Draft 2005

Danny Granger, un po' attapirato

Alla fine i Bucks hanno fatto la scelta che tutti gli attribuivano, quella scontata, ma non per questo più facile – lasciare andare un talento come Marvin Williams non può non insinuare qualche dubbio - e hanno incoronato Andrew Bogut re del draft NBA 2005. Inutile dire che si tratta del primo australiano - di origini croate, per la precisione- a essere chiamato così in alto, ma quando si parla di un ragazzo di 7 piedi che non solo è coordinato ma ha anche due mani fantastiche per trattare la palla la nazionalità  è solo una curiosità . E non si può nemmeno parlare di scelta "Fiba" visto che Bogut ha messo a posto il suo gioco alla corte di coach Majerous in quel di Utah. Per i Bucks avere un centro sarà  un'autentica novità  dopo anni di autentico vuoto in mezzo all'area e se TJ Ford tornerà  ai suoi livelli dopo l'infortunio la coppia play-pivot non sarà  tanto male.

Con l'altra scelta disponibile, la # 36, i Bucks sono andati su Ersan Ilyasova, lungo turco classe 1987- quest'anno ha fatto poco più che tappezzeria nell'Ulker - che ha impressionato nei mondiali di categoria e che fra un paio d'anni potrebbe tornare utilissimo.

Atlanta con la seconda scelta non poteva non andare sul talento e poco importa se Marvin Williams fa scopa con Al Harrington e la prima cosa che si nota guardando il roster di Atlanta è che non c'è un playmaker di livello" Un play si può sempre trovare - e gli Hawks volendo lo hanno anche trovato con Salim Stoudamire con la scelta #31 - un'ala che abbia fatto intravedere il talento del neocampione NCAA coi Tar Heels no" Per chiudere il trittico di scelte gli Hawks hanno calato il classico colpo a sorpresa: Cenk Akyol. Chi? Altro turco, altro 1987 che ha fatto bene con la nazionale di categoria. Ha appena fatto il suo debutto trai pro con l'Efes, di più non si sa"

I Jazz per avere la terza scelta hanno fatto una trade con Portland: ai Blazers la scelte #6, 27 e una futura prima scelta che i Jazz avevano ottenuto dai Pistons nell'affare Arroyo. I Jazz sono saliti nel draft per avere Deron Williams, la stella che più di tutte ha brillato nell'ultimo torneo NCAA. L'esterno di Illinois è stato scelto per essere il leader in regia dei Jazz e se ci può essere qualche dubbio dal punto di vista tecnico – a Illinois non giocava esattamente playmaker- sull'atteggiamento si può andare sul sicuro, un autentico vincente.
Nel secondo giro i Jazz sono andati con scelte poco convenzionali: alla 34 C.J. Miles, una guardia appena uscita dalla Skyline HS che ha provato il grande salto e alla 51 Robert Whaley, un'ala forte molto stimato l'estate scorsa ma che è reduce da un'annata difficile dentro e fuori dal campo.

Gli Hornets avevano bisogno di un playmaker e alla 4 la scelta era obbligata: Chris Paul, senza dubbio il miglior playmaker, a livello di college basket, di questo draft. Il ragazzo del North Carolina ha lasciato andar via 7 assist a sera nell'ultima stagione a Wake Forest e pochi sophomore hanno dimostrato di saper guidare una squadra come lui. Nel secondo giro, con la 33, gli Hornets sono andati su un altro ottimo giocatore di college uscito dopo soli due anni: Brandon Bass. Nel suo secondo anno a LSU è stato eletto giocatore dell'anno della Sec andando a un rimbalzo dalla doppia doppia di media. Potrebbe trovare subito minuti importanti nella rotazione di Rivers.

I Bobcats avevano due scelte al primo giro e, da buona squadra del North Carolina, non potevano che andare sul duo Raymond Felton (alla #5) - Sean May (alla # 13) che ha portato i Tar Heels al titolo NCAA Scelte sicure che sicuramente faranno felice il pubblico di Charlotte, anche se qualche dubbio sulla coppia May-Okafor è più che legittimo. Di sicuro per gli amanti del college basket le partite dei Bobcats diventano un appuntamento da non perdere"

Alla 6 hanno scelto gli scatenati Blazers, i più attivi nella notte del draft. Alla fine gli scambi che li hanno coinvolti sono stati due: uno prima delle scelte con gli Utah di cui si è già  detto e uno a scelte fatte con Denver. Alla fine i nuovi Blazers sono Martell Webster (#6) e Jarret Jack (#22). Webster è l'HSer scelto più in alto nel draft, il miglior tiratore disponibile secondo Nash, il gm dei Blazers, paragonato a Glen Rice e con un fisico già  pronto per la NBA. Jack è stato il protagonista della grande stagione di Georgia Tech lo scorso anno, andrà  a far coppia con Sebastian Telfair nel ruolo di playmaker garantendo difesa e leadership.

