti Scola e Landry, quest'anno Artest, finalmente Alston e Battier hanno dato il meglio, anche senza miracoli di Yao e T-Mac i Rockets sarebbero pericolosissimi per chiunque. Ma riusciranno ad essere sani quando servirà , ai play off? Il passato dei giocatori migliori e le notizie mediche che trapelano fanno temere di no.

10) Orlando Magic.
Un gruppo di ali atipiche dietro a quello che al momento è il centro più pericoloso della lega, con Turkoglu e Lewis reduci da una ottima annata in una squadra rivoltata dal piccolo Van Gundy. Basterà ? Potrebbe, ma servirà  una notevole crescita di Nelson ed un maggior contributo dalla panca.

11) Philadelphia 76rs.
Squadra giovane ben plasmata da Cheecks, con l'esperto play Miller a far da chioccia ad un bel gruppo di giovani guidato da Iguodala, gioco improntato su tanta difesa e tanta corsa. Mancava un lungo buono ed esperto? Detto fatto, ecco Elton Brand. Da verificare, ma i nuovi sixers sembrano temibili.

12) Dallas Mavericks.
Sorpresa negativa dei play off in entrambi gli ultimi anni, in pratica è cambiato solo il coach edè rimasto un gruppo profondo, di talento e sulla carta solido. Da Nelson a Johnson è cambiato il gioco ma i difetti nella post season sono rimasti. Riuscirà  Carlisle a cambiare l'andazzo? Si spera che una maggiore integrazione di Kidd ed un gruppo di ali che rendano la squadra meno dipendente da Howard siano sufficienti a fare il salto di qualità  anche ai play off, ma le perplessità  restano.

13) Portland Trail Blazers.
La squadra più attesa: coach McMillan ed il GM Pritchard hanno messo su un gruppo di giovani di talento con pochi precedenti, già  buono lo scorso anno, con Roy che sembra ad un passo dall'essere una stella, Oden da inserire, Alridge che sembra il suo miglior compagno possibile, tanti esterni di talento, manca solo il veterano che guidi il gruppo, ma forse se ne potrebbe fare a meno. L'unico limite di questa squadra sembra l'eccessiva gioventù.

14) Toronto Raptors.
In teoria il discorso sarebbe simile a quello dei sixers, buon gruppo, giovane, già  da play off, in cui si aggiunge un lungo di grande talento. Però qui c'è qualche perplessità  in più, con un gruppo di tipo europeo ed un coach all american, un libro dei giochi scarno, un leader come Bosh che sembra accontentarsi, Bargnani e Kapono, che avrebbero dovuto far fare il salto di qualità , reduci da un'annata deludente, Calderon eccellente in attacco, forse il miglior play puro della lega lo scorso anno, ma inconsistente in difesa, un Jermaine O'Neal che sarebbe il lungo ideale, ma che purtroppo è fragile come una delicata scultura di vetro di Murano.

15) Washington Wizards.
Un big three ottimo (Arenas, Butler e Jamison), la Princeton di coach Jordan ben eseguita, ritmi velocissimi, giovani promettenti e grande spettacolo non sono finora serviti nei play off, a causa di una difesa molle ed una rosa fragile in cui gli infortuni si susseguono. Tanto per gradire all'inizio di stagione Arenas ancora non è tornato in campo e la rivelazione dell'anno scorso, Haywood, è fuori per un problema ad un polso, che rischia di tenerlo fuori per sei mesi. Difficile che le cose migliorino molto.

16) Atlanta Hawks.
Il ritorno ai play off ha dato molta fiducia, oltre a Joe Johnson anche Bibby dovrebbe diventare un leader per un gruppo di giovani di talento che finalmente hanno iniziato a dimostrare qualcosa di buono. In particolar modo Horford ha convinto, Smith finalmente ha ben giocato e Williams ha mostrato buoni segnali. Saprà  ben condurli coach Woodson?

17) Los Angeles Clippers.
Una squadra in cui si aspettava il ritorno di Brand per tornare a sognare i play off, senza il suo giocatore più rappresentativo ha dovuto ricostruire da capo. Baron Davis in punta, due lunghi veri come Kaman e Camby, due giovani esterni come Thorton e Gordon, panchina esperta ed il solito Dunleavy in panca; potrebbero anche ben figurare, ma fra giocatori fragili, gente che ha molto da dimostrare e giocatori reduci da annate discutibili le certezze non sono molte.

18) Miami Heat.
Il delfino di Pat Riley, Spoelstra, dovrà  guidare un gruppo in cui con Wade ci sono tante ali di buon livello, qualche buon tiratore e tante perplessità  nei ruoli di centro e play. Però il talento c'è ed i leaders sono collaudati, chissà  che la rinascita non sia vicina.

19) Denver Nuggets.
La squadra dello scorso anno aveva due realizzatori come Iverson ed Anthony, un lungo perfetto con loro come Kleiza, i rientranti Martin e Nenè, ma l'unico difensore era Camby, mancavano i play e non c'era accenno di circolazione di palla e difesa. Le cose non solo non sono migliorate ma sono peggiorate, con la partenza di Camby. Squadra di talento ma sconclusionata.

