Pistons: fine di un ciclo?

Chauncey Billups farà  le valigie questa estate?

Dopo l'inattesa, soprattutto a Detroit, finale Cavs-Spurs, si è aperto nella Motor City un lungo dibattito, anteprima di un'estate che si preannuncia infuocata.

La situazione

Sono veramente tanti gli interrogativi che ruotano intorno alla squadra, e in attesa di una risposta convincente: nella Motown si fa un gran parlare del coach, problema praticamente già  risolto, così come delle conferme, dei possibili rinforzi e dei rapporti interni.

I tifosi stanno alla finestra e attendono novità , ma ci sarà  un lungo lavoro da fare a Detroit e serviranno tempo e pazienza.

Il grande quesito che ha caratterizzato la settimana successiva all'eliminazione in finale di conference, tuttavia, è stato uno ed uno soltanto: Pistons, siamo alla fine di un ciclo?

Dopo i successi ottenuti ai tempi di Isiah Thomas, nelle ultime 6 stagioni la franchigia è stata campione NBA nel 2004, ha giocato la finale 2005, persa a gara 7 contro gli Spurs, è stata campione della central division in 5 delle ultime 6 stagioni.
Non male" e quest'anno, comunque, è arrivata un'altra finale di conference.

Il problema sta nel fatto che in pochi credevano i Cavs capaci di eliminare, in questo modo, Billups e compagni.

Cleveland sottovalutata? Sinceramente non credo.
In svariati frangenti, durante la serie, quella sensazione di superiorità  che, in teoria, avrebbe dovuto avere una squadra (Detroit) rispetto alla sua avversaria (Cleveland), di certo meno esperta, sinceramente non l'ho mai avuta.

I Pistons erano andati subito sul 2-0, senza tuttavia brillare" ma quando Lebron ha deciso di affondare e i suoi compagni hanno cominciato a crederci, per Detroit è stata notte fonda.
E' stata la miccia che accenderà  la "rivoluzione"?

Scontata la conferma di Flip Saunders come head coach, è chiaro che i cambiamenti arriveranno soprattutto a livello di roster.

Tutto ruota intorno a due tra i giocatori chiave di questa squadra: Chauncey Billups (Mvp delle Finals 2004) e Rasheed Wallace.
E i rumors, in questi giorni, si moltiplicano.

La prossima stagione

C'è, tra i tifosi, chi non vorrebbe la conferma del play, che certamente non ha giocato dei playoff stratosferici, ma è stato comunque uno dei pochi a prendersi tiri importanti nella finale di conference contro i Cavs. Lo stesso Joe Dumars, di recente, ha spiegato chiaramente che il suo primo obiettivo sarà  quello di rifirmare Billups, e ripartire da lì per costruire il resto della squadra.
Punto.

Forse non sarà  semplice, anche perché i corteggiatori al play di Colorado non mancano, e magari il nome di qualche franchigia importante, o di qualche progetto ambizioso, potrebbe convincere Billups ad una nuova avventura.

Arriveranno forze fresche, e giovani, ma per ora sono solo voci e parole. Per i fatti concreti occorre aspettare.

Prima di tutto l'affare Billups e, a ruota, il caso Rasheed: con la conferma di Flip Saunders si ripropone la necessità  di far convivere i due. Ma anche in questo caso Dumars è stato chiaro, ed ha precisato che Sheed è stato spesso uno dei migliori, lasciando intenderne l'importanza a livello tattico, soprattutto in difesa. In pratica, incedibile.

Dunque nessuna trade? Mah" qui è già  un discorso diverso, e chissà  che l'estate non possa riservare qualche sorpresa. Tra gli immancabili rumors di questi giorni, circola quello che vorrebbe Wallace a New York. Ipotesi o fantabasket?

Insomma, anche solo fin qui, di lavoro ce ne sarebbe abbastanza. Ma la franchigia che da anni è ai vertici dell'Est, ai quei livelli vuole restarci, e per farlo dovrà  compiere tante scelte.

Sul tavolo, i dirigenti dei Pistons troveranno gli incartamenti relativi ai casi di tre giocatori che, per differenti motivi, potrebbero essere giunti ad un bivio: Nazr Mohammed, che ha chiuso la stagione a 5.6 punti di media e 4.5 rimbalzi, Chris Webber, che diventa free agent e che potrebbe anche ritirarsi, così come Lindsay Hunter, che ha chiuso la 14° stagione nella Lega a quasi 5 punti di media.

Certo, nessuno di loro è il perno della squadra, ma sono tutte situazioni che meritano una valutazione: per Webber, ad esempio, non sarebbe scandaloso fare un'offerta e convincerlo a restare ancora un anno. Opinione personale.

Capitolo draft.
Molto dipenderà  dal futuro di Chauncey Billups che, se dovesse essere lontano da Detroit, costringerebbe la dirigenza a cercare un sostituto. E se consideriamo il fatto che, come detto, anche Hunter potrebbe lasciare, allora è lecito pensare che i Pistons, al draft, possano puntare su una guardia. Si parla del play di Texas A&M Acie Law, ammesso che alla 15° chiamata sia ancora disponibile. Un'ipotesi che, al momento, sembra concreta.

La situazione, comunque, è delicata e con buone probabilità  qualche cambio a livello di roster si vedrà . Il gruppo da cui partire, o meglio ripartire, non è tuttavia di quelli da buttare: Tayshaun Prince, Rip Hamilton, Jason Maxiell e Amir Johnson. Onestamente, c'è chi sta peggio"
Attualmente, del roster, oltre ai giocatori già  citati, fanno parte anche il rookie Will Blalock, il veterano Dale Davis, l'argentino Delfino, utilizzato poco nel finale di stagione, l'ala Dupree, la PF Antonio McDyess che ha dato come sempre il suo contributo e la guardia Ronald Murray.

Fine di un ciclo

Siamo al momento delle conclusioni.
Parlare di rivoluzione, per quanto riguarda i Pistons, secondo me non è appropriato.
E' più giusto parlare di fine di un ciclo?
Sì, forse" o forse no.

Nella maggior parte dei casi, la fine di un ciclo implica il sicuro abbandono della sua o delle sue stelle, e molto spesso arriva dopo un'annata non particolarmente felice. Sono poche le squadre che, quando arriva il momento del ritiro del loro campione, riescono a restare a grandi livelli.

Qui siamo di fronte ad una situazione molto particolare: la panchina va allungata, su questo non c'è dubbio. Serve più qualità  e un po' più di sostanza, anche tra gli starting five, almeno un elemento" anche su questo concetto c'è poco da discutere"

Ma in fondo la base da cui partire esiste eccome, e non è proprio da buttare: con un paio di operazioni condotte come si deve, soprattutto buttando sempre un occhio al mercato dei free agent, la franchigia potrebbe restare ai massimi vertici, almeno nella sua Conference. E non dimentichiamo che si tratta della Eastern Conference" non esattamente l'empireo cestistico, di questi tempi.

Detroit ha 3 scelte, nel draft di quest'anno (15, 27 e 57): usandole, o magari scambiandole bene, con una conferma importante ed un mercato intelligente, i Pistons potranno ancora essere tra i protagonisti. Ma sono condizioni necessarie, e se non dovesse andare così, allora avrà  ragione chi ha parlato di fine di un ciclo.

Infine una curiosità : nessun giocatore dei Pistons compare nella lista ufficiale delle maglie più vendute durante l'anno (stime ufficiali).

Nell'ordine i primi 5, neanche troppo difficili da indovinare, sono: Bryant, Wade, James, Iverson e Nash. Brutto segno?

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