Memphis vince e convince

Brian Cardinal combatte sotto canestro

Il rodaggio è finalmente finito e la “macchina” Memphis ha trovato la giusta velocità  di crociera per attraversare la regular season.
Dall'inizio dell'anno Memphis ha vinto 13 partie, vincendo tra l'altro per 2 volte con i Suns, e ne ha perse soltanto 3, portando il record stagionale a 27 vittorie a 21 sconfitte, record che vale il 7 posto nella Western conference, ossia la qualificazione per il 2° anno consecutivo ai play-off.

In questo mese di partite Memphis è risucita a raggiungere e a superare quota .500 nel bilancio tra partite vinte e perse attestandosi su valori di rendimento simili a quelli tenuti per tutta la scorsa stagione.
In questo momento i Grizzlies sono una delle squadre più in forma della lega in un momento in cui Phonix, Houston, Seattle e San Antonio stanno giocando ad altissimo livello, e tutto questo con il continuo entrare e uscire dalla lista infortunati dei propri giocatori.

Da quando è arrivato sulla panchina dei Grizzlies Mike Fratello ha dovuto utilizzare 17 quintetti iniziali diversi, solo gli Indiana Pacers hanno fatto “meglio” con 20 quintetti di partenza differenti, ma per i Pacers le ragioni sono profondamente diverse; dopo l'infotunio di Posey a Novembre la sfortuna sembrava aver lasciato in pace Memphis con i rientri di Cardinal, dello stesso Posey, di Wells e con la ritrovata stabilità  tecnica i Grizzlies hanno iniziato la loro scalata ai vertici della Western Conference che ha portato Mike Fratello ad essere premiato come allenatore della settimana per la Wester Conference.

Negli ultimi giorni però sembra che si stiano riaffacciando i problemi dell'inizio stagione con due terzi del quintetto titolare in lista infortunati: Pau Gasol con una fascite planatare che lo terrà  in injured list per 15/20giorni, James Posey anche lui costretto a sate in borghese da un problema al tendine d'achille, oltre a loro anche Earl Watson è fuori combattimento a causa di un problema alla spalla destra; nulla di drammatico o di definitivo ma quando si devono giocare 82 partite ogni giocatore in meno disponibile aumenta il carico di responsabilità  e di fatica sulle spalle degli altri giocatori a roster.

Inoltre i giocatori assento sono il leader offensivo, Pau Gasol, il leader difensivo, James Posey e il pacemaker della squadra Earl Watson, se l'importanza di Posey e Gasol è riconosciuta e riconoscibile da tutti, l'importanza di Watson va molto al di là  delle cifre e dei minuti passati in campo dal piccolo playmaker; difatti se Jason Williams detta i tempi offensivi e da imprevediblità  al gioco di Memphis, Watson entrando dalla panchina garantisce continuita nella gestione offensiva del pallone, senza che ci siano cali di ritmo, di qualità  e di pericolosità  nell'attacco di Memphis, in più Earl è in grado di aumentare, e di molto, la pressione sul portatore di palla avversario, Watson non avrà  i lampi creativi di Williams ma garantisce un continuità  soffocante ai due lati del campo per Memphis.

Emblematica la vittoria del 17 Gennaio contro Houston, 99 a 80 il risultato finale: il punteggio è stato in equlibrio per i primi due quarti con Memphis che grazie alla distribuzione del pallone riusciva a sopperire alla presenza di Yao Ming e di Tracy Mcgrady, 28 punti per lui alla fine, nel terzo quarto per dare riposo a Williams entra Watson e ruba 3 palloni consecutivi che fruttano 6 punti a Memphis, è l'inizio del break che permetterà  ai Grizzlies di condurre agevolmente in porto la vittoria contro i Rockets.

Intensità , difesa, ballhandling e capacità  dei gestire i tempi dell'attacco rendono Watson molto importante per Memphis, sia per sopperire ai cali di rendimento di Williams, sia per cambiare l'approccio della squadra ai due lati del campo senza perdere in qualità  rispetto alla conduzione del playmaker titolare.

Fortunatamente per Memphis sