Pistons troppo forti

Nemmeno la caviglia slogata di rip ferma i Pistons

Detroit Pistons 2nda versione.
Con queste semplici parole potremmo definire la seconda partita della serie tra la squadra della Motown e i Bucks.

Se nel primo match a farla da padrona è stata la difesa, a tratti irreale della squadra di Saunders, nel secondo round quello che ha lasciato di sasso è stata invece "l'assoluta" efficacia offensiva.

"Assoluta" non a caso.
Perché i Pistons dimostrano ancora una volta di non avere offensivamente alcun punto debole. Di essere micidiali a livello "assoluto". Di non avere limiti.

Partendo dalle capacità  balistiche dall'arco, passado dallo strapotere fisico sotto le plance nel mix dei Twin Wallace, ripartendo dal gioco pick an roll e dalle uscite dai blocchi di Hamilton, fino ad arrivre per ultimo (non per importanza) all'abilità  di ogni singolo giocatore preso singolarmente.

Questi Pistons è un dato di fatto, non hanno alcun punto debole.

Tutto quello scritto sino ad ora è ben espresso dalle parole di Billups al termine della gara "Abbiamo tanti giocatori in grado di far male. Chi ci affronta può cercare di limitare 2/3 giocatori pericolosi, ma non può limitare una squadra che come noi ha così tante opzioni."

Ed è sostanzialmente quello che è successo, sebbene i Bucks non abbiano limitato nemmeno quei 2/3 gocatori.

Le statistiche dicono che i Pistons hanno tirato con il 51 % totale e con il 40% dall'arco. Il punteggio finale recita 98-109 ma non rende merito alla partita. I Pistons giocano con il freno a mano tutt il 4rto quarto, presentandosi ai blocchi dell ultima frazione con un perentorio 75-92.

Questo è la sintesi della gara. C'è poco altro da dire.

Proviamo però per amor di cronaca a capire cosa è successo.
I Pistons partono subito fortissimo creando un solco nel primo quarto di 9 lunghezze. La Squadra lavora alla perfezione mandando a segno praticamente tutta la rosa. I Bucks diversamente annaspano faticando a trovare conclusioni degne di essere chiamate tali ed il piu delle volte forzate.

Il solo Redd accompagnato a corrente alterna da Ford riesce a non fare naufragare del tutto la squadra da Milwaukee.
Il resto della ciurma non pervenuta. Magloire soffre abbondantemente le due torri Pistons piazzando qua e la un paio di schiacciate con 180° annesso, come sapesse fare solo quello. Bogut viene coperto di falli da principio anche se alla fine risulterà  miglior rimbalzista dei suoi (13).

Al termine del primo tempo ogni menbro del quintetto base Detroit è posizionato tra i 10 ed i 12 punti, eccezion fatta per Ben Wallace. In compenso un contributo fondamentale, che ancor piu lo sarà  per la corsa al titolo, arriva da Evans e da McDyess, che a fine partita avranno contribuito con 21 punti totali e 9 rimbalzi. Il solco tra le due compagini è ora di 13 lunghezze.

I terzo quarto parte come si era concluso il prmo tempo.
Detroit a mille e Bucks a rincorrere. Per i Bucks il compito è svolto da Simmons e Ford su tutti coadiuvati da un Bogut che tornato in campo con Smith riesce a centrare un paio di canestri. I Bucks tentano di spingere e a dire il vero forzano non poco sbagliando qualche tiro di troppo.
I Pistons invece continuano come nei primi due quarti con aggiunta però di un super Hunter che segna 10 punti totali e tutti nl terzo quarto. E nel frattempo c'è il tempo (perdonate il gioco di parole) di mettere a segno un paio di Dunk clamorose.

Come dicevamo prima dei Pistons? Una squadra con infinite opzioni.

Il 3rzo quarto il vantaggio è salito a 17. Il 4rto quarto è pura formalità . Hamilton riposa alcuni minuti e Billups con lui. I Bucks recuperano ma vince Detroit.

I trascinatori sono da identificare in Rip Hamilton e nel sempre troppo sottovalutato Tayshaun Prince. Il primo porta avanti un match che sfiora la perfezione limitando dapprima Redd, nonostante problemi alla caviglia sinistra (slogata nel primo quarto) lo tengano ai Box per alcuni minuti (non molti a dire il vero). Il secondo è autore di una prova all-around devastante. Segna 22 punti, prende 7 rimalzi, distribusce 4 assist. Se giocasse in un altro team, Prince sarebbe considerato giocatore di ben altro livello.

La serie è ancora aperta ma nn è mai sembrata cosi chiusa.

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