Niente Gloria Per i Rockets

Dura la vita finora per Yao e compagni…

In seguito alla sconfitta al primo turno degli scorsi play-off, Houston è chiamata quest'anno alla stagione della svolta, da squadra che staziona stabilmente nelle zone alte della classifica nella Western Conference ma cronicamente perdente, a contender affermata, pur essendo consapevoli di risiedere nella Division più dura della lega.

Durante l'estate ci si era mossi piuttosto bene sul mercato, affiancando a Yao un'ala grande dall'enorme talento sia offensivo che difensivo, come Luis Scola, la cui funzione era di portare in dote una buona dose di esperienza, seppur accumulata dall'altra parte dell'oceano, ma soprattutto di grinta ed energia, caratteristiche che spesso sono mancate lo scorso anno.

Inoltre sono arrivati in cabina di regia dei rinforzi come Steve Francis e Mike James, il primo cavallo di ritorno nell'unica città  che lo ha capito e apprezzato realmente, il secondo sicuramente meno blasonato ma a cui si chiedeva un importante contributo nella gestione della squadra, con il solito vizietto del tiro da fuori, peculiarità  necessaria per il gioco dei Rockets.

Così Houston si è presentata ai blocchi di partenza con un roster più che competitivo, se pensiamo che in quintetto, oltre al duo delle meraviglie T-Mac – Yao Ming, c'è anche un certo Shane Battier, difensore encomiabile e cecchino infallibile nel punire i raddoppi da oltre l'arco.

Nelle prime 7 gare di regular season tutto sembrava procedere per il meglio, visto che Scola si stava lentamente ambientando al gioco NBA, di gran lunga più fisico rispetto a quello europeo, Mike James viaggiava con ottime percentuali al tiro e Bonzie Wells sembrava rivivere una seconda giovinezza con l'allenatore che più di tutti era riuscito ad esaltarne il talento.

Infatti il gioco di Rick Adelman, rispetto a quello del suo predecessore, ora commentatore per ESPN, è improntato maggiormente sulla velocità  ed il contropiede, mentre, per quanto riguarda la fase difensiva, ci si affida ancora agli schemi ideati dall'antico regime (Jeff Van Gundy e Tom Thibodeau, oggi assistente allenatore di Doc Rivers a Boston).

Nelle prime 7 gare appunto, il record dei Razzi parlava di 6 vittorie a fronte di 1 sola sconfitta, subita in casa dei Dallas Mavericks, tra l'altro. Tra le vittime sacrificali di questo straordinario inizio di stagione, brillano nomi illustri come San Antonio Spurs, Los Angeles Lakers e Utah Jazz.

In seguito a questo filotto davvero impressionante, ne è seguito un altro, altrettanto impressionante, di 6 sconfitte consecutive. Nel momento in cui vi scrivo, il record dei Rockets è addirittura sotto il 50% di vittorie, con 13 W e 15 L. Mantenere un buon record ad Ovest è sicuramente più complicato rispetto all'odierno Est, ciò nonostante non si riescono a spiegare le sconfitte subite contro Memphis, Miami, Toronto e Philadelphia.

La squadra ha perso molta lucidità  in attacco, ci si affida principalmente agli isolamenti per Yao, che però spesso viene raddoppiato o gli vengono concessi tiri in allontanamento, le cui percentuali sono davvero deficitarie. Inoltre le difese si sono adeguate al ritmo offensivo di Houston, riuscendo a placare le loro principali bocche da fuoco.

Questo è successo per esempio contro Golden State, partita in cui Don Nelson ha ideato una vera e propria staffetta difensiva su Yao da parte di Harrington e Biedrins, che ha completamente mandato fuori giri il centro e lo ha fatto uscire dalla partita sin dall'inizio.

Oltretutto McGrady è sempre alle prese con qualche genere di infortunio: quest'anno ha risentito del riacutizzarsi del dolore per il suo vecchio problema alla schiena ed il ginocchio sinistro, durante il match contro i Sixers, ha eseguito un movimento scomposto, provocandogli un grosso fastidio che gli impedisce tutt'ora di scendere in campo. La condizione fisica di Tracy viene monitorata giornalmente e non vi è ancora una previsione per il suo rientro in campo.

Senza la forma migliore per il loro creatore di gioco principale, l'attacco dei Razzi è statico, anche per l'assenza di un play-maker che riesca ad impostare situazioni di gioco pericolose, dal palleggio o con il penetra e scarica.

Rafer Alston, dopo aver saltato la prima parte di stagione per una squalifica dovuta a problemi legali ed essendo reduce da un infortunio, non riesce ad avere un rendimento costante, Steve Francis non ha ancora ottenuto fiducia da parte dell'allenatore, vista anche la tendenza a trattenere la palla nelle sue mani, il gioco di Mike James si sta involvendo come quello del resto della squadra.

Nelle prossime partite Houston affronterà  Memphis, Toronto e Golden State: tutte e tre queste squadre hanno già  battuto i Rockets, che ora sono chiamati al riscatto, pur senza Tracy McGrady, nella speranza che prima della chiusura del mercato a febbraio arrivi quel rinforzo in cabina di regia che permetterebbe alla squadra di fare il definitivo salto di qualità .

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