Los Angeles Clippers: Preview

La prima secelta del draft 2005 Korolev

Obiettivi

Una stagione vincente, magari arrivare ai play off, che mancano ormai dal 1992; ecco quali potrebbero essere gli obiettivi della stagione 2005/2006 per i Los Angeles Clippers. Raggiungere questi traguardi è comunque difficili per una squadra che gioca in una divisione ed in una conference molto dure e che tradizionalmente non ha la buona sorte dalla sua parte.

Conference: Western Conference
Division: Pacific Division

Arrivi: Cuttino Mobley (Sacramento Kings), Sam Cassel(Minnesota Timberwolves), James Singelton (FA), Yuta Tabuse (FA)
Partenze: Marco Jaric(Minnestoa Timberwolves), Bobby Simmons (Milwaukee Bucks), Mikki Moore(Seattle Sonics), Lionel Chalmers (Minnestoa Timberwolves), Rick Brunson (Seattle Sonics)
Scelte al draft:Daniel Ewing(Duke), Yaroslav Korolev (Russia),

Probabile Quintetto Base
Playmaker : Sam Cassel
Shooting Guard : Cuttino Mobley
Small Forward : Corey Maggette
Power Forward : Elton Brand
Center : Chris Kaman

Roster



NM PLAYER POS HT WT DOB FROM YRS

42 Elton Brand F 6-8 272 03/11/1979 Duke 6
19 Sam Cassell G 6-3 185 11/18/1969 Florida State 12
3 Daniel Ewing G 6-3 185 03/26/1983 Duke R
35 Chris Kaman C 7-0 265 04/28/1982 Central Michigan 2
8 Yaroslav Korolev F 6-9 203 05/07/1987 Russia R
14 Shaun Livingston G 6-7 182 09/11/1985 Peoria CentralHS 1
50 Corey Maggette G 6-6 225 11/12/1979 Duke 6
5 Cuttino Mobley G 6-4 215 09/01/1975 Rhode Island 7
11 Zeljko Rebraca C 7-0 265 04/09/1972 Serbia 4
13 Quinton Ross G 6-6 193 04/30/1981 Southern Meth. 1
15 James Singleton F 6-8 215 07/20/1981 Murray State R
1 Yuta Tabuse G 5-9 165 10/05/1980 BYU-Hawaii 1
54 Chris Wilcox C 6-10 235 09/03/1982 Maryland 3

Staff tecnico
HEAD COACH Mike Dunleavy Sr. (College – South Carolina)
ASSISTANT COACHES Jim Eyen (College – UC-Santa Barbara)
Kim Hughes (College – Wisconsin)
Rory White (College – South Alabama)
Neal Meyer (College – San Diego)
Neil Olshey (College – Le Moyne)
ATHLETIC TRAINER Jasen Powell (College – Cal Poly Pomona)
ASSISTANT TRAINER Johan Wang (College – UC Davis)

Commento

Premessa d'obbligo: i Clippers sono sempre i Clippers, qualsiasi cosa succeda, chiunque giochi con quella maglia, i Clippers resteranno sempre la seconda squadra di Los Angeles, la squadra di Mr Sterling e di Elgin Baylor, qualsiasi cosa sia successa nella off season, qualsiasi cosa succeda durante la regular season.

Per la prima volta dalla stagione 1985/86 un Clipper ha vinto un riconoscimento ufficiale NBA: Bobby Simmons nominato "Most Improved Player" della stagione 2004/05, infatti l'ex seconda scelta di Seattle è passato da 7.8 punti a partita e 4.7 rimbalzi in 56 gare a 16.4 punti, 5.9 rimbalzi e 2.7 assists in 75 gare.

