Dallas troppo veloce, è parità 

Josh Howard ha inflitto 27 punti agli Spurs con le sue costanti penetrazioni.

L'ultima volta avevamo lasciato i Mavericks alle prese con la strana e criticata decisione di Jerry Stackhouse di prendere un impossibile tiro da tre punti per vincere gara 1 anziché provare la penetrazione o un più comodo jumper per il pareggio.

Dopo aver infatti giocato quella partita alla pari con gli Spurs, i Mavs in gara 2 hanno fatto di meglio, andando ad espugnare l'At&t Center dominando letteralmente il parquet con l'imposizione di un ritmo non consono a San Antonio e con una grande prestazione del backcourt, che ha visto Devin Harris partire da titolare.

L'aggiustamento fatto da coach Johnson, che ha quindi tolto Adrian Griffin dal quintetto base, ha permesso a Dallas di giocare maggiormente secondo il proprio stile, andando ad imporlo anche in trasferta; Devin Harris, limitato nelle presenze in campo da un problema al quadricipite che gli aveva impedito di essere in campo nel finale di stagione regolare, ha permesso ai Mavs di condurre un gioco più veloce, più rapido e con maggiori soluzioni di tiro in transizione, fattore che ha messo in crisi il reparto difensivo della squadra di Popovic soprattutto dal punto di vista degli accoppiamenti.

La giovane guardia ha contribuito con un fatturato di 20 punti in 32 minuti di impiego con 7/12 dal campo ed ha dato una forte mano in difesa nel limitare il diretto avversario, Tony Parker, mentre Josh Howard ha provato ancora una volta che i Mavs vincono sempre quando lui segna più di 20 punti.

27, infatti, sono stati i punti da lui messi a segno con 9 rimbalzi ed un significativo 11/11 ai liberi in una partita dove i costanti attacchi al canestro avversario proposti da lui, Harris ed un Terry da 11 punti hanno sbilanciato la difesa avversaria, che semplicemente non ha contenuto le penetrazioni dei giocatori di Mark Cuban.

L'aspetto ha permesso una minore attenzione nei confronti di Dirk Nowitzki, il quale ne ha approfittato segnando 21 punti ma con soli 11 tiri tentati, segno che per vincere non serve necessariamente che lui ne metta 30 o 40, ed oltre a ciò, ci sono stati anche 19 punti di Stackhouse dalla panchina con un 3/4 da tre punti che va parzialmente a farsi perdonare l'errore di valutazione di gara 1.

Lo svolgimento della partita si può riassumere con un solo fatto per San Antonio: bene con Duncan in campo, molto male senza.

Il caraibico ha segnato, assieme a Parker, 24 dei primi 32 punti dei nero argento terminando con una prova da 8/10 dal campo per 28 punti totali e 9 rimbalzi, ma ciò che è mancato maggiormente è stato il supporting cast: la coppia Parker/Ginobili ha portato a casa solo 28 punti con l'argentino fermo a 4/11 dal campo e 0/3 da tre punti, mentre dalla panchina l'unico contributo significativo è arrivato dai 12 punti di Brent Barry che il suo dovere lo ha svolto appieno, contrariamente ad un Van Exel che si è fatto espellere dopo aver preso due falli tecnici in 5 minuti.

A dimostrazione di questo basti sapere che, nel secondo quarto, Duncan si è seduto in panchina dopo essersi visto sanzionare il terzo fallo con la partita abbastanza in equilibrio e che poi gli Spurs hanno sbagliato 11 tiri dal campo consecutivi, fatto che ha permesso a Dallas di infilare un parziale di 18-6 e di chiudere la prima metà  avanti di 20.

Un dato importante è fornito dando un'occhiata alle statistiche, che hanno visto i Mavericks chiudere con soli 6 turnovers a fronte dei 14 degli Spurs, e con 10 palloni rubati contro i 4 degli avversari, a testimonianza della particolare attenzione per il pallone spesa dal bravo Harris, senza palle perse nei 32 minuti, e della miglior qualità  della difesa installata da Avery Johnson, nemmeno lontana parente di quella versione Nelson.

Alcune dichiarazioni del dopo-partita:

Devin Harris:

Ho saputo solo all'allenamento di lunedì che sarei partito come titolare, nei giorni scorsi avevo parlato con il coach riguardo al mio maggiore utilizzo in questa serie. Il coach voleva che riprendessi i miei ritmi dopo il primo turno, facendomi giocare più minuti in modo che fossi a mio agio in questa serie; ciò che ho fatto è stato prendermi un numero maggiore di canestri in transizione e portare la gara dalla nostra parte il più possibile.

Tim Duncan

Se abbiamo perso lo dobbiamo principalmente a come abbiamo interpretat la gara nel secondo quarto: la partita è cambiata proprio in lì, dove abbiamo buttato via un numero esagerato di possessi e dove abbiamo concesso troppi rimbalzi offensivi, permettendo ai nostri avversari di scappare senza più voltarsi indietro

.

Dopo una bella pausa si tornerà  in campo sabato 13 maggio, gara 3 e 4 saranno giocate a Dallas.

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