I Raptors erano scoperti ovunque tranne che nella posizione numero quattro con Bosh quindi sorprende che ,con la loro settima scelta, siano andati su Villanueva. Ma al draft la prima regola è scegliere per talento e il prodotto di Uconn è lungo dall'enorme potenziale, anche se non è sempre stato continuo nei suoi due anni al college. Con la 16 i Raptors sono andati su Graham, e qui qualche dubbio sui piani di Babcock comincia a essere legittimo. Il prodotto di OSU è un 3-4, in NBA dovrebbe giocare da 3, ma questi passaggi di ruolo sono sempre difficili" A meno che queste scelte non siano un preludio per una trade che porti altro" Al secondo giro sono stati scelti Roko Leno Ukic (#41), che potrebbe rivelarsi un autentico furto tra un paio d'anni - chi scrive è un grande estimatore del play croato -, e Uros Slokar (#58) che negli ultimi due anni ha faticato a trovare spazio in Italia, non proprio un cuor di leone in campo anche se le mani sono dolcissime per un lungo.

Alla 8 hanno scelto i soliti frenetici NY Knicks di Isiah Thomas. Nella loro scelta "originale", l'ottava, hanno chiamato Channing Frye, considerato il miglior secondo centro del draft dopo l'australiano e promesso sposo dei Knicks da qualche giorno. Il prodotto di Arizona ha messo assieme cifre importanti nei suoi 4 anni al college, ma la sensazione è che sia ancora troppo leggero e "soft" per la NBA, avrà  bisogno di tempo per adattarsi ai contatti delle aree pro, chissà  se lo avrà " Nella trade che ha portato Thomas ai Suns e Richardson nella grande mela è arrivato anche Nate Robinson (alla 21), autentico distillato di energia pronto a cambiare sia Maboury sia Crawford. Il leader di Washington sembra perfetto per entusiasmare il Madison" Con l'altra scelta al primo giro (#30) Thomas è andato su David Lee, lungo che ha avuto alti e bassi nei suoi 4 anni a Florida ma con grande talento e potenziale.

Alla 9 i Warriors sono andati su Ike Diogu, autore di una stagione da junior grandiosa con Arizona State. Un'ala piccola dalle braccia infinite che ha primeggiato nella Pac-10 in punti, rimbalzi, stoppate e percentuale dal campo, insomma un autentico alla around. Mullin lo ha ritenuto il miglior talento disponibile, anche se qualche scout lo dà  con poco potenziale ancora disponibile. Al secondo giro Mullin è andato su Monta Ellis (#40), guardia liceale eletta Mr.Basketball del Missisipi, e su Chris Taft (#42) atteso molto più alto alla vigilia del draft e che potrebbe dare una grossa mano sotto canestro ai Warriors: ha pagato gli scarsi miglioramenti tecnici al suo secondo anno di college, ma fisicamente Taft è già  un giocatore NBA.

Alla 10 i Lakers vanno sul bambino del draft: Andrew Bynum, un sette piedi non ancora diciottenne. I Lakers sperano di veder crescere -in senso tecnico, ovviante"- in casa il loro prossimo centro dominante. Una scelta ad alto rischio, che però in caso di successo porterebbe enormi dividendi. Al secondo giro sono arrivati Ronny Turiaf (#37) da Gonzaga, pronto da subito a dare qualche minuto di sostanza in area, e Von Wafer ( #39), uscito da Florida State dopo soli due anni senza far vedere niente di che, potrebbe aver ben impressionato nei provini.

I Magic hanno scelto con la 11 Fran Vasquez, un 4-5 classe '83 reduce da una stagione da protagonista con Malaga in patria e in Eurolega. Buon saltatore, discreto stoppatore e con mani educate dai 4 metri Vazquez potrebbe trovare minuti come cambio di Howard e Cato nella prossima stagione. Al secondo i giro i Magic, anche grazie a una trade, sono andati su Travis Diener (#38), guardia con mano educatissima di Marquette e su Marcin Gortat (#57), lungo polacco ruvido ma con grande presenza fisica e atletica.

Alla 12 i Clippers non potevano non fare i Clippers" Hanno scelto Yoroslev Korolev, star del Cska Moska, sì, ma della versione juniores. E' arrivato così in alto grazie a una grande final-4 (sempre juniores) che si è svolta in contemporanea a quella vera di eurolega. Autentica sorpresa del draft, altro episodio di culto per i "clipperologi"" Con la 32 scelta più normale ovvero Daniel Ewing, play di Duke che potrebbe ricalcare le orme di Duhon.

Dopo anni Minnesota torna a scegliere al primo giro e porta a casa un giocatore che potrebbe partire subito in quintetto con Rashad McCants, altro Tar Heels scelto in lotteria. I dubbi sono sul suo atteggiamento in campo e fuori, ma il ragazzo ha grande personalità  e se entra in sintonia con KG potrebbe garantirsi una lunga e prolifica carriera NBA, altrimenti le cose potrebbero farsi grigie… Al secondo giro, con la 47, McHale è andato su un'altra guardia: Bracey Wright.Grandioso talento offensivo ma dubbi su tutto il resto per il non più Hoosier.

I Nets erano dati alla ricerca di un lungo con la loro quindicesima scelta ed infatti è arrivato Antoine Wright, guardia uscita un anno in anticipo da Texas A&M dopo una stagione da junior col 50% dal campo e 18 di media. Non era atteso così in alto, va a finire in una squadra messa bene con le guardie (Carter e Jefferson), potrebbe finire, forse, in qualche scambio. Al secondo giro i Nets sono andati con l'amico di Krstic, Mile Ilic, lungo classe '84 che nella sua carriera tra i pro fino ad ora non ha mai impressionato. I Nets sperano di avere un buon lungo da rotazione fra un paio d'anni.

Probabilmente Beard non si aspettava di poter scegliere con la 17 uno dei giocatori più quotati fino a pochi giorni prima del draft. E invece nessuno se l'è sentita di puntare su Danny Granger - forse per i problemi fisici avuti di recente – fino alla 17 lasciando così ai Pacers la possibilità  di mettere a roster un autentico all around. Potrebbe diventare un difensore grandioso grazie alla mobilità  di piedi e le braccia lunghe, attaccante più che discreto anche se tutto da verificare in ottica NBA. Potrebbe rivelarsi scelta ancora più azzeccata quella fatta con la 46: Erazem Lorbek. Il lungo della Fortitudo è cresciuto esponenzialmente quest'anno, è insieme a Vasquez l'europeo con più esperienza ad alti livelli nel draft e a livello di talento non è molto sotto allo spagnolo. Fra un paio d'anni i Pacers potrebbero ritrovarsi per le mani uno dei migliori lunghi europei.

Se c'era da indicare un liceale che aveva impressionato nei mesi prima del draft non c'erano dubbi sulla risposta: Gerald Green. Qualcosa però dev'essere cambiato nel corso della notte del draft tanto che Green è sceso fino alla 18 per la gioia di Ainge. Il miglior atleta del draft secondo molti, movenze alla T-Mac secondo altri, al liceo dire che dominava è restrittivo. Ora molto dipende da come lo "educheranno" i Celtics. Al secondo giro con la 50 è arrivato Ryan Gomes da Providence, non sarebbe una sorpresa se riuscisse a fare la squadra viste le sue grandi doti offensive, mentre con la 53 Ainge ha scelto Orien Greene, play da La-Fayette che potrebbe diventare uno specialista difensivo.

Jerry West, a volte, fa degli autentici colpi al draft. Merito suo, ma anche di chi si lascia sfuggire giocatori di talento per cercare nomi strani" Questa potrebbe essere stata una di quelle volte visto che con la 19 a Memphis Hakim Warrick, semplicemente il miglior 4 visto al college quest'anno, torneo a parte. Ora soddisfare Swift non è più una necessità  e tenere due lunghi come Gasol e Warrick non sarà  cosa facile per le difese avversarie. E visto che la serata sembrava buona West ha scambiato un paio di scelte future per avere, con la 55 Lawrence Roberts, lungo a tratti dominante a Missisippi State ma che sembra un po' undersize per la NBA, classica scelta di West nel secondo giro"

