L’ultima spiaggia?

In gara 3 ci si aspetta una reazione da Hamilton

La situazione è difficile. I Pistons ora devono vincere, non hanno più possibilità  di errore a meno che non vogliano lasciare il titolo agli Spurs senza combattere. E' tempo, per Detroit, di iniziare realmente la serie, iniziare a giocare. Sì, perché sembrerà  folle, ma a mio avviso i Pistons questa finale non la stanno giocando, la stanno costeggiando, senza dare quello che ci si aspettava da loro.
Chi sono quelli che sono andati in campo nelle due gare e sono stati surclassati da ogni punto di vista dagli Spurs? Sicuramente non i Pistons, non i campioni in carica, non la squadra che l'anno scorso, contro ogni pronostico, ha sconfitto i Lakers, non la squadra che è andata a vincere a Miami gara 7 della finali di Conference.

Quei giocatori che sono in scesi in campo all'SBC Center di San Antonio avevano le maglie dei Pistons, ma non l'anima. Che cosa sia successo non è possibile saperlo, ma quello che mi lascia più sconcertata è la mancanza di reazione della squadra di Larry Brown, a meno che non si voglia considerare una reazione quel parziale di 15-5 all'inizio del quarto periodo che li aveva riportati a meno otto a sette minuti dalla fine. Il problema è che lì Detroit, invece di continuare il recupero, si é arenata, subendo il ritorno degli avversari. Mi sembra inutile anche attaccarsi all'arbitraggio in quanto, se è vero che ci sono sempre stati, nelle due gare, fischi conniventi verso gli Spurs proprio quando Detroit stava cercando di rimontare, bisogna anche dire che la squadra del Michigan si era scavata la fossa da sola molto prima.

Dovrei a questo punto segnalare le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti ma quello che dicono è abbastanza scontato e ripetitivo e, in poche parole, può essere riassunto con un non molliamo, reagiremo davanti ai nostri tifosi, non possiamo continuare a giocare così male.

E' infatti sotto gli occhi di tutti che i Pistons non hanno mai giocato così male, ora bisogna capire dove finiscano i meriti di San Antonio e inizino i demeriti dei Pistons e viceversa. A Detroit, tutta la città  si aspetta una reazione dalla sua squadra, i giornali sono già  pronti a sparare a zero su tutto e tutti in caso di sconfitta, il pubblico sarà  caldissimo come al solito, ma alla fine sono i giocatori ad andare in campo ed è necessario che siano aggressivi dall'inizio alla fine, senza concedere agli avversari di allungare immediatamente per poi dover faticare e spendere energie per recuperare.

Il primo passo per Detroit è recuperare l'aggressività  e la tenacia che sono sempre stati il plusvalore della squadra, aumentando soprattutto il livello difensivo, visto che è sembrato più e più volte, nelle prime due gare, che gli Spurs trovassero troppo facilmente delle conclusioni facili, riuscendo a girare bene la palla e trovare l'uomo smarcato. I Pistons, in gara 2, hanno concesso ben 97 punti nella partita ma soprattutto 58 nel solo primo tempo. A questo ritmo è chiaro che la squadra di Larry Brown non può tenere il passo degli avversari.

Detroit ha faticato a trovare risposte contro quasi tutti gli uomini di San Antonio, subendo sul perimetro le invenzioni di Ginobili, le percussioni di Parker e i tiri da fuori di Bowen, e sotto canestro la classe di Duncan e Horry e l'opportunismo di Mohammed. Dopo due gare sembra che i Pistons non riescano a fermare nessun giocatore degli avversari, non riuscendo neanche a sfruttare alcuni miss match evidenti e che li dovrebbero a dir poco favorire (i soliti Billups-Parkere e Prince-Ginobili).

La mancanza di difesa di squadra si è poi tramutata in un difficile equilibrio offensivo, dove tutti pensavano di poter risolvere la partita con le iniziative individuali e in questo modo non facevano altro che favorire la difesa Spurs.

Nelle immense difficoltà  a mettere punti sul tabellone, infatti, non si può non prendere in considerazione l'alta qualità  della difesa di San Antonio, anche se è importante mettere in evidenza che i Pistons (soprattutto con Hamilton) hanno sbagliato dei tiri che di solito mettono nel sonno, ed hanno pagato tantissimo il fatto di non essere riusciti in qualche modo ad aprire la difesa, costringendola ad allargarsi anche sui tiratori, a causa dello 0/6 da oltre l' arco.

