Memphis Grizzlies: Preview

Dopo i Mondiali, Gasol vuole un altro titolo

Obiettivi

Stagione non delicata, ma delicatissima. Inevitabile concentrare l'attenzione sull'infortunio di Gasol e su quanto lo spagnolo sia determinante per questa franchigia. Dopo l'ultima splendida regular season, conclusa con un mirabile 49-33 e solo in parte macchiata dal 0-4 subito dai vice-campioni di Dallas al primo turno, si poteva già  mettere in preventivo un fisiologico calo sul piano del record ma forse non tale da compromettere la partecipazione ai playoff; l'incognita Gasol rende ora anche quest'ultimo obiettivo non così scontato.

Vedere Memphis con un record sotto il 50% e ben lontana dall'ottavo posto in un Ovest che propone alle spalle di Dallas, Phoenix e San Antonio un gruppo sempre più folto di pretendenti alla post-season, non sarebbe una sorpresa ma anzi la previsione più logica. Eppure la solidità  del sistema di coach Fratello ed il mix interessante di veterani e giovani non permette di escludere del tutto i Grizzlies dalla lotta playoff.

Conference: Western Conference
Division: Southwest Division

Arrivi: Stromile Swift (Houston Rockets)
Partenze: Shane Battier (Houston Rockets); Antonio Burks (Free Agent); Bobby Jackson (New Orleans Hornets); Lorenzen Wright (Atlanta Hawks)
Rookie: Rudy Gay; Alexander Johnson; Tarence Kinsey; Kyle Lowry

Probabile quintetto base:
Playmaker: Damon Stoudamire
Guardia: Eddie Jones
Ala piccola: Rudy Gay
Ala grande: Pau Gasol (Stromile Swift)
Centro: Jake Tsakalidis

ROSTER


NUM PLAYER POS HT WT DOB FROM YRS

3 Chucky Atkins G 5-11 185 08/14/1974 South Florida 7
35 Brian Cardinal F 6-8 245 05/02/1977 Purdue 6
16 Pau Gasol F 7-0 240 07/06/1980 Spain 5
22 Rudy Gay F 6-9 220 08/17/1986 Connecticut R
10 Junior Harrington G 6-4 190 10/02/1980 Wingate 2
32 Alexander Johnson F 6-9 240 02/08/1983 Florida State R
30 Dahntay Jones G-F 6-6 210 12/27/1980 Duke 3
6 Eddie Jones G-F 6-6 200 10/20/1971 Temple 12
7 Tarence Kinsey G 6-6 189 03/21/1984 South Carolina R
1 Kyle Lowry G 6-0 175 03/25/1986 Villanova R
33 Mike Miller G 6-8 218 02/19/1980 Florida 6
44 Lawrence Roberts F 6-9 240 10/20/1982 Mississippi State 1
20 Damon Stoudamire G 5-10 174 09/03/1973 Arizona 11
4 Stromile Swift F 6-9 230 11/21/1979 Louisiana State 6
12 Jake Tsakalidis C 7-2 290 06/10/1979 Greece 6
21 Hakim Warrick F 6-9 219 07/08/1982 Syracuse 1

Head coach
Mike Fratello (College- Montclaire State)

Assistant coaches
Lionel Hollins (College- Arizona State)
Mitchell Anderson (College- Bradley)
Scott Adubato (College- Upsala)
Paul Cormier

Strenght-and-conditioning coach
Mike Curtis (College- Virginia)

Athletic trainer
Drew Graham

Commento

Quattro mesi (ormai meno di tre): questo è il tempo che gli affranti tifosi dei Grizzlies dovranno aspettare prima di rivedere il loro campione del mondo Pau Gasol in campo ed il suo piede sinistro nuovamente sano.

Addirittura qualche osservatore ed analista ha ipotizzato per Memphis una stagione volutamente sottotono e senza troppa ricerca della vittoria per puntare ad un ruolo di primo piano nel florido draft 2007 con un bel numero di palline in lotteria. Aberranti logiche NBA, ma sono più o meno le stesse che hanno portato Duncan agli Spurs con le conseguenze che ben sappiamo.

