L’eredità  di Patterson

Steve Patterson ha risolto molti problemi a Portland, prima di andarsene.

Luke, abituale redattore di questo team report, ha chiesto un parere a Peter Vecsey, popolare columnist del New York Times. Tema della riflessione: l'improvvisa interruzione del rapporto tra Steve Patterson ed i Portland Trail Blazers.

Vecsey ha risposto anticipandoci i contenuti dell'articolo che avrebbe pubblicato poche ore dopo. Nel suo consueto stile pungente, Vecsey ha espresso il suo punto di vista schierandosi dichiaratamente dalla parte del GM dimissionario.

“Suppongo che l'aver sperperato tre quarti di miliardo da quando ha comprato la franchigia gli conferisca il diritto di fare quel che gli pare” – sono le parole con cui Vecsey si riferisce all'owner Paul Allen, mentre così prosegue – “Quando Patterson ha ricevuto la brutta notizia ha fatto l'unica cosa che possa fare una persona con un minimo d'orgoglio, dimettersi all'istante.”

Paul Allen ha deciso di non esercitare l'opzione sull'ultimo anno di contratto di Steve Patterson come Team General Manager and President of Business Operations. Questa era la brutta notizia che ha condotto all'addio consensuale.

Vecsey prosegue la sua invettiva contro il miliardario socio/amico di Bill Gates sottolineando la bontà  del lavoro svolto da Patterson: ha raccolto una squadra nota ovunque come Jail Blazers, un roster pieno di giocatori strapagati e sul viale del tramonto (con le eccezioni di Wallace e Randolph), un monte ingaggi da paura. Nella stagione 2002/03 i Blazers dovettero pagare 45 milioni di dollari di luxury tax!

Quando si dice “ti auguro di vivere in tempi interessanti”…

Patterson ha dovuto portare a termine un lavoro “sporco” e, col senno di poi, poco gratificante. Le complicate vicende che riguardano il Rose Garden, venduto e poi ricomprato da Paul Allen, sono state gestite con i minori danni possibili dallo stesso Patterson.

Al contrario di Whitsitt, che durante la sua gestione ha continuato ad indebitare la franchigia nel tentativo di allestire una squadra competitiva anche se senza futuro, Patterson ha dovuto compiere scelte impopolari: cessioni, contratti lasciati scadere, giocatori persi in cambio di nulla, ringiovanimento del roster.

In una parola, la sua è stata una vera ricostruzione. Amara e non indolore come quasi sempre è la ricostruzione di una squadra.

Secondo un sondaggio pubblicato da Oregonlive, solo il 5% dei votanti si è dichiarato triste per l'addio di Patterson, mentre oltre l'80% ha preferito definirsi sorpreso oppure felice. Insomma, non è solo Paul Allen a non aver apprezzato l'operato dell'ex gm dei Blazers. Come mai?

Il rapporto con i tifosi non è mai stato splendido, sempre per via delle scelte impopolari già  accennate. Tuttavia pare che il fondo sia stato toccato quando Patterson decise di rimborsare Darius Miles dei soldi per i quali il giocatore era stato precedentemente multato. Proprio non gliel'hanno perdonata!

Neppure il rapporto con la stampa locale è stato mai idilliaco, tanto che nello stesso articolo di Vecsey è riportata un'affermazione piuttosto curiosa di un reporter che si sarebbe fatto scappare un “se avesse fatto un po' più il lecchino con noi, sarebbe ancora al suo posto.”
No comment.

Da queste vicende possiamo ricavare un ritratto preciso di Patterson: dirigente capace di compiere le giuste scelte, ma certo non un gran comunicatore. Attuale Assistant GM dei Blazers, Kevin Pritchard è l'uomo dell'organizzazione cui vengono riconosciuti i meriti per le recenti scelte al Draft ed anche per questo è molto amato dai sostenitori della squadra dell'Oregon. Serio candidato alla definitiva sostituzione di Patterson, Pritchard individua proprio nella comunicazione la dote principale che deve possedere il prossimo GM dei Blazers.