Denver alla 20 è andata sul talento cristallino di Julius Hodge, giocatore con ruolo non definito nella NBA – guardia? Point forward? - perché sa fare tutto ma niente particolarmente bene. Il dubbio maggiore è il suo tiro da fuori, ma gli istinti cestistici sono di primissimo livello e con Anthony potrebbe integrarsi meglio di quello che si crede. Alla 27 è stato scelto Kleiza, lungo lituano di Missouri che ha visto salire le sue quotazioni negli ultimi giorni del draft. Non ha mani dolcissime, ma è ottimo rimbalzista e sa come segnare nei pressi del canestro - ha dominato ai mondiali juniores nel 2003 - andrà  a infoltire la schiera di 4 di Denver. Nel secondo giro sono stati scelti Sanchez con la 35, un liceale non molto accreditato e chiamato abbastanza a sorpresa, e Alex Hervelle, altro 4, stavolta belga che si è fatto notare quest'anno col Real. Classica scelta investita per un futuro più o meno remoto.

I Kings si sono resi conto che la perdita di Christie doveva essere sanata ed ecco arrivare Francisco Garcia, uno dei maggiori talenti di questa stagione di college. L'autentico faro dei Cardinals di Louisville potrebbe guadagnarsi subito il quintetto integrandosi bene con due realizzatori come Stojakovic e Bibby: grande passatore e difensore potrebbe essere l'uomo giusto al posto giusto, proprio come è stato Christie per anni.

Houston è sempre alla ricerca di giocatori in grado di giocare accanto a Ming e McGrady e con la 24 potrebbero aver aggiunto un pezzo pregiato alla loro collezione di comprimari: Luther Head. Il miglior realizzatore di Illinois sa muoversi bene senza palla e il suo tiro in uscita dai blocchi è una sentenza se i piedi sono a posto. Soffrirà  un po' fisicamente ma se riuscirà  a sfruttare come sa gli assist di "The big sleep" potrebbe sorprendere.

I Sonics nella loro eterna ricerca di lunghi questa volta provano col francese scegliendo alla 25 Johan Petro. Il prodotto del Pau Orthez è grande atleta e pure con un paio di buoni movimenti ma la prima impressione che si ha vedendolo in campo è che non sfrutti a dovere il proprio potenziale, che non dia il 100%: si possono dare impressioni migliori" Al secondo giro i Sonics hanno continuato a parlare francese con Mickael Gelabale (#48), una delle sorprese del basket europeo in questa stagione, in cui ha vinto il titolo spagnolo col Real Madrid. Grande atleta, buon difensore, ha enormi potenzialità  che potrebbe sviluppare appieno nei prossimi anni in Europa.

I Pistons hanno speso la ventottesima scelta per Jason Maxiell, grande difensore e atleta uscito da Cincinnati. Lo si vedrà  dare minuti di intensità  dalla panchina, paragonato a Darvin Ham potrebbe diventare un uomo di fiducia di Brown, se lo si vedesse in campo più di Milicic non sarebbe una sorpresa" Nel secondo giro Dumars si è dato alla sperimentazione con Amir Johnson (#56), liceale ancora alle aste tecnicamente mentre con l'ultima del draft sono andati su Alex Acker, play appena uscito da Pepperdine e nato Compton, California, dove i Pistons in passato hanno pescato bene, anzi principescamente"

Gli Spurs si dimostrano l'organizzazione campione del mondo scegliendo con la 28 Ian Mahinmi, lungo che gioca a LeHavre, 18 anni, non era manco nelle guide per il draft" Non chiedete altro"

Alla 29 Miami sceglie il ben più noto Wayne Simien, che, problemi alla spalla permettendo, potrebbe dare una grossa mano a Shaq sotto canestro grazie alla sua attività . Con Haslem potrebbe formare una buona coppia di power forward.

Tra chi ha scelto solo al secondo giro da segnalare i Cavs che, con una trade, hanno ottenuto i diritti di Andriuskevicius (#44). Il lunghissimo centro lituano, classe '86 fino allo scorso anno era considerato il lungo più promettente in Europa si parlava di possibile scelta di lotteria. Poi quest'anno non è esploso ed è sceso vertiginosamente, ma si sta sempre parlando di un 2 metri e 20 che segna da tre senza far muovere la retina, siete stati avvertiti"

Per chiudere: niente scelte per Gigli e Mancinelli ed è stata una sorpresa. Gigli non ha impressionato come sperava nei workout privati, mentre Mancinelli paga un finale di stagione non entusiasmante. Per entrambi comunque la non scelta potrebbe essere stata la cosa migliore per concentrarsi a diventare dei buoni giocatori in Europa. Per la NBA c'è tempo (vedi il caso Nocioni).

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