Detroit Pistons: Preview

Passaggio di consegne tra Larry Brown e Flip Saunders

Obiettivi

L'obiettivo sarà  il titolo, dopo che la scorsa stagione ha sfiorato un clamoroso re-peat perdendo solo alla settima gara contro gli Spurs.
Sarà  durissima, specie perché in panchina ora non siede più il santone Larry Brown che rappresentava un autentico valore aggiunto ma le basi per puntare all'anello ci sono.

CONFERENCE: Eastern
DIVISION: Central

ARRIVI: Maurice Evans (Sacramento Kings), Dale Davis (Indiana Pacers)
PARTENZE: Elden Campbell (Ritirato), Darvin Ham e Horace Jenkins (Hapoel Jerusalem)
DRAFT:: Jason Maxiell, Alex Acker, Amir Johnson

Roster


NUM PLAYER POS HT WT DOB FROM YRS

6 Alex Acker G 6-5 185 01/21/1983 Pepperdine R
30 Carlos Arroyo G 6-2 202 07/30/1979 Florida Int. 4
1 Chauncey Billups G 6-3 202 09/25/1976 Colorado 8
34 Dale Davis C-F 6-11 252 03/25/1969 Clemson 14
20 Carlos Delfino G 6-6 230 08/29/1982 Argentina 1
12 Ronald Dupree F 6-7 209 01/26/1981 LouisianaSt. 2
5 Maurice Evans G 6-5 220 11/08/1978 Texas 2
32 Richard Hamilton G-F 6-7 193 02/14/1978 Connecticut 6
10 Lindsey Hunter G 6-2 195 12/03/1970 Jackson St. 12
25 Amir Johnson F 6-9 210 05/01/1987 WestchesterHS R
54 Jason Maxiell F 6-7 260 02/18/1983 Cincinnati R
24 Antonio McDyess F 6-9 245 09/07/1974 Alabama 9
31 Darko Milicic F-C 7-0 245 06/20/1985 Serbia 2
22 Tayshaun Prince F 6-9 215 02/28/1980 Kentucky 3
3 Ben Wallace C 6-9 240 09/10/1974 VirginiaUnion 9
36 Rasheed Wallace F-C 6-11 230 09/17/1974 North Carolina10

Probabile Quintetto Base
PLAYMAKER: Chauncey Billups
SHOOTING GUARD: Richard Hamilton
SMALL FORWARD: Tayshaun Prince
POWER FOWARD: Rasheed Wallace
CENTER: Ben Wallace

Staff Tecnico
HEAD COACH Flip Saunders (College – Minnesota)
ASSISTANT COACHES Sid Lowe (College – North Carolina State)
Don Zierden (College – Mount Senario)
Igor Kokoskov (College – Belgrade University)
Ron Harper (College – Miami)
ASSISTANT COACH/ADVANCE SCOUT Bill Pope (College – Kansas)
ATHLETIC TRAINER Mike Abdenour (College – Wayne State)

Commento

Detroit, 20 Giugno 2005. Mancano 7 secondi alla fine di Gara 5 delle Finals. Detroit è in vantaggio per 95-93 contro San Antonio e Robert Horry batte la rimessa. Palla a Ginobili che viene immediatamente raddoppiato da Rasheed Wallace lasciando così Horry, uno che di soprannome fa "Big Shot Rob", mica "Brick" tutto solo sull'arco di infilare la tripla della vittoria e del 3-2 Spurs nella serie.

San Antonio, 24 Giugno 2005. Siamo all'inizio del terzo periodo e Detroit, nel giorno del giudizio di Gara 7, si trova avanti di 9 punti e il titolo sembra prendere la via del Michigan.
Ma Tim Duncan, fino a quel momento irriconoscibile, guida il parziale di 14-4 che rimette in carreggiata gli Spurs e permette ai neroargento poi di vincere partita e titolo.

Queste sono le due istantanee simbolo della stagione dei Pistons. Una stagione che poteva concludersi in trionfo, con il regalo d'addio di Larry Brown rappresentato dal Re-peat, e che invece ha fatto rimanere i Pistons con un pugno di mosche in mano.