L'analisi di Vecsey non fa una grinza e Patterson sicuramente non ha ricevuto gli elogi che avrebbe meritato, anzi. Tuttavia nel suo operato qualche ombra c'è stata, se è riuscito a farsi così tanti nemici.

Per concludere la questione, cito due fonti con cui mi trovo in totale accordo.
La prima è l'opinione di un tifoso dei Blazers, raccolta da truehoop.com. “Che diavolo, Patterson ha fatto un buon lavoro! […] Prego Dio che sappiano quello che fanno, perché io, come molti altri, sono molto ottimista riguardo questa squadra”.

La seconda porta la firma di Jason Flaming, reporter per hoopsworld.com.
“Nei suoi giorni a Portland Patterson ha avuto i suoi grattacapi, con i tifosi e con i media, ma l'unica domanda da porsi riguardo ad una persona che lascia un'organizzazione è: 'l'ha lasciata in una condizione migliore di quella in cui l'ha trovata?'

1 marzo 2007

La data del primo marzo è sicuramente importante nella stagione dei Portland Trail Blazers, per molti motivi.

Nel corso di una conferenza stampa Patterson rende note le sue immediate dimissioni da General Manager della franchigia. Altra notizia di giornata riguarda le condizioni fisiche di Joel Przybilla: deve essere operato ed è improbabile un suo ritorno entro la fine della regular season. Infine, al Rose Garden i Blazers ospitano e sconfiggono i Charlotte Bobcats.

A fare rumore non è stata la vittoria di per sé, quanto il momento in cui è avvenuta, il modo in cui è maturata ed i protagonisti che ha avuto. Del quando si è già  detto, per il come è sufficiente il punteggio (127-90, con un terzo quarto da 43 punti), mi soffermo dunque sul chi.

Le contemporanee assenze di Przybilla e LaFrentz lanciano LaMarcus Aldridge, prima scelta dei Blazers al Draft 2006, nel ruolo di centro titolare. Risulterà  il top scorer del match con 30 punti (12/19 dal campo), cui vanno aggiunti 6 rimbalzi e 2 stoppate in 26 minuti di gioco. L'altro rookie dello starting five, Brandon Roy, termina la gara a 2 rimbalzi ed un assist dalla tripla doppia.

Se Roy è il favorito numero uno nella rincorsa all'ambito titolo di matricola dell'anno, Aldridge non ha avuto una regular season d'esordio altrettanto esplosiva e non sempre ha ricevuto molto spazio da coach McMillan. Sarà  stata la mancata convocazione per la sfida Sophomore vs. Rookie, ma il lungo arrivato dal Texas sta infilando prestazioni convincenti in serie.

Sempre nella sfida contro i Bobcats l'altro rookie del roster, Sergio Rodriguez ha smistato 6 assist in 15 minuti di gioco, mentre il sophomore Martell Webster ha registrato 20 punti, con 4/6 dalla lunga distanza. Entrambi partivano dalla panchina.

Non ho neppure accennato ai 20 punti dello strepitoso Zach Randolph che possiamo ammirare quest'anno, né alla solidità  di Jarrett Jack.

Intervistato al termine della gara circa le dimissioni di Patterson, Brandon Roy ha saggiamente commentato “Non so molto della situazione, ma so che se giochiamo come questa sera i tifosi verranno a vedere le nostre partite”.

Portland può contare su un gruppo di giocatori giovane e ricco di talento, su un buon allenatore e su una situazione finanziaria molto migliorata rispetto a pochi anni fa. Questo per rispondere, almeno in parte, alla domanda posta da Flaming.

Se poi è concesso un commento a caldo ad un tifoso che ha appena visto l'ultima partita dei Blazers, la netta vittoria contro i Golden State Warriors, The Spanish Chocolate è davvero uno spettacolo!

Go Blazers!

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