Dove sono diretti i Razzi?

Luther Head è stato l'unico giocatore scelto dai Rockets nel draft 2005.

Gara 7 del primo turno dei playoffs della Western Conference è ormai una pagina da voltare senza indugi: la sconfitta patita contro i Mavericks per 4-3 rappresenta il punto di ripartenza per la stagione 2005/2006 degli Houston Rockets, una stagione dove Tracy McGrady ha detto di voler dimostrare di poter arrivare più in alto.
Ancora una volta infatti T-Mac è rimasto a bocca asciutta ritrovandosi ancora una volta abbattuto dal muro della prima serie e per l'ennesima volta, dopo le esperienze con la maglia di Orlando contro Detroit e Charlotte, la sua squadra ha subito una rimonta dopo essere stata in vantaggio di due partite.

La offseason dei Rockets è cominciata con il chiaro obbiettivo di mettere sotto contratto dei giocatori utili nelle aree di shooting guard e di power forward, in modo da far crescere e sviluppare qualcuno sotto l'ala protettiva di David Wesley ed in modo da trovare quella cattiveria necessaria a compensare l'immensa tecnica a fronte di poco carattere di Yao Ming, una presenza a rimbalzo che possa togliere pressione dal cinese.

Come primo movimento significativo, il draft ha portato in Texas il talento ed il tiro di Luther Head, guardia reduce da un'ottima carriera collegiale culminata con l'approdo alla finalissima dei suoi Fighting Illini, sconfitti da North Carolina dopo una stagione davvero esaltante.

Head, che giocherà  la Summer League, è un buonissimo tiratore ed è giocatore capace di crearsi un tiro anche da sé, grazie a discreti istinti offensivi.
Nei giorni scorsi i Rockets hanno velocemente raggiunto l'accordo per il contratto con il rookie, così Luther potrà  pensare da subito al basket e cominciare ad adattare il suo gioco ai canoni Nba senza fretta, usufruendo dell'esperienza di David Wesley, di Bob Sura e di Jon Barry, sempre che quest'ultimo, free agent, venga rifirmato.

Questo consentirà  a Head di farsi spazio un po' alla volta fino a trovare la strada del quintetto base e gli consentirà  di scoprire la sua reale posizione Nba, che per il momento lo vede a metà  strada tra play e guardia per via della statura non eccezionale per giocare costantemente da "2".
Head avrà  modo di conquistare la fiducia dei compagni, e sarà  un terminale aggiuntivo per gli scarichi delle due superstelle in fase di raddoppio; oltre a questo potrà  dare una buona difesa e coprire gli spazi in breve tempo grazie al suo atletismo ed alla sua agilità .

Se dal draft è arrivata questa soluzione, la scelta per il ruolo di ala forte dovrà  dunque pervenire attraverso la free agency o tramite una trade e se c'è un periodo dove le voci di mercato Nba si sprecano ebbene è proprio questo.

I Rockets sono dati sulle piste essenzialmente di due giocatori per il ruolo in questione e si tratta di Stromile Swift e di Antoine Walker. Viene dunque spontaneo chiedersi come questi due giocatori si adatterebbero alle esigenze della squadra e non si può nascondere, nel dare la risposta, più di qualche punto interrogativo.

Swift è una seconda scelta assoluta di Memphis, un lungo atletico, gran schiacciatore e stoppatore, del quale sono state intraviste delle potenzialità  che poi non sono emerse del tutto, creando attorno al giocatore l'antipatica etichetta di potenziale "bust".

Swift è certamente elemento agile ed atletico, ma con i 9 punti e 5 rimbalzi accumulati di media i carriera ha fatto girare poche teste. C'è da supporre che con un Jeff Van Gundy in panchina, ovvero con un allenatore che guarda prima come difendi e poi il resto, Swift dovrebbe darsi parecchio da fare per raggiungere degli standard adeguati, perchè per quanto ha dimostrato finora in carriera sarebbe potuto essere un giocatore migliore se avesse pensato meno alla spettacolarità  dei suoi movimenti e di più a migliorare i suoi fondamentali offensivi e difensivi senza fidarsi esclusivamente dei suoi istinti naturali.

Questo non nasconde che Stromile avrebbe quelle qualità  (indiscusse) atletiche per coprire il campo con velocità  sul contropiede e potrebbe fungere da terminale per diversi alley-oops, oltre che ammollare discrete stoppate al fianco di Ming in fase di aiuto, e quindi sarebbe una pezzo da incastrare su misura nel puzzle.