Per la fredda onestà  il catalano aveva dichiarato, sia pur in un contesto emotivo particolarissimo ed agrodolce con il titolo di MVP dei mondiali da un lato ed il piede ingessato dall'altro, di non disperare sull'ipotesi di essere pronto niente meno che per la prima partita di regular season.

Evidentemente la vittoria della sua Spagna in Giappone l'ha a tal punto coinvolto da rendere ogni sua esternazione successiva un attentato alla cautela ed alla diplomazia. Oltre all'ottimismo sul suo recupero, infatti, Gasol non ha fatto mancare ad un giornale spagnolo una preoccupante presa di posizione nella quale non le manda a dire alla propria dirigenza: o entro tre anni mi costruite una squadra per poter puntare al titolo, o chiederò di essere ceduto.

Ma sono così lontani i Grizzlies dall'accontentare in questa sua richiesta il loro beniamino ambizioso? In attesa di un eventuale colpo di genio di Jerry West (sfruttando per esempio il contratto in scadenza di Jones ed il fatto di essere sotto il cap l'estate prossima), la risposta non può che essere affermativa.

Coach Mike Fratello ha spesso avuto il singolare potere di trasformare in oro con ottimi risultati anche gruppi mediamente dotati di talento, grazie ad ammirevole organizzazione difensiva ed importante conoscenza delle tendenze avversarie che compensano esecuzioni in attacco alla camomilla certamente non provviste di grande appeal.

Ma mentre l'assenza di Gasol è provvisoria e destinata ad influire solo nella prima parte della stagione di Memphis, quelle di Shane Battier, Bobby Jackson e Lorenzen Wright sono definitive e non facili da attutire se ci si concentra sul piano tattico che era stato intrapreso.

Se invece si analizza la trade che ha portato Battier a Houston spostando l'obiettivo dal discorso chimica-presente al discorso talento-futuro, essa va letta con trepidante entusiasmo alla luce dell'arrivo della grande speranza Rudy Gay, oltre al ritorno non certo trascurabile di Stromile Swift.

Rudy Gay è uno degli argomenti più discussi di questa estate NCAA/NBA: si passa da giudizi entusiastici tipo “migliore talento del draft 2006, ala piccola del futuro e sicuro rookie MVP” a mannaiate spietate del genere “bidone colossale e mentalmente non in grado di giocare tra i pro”. Difficile in effetti leggere il futuro dell'ex UConn e difficoltà  queste già  incontrate dalle 7 franchigie che gli hanno preferito altri giocatori al draft e fatto passare minuti terribili dopo aver visto infrangersi il suo sogno di essere scelto nelle top-3.

Il talento è fuori discussione, come fuori discussione però sono anche la tendenza a piacersi troppo e l'essere scomparso regolarmente nelle partite che contavano del recente torneo NCAA, nel quale è stato forse la delusione più grande. Le doti difensive per convincere coach Fratello ci sono tutte, grazie soprattutto a braccia di lunghezza innaturale che gli permettono di raggiungere qualsiasi cosa a qualsiasi distanza. Il ruolo di ala piccola titolare dovrebbe essere suo.

Storce il naso di fronte a quest'ultima affermazione il secondo anno Hakim Warrick, che dallo scorso mese di Gennaio ha dato qualche segnale importante di adattamento al gioco NBA e che si candida anch'egli per il ruolo di small forward titolare lasciato vacante da Battier. L'ex Syracuse afferma di aver lavorato tutta l'estate per rendere più consistente il tiro da fuori che rappresenta in effetti il suo maggior limite attuale.

La lotta per il posto in quintetto potrebbe tuttavia chiudersi se lo staff tecnico decidesse di lanciare come partente il miglior sesto uomo NBA 2005/2006, Mike Miller. Non sarebbe una primizia l'evoluzione di un formidabile giocatore d'impatto dalla panchina in giocatore titolare nella stessa squadra negli anni successivi: Kevin McHale, Detlef Schrempf, Anthony Mason, Toni Kukoc, Darrell Armstrong sono solo alcuni esempi.

