La crisi dei Pacers

Jermaine O'Neal: stavolta non è bastato il suo apporto

Circa un mese fa elogiavamo i Pacers, freschi di cambiamenti, i quali avevano vinto sei delle ultime sette partite e avevano appena una partita e mezza di ritardo sui Detroit Pistons che comandano la Conference.

Da lì in poi c'è stata una sorta di retromarcia, ma la situazione negli ultimi tempi in casa Pacers non è per niente rassicurante. Se fino a qualche settimana fa l'obiettivo principale era quello di lottare per avere il vantaggio del fattore campo nel primo turno dei playoffs, addirittura quest'ultimi non sono più così certi come ci si aspettava.

Nel momento in cui scrivo, Indiana è quarta nella sua division distante ben 4 gare dalla terza squadra (Chicago Bulls ndr) e settima nella Conference, con il recente sorpasso da parte dei Miami Heat. Meglio guardarsi dietro, dove Magic e Nets sono le squadre più minacciose.

Nel mese di febbraio i Pacers hanno giocato nove partite su undici alla Conseco Fieldhouse, l'occasione giusta per creare una striscia positiva di risultati in grado di creare una certa stabilità  a livello di classifica. Invece Indiana ha perso 6 gare nel mese scorso vincedone appena 5 davanti al pubblico amico e ha iniziato quello di marzo negativamente considerando anche un calendario che non assicura niente di buono.

L'ambiente non è sereno. In un sondaggio apparso sul più grande forum sul web dedicato ai tifosi dei Pacers, più del 76% di loro vogliono vedere un altro coach al posto di Rick Carlisle. L'opinione sul suo tipo di gioco è sempre in discussione.

Cinque sconfitte consecutive per la squadra di coach Carlisle, una più bruciante dell'altra e che hanno evidenziato grossi problemi in molti aspetti del gioco. L'ultima di queste sul campo dei Los Angeles Clippers per 87-64 è stata la punta di un maledetto iceberg. Pochissimi punti realzzati e andando indietro nel tempo, i Pacers nella loro storia avevano fatto molto peggio nel 1998 quando a San Antonio realizzarono appena 55 punti, ma nella gara successiva si rifecero alla grande realizzandone 128. Questa squadra invece sembra proprio non abbia il carattere per imitare quella lì che vinsero però 58 partite e furono protagonisti nella Eastern Conference. "La strada che dobbiamo prendere è quella di stare uniti e lottare - avverte Rick Carlisle – non ci sono soluzioni facili per superare questo momento”.

Al momento i Pacers sono la peggiore squadra NBA al tiro con il 43% dal campo, ma nelle ultime cinque partite addirittura la percentuale è scesa sotto al 40%. Troppi tiri forzati ultimamente, l'attacco non è fluido come prima e di conseguenza il numero di tiri buoni da prendersi scende sensibilmente. Quando in una partita solamente Jamaal Tinsley riesce a superare la doppia cifra e che giocatori come Jermaine O'Neal, Danny Granger e Troy Murphy accumulano un 8-29 dal campo, vuol dire che la prestazione offensiva è stata tutt'altro che accettabile.

Strano ma vero, però anche i Pacers 2002-2003, quelli che vinsero 61 partite e arrivarono ad un passo dalle finali NBA, tiravano col 43%. Mark Wells, noto giornalista dell'Indianapolis Star, giustifica il tutto dicendo che quella squadra aveva un'intensità  difensiva decisamente superiore a questa e l'impatto che aveva Ron Artest difensivamente nessuno è in grado di darlo in questo momento. Difficile non essere d'accordo con lui.

Indiana ha concesso più di 100 punti agli avversari in dieci delle ultime dodici partite. "Dobbiamo prima di tutto fare un lavoro migliore in uno contro uno - avvisa Carlisle - la nostra sarà  sempre una difesa costruita di squadra, ma quando vieni battuto costantemente a uomo diventa difficile anche per gli altri difendere in aiuto. La difesa sul perimetro è prioritaria". I riferimenti del coach sono indirettamente rivolti probabilmente a Mike Dunleavy che giocando come shooting guard titolare qualche volta può riscontrare dei problemi in difesa, non essendo il ruolo più naturale per lui.

A Los Angeles si è assistito ad un ennesimo cambiamento di quintetto base, per scelta tecnica. Infatti Jeff Foster era rientrato in quintetto base come centro titolare, per uscire velocemente per problemi di falli. Nella notte, a Sacramento, dovrebbe rientrare nei cinque titolari Troy Murphy.

Ancora problemi fisici per Marquis Daniels. Quest'ultimo nella partita contro i Phoenix Suns nel quale aveva realizzato ben 16 punti in appena 18 minuti, durante una penetrazione ha ricevuto una botta da Amaré Stuodemire sul ginocchio che gli aveva creato molti problemi precedentemente. Non ci dovrebbe essere per Sacramento così come Maceo Baston che, invece, si è slogato un dito.

C'è da aspettarsi ora una prova di carattere contro i Kings del recente arrestato Ron Artest. Perdere vorrebbe dire allungare a 6, la striscia negativa di partite e se addirittura il passivo dovesse superare i 10 punti sarebbe record, perché nella loro storia i Pacers non hanno mai perso 6 partite di fila con almeno 10 punti di scarto. Qualche giorno fa i Kings avevano espugnato la Conseco Fieldhouse 110-93, ovviamente senza Artest.

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