Mercato in stallo

Ben Wallace lascia a Detroit un vuoto difficile da colmare…

Finalmente, oserei dire finalmente dopo anni di perfezione stilistica o quasi anche le dirigenze di Spurs e Pistons si ritrovano in affanno sul mercato.

L'estate 2006 per chi attendeva grandi botti sul mercato è stata di una monotonia a tratti irritante, pochi Free Agents e pochi GM, anzi nessuno con la voglia di spendere, anche perchè ormai nessuno vuole sforare sopra la luxury tax, facendo i salti mortali per stare sotto qui 63M$ che sono l'incubo di tutti gli Owner.

Per di più le molte strategie sono dovute passare attraverso un draft incerto e assolutamente privo di potenziali fenomeni, che hanno portato tanti GM a scegliere più per necessità  che per talento, dando il via ad una serie di scambi convulsi nella notte del 28 giugno.

Difficile dire chi esca come vincitore e come vinto dal mercato, ma la sensazione è che ormai si gestisca il cap con molta più parsimonia degli anni passati, e che il tempo delle follie sia abbondantemente finito.

Tranne che per alcuni giovani super promettenti o per stelle affermate il contratto proposto da tutti ai giocatori di medio alto valore è il classico quinquennale da 28-30 M$ che non è altro che l'ennesimo rimedio fatto al cap, visto che tale contratto è di fatto disponibile per tutte le franchigie, dal momento che sfrutta per il primo anno la Mid Level Exception. Per il resto pochissime trade, e tanti giocatori che abbassano le pretese.

I personaggi Hot dell'anno erano sostanzialmente due, Ben Wallace e Al Harrington. Il secondo è l'indiscusso protagonista della Mini Soap estiva, ormai da tempo è dato quasi per sicuro (attenzione quasi) il suo ritorno ad Indiana, con Bird che gli ha spianato la strada ricevendo dagli Hornets 7,5M$ di TPE (Trade Player Exception) in cambio di Peja Stojakovic, da girare ad Atlanta insieme ad una scelta futura in cambio di Harrington e John Edwards.

Però qualcosa non sta andando per il verso dovuto, Harrington era partito da pretese astronomiche ossia cifre sopra i 12-13 M$ annui, salvo poi pian piano andando a scendere quando ha realizzato che a quelle cifre sarebbe rimasto sulla graticola, ma probabilmente la trattativa è in stallo dal momento che la settimana scorsa ha licenziato il suo agente (dovrà  aspettare 15 giorni prima di assumerne ufficialmente un altro).

Difficilmente la trattativa salterà , e così Bird rimedia ad una delle sue poche mosse sbagliate riportando a casa il suo ex numero 3 ceduto inopinatamente due estati fa in cambio di Stephen Jackson agli Hawks.

Con lui Indiana diventerà  sicuramente una delle super potenze dell'est, Carlisle sembra intenzionato a varare un quintetto veloce con Jermaine O'Neal da centro e Harrington da ala grande, potendo contare comunque su un backup di tutto rispetto per i lunghi con il sempre utile Jeff Foster, con David Harrison molto caldeggiato dallo stesso Bird, l'esperto Scot Pollard e da quel Maceo Baston che per anni ha fatto sfracelli in Europa, e che sarà  chiamato ad un ruolo importante per la prima volta nella NBA.

Il reparto degli esterni punta tutto sulla fisicità  e sulla difesa, con il neo arrivato Marquis Daniels e l'ex rookie Danny Granger probabili titolari con l'esperto Stephen Jackson e il promettentissimo Rookie Shawne Williams come cambi. Quello che divide i Pacers dal titolo è probabilmente una cabina di regia non all'altezza dove c'è persino poca chiarezza sugli spazi da dividere tra un Jamaal Tinsley in aperta rottura con il coach e il GM che era dato come sicuro partente a fine stagione, con un Jasikevicius fortemente tentato di lasciare l'NBA dove ha faticato oltre ogni peggiore previsione e il neo arrivato Darrell Armstrong uomo giunto probabilmente al capolinea della propria carriera.

Dicevamo sopra di Ben Wallace diventato senza dubbio il caso dell'estate. Quando lo scorso febbraio i Pistons si privarono di Darko Milicic sembrava scontata la conferma di Ben Wallace, però qualcosa nei mesi successivi all'interno dello spogliatoio si è incrinato, i Pistons hanno giocato dei playoff indegni, rischiando di perdere contro il solo LeBron James e soccombendo inesorabilmente nella serie contro i futuri campioni di Miami, dopo che per tutta la regular season era stati definiti giustamente come “quasi imbattibili”.

All'origine della debacle primaverile sembra ci sia un svolta offensiva voluta fortemente da coach Saunders, e non caldeggiata da nessuno dei titolari dei Pistons, e se gli esterni hanno fatto buon viso a cattivo gioco i due Wallace si sono visti dimezzare le responsabilità  offensive, e secondo i loro detrattori avrebbero inscenato uno sciopero difensivo nei playoff che sarebbe costato il titolo. In effetti la fisicità  dei due Wallace, ma anche di alcuni degli esterni dei Pistons nei playoff è venuta clamorosamente meno.