Ci sarebbe anche Brian Cardinal ed il suo contratto micidiale da $24 milioni distribuiti nei prossimi 4 anni. I problemi fisici dello scorso anno l'hanno messo a margine della rotazione con un minutaggio più che dimezzato rispetto alla stagione 2004/2005, ma resta un giocatore idolo grazie alla sua immagine agli antipodi dello star-system NBA ed alla solidità  con cui compensa i pressoché assenti talento ed atletismo.

In attesa del rientro di Gasol, visto anche giocare centro nella scorsa stagione in un progetto tecnico tutt'altro che malsano, non sono di scontata individuazione i componenti della front-line titolare.

Il figliol prodigo Stromile Swift si gioca l'occasione della carriera. A lungo al confine tra eterna promessa pronta a sbocciare ed eterna promessa che non sboccia mai, si ritrova in un ambiente che conosce e con un infortunio di un titolare che lo lancia forse anche direttamente in quintetto. Ora o mai più.

Jake Tsakalidis è l'unico centro puro a roster, almeno nella vecchia concezione stanziale d'area del ruolo, anche se il greco esagera nel fare del dinamismo un concetto sconosciuto. Può essere lui il classico centro titolare di facciata che viene poi messo da parte nel corso della partita per gli adattamenti necessari ed una ricerca di maggior talento.

Piccola menzione per il mio pallino Alexander Johnson, molto più pronto di quanto la scelta numero 45 nel recente draft vorrebbe indicare. Solido giocatore da ultimi 4 metri con rara combinazione di tocco morbido al tiro, forza, atletismo ed intensità  a rimbalzo, se riesce ad entrare nel sistema imparando in fretta il gioco e la sua dimensione NBA, può avere minuti da coach Fratello.

L'ossatura del reparto piccoli è rimasta invece la stessa, con le sole aggiunte di due rookies: l'interessantissimo Kyle Lowry, play di rara intensità  che ha tutte le carte in regola per costruirsi una solida carriera NBA, e Tarence Kinsey, guardia completa a livello di fondamentali ma sotto standard sul piano fisico-atletico, da cui è lecito aspettarsi niente più di un ruolo di complemento.

Chucky Atkins ed il recuperato Damon Stoudamire si giocano il ruolo di play titolare e rappresentano aldilà  della scelta dello staff tecnico una coppia che si completa più che degnamente. Sono tuttavia ancora a caccia di risposte i dubbi sulla capacità  dell'ex Portland di adattarsi alle rigide esecuzioni offensive del coach (solo 27 partite giocate l'anno scorso), oltre che sul suo completo recupero fisico alla non freschissima età  di 33 anni.

Sempre a proposito di veterani, l'ormai 35enne Eddie Jones sta vedendo crollare di anno in anno il suo apporto in termini realizzativi, oltre al fisiologico calo del rendimento atletico che è stata una delle chiavi della sua nobilissima carriera NBA. Resta un giocatore fondamentale nei meccanismi difensivi di coach Fratello ed almeno per il prossimo anno dovrebbe ancora essere lui la guardia titolare.

Come backup multi-uso per i ruoli di 2 e 3 c'è Dahntay Jones, che si è guadagnato l'anno scorso 13 minuti di onesto contributo dalla panchina. Completa il roster il secondo anno Lawrence Roberts, rivelazione di questo scorcio di pre-season con notevoli cifre a rimbalzo.

Il roster di Memphis ha dunque il raro pregio di essersi mantenuto profondo nonostante le gravi partenze di Battier, Jackson e Wright. Sembra in atto un progetto giovani che viaggia parallelo alla ricerca del risultato sportivo, ma sia Jerry West, per la storia dell'uomo, che Pau Gasol, per la recente esplosiva estate, non sembrano due soggetti così propensi alla pazienza e con grande voglia di attendere e seminare per il futuro. Tutte ragioni in più che rendono la prossima una delle più delicate stagioni della franchigia.

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