Playoffs files – 1

Hughes e Arenas hanno rivoltato la loro recente storia personale e quella degli Wizards

Lo United Center riapre i battenti per una gara di playoffs a sette anni dall'ultima esibizione della band capitanata da Michael Jordan. Gli Wizards ritornano alla post season dopo otto anni, quando ancora si chiamavano Bullets, proiettili, e qualcuno pensò che tutto sommato quel nick poteva andare bene a Charlton Heston e a pochi altri. "Sarà  un po' – ha confessato Eddie Jordan, coach degli Wizards - come il giorno di Natale per un bambino: non sappiamo realmente come queste squadre reagiranno all'atmosfera della post season."

Nella Washinghton del 1997 Chris Webber saltava come un canguro, il suo amico Howard era l'oggetto del desiderio tradito di Pat Riley. Le due squadre si incontrarono al primo turno: Chicago vinse 3-0 soffrendo soprattutto nella gara della capitale, decisa da un episodico canestro di Scottie Pippen allo scadere.

Da quel giorno il mondo è cambiato: Michael Jordan s'è prima comprato un pezzo degli Wizards per poi accorgersi di non provare una grande soddisfazione a fare il tiro al bersaglio col telecomando e la tv ad ogni malefatta di Howard, sempre lui, e Strickland. Il secondo passo è stato tornare in campo, nel pieno della dinastia messa in piedi dai Los Angeles Lakers: due anni di rare soddisfazioni e qualche mossa discutibile, fra tutte Hamilton per Stackhouse che nella capitale non ha lasciato traccia. Giusto il tempo di causare indirettamente il licenziamento dello speaker dello United Center, colpevole di troppa enfasi all'annuncio del suo nome, e mettere in piedi un "farewell tour" in cui ebbe ovazioni più lunghe a New York, Atlanta e Philadelphia che sulle rive del Potomac.

Proprio per questo il Washington Post pochi giorni fa, parlando di quel periodo, lo ha definito "leggenda cadente". L'ex North Carolina ha dato il suo maggior contributo proprio dietro la scrivania, mettendo assieme metà  dei giocatori oggi impegnati in questa serie: Larry Hughes, Brendan Haywood, il controverso Kwame Brown, Jared Jeffries, Juwan Dixon e Ethan Thomas. "Gli devo molto - ha spiegato lo stesso Hughes - perché mi ha ridato fiducia dopo due esperienze (Golden State e Philadelphia ndr) negative."

La struttura del Berto Center non è cambiata molto da quando Phil Jackson la definiva "il nostro Alcazar". Chiaramente manca lo stanzino dei riti, tappezzata coi cimeli nativo americani tanto cari allo Zen Master. L'approccio di Scott Skiles è leggermente diverso da quello del figlio del North Dakota. L'atmosfera è stata febbrile per tutta la pausa fra l'ultima di stagione regolare e l'opener.

"Non so cosa possano fare questi Bulls - ha spiegato ai giornalisti John Paxson, gm di Chicago - però non riesco a dimenticare che a questa squadra mancano due titolari: Deng e Curry." Questi playoffs, ritenuti improbabili con a inizio stagione con 4 rookies, è il successo della sua politica di "selezionare" solo giocatori affidabili, che vengono da programmi universitari vincenti. Il rimpianto per Curry d'altronde è una metafora dell'intera stagione dei Bulls: in novembre, dopo essere partiti 0-9, Scott Skiles decise di rimuovere dal quintetto lui, insieme al gemello Chandler. Polemiche, un'episodica vittoria contro i Jazz a evitare la peggior partenza della storia.

Chandler accusò la dirigenza di preparare il terreno alla cessione degli unici giocatori superstiti della precedente dirigenza, quella di "Briciole" Jerry Krause. In realtà  Paxson apprezzò poco la mossa di Skiles proprio perché considerava i due giocatori in vetrina. Curry si disse scioccato per la decisione dell'allenatore, la madre, pilotata dall'agente, chiese pubblicamente una trade. Paxson rinunciò all'idea solo perché si vide offrire Nikoloz Tskitishvili e Michael Olowokandi.

A sei mesi di distanza, la squadra è aggrappata a Chandler e alla sua caviglia dolorante. Il giocatore sente particolarmente la serie. Bulls e Wizards hanno infatti scaldato i motori, quando ancora sognavano un'annata vincente, in una serata di preaseason: è il 25 ottobre quando Brendan Haywood e Antonio Davis si menano, senza mezzi termini, al centro del campo, con la partecipazione di Eddie Curry. Il malanimo tra le due squadre è riaffiorato nell'ultimo incontro di regular season con un "finto calcio" di Tyson Chandler, proprio nei confronti di Haywood. "Una mossa stupida", ha commentato l'ex lungo di North Carolina. A denti stretti lo stesso Chandler ha ammesso "d'aver nuociuto alla squadra". "Ci piace l'idea - ha spiegato Hughes - di giocare di nuovo contro di loro. Non perché vogliamo coinvolgerli in altre risse o cose del genere. Vogliamo dimostrare a tutti d'essere più forti sul campo con la palla da basket.

La ricostruzione degli Wizards porta il nome e il cognome di Ernie Grunfield, l'uomo che scambiò Oakley per Camby e portò nella grande mela Latrell Spreewel. L'ex Knicks ha puntato forte sull'assistente allenatore dei Nets Eddie Jordan e scommesso, off rendo un contratto da 65 milioni di dollari a Gilbert Arenas.

Il primo anno non è andato benissimo fra una partita a bigliardo e uno sciopero al tiro del "numero zero". Il dirigente ha alzato la posta, facendo arrivare Antwan Jamison e ricomponendo il trio che non ha segnato la storia degli Warriors. Il pubblico, che all'inizio considerava la squadra un espediente per vedere in città  giocatori com O'Neal e Brown, ha apprezzato. I "tutto esaurito" sono passati da 4 a 12, la media spettatori è aumentata di 2000 unità . "Bisogna dare credito - ha detto recentemente Jamison - per il lavoro di Ernie: ha costruito questa squadra pezzo per pezzo."

Diversa l'analisi di Skiles sui suoi Bulls: "Abbiamo cominciato a vincere le partite - ha detto l'allenatore - perché a gennaio i giocatori hanno cominciato a giocare di squadra e difendere assieme. In più questi ragazzi vengono da posti in cui c'è una cultura di basket vincente." "Abbiamo combattuto contro le avversità  - ha detto il veterano Antonio Davis - possiamo vincere anche senza Curry e Deng."

Gilbert Arenas s'è concesso lo sciopero delle dichiarazioni. Pare si aspetti sette partite di "eccitante basket per giocatori inesperti" Visti i precedenti non è il caso di dire "fuori i secondi".

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