Da qui sarebbe nata la decisione di mettere un tetto di spesa per Ben Wallace, e la richieste del giocatore sono apparse subito fuori range per le idee di Dumars, però la trattativa c'è stata, anche se la volontà  del giocatore di rimanere non era così forte. Poi è arrivata l'offerta dei Bulls, che per la fredda cronaca è di 12M$ in 4 anni superiore a quella dei Pistons, quindi a conti fatti i Pistons si sono privati di Ben Wallace per 3M$ all'anno.

Due gli interrogativi principali, uno dal punto di vista etico, ossia se da una parte è vero che i soldi dati a Wallace dai Bulls sono troppi, da un'altra è anche vero che Wallace in questi anni ha giocato sempre sottopagato in relazione al suo rendimento, ma soprattutto al ruolo di uomo chiave avuto all'interno di uno spogliatoio che ha comunque giocato due finali e appeso un banner al soffitto, quindi quel qualcosa di troppo poteva benissimo essere interpretato come un segno di riconoscenza da parte della dirigenza.

L'altro punto interrogativo, ancora maggiore è il completo contrasto che oppone la non rifirma di Wallace con la cessione di Milicic, e qui Dumars rischia seriamente di farsi male sul serio, perché se è vero che prima i Pistons non avevano spazi per lui con la cessione di Wallace si apre una voragine che difficilmente il suo sostituto Nazr Mohammed coprirà  in tutto, e dunque in questo nuovo contesto si potevano trovare anche gli spazi per valutare sul serio una scelta altissima al draft costata la rinuncia a gente del calibro di Wade Bosh Hinrich e Carmelo Anthony che sarà  per sempre una spada di Damocle sulla testa di Dumars e di cui prima o poi dovrà  pagare pegno.

Dicevamo che il sostituto individuato è Nazr Mohammed arrivato per la MLE. Nazr è un più che discreto giocatore che però se da una parte garantirà  un discreto contributo in attacco, sicuramente superiore a quello di Ben, dall'altra avrà  un impatto difensivo decisamente inferiore, ma anche una discontinuità  a volte inspiegabile che di fatto non gli ha mai fatto fare il vero salto di qualità  nemmeno in un momento storico in cui nell'NBA di lunghi validi ce ne sono pochissimi.

L'impressione di tutti è che coach Saunders si voglia giocare molto su McDyess, andando però anche a provare a giocare piccolo con Prince da ala grande.

Se Detroit non ride, San Antonio piange e di brutto. Segnatevi questi nomi : Jackie Butler, Francisco Elson e Matt Bonner. No, non siamo alla Summer League ma questi sono i nuovi compagni di reparto insieme a Fabricio Oberto di Tim Duncan (e di Robert Horry ammesso non si ritiri).

Questo significa che Duncan giocherà  la sua seconda parte di carriera da centro (fin qui tutto normale), e che anche Popovich proverà  a correre. Che uno tra Nesterovic e Mohammed onestamente fosse di troppo ci stava, ma perderli entrambi è una cosa che non sta ne in cielo ne in terra, soprattutto se messa insieme da una dirigenza che nell'ultimo lustro ha sbagliato poco o nulla.

A rincarare la dose in un'estate nera per RC Buford c'è l'ennesimo e definitivo no del GM del Tau per Scola (giocatore su cui si contava per il futuro prossimo), al punto che Buford ha provato ad infilare i suoi diritti di scelta in diverse ipotesi di trade.

Qui la colpa a dire il vero più che della dirigenza Spurs è stata del giocatore che anni fa si è legato praticamente a vita con il Tau non prevedendo quella NBA escape che ormai tutti i giocatori scelti al draft, ma anche ai margini dell'NBA reclamano nel proprio contratto con le squadre europee.

Dunque gli Spurs si presenteranno ai nastri di partenza senza i galloni (talvolta scomodi) di favorita e per nutrire concrete speranze di titolo dovranno avere la certezza di un Duncan ai livelli di MVP, ma che soprattutto i suoi compagni di reparto sotto le plance, giochino tutti al 110% delle loro possibilità , perché ad Ovest la battaglia si fa dura già  dalla preseason, facile immaginare che squadre come Suns e Mavs se non hanno problemi di infortuni vadano in scioltezza sopra le 60 vittorie, obbiettivo onestamente non facile per gli Spurs, ma assolutamente da inseguire se si vuole avere ancora qualche speranza di titolo.

Il resto dell'estate come detto sopra ha proposto poco. Abbastanza misterioso il contrattone offerto dai Nuggets a Nenè giocatore di grande potenziale ma che i suoi primi quattro anni di NBA, è stato alla ribalta solo per i suoi molteplici infortuni, più che per le sue evoluzioni in campo, facile prevedere che non sia altro che l'ennesimo beneficiario di un contratto “overrated”, a causa della ormai cronica fame da lunghi, e in fin dei conti se non ci fosse il problema degli infortuni ci starebbe pure tutto viste le cifre ottenute la passata estate da Delambert e Chandler, ma non c'è peggior situazione di un giocatore strapagato che non vede campo.