20) Golden State Warriors.
La squadra sorprendente di due anni fa non si è confermata lo scorso anno, poi è arrivata la prima mazzata della partenza di Baron Davis e quella ulteriore dell'infortunio motociclistico di Monta Ellis. Ora siamo in piena ricostruzione, con poche certezze, Biedrins, Jackson e Maggette che dovrebbero essere i leaders e tanti giovani da lanciare, fra cui un Marco Belinelli che speriamo trovi più spazio. Lo spettacolo non mancherà , le vittorie difficile dirlo.

21) New York Knicks.
La rosa era sconclusionata e costosa, ma ora sono cambiati i dirigenti, presidente è il prestigioso Walsh, ed il coach, D'Antoni sembra il più adatto a riportare entusiasmo. Poche modifiche, perché innanzitutto si deve abbattere il montesalari, ma ci sono state un paio di aggiunte di giocatori che difendono e giocano per la squadra. Peccato che il più atteso, il nostro Gallinari, sia ai box col mal di schiena e le voci allarmistiche sul suo conto ormai girino incontrollabili.

22) Chicago Bulls.
Dopo due play off consecutivi e l'eliminazione dei campioni in carica, una annata pessima, persa dietro la corsa a Bryant in estate e difficili rinnovi in inverno. Il gruppo di Skiles c'è quasi tutto, vedremo come lo gestirà  Del Negro, Deng sembra in rampa di lancio, occorrerà  che Thomas e Noah diano qualcosa di buono sottocanestro, che fra gli esterni si creino rapidamente le gerarchie giuste, ma c'è anche la prima scelta assoluta, l'enfant du pays, il play Derrick Rose. Certo, un lungo buono in post non farebbe male.

23) Charlotte Bobcats.
Ogni anno si dice che sarà  la volta buona per le linci, ma ogni anno la corsa ai play off viene miseramente persa in anticipo. Esterni come Felton, Morrison e soprattutto Richardson e Wallace, lunghi come Okafor e May in teoria dovrebbero garantire dei risultati che finora non sono arrivati, anche per qualche infortunio di troppo. Ora però c'è come allenatore addirittura Larry Brown, chissà  che le cose non cambino.

24) Milwakee Bucks.
Un gruppo con potenzialità , il solito cecchino Redd, qualche innesto come Jefferson e Ridnour, un Bogut forse sottovalutato, finalmente un coach con buone referenze nella guida di un gruppo giovane. Chissà  che finalmente la strada intrapresa dopo tante annate deludenti non sia quella giusta.

25) Indiana Pacers.
Quando già  si parlava di Jail Pacers, via tutti i giocatori difficili da gestire e troppo fragili (ma è arrivato T.J. Ford!). Ora troviamo un gruppo la cui stella dovrebbe diventare Granger, con tanti giocatori che sanno giocare ma pochi che hanno giocato ad alto livello. I play off potrebbero essere raggiunti, ma rappresentano il massimo risultato immaginabile.

26) New Jersey Nets.
Sembrava che si dovesse puntare su Kidd e Jefferson e si dovessero cambiare coach Frank e Carter, ma la dirigenza ha pensato diversamente. Con Vincredible ci sono un play ordinato come Harris e tanti ragazzini, magari di talento come Yi e Lopez, ma tutti da verificare, veterani da rilanciare. Però lo spazio salariale aumenta a vista d'occhio, chissà  che la strada non sia quella giusta.

27) Sacramento Kings.
Reggie Theus ha dimenticato le vecchie stelle, ha puntato su Miller e su tanti nuovi da lanciare, e dal punto di vista del gioco ha avuto tante buone risposte. Lo scorso anno l'infortunio al miglior realizzatore, Martin, ha impedito una corsa ai play off che forse sarebbe stata persa comunque. Ora bisognerà  che anche i lunghi inizino a dare qualcosa, ma un cap intasato e giovani ancora acerbi per un paio di stagioni non autorizzano sogni di gloria.

28) Minnesota Timberwolves.
Anni di sbertucciamenti a Kevin McHale, tante estati sbagliate e la partenza di Kevin Garnett hanno obbligato una ricostruzione ancora agli inizi e portato giovani buoni in tutti i ruoli. Occorrerà  vedere se Al Jefferson, oltre ad essere un attaccante molto pericoloso, riuscirà  a diventare la guida del gruppo e bisognerà  scegliere i giocatori su cui puntare. I maggiori dubbi però sono quelli che gravano sul GM McHale e sull'allenatore Wittman, e ovviamente non è un buon segno.

29) Oklahoma City Thunder.
In pochi mesi cambio di proprietà , di dirigenti, di allenatore e di città , non ci sono certezze su cui lavorare. Il GM Presti e coach Carlesimo hanno cercato di barcamenarsi nelle difficoltà  con risultati alterni. Per ora vediamo un giovane predestinato, un realizzatore nato come Durant, qualche esperto di medio livello e diversi giovani di buon potenziale ma il cui livello in NBA è tutto da scoprire.

30) Memphis Grizzlies.
Per il momento la ricostruzione del GM Wallace ha portato tanto spazio salariale, c'è un Rudy Gay che inizia a segnare tanto, una rosa giovanissima in cui spiccano O.J Mayo e Mike Conley, un Milicic da cui tirar fuor finalmente il meglio e giocatori esperti reduci da annate deludenti, da Jaric a Walker. Che dire al buon allenatore Iavaroni se non "buon lavoro" e fargli tanti auguri? Ne avrà  bisogno.

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