La differente aggressività  che delle due squadre ha inoltre portato ad uno squilibrio nei tiri liberi tentati: se infatti San Antonio ha avuto ben 34 conclusioni (realizzandone 28, l'82.4%), Detroit ne ha avute 16, meno della metà  rispetto agli avversari, realizzandone, tra l'altro, solo dieci (62.5%).

In vista di gara 3, i Pistons devono in primo luogo reagire e sicuramente in questi due giorni di pausa si saranno parlati e avranno discusso del modo in cui hanno giocato nei primi due match, totalmente in antitesi rispetto a come ci avevano abituati. A questo proposito probabilmente punteranno a partire forte nella prossima gara, per riguadagnare la fiducia persa e mandare un messaggio forte e chiaro agli Spurs, quello che sono ancora loro i campioni in carica e non hanno intenzione di mollare l'osso. Fondamentale sarà  ottenere una reazione da Rip Hamilton giocatore che,all'interno dell'economia soprattutto offensiva di Detroit, ha un'importanza incredibile.

Il ragazzo della Pennsylvania ha giocato fino ad ora una serie pessima, sbagliando di tutto e, in gara 2, innervosendosi molto per alcune fischiate arbitrali dubbie. Hamilton deve ritrovare il suo gioco e non innervosirsi per il lavoro difensivo degli Spurs che tentano in tutti i modi di ostacolare il suo gioco senza palla lavorando molto sui blocchi dove i lunghi di San Anotnio vengono in soccorso del marcatore (spesso e volentieri Bowen) non permettendo al numero trentadue di avere delle uscite facili.

Ma a Detroit, nella terza partita, si aspettano una reazione anche da Billups che dopo una prima gara dominante dove ha confermato tutti i pronostici riuscendo a sfruttare la sua superiorità  fisica contro Parker, ha sbagliato partita in gara 2, non riuscendo tra l' altro a fare canestro da tre (0/3). I Pistons hanno assolutamente bisogno dei punti della loro point guard e non è un caso che il miglior momento di Detroit corrisponda con quello in sui l'ex Minnesota ha segnato tre canestri consecutivi.

Al di la di tutto sembra però che ai Pistons, i questa serie, non ne vada bene neanche una se è vero che, durante il garbage time (ed era veramente tale, visto che era in campo il mitico Darko Milicic), Arroyo è ricaduto male da un salto e si è slogato la caviglia. L'infortunio non pare essere grave anche se il giocatore verrà  valutato prima della gara per vedere se sarà  in grado di scendere in campo. La distorsione di Arroyo crea ulteriori problemi nelle rotazioni già  ridotte all'osso di coach Brown, che ora, come cambio dei piccoli, ha realmente a disposizione il solo Hunter e dunque sarà  necessario che anche Prince salga di livello, visto che il ragazzo di Compoton, dopo le prime due partite contro Miami, non è più riuscito a dare un contributo importante alla causa.

Se Hamilton e Billups sono gli uomini principali da recuperare, bisogna dire che tutto il quintetto di Detroit deve tornare ai suoi livelli, visto che il solo Ben Wallace ha, come al solito, lottato fino alla fine, prendendosi tra l'altro molte più iniziative offensive del solito, a dimostrazione del fatto che, all' interno dei Pistons, c'è qualcosa che non va e, probabilmente, la squadra sta anche pagando le continue voci che riguardano il loro allenatore, dato ormai per sicuro partente.

Che non sia facile giocare in queste condizioni è chiaro, come ha detto, alla vigilia di gara 2, lo stesso Dumars, anche se non si può certo dire che Brown non sia una allenatore che da il cento per cento per far vincere la sua squadra anche se alla fine potrebbe pagare il suo ostracismo nei confronti, per esempio, di Carlos Delfino, lasciato fuori dal roster dei playoffs e che probabilmente avrebbe potuto dare una mano, anche se questo non è il problema principale dei Pistons.

Dopo tutte queste analisi e discussioni, non resta che aspettare gara 3. Non ci sono più scuse, non contano gli arbitri, le distrazioni per l'affare Brown o altre questioni. Ci sono solo gli Spurs e Pistons che stasera, davanti al loro pubblico, vogliono mostrare di essere ancora i campioni.

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