Ancora tu?

Houston, Los Angeles, San Antonio: tre città  in cui 'Big Shot Rob' ha lasciato un segno…

Ancora lui, Robert Horry. E' uscito, a salvare i suoi San Antonio Spurs dalle sabbie mobili di una partita in cui il "big three ufficiale" aveva già  prodotto il grande sforzo nel primo tempo.
Una prestazione incredibile, 21 punti in 17 minuti, due rimbalzi decisivi, un assist splendido per un canestro di Duncan, e un paio di giocate difensive in aiuto, non riuscite per pochissimo.

"La più grande prestazione in una gara in cui io sono stato coinvolto", ha detto Duncan che ha celebrato il compagno, così come aveva fatto O'Neal dopo il tiro della vittoria in gara 5 contro Sacramento nel 2002. "Quando la palla è nelle sue mani - dice Devin Brown - sai già  dove andrà  a finire." Il tifoso, con memoria storica recente degli Spurs, sa che la tripla nel finale di overtime è paragonabile, per drammaticità , solo al "Miracolo del Memorial Day" di Sean Elliot.

"Sul campo voglio sempre vincere - ha detto Horry - essere aggressivo. Stavo tirando bene e volevo la palla." L'ex Lakers ha fatto 0 su 4 nel primo tempo. Ma con iniziative convinte, marchio di fabbrica del giocatore presente concentrato.

Quando è rientrato nell'ultimo periodo ha rivoltato il destino di una gruppo che stava arrivando col fiato corto al finale. Non stiamo parlando di condizione fisica. Ci riferiamo ad una squadra che ha avuto 33 punti nel primo tempo da Duncan, Ginobili e Parker. Ad inizio secondo tempo Bowen (7) e Mohammed (4) hanno dato ulteriore prova della vastità  del roster della squadra.

San Antonio non ha giocato una gara migliore per varietà  di soluzioni rispetto alle prime due nel Michigan. Ma ci ha messo in più la convinzione che era mancata. Ginobili è parso più pronto dal punto di vista fisico, "se non hai cuore per queste gara - ha detto l'argentino - allora non ce l'hai e basta". La retromarcia sui pick n roll alti blizzati dalla difesa ha fatto la differenza: una volta superato l'ostacolo del lungo in aiuto, Manu è sempre ripartito attaccando la difesa in palleggio.

Lo schema che ha portato alla bomba decisiva era stato disegnato proprio per un tiro di Ginobili.
L'argentino ha dovuto difendere anche qualche minuto su Chauncey Billups, la vera spina nel fianco per i texani. Popovich non se l'è sentita di riaffidarsi a Beno Udrih: "E' un rookie - ha detto l'ex agente della CIA - e sta giocando come tale"

Sembra strano criticare un giocatore che ha chiuso con 26 punti e 19 rimbalzi. E sostanzialmente è pure sbagliato. Tim Duncan però ha sofferto il finale di gara. Il punto di svolta nel quarto periodo: enorme canestro da rimbalzo d'attacco contro i due Wallace, urlaccio liberatorio e successivo libero per il fallo subito, molto corto ed anche un po' storto. Da quel momento il caraibico ha sbagliato 6 liberi e il suo gioco ne ha sofferto tremendamente.

Anche lui aveva mostrato d'aver capito la lezione, limitando al minimo indispensabili le partenze da fermo verso il centro. A dire il vero quanto è accaduto chiama in causa più il piano gara che il giocatore: gli Spurs sono andati troppo presto e massicciamente dai giocatori di riferimento. Ottenendone la possibilità  di stare in partita nella prima frazione. Ginobili ha però segnato solo 5 punti fra seconda metà  e supplementare. Parker è scomparso dal referto fino ai due punti messi in penetrazione nel prolungamento.

"E' stato un incubo - ha dichiarato Tim con onestà  - nel quale mi sono cacciato. Mi ha tirato fuori Bobby (Horry)" Al momento decisivo però Detroit è arrivata meglio dal punto di vista tattico, potendo contare sull'impossibilità  di Parker di fermare Billups. E' il basket degli Spurs: quello in cui Popovich non ti sembra proprio il massimo, in cui ad un certo punto si va in corto circuito offensivo.

E' il solito basket solido in cui Bruce Bowen alla lunga riesce a condizionare il Richard Hamilton della situazione. Steve Kerr mise tiri fondamentali per regalare alla franchigia texana il secondo titolo.

Dal cilindro della stagione 2005 è sbucato uno dei più grandi giocatori di ruolo di sempre: Robert Horry. E' sua l'ipoteca sull'anello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *