Dicembre: mese di svolta?

Brandon Roy, sarà  lui il miglior rookie dell'anno?

Dopo due mesi dall'inizio dell'Nba, si comincia ad intravedere il talento a disposizione dei giovani rookie. Tra partite in cui risultano decisivi, altre in cui rimangono in ombra e minutaggi altalenanti, la maggior parte, però, continua a faticare non poco. Diamo uno sguardo a chi è riuscito a far sentire la propria voce a cavallo tra il 2006 e il 2007.

Adam Morrison: l'ex Gonzaga, è stato il giocatore che in questi due mesi ha avuto la maggior possibilità  di giocare nei giovani Bobcats, e le cifre raccolte sono ragguardevoli: 33.3 minuti, 13.7 punti, 3 rimbalzi e 2 assist. Morrison, ancora alla ricerca della continuità  necessaria per un giocatore di vertice, ha una libertà , concessa da Bickerstaff, che la maggior parte degli altri rookie; per lui vengono spesso chiamati giochi che gli permettono di entrare in ritmo, e di collezionare le cifre sopra mostrate. Adam, comunque, sta dimostrando di poter essere un giocatore di primo livello, molto ben assortito con Okafor e Felton.

Jorge Garbajosa: un rookie di 30 anni può far sorridere, ma Garbajosa, dopo che quest'estate ha conquistato l'oro ai mondiali, non si è più fermato. A Toronto si è ritagliato uno spazio importante, nei 30 minuti d'impiego, "Garba" realizza 9.2 punti, recupera quasi 6 rimbalzi e ruba 1.23 palloni. La sua astuzia difensiva, lo pone in cima alla classifica di gradimento del suo allenatore, sia che venga utilizzato da 3, da 4 che da 5; un giocatore che può ricoprire varie posizioni, senza perdere la sua pericolosità  offensiva e l'arguzia difensiva.

Andrea Bargnani: dopo l'inizio un po' balbettante dovuto all'impatto con la sua nuova avventura, "il mago" ha dimostrato parte del suo infinito potenziale, guadagnandosi maggior spazio e fiducia da parte di Mitchell. Le sue statistiche ne sono state, ovviamente, positivamente influenzate: in 22 minuti, Bargnani tiene 10 punti, 3.7 rimbalzi e 0.85 stoppate di media; cifre niente male, se aggiunte alle buone prestazioni difensive mostrate in alcune partite, e alle maggiori responsabilità  prese dal romano, come dimostra il tiro allo scadere contro Portland.

Brandon Roy: dopo l'ottimo inizio, l'ex Washington, è stato costretto a saltare una quindicina di partite per un infortunio; al suo ritorno, è stato subito decisivo mandando a bersaglio il tiro che ha portato ai supplementari la partita con Sacramento, e dando nuova linfa ai Blazers, che hanno faticato moltissimo in sua assenza. Le cifre raccolte, 31.4 minuti, 14 punti, 3.7 rimbalzi e 3 assist, sono le migliori assieme a quelle di Morrison, ma la sostanza mostrata nelle partite più tirate, è quella che impressiona maggiormente; se Roy dovesse proseguire con questa continuità , tutti saranno d'accordo nell'assegnarli il premio di miglior giovane.

Randy Foye: la guardia ex Villanova, è stato molto importante nelle vittorie ottenute dai Timberwolves nell'ultimo periodo, dimostrando di essersi ripreso dopo l'inizio difficile, come si evince dagli 8.4 punti in 18.4 minuti di media. Le sue prestazioni un po' altalenanti, però, lasciano in parte scettici molti addetti ai lavori; Casey invece, non può prescindere dal suo rookie nei finali di partita, dove con Garnett e Davis risulta un'arma molto pericolosa.

Rudy Gay: lo stesso discorso fatto per Foye, lo si può riprendere anche per l'ex UConn. Con l'arrivo sulla panchina dei Grizzlies di Tony Barone, il suo minutaggio è incrementato, ma le sue prestazioni rimangono sempre molto discontinue; in una partita, Rudy, ti può lasciare a bocca aperta positivamente, per il suo talento, ma anche negativamente, per il suo atteggiamento. Le cifre raccolte, in ogni caso, rimangono molto buone, con gli 8.8 punti e 4.1 rimbalzi nei 23.5 minuti d'impiego.

Shelden Williams: 22.1 minuti, 6.4 punti e 6.3 rimbalzi di media per il giocatore ex Blue Devils, che in questi due mesi è riuscito a ritagliarsi un solido spazio all'interno degli Atlanta Hawks. Grazie alle ultime buone prestazioni, e alla concomitante assenza di Josh Smith, Williams è partito spesso nel quintetto base, rispondendo positivamente alle chiamate del suo allenatore, e riuscendo a centrare due doppie-doppie, portandosi alla pari di Garbajosa in questa particolare classifica.

Alexander Johnson: quando era stato scelto al numero 45 al draft, nessuno avrebbe potuto scommettere su questo inizio spumeggiante dell'ex Florida State; sia con Fratello che con Barone, Johnson si è guadagnato il posto nel quintetto base ai danni di Stromile Swift, soprattutto grazie alla sua tenacia e alla sua capacità  di non dar per perso mai nessun pallone. Nei 16.6 minuti d'utilizzo, Alexander riesce a realizzare 6.4 punti, raccogliendo 4.3 rimbalzi e dando quasi una stoppata di media a partita, diventando, al momento, il compagno ideale per Pau Gasol.

Tra gli altri rookie che stanno cercando di mettersi in mostra, ci sono: Paul Millsap e Craig Smith, rispettivamente ad Utah e Minnesota, che hanno raccolto cifre degne di rispetto, perdendo però un po' del loro impatto iniziale; LaMarcus Aldridge, la seconda scelta assoluta, sta facendo fatica ad adattarsi ai ritmi Nba, guadagnandosi comunque spazio nei Blazers grazie a delle buone prestazioni; Jordan Farmar e Renaldo Balkman, stanno cercando di ritagliarsi uno spazio, nelle grandi città  di Los Angeles e di New York; stesso discorso per Yakhouba Diawara e Mickael Gelabale, che dopo le prime difficoltà  trovate nel salto dal basket europeo a quello americano, sono riusciti a giocare minuti importanti, rispondendo positivamente al loro allenatore, in quel di Denver, Diawara, e in quel di Seattle,Gelabale.

Di certo i rookie di quest'anno non si riveleranno James, Anthony, Wade e Bosh, ma molti di loro potranno dimostrarsi molto importanti per le loro squadre; come hanno già  fatto vedere in questi primi due mesi, di talento e di voglia di emergere ce n'è moltissima.

Anche se appena all'inizio, il personale power ranking dei favoriti del premio di Rookie of the Year di questi primi due mesi di regular season è:

1- Adam Morrison
2- Jorge Garbajosa
3- Andrea Bargnani
4- Brandon Roy
5- Rudy Gay
6- Randy Foye
7- Shelden Williams
8- Alexander Johnson
9- Paul Millsap
10- LaMarcus Aldridge

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