Si sono mosse molto New Orleans e Atlanta, gli Hornets portano a casa Peja, e mettono in cantiere tra draft e trade un pacchetto di lunghi giovani e accattivanti affiancando alla certezza David West, Hilton Armstrong e Cedrick Simmons provenienti dal draft e Tyson Chandler scaricato dai Bulls senza tanti complimenti e in assoluta voglia di rilancio.Gli Hornets forti del loro play Chris Paul puntano ai playoff.

Per la prima volta dopo decenni Atlanta assomiglia finalmente ad una squadra, arriva Claxton in regia e torna dopo cinque anni Lorenzen Wright come centro, inoltre dal draft prendono uno tutto sostanza come Shelden Williams. Tempi forse prematuri per i playoff, ma probabilmente si sono create le migliori condizioni per crescere il gruppo e valorizzare i tanti giovani che negli scorsi anni erano messi li senza verso, e soprattutto in concorrenza tra loro. Fondamentale sarà  il recuperare un Marvin Williams assolutamente deludente nella sua stagione da rookie.

Entusiasmo alle stelle in Canada dove la nuova gestione Colangelo Jr / Gherardini ha ridato fiducia e voglia di basket ad una piazza che da tempo si stava letteralmente assopendo. Tanti acquisti soprattutto dal vecchio continente, ma soprattutto la firma di Bosh, che tutti temevano che non si sarebbe mai concretizzata.

Stern ha chiamato per primo Bargnani e questa è ormai storia per noi italiani, però il mago si ritroverà  accanto facce note del vecchio continente come gli ex trevigiani Jorge Garbajosa e Uros Slokar e Anthony Parker. Ma allo stesso tempo i Raptors si sono mossi sul mercato interno con la dolorosa cessione di Charlie Villanueva resasi indispensabile per reperire un playmaker indispensabile come TJ Ford, ma anche acquisendo quel centro che mancava, facendo arrivare Nesterovic dagli Spurs. I Raptors dell'anno zero saranno un laboratorio aperto, tempi forse prematuri per i playoff ma finalmente dopo un decennio illuminato solo dalle schiacciate di Vince Carter c'è la sensazione che per la prima colta anche loro facciano sul serio.

Idee più chiare anche sul fronte Lakers dove con l'acquisizione di Radmanovic si rinuncia chiaramente a sogni impossibili sui Free Agents del prossimo anno e si fa quadrato intorno a Kobe Bryant cercando di costruire un sistema intorno a lui senza gongolassi a ipotesi surreali (Garnett e Bosh le più rumoreggiate) e impraticabili con il nuovo CBA.

Attivissimi anche i Blazers già  protagonisti nella notte del draft con la scelta di Aldridge e con lo scambio in cui hanno acquisto la scelta numero sette dei Celtics, poi diventata Brandon Roy, ma che portano a casa dal mercato uno dei lunghi più cercati come Jamal Magloire.

La scelta di Roy applaudita da tutti però è in netto contrasto con quella di Webster del draft 2005, quando per averlo i Blazers rinunciarono a due playmaker del calibro di Chris Paul e Deron Williams, avendo in casa Sebastian Telfair che però è stato voluto fortemente da Boston nello scambio della notte del draft, e quindi i Blazers si ritrovano con un roster ben coperto un po' ovunque ma con un inquietante buco in cabina di regia dove sarà  chiamato fortemente in causa quel Jarrett Jack messosi in evidenza nella passata stagione, e persino il cavallo di ritorno Dan Dickau.

Parlavamo sopra dei Celtics, Ainge sempre molto attivo, continua a rimpinguare di giovanissimi il roster più giovane della lega, come detto a Telfair saranno date le chiavi della cabina di regia, insieme a lui arriva Ratliff che assomiglia tanto a quell'intimidatore difensore sotto le plance di cui i Celtics avevano bisogno come il pane, non contento Ainge si gioca due spiccioli pure su Allan Ray ex compagno di Randy Foye a Villanova, tiratore micidiale in uscita dai blocchi, dato per sicuro o quasi a fine primo giro, e inspiegabilmente scivolato fuori dai 60.

Tutti concordi che ai Celtics il talento abbonda, e che manca solo l'esperienza, cosa che non si compra su Ebay o al Supermercato vicino casa, e che non incide sul salary cap, ma che conta e conta tanto sul parquet, motivo per cui i tifosi del trifoglio saranno chiamati a mischiare le loro tante speranze ad una buona dose di pazienza, anche se il peggio è probabilmente passato con la scorsa stagione.

Chiudiamo con la scommessa dell'anno ?
OK Dico JR Smith, 20 anni, non più tardi di 18 mesi fa scriveva nella sua stagione da rookie 15 punti a sera, poi il suo rapporto con Byron Scott è andato a rotoli per motivi oscuri a tutti, e JR si è trovato nei Nuggets, senza passare da Chicago che lo aveva acquisito nella trade Chandler / PJ Brown, svendendolo letteralmente in cambio un Eilsey ormai disperso (ma in scadenza) e due seconde scelte future.

I Nuggets cercano una guardia da anni, e se con questo acquisto in tempi di saldi avessero fatto centro ?

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