Forte del premio ricevuto, delle grandi prestazioni sciorinate nel corso della stagione in cui ha riscritto tutti i propri record personali Bobby Simmons è andato a batter cassa da Mr Sterling, risultato: firma con i Bucks per 46 milioni di dollari nelle prossime 5 stagioni, tutto come da copione, come cono Odom, Richardson e Miller, per ricordare gli ultimi grandi giocatori scelti e valorizzati dai Clippers e poi spediti altrove nel momento in cui hanno cercato di monetizzare le loro prestazioni sul campo da basket.

I Clippers viaggiano ormai da anni alternando stagioni ai limiti del 50% di vittorie, che nella Western Conference significa stare fuori dai play off, con stagioni in cui si gioca solo per onor di firma e l'obiettivo è di ottenere il miglior piazzamento possibile nella draft lottery.

L'ultima stagione in cui i Clippers sono andati ai play off è stata la stagione 1992, quando sul pino angelino sedeva Larry Brown, che portando a compimento una simile impresa ha ottenuto un risultato forse ancor più impressionante che vincere il titolo con Detroit.

Sterling è riuscito a far diventare i Clippers una squadra di culto nell'NBA, senza vincere nulla e giocando nella stessa arena in cui Kobe e Shaq vincevano titoli e intrecciavano copioni degni delle migliori serie TV di Hollywood, il tutto ottenendo degli utili dalla squadra, unico proprietario NBA a ricavare dei soldi direttamente dalla propria franchigia.

Dopo 3 anni di delusioni e incomprensioni Marco Jaric a deciso di lasciare LA e di migrare alla corte di Kevin Garnett ai T-Wolves, in cambio del play ex-Virtus è arrivato ai Clippers Sam "I am" Cassel, a Los Angeles con la partenza di Shaq mancava un battutista in città  e così è arrivato Sam, uno dei giocatori con più punti nelle mani e con più parole in bocca di tutta la NBA.

Cassel, 36 anni, porta alla causa di LA sicuramente molta esperienza, punti subito disponibili ed un carattere non facile da gestire, di fatto nelle intenzioni della dirigenza il titolare, ma che dovrà  dividere molti minuti con Shaun Livingston, arrivato direttamente dall'High School l'anno scorso e che nelle poche partite giocate, 30 per la precisione, ha comunque lasciato intravedere un grande potenziale atletico e tecnico che ha qualcuno ha ricordato un altro play di circa 2 metri che giocava a Los Angeles negli anni '80".

Mike Dunleavy dovrà  far giocare Cassel sia come play sia come shooting guard; difatti se alla posizione di playmaker i Clippers hanno Livngstone, Cassel e la seconda scelta di quest anno Daniel Ewing, da Duke, alla posizione di guardia sono un po' scoperti.
Difatti rispetto alla scorsa stagione non hanno rifirmato Simmons e Kittles, ed hanno investito 42 milioni di dollari per assicurarsi i servigi di Cuttino Mobley.

La perdita di Simmons toglie profondità  ai Clippers anche nel ruolo di ala piccola, con Maggette titolare ed il solo Quniton Ross come ala piccola di ruolo, a dare qualche minuto in quella posizione potrebbe arrivare una vecchia conoscenza del campionato italiano : James Singleton a livello atletico l'ex Olimpia Milano è sicuramente in grado di non sfigurare con i giocatori NBA, per poter trovare minuti come ala piccola deve dare continuità  al suo tiro da fuori.

Dunleavy dovrà  organizzare un sorta di comitato per gestire i minuti a disposizione nel ruolo di guardia e di ala piccola: Cassel play e guardia, Maggette guardia e ala piccola, Singleton, Ross, Ewing a cercare minuti negli spazi disponibili.

Brand è una garanzia allo spot di Power Forward, solido, continuo, non un giocatore da Top Ten di NBA Action, ma sicuramente un giocatore che porta sempre il suo contributo e che non turba lo spogliatoio con atteggiamenti da super-star, pur avendo giocato all'All Star Game e pur avendo fatto parte della nazionale americana.

Wilcox può rivelarsi molto importante per i Clippers, uscendo dalla panchina può far valere la sua forza fisica e dare minuti di qualità  sia in al posto di Brand, si al suo fianco come centro in una configurazione più piccola e rapida dei Clippers.

Chris Kaman, biondo, buoni fondamentali, corre bene per il campo ed è in grado di avere un buon impatto fisico nella lega, il tutto con un atteggiamento naif e disincantato che lo hanno fatto diventare oggetto di culto tra gli amanti della pallacanestro angelici.

Kaman è un buon giocatore che alla vigilia della sua terza stagione nell'NBA può fare il salto di qualità  definitivo affermandosi come uno dei pochi veri giocatori di post rimasti nell'NBA di oggi.

A supportare Kaman è stato rifirmato, nonostante la passata stagione sia stato martoriato dagli infortuni, Zelijco Rebraca, vecchia conoscenza del campionato italiano, in grado di dare centimetri e minuti agli angelici.

Il roster dei Clippers è completato dalla 12 scelta assoluta del draft: Korolev, russo diciottenne di belle speranze, giudicato uno dei migliori giocatori della lega juniores russa, il nuovo Kirilenko o un altro dei "man of Mystery " che spuntano al Draft NBA ogni anno?

La scelta è intrigante, la scuola russa sta sfornando giocatori molto tecnici che pur essendo bianchi hanno notevolissime doti fisiche, di solito Sterling è bravo a scegliere il talento, poi non è interessato più di tanto a tenerlo assieme, ma sicuramente anni di scelte in lotteria hanno affinato le capacità  degli scout dei Clippers, anche se, come al solito, solo il campo potrà  dare risposte sulla reale consistenza di Korolev.

Mancano per completare il puzzle una ala piccola di ruolo e un'altra guardia per dare profondità  e completezza al parco giocatori a disposizione di Dunleavy, adesso il GM Baylor dovrà  convincere Sterling ad aprire il portafogli o a inventarsi ancora qualcosa pescando dal sommerso NBA un altro Bobby Simmons.

La stagione dei Clippers si annuncia come al solito complessa, Kings, Suns, Lakers tradizionalmente sono superiori ai Clippers, e persino i Golden State Warriors guidati da Baron Devis sembrano superiori ai Clippers destinati quindi ad un ultimo posto nella Pacific? Considerando le altre squadre a Ovest la situazione non migliora, dovunque sembra esserci qualcuno in grado di battere i Clippers, forse i loro ruolo è proprio quello di essere l'incompiuta, la squadra che sembra sempre promettere e poi si ritrova a fine anno a scegliere in lotteria, se la Eastern Conference ha gli Atlanta Hawks la Western ha i Clippers.

Il talento individuale non manca, i ruoli sono sufficientemente coperti, ai Lakers non c'p più The Diesel, eppure i Clippers rimango sempre i Clippers, in grado di vincere contro i campioni NBA e di perdere la sera dopo contro gli Orlando Magic o contro gli Hawks, probabilmente cercare una logica in una stagione della squadra di Mr Sterling è impossibile o comunque molto complicato, se Dunleavy riuscirà  a tenere coeso questo gruppo di giocatori allora qualche soddisfazione potrà  arrivare, anche se i play off sembrano un obiettivo molto ambizioso.

Certo le squadre dell'ovest fanno paura, sono tutte forti e ambiziose i Clippers appaiono quasi surreali nel loro modo di vivere e di giocare la NBA, la squadra di Odom, Miles, Richardson, Maggette, Miller e Brand non c'è più e se pensate che con quei giocatori non hanno vinto che 39 partite nella stagione 2001/2002 e 27 partite nella stagione seguente, è evidente che la squadra attuale sia assolutamente inferiore per talento a quel gruppo di giocatori e solo una grande organizzazione e una grande fiducia nel progetto tecnico di Mike Duleavy possano permettere ai Clippers di non essere almeno per una stagione i Clippers.

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