La sua questione, come d'altra parte quella degli altri candidati free agents, resta da discutere dal lato economico: i Rockets potrebbero offrire, per questioni di cap, solo l'eccezione salariale da 5 milioni di dollari, mentre il giocatore sembra intenzionato a firmare per cifre ben diverse.
Le dichiarazioni di Swift, che è stato in visita a Houston questa settimana, sono state anche contradditorie; dapprima infatti ha dichiarato: Houston è veramente una bella città  dove giocare, migliore di Memphis, e con grandi attrattive per quanto riguarda le possibilità  di vincere un titolo. Qui ci sono già  due grandissime stelle che io potrei aiutare a vincere un titolo aggiungendo le mie qualità  a quelle già  presenti in squadra. Spero che le discussioni vadano avanti poco e che si possa trovare un accordo molto presto.
Quindi: Certo dovrò considerare la diversità  tra le mie richieste e l'offerta che mi faranno, perché la gente dice che i dollari non sono importanti, ma invece lo sono veramente. Peserò bene le mie opzioni prima di scegliere la squadra per cui firmare.

Nei prossimi giorni sono attesi maggiori sviluppi della vicenda…

La soluzione Walker è intrigante, ma complessa. Le squadre interessate, oltre ai Celtics che lo hanno ripreso lo scorso campionato a febbraio, sono altre quattro comprendendo i Rockets.
L'intrigo sta nel fatto che per Houston si aggiungerebbe una minaccia perimetrale che porta a casa dei palloni da sotto i tabelloni, come dimostrano gli oltre 8 rimbalzi di media in 9 anni di carriera, ma la difesa tanto predicata da Van Gundy?.

Walker sarebbe un'opzione offensiva devastante in più, sia per gli scarichi sui raddoppi derivati su T-Mac e su Yao Ming, ma parliamo pur sempre di un'ala forte con un gran tiro perimetrale, che dunque non servirebbe a fare il lavoro sporco dando intensità  sotto le plance al posto di Yao in quanto posizionata spesso distante da canestro.

Quel lavoro sporco sarebbe stato sicuramente eseguito da un Kurt Thomas ad esempio, ma lo scambio che ha portato Dirty Kurty a Phoenix per Quentin Richrdson a New York è stato fatto ben prima di riuscire a sapere se Houston avesse mai provato a considerare il suo acquisto.

Al di là  di questo, la valutazione che il GM Carroll Dawson deve fare è prettamente economica: Walker quale tipo di contratto è disposto a firmare, vista l'alta considerazione che ha di se stesso e per quale durata?

E Swift è meritevole di un contratto che non sia la semplice eccezione al salary cap, dato che ha dichiarato che non firmerà  per l'eccezione per nessuna squadra? Ed ancora, Swift è solamente in cerca di sistemarsi economicamente per i prossimi cinque-sei anni con un bel contrattone oppure ha intenzione, cambiando aria, di migliorarsi e completarsi come giocatore?

Vale la pena, con la squadra sopra il salary cap, di imbastire un sign and trade per uno di questi due giocatori perdendo degli elementi potenzialmente importanti solo per far quadrare i conti?

Questa ed altre domande sono il punto chiave della ricerca del management di Hoston per la copertura di un ruolo che è stato coperto quest'anno da Juwan Howard, almeno fino all'arrivo dei problemi cardiaci che lo hanno escluso dai playoffs. Howard, realizzatore poco aggressivo potrebbe essere messo sul mercato se la sua salute fosse a posto, proprio perché i realizzatori a Houston non scarseggiano e potrebbe essere un'utile pedina di scambio per arrivare all'obbiettivo.
Come lui, potrebbe essere messo sul mercato anche Clarence Weatherspoon, utile, ma titolare di un contratto pesante che farebbe comodo portare altrove.

Gli altri interrogativi, infine, riguardano i free agents da rifirmare: Jon Barry, Scott Padgett, Dikembe Mutombo e Ryan Bowen sono tutti free agents senza restrizione.

Barry ha già  dichiarato di volersi ritirare se Houston deciderà  di non rifirmarlo, in quanto ha detto che in un anno con Van Gundy ha imparato ben di più che non nel resto della carriera e sarebbe prezioso da tenere almeno un altro anno viste le doti nel tiro da fuori e la sua buona difesa.

Mutombo va valutato attentamente per l'età  e per le richieste economiche e Dikembe sarebbe ben felice di rimanere, ed infatti ha dichiarato: Quando sono tornato ad Atlanta per le vacanze ho portato con me solamente tre vestiti, mentre il resto l'ho lasciato a Houston perché è li che ho intenzione di tornare. Sono felice di aver giocato con Yao Ming, lui ha imparato molto da me ma anch'io ho imparato molto da lui e se dovessimo vincere un titolo assieme per me sarebbe il massimo.

Ryan Bowen è un giocatore privo di talento ma dalle spiccate capacità  nell'eseguire il lavoro intangibile e non avendo richieste economiche se non il minimo salariale dovrebbe quasi sicuramente essere rifirmato, almeno per avere energia ed agonismo in difesa ed a rimbalzo.

Stesso discorso per Padgett, che non ha richieste economiche importanti e che torna utile con tiri da tre punti e dà  una mano di qua e di là  senza voler né poter strafare in nessun settore.

Per Carroll Dawson ed il suo staff, dunque, questa offseason si dimostra lunga ed impegnativa, con tante scelte difficili da fare: anche da queste scelte dipenderanno i risultati del prossimo anno, quei risultati che Tracy McGrady è seriamente intenzionato a migliorare.

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