La nuova dimensione dei Kings

Per qualcuno Mike Bibby è diventato una zavorra sulla strada dell'ipotetica ricostruzione

Ti svegli un giorno, improvvisamente ti rendi conto d'esser diventato povero da ricco che eri. Ricchissimo. La vita va avanti con la routine imposta dallo status che hai appena riconosciuto; nel frattempo però ti chiedi com'è stato possibile ridursi così. Non c'è mai un'unica spiegazione, una ragione che abbia il sopravvento sulle altre; si tratta di tante piccole storie concatenate.

La vita di tutti i giorni dicevamo: Sacramento è in serie positiva per aver battuto in casa Milwakee e New Jersey dopo una furiosa rimonta. Contro i Bucks, al di là  dei 36 punti di Ron Artest, decivo è stato il 7 su 8 di Kenny Thomas. L'ex Sixers è uno dei simboli del mal contento dello spogliatoio: da due partite gli è stato restituito quel ruolo da titolare che da due anni si palleggia fra lui e Shareef Abdur Rahim è dei uno dei pochi segni di continuità  fra la gestione di Rick Adelman e quella di Eric Musselman.

Non c'è nulla da fare se ha spazio ed è efficace uno l'altro soffre. "Devo essere positivo - spiegava Thomas qualche giorno fa dopo la sconfitta di Toronto e nel periodo in cui non era titolare - e cercare di fare il meglio per la mia squadra. La situazione però non fa piacere." Il giocatore è pur sempre il miglior rimbalzista della squadra; che prenda solo 6.7, meno di Lebron James e di Jason Kidd, non è un suo problema con i 24.2 minuti in cui sta in campo.

E' un problema che la squadra si trascina da diversi anni, altro segnale di continuità  con le precedenti edizioni. Nel 1999 arrivarono a Sacramento Chris Webber, Vlade Divac e Scott Pollard: la squadra cambiò dimensione ed andò ai playoffs. L'ex Michigan quell'anno vinse la prima classifica dei rimbalzisti post Dennis Rodman. Chris mai nella sua carriera è stato un rimbalzista dalla spiccate doti tecniche: alla pratica del tagliafuori, ha sempre anteposto la fiducia nel suo fiuto per la palla e nelle sue doti atletiche.

I Kings però hanno sempre detto la loro sottocanestro fino a quando l'attuale Pistons non s'è distrutto il ginocchio con l'infortunio che ha dato una svolta alla sua carriera; da quel giorno, in poco tempo Scot Pollard ha portato le sue basettone lontano dalla capitale della California, l'atletismo già  scarso, di Vlade Divac è scemato un po' di più ad ogni sigaretta. E' arrivato Brad Miller che, per la cronaca, da centro titolare sta prendendo 6 rimbalzi a partita. D'altronde non fu preso per quello.

Quando sei ricco non ci pensi, o comunque hai una diversa visione delle cose. Sacramento per anni ha concentrato i suoi sforzi al draft nel ruolo di guardia/ala investendo in tre anni consecutivi in Kevin Martin, Francisco Garcia e Quincy Douby.
Nel frattempo Webber se n'è andato; al suo posto sono arrivati il già  citato Thomas, Corliss Williamson, quel Brian Skinner che non ha lasciato traccia.

E la front line della squadra s'è ritrovata nuda; sottodimensionata in una conference di giganti. Nelle ultime 14 partite solo in 2 occasioni Sacramento ha preso più rimbalzi degli avversari; la squadra è 23esima, con saldo negativo, nel rapporto fra palloni catturati e concessi.

Torniamo per un attimo a quell'attualità  che ci parla soprattutto di frustrazione. Non c'è giocatore che stia vivendo questa stagione in maniera peggiore di Mike Bibby: il play ha avuto un sussulto di rabbia e orgoglio, nel terzo periodo della partita contro i Nets.