A dire la verità  ci sarebbe una terza istantanea ed è rappresentata dall'oramai celeberrimo"The Brawl", la rissa con Indiana, ma Detroit è la squadra che da tutto il polverone alzatosi ci ha perso di meno e si è saputa risollevare.

Se a livello di roster la squadra non ha perso nessuno dei suoi condottieri della scorsa stagione ad eccezione dello specialista del trilione Darvin Ham, e anzi il GM Joe Dumars ha provveduto a rimpolpare la panchina con gli innesti della guardia Maurice Evans da Sacramento e dell'esperto centro Dale Davis, una vera rivoluzione si è avuta in panchina:Larry Brown ha deciso di provare a vincere la scommessa più difficile, ossia portare un titolo nella Grande Mela lasciando la sua ingombrante eredità  sulle spalle di Flip Saunders.

Saunders è certamente uno degli allenatori più preparati ma pesa su di lui l'etichetta del perdente ai Playoff. Se è vero che ai Playoff non ha ma fatto molta strada fermandosi puntualmente al primo round c'è da dire che quando ha avuto tra le mani una squadra attrezzata e valida come nel 2004 è andato vicinissimo a raggiungere le Finals, quando l'infortunio di Cassell si abbattè sui T'Wolves prima della serie decisiva con i Lakers, quindi i tifosi dei Pistons possono stare tranquilli, anche se non si senitirà  più dire:"Play the right way".

Il quintetto titolare sembra presto deciso: Come lunghi ci saranno i due Wallace, un'autentica diga a centroarea, nello spot di ala piccola partirà  il tuttofare Prince e come Billups e Hamilton avranno il compito di fare male nel ruolo di Guardia.

Dalla panchina è pronto a uscire Totò McDyess,che nelle scorse finali si è dimostrato un sesto uomo di grande affidamento e in grado di dare riposo ai due Wallace.

Proprio Rasheed Wallace è chiamato a un'importante prova:se nel suo ruolo è ormai uno dei migliori difensori che ci siano, e i duelli con Duncan lo dimostrano,d'altro canto non si può tacere dell'involuzione del suo gioco d'attacco. Sheed può e deve avere un ruolo più attivo a livello di scoring.

La coppia di guardie è una delle migliori che ci siano sulla piazza, Billups e Hamilton si completano a meraviglia: spaccadifese l'uno, tiratore l'altro; fisico bestiale per Chauncey, fisico esile, veloce e in perenne movimento quello di Rip; tiratore da tre temibilissimo oltre che pirata d'area l'MVP delle Finals 2004, tiratore quasi infallibile dal mid-range l'erede designato di Reggie Miller. Il mix in genere è fatale nella gran parte dei casi per gli avversari.

Così come oramai Prince è maturato e oltre a saper difendere su qualsiasi tipo di avversario in virtù della particolare conformazione fisica(due liane al posto delle braccia e fisico mobilissimo) è in grado di dire la sua anche in attacco.

Sul leader di questi Pistons, BigBen Wallace, oramai non è più il caso di spendere parole se riesce a rivaleggiare con chiunque gli capiti a tiro con la sua cattiveria e determinazione che ne hanno fatto uno dei beniamini del Palace of Auburn Hills e dell'oramai celebre speaker John Mason.

Quest'anno dovrebbe finalmente trovare spazio come quarto lungo anche Darko Milicic, fin qua a dir poco dimenticato da Larry Brown (memorabile la frase di coach Brown che la dice lunga sulla scarsa considerazione di cui godeva la seconda scelta del draft 2004: “Ho un figlio di 10 anni e mi sembra molto più maturo di Darko" ). Anche lui avrà  la sua occasione.

La panca è completata dal fantasioso ma discontinuo Arroyo, dal giovane Maxiell, dal già  citato in sede di apertura Evans e dal guerriero Lindsey Hunter.

Anche se non si giocherà  più la "right way" predicata da Brown a Detroit i mezzi per far esplodere il Palace di Auburn Hills ci sono tutti.

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