Con la squadra sotto di 20 punti, con 0 su 6 al tiro in tre quarti, ai fischi del pubblico per un libero sbagliato, l'ex Grizzlies ha risposto agitando sarcasticamente le braccia per invitare i tifosi a continuare. Nel quarto periodo il giocatore ha poi segnato gli ultimi 15 punti della squadra, decisivi per ribaltare la partita, ma soprattutto la tripla decisiva a 10" dalla fine.
"Non l'avevo mai visto così determinato - ha spiegato dopo la gara Francisco Garcia - non ha mai smesso di spronarci in campo dicendoci che dovevamo rimontare." Se non altro i fischi sono serviti a qualcosa. "Vado in campo - ha commentato Bibby - per fare il meglio. Se vogliono fischiare non posso farci niente."
Le contestazioni sono il segnale di un pubblico un po' di stufo di veterani che sembrano non avere le motivazioni dei giovani; Francisco Garcia, tanto per fare un esempio, ha giocato tutta l'ultima frazione, in una gara in cui il solo Bibby, fra i titolari, è rimasto in campo del quarto periodo.

Garcia è un ottimo ragazzo che quando non gioca non dice nulla; dietro la sua scelta ci sono motivazioni di marketing territoriale che hanno avuto la meglio su quelle tecniche. Garcia però è anche il simbolo delle scelte "leggere" fatte nel periodo delle vacche grasse. "All'inizio della stagione - spiega Musselman - l'ascesa di Martin è stata dirompente. Successivamente abbiamo cercato di inserire Douby nel meccanismo della squadra. Con le ultime uscite Cisco (Garcia) s'è guadagnato minuti." Che inevitabilmente andranno a erodere quelli di Martin, o quelli di Salmons.

Per dire che di tre giocatori, quattro con Douby, Sacramento non ne fa uno. Nel frattempo sotto canestro ci si arrangia con Justin Williams: dopo esser stato tagliato al camp prestagionale, dopo un primo contratto di 10 giorni in cui è rimasto in campo per 49" complessivi, il clone di Theo Ratliff pare aver dato ai suoi dirigenti le ragioni per bloccarlo fino al termine della stagione.
Williams gioca con energia; quella meravigliosa astrazione che è la proiezione del contributo d'un rimbalzista su 48 minuti ci dice che raccoglierebbe 23.2 palloni a partita.
Si tratta di "fuffa" perché i suoi limiti tecnici ancora per un po' lo limiteranno a 8 minuti a gara con 4 rimbalzi. Reali, non immaginari.

"Questo ragazzo ha qualcosa - ha commentato il suo coach - e ci regala molta energia." Parere di chi scrive: affidarsi a lui è una conseguenza della malattia, non la cura. Resta il fatto che ai Kings, per raggiungere i 16 rimbalzi di Garnett, capolista della specialità , dobbiamo mettere assieme Thomas, Miller e Williamson. Togliete uno dei primi due, mettere Rahim e la sostanza non cambierà . Tanti buoni giocatori, nessuno che faccia il Webber che non a caso passa una volta ogni tanto, se non sei i Los Angeles Lakers.

Discorsi di questo tipo chiamano in causa Petrie, la sua visione del basket, forse la sua reale possibilità  d'esser l'uomo che riconsegnerà  a Sacramento una squadra di cui andare fiera. "In tutti questi anni - ha detto Joe Maloof - ho creduto d'avere una squadra che potesse vincere il titolo. Adesso dobbiamo fare mosse intelligenti, tenendo conto che c'è un pubblico che tiene alla squadra."

Il giornalista gli aveva appena chiesto se non sarebbe il caso, dati i risultati, di rinunciare ai big, lanciare i giovani perdendo per qualche anno al fine di avere scelte di lotteria. La decisione è difficile, specie in una città  in cui i giocatori non vogliono andare a giocare: dovessero arrivare buoni pezzi, sarebbe difficile fare un altro "gran colpo" sul mercato dei free agents. Webber non voleva venirci, Artest nemmeno; Bibby, ora come ora, se ne andrebbe. D'altronde Sacramento non è New York, con la squadra perdente sparirebbe dalla cartina Nba.

Non è facile mantenere una squadra competitiva quando per molti anni sei stato al top" dice Petrie. Quella che per molte franchigie è stata una maledizione, ricostruire senza ripartire da zero, per i Kings è una necessità . Sarebbe brutto ricordargli che due anni fa, al momento di chiamare Garcia, era disponibile quel David Lee che prende 10.6 rimbalzi a gara; non è nemmeno un argomento tecnico, solo una provocazione giornalistica. Ricordarglielo sarebbe come rimproverarlo per la visione del basket che non ha.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Informativa cookie

Per far funzionare bene questo sito, a volte installiamo sul tuo dispositivo dei piccoli file di dati che si chiamano "cookies". Anche la maggior parte dei grandi siti fanno lo stesso.

Cosa sono i cookies?

Un cookie è un piccolo file di testo che i siti salvano sul tuo computer o dispositivo mobile mentre li visiti. Grazie ai cookies il sito ricorda le tue azioni e preferenze (per es. login, lingua, dimensioni dei caratteri e altre impostazioni di visualizzazione) in modo che tu non debba reinserirle quando torni sul sito o navighi da una pagina all'altra.

Come utilizziamo i cookies?

In alcune pagine utilizziamo i cookies per ricordare:

  • le preferenze di visualizzazione, per es. le impostazioni del contrasto o le dimensioni dei caratteri
  • se hai già risposto a un sondaggio pop-up sull'utilità dei contenuti trovati, per evitare di riproportelo
  • se hai autorizzato l'uso dei cookies sul sito.

Inoltre, alcuni video inseriti nelle nostre pagine utilizzano un cookie per elaborare statistiche, in modo anonimo, su come sei arrivato sulla pagina e quali video hai visto. Non è necessario abilitare i cookies perché il sito funzioni, ma farlo migliora la navigazione. è possibile cancellare o bloccare i cookies, però in questo caso alcune funzioni del sito potrebbero non funzionare correttamente. Le informazioni riguardanti i cookies non sono utilizzate per identificare gli utenti e i dati di navigazione restano sempre sotto il nostro controllo. Questi cookies servono esclusivamente per i fini qui descritti.

Che tipo di cookie utilizziamo?

Cookie tecnici: Sono cookie necessari al corretto funzionamento del sito. Come quelli che gestiscono l'autenticazione dell'utente sul forum.

Cookie analitici: Servono a collezionare informazioni sull'uso del sito. Questa tipologia di cookie raccoglie dati in forma anonima sull'attività dell'utenza. I cookie analitici sono inviati dal sito stesso o da siti di terze parti.

Quali sono i Cookie di analisi di servizi di terze parti?

Widget Video Youtube (Google Inc.)
Youtube è un servizio di visualizzazione di contenuti video gestito da Google Inc. che permette a questa Applicazione di integrare tali contenuti all'interno delle proprie pagine. Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo. Privacy policy

Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook (Facebook, Inc.)
Il pulsante "Mi Piace" e i widget sociali di Facebook sono servizi di interazione con il social network Facebook, forniti da Facebook, Inc. Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo. Privacy policy

Pulsante +1 e widget sociali di Google+ (Google Inc.)
Il pulsante +1 e i widget sociali di Google+ sono servizi di interazione con il social network Google+, forniti da Google Inc. Dati personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo. Privacy policy

Pulsante Tweet e widget sociali di Twitter (Twitter, Inc.)
Il pulsante Tweet e i widget sociali di Twitter sono servizi di interazione con il social network Twitter, forniti da Twitter, Inc. Privacy policy

Come controllare i cookies?

Puoi controllare e/o verificare i cookies come vuoi - per saperne di più, vai su aboutcookies.org. Puoi cancellare i cookies già presenti nel computer e impostare quasi tutti i browser in modo da bloccarne l'installazione. Se scegli questa opzione, dovrai però modificare manualmente alcune preferenze ogni volta che visiti il sito ed è possibile che alcuni servizi o determinate funzioni non siano disponibili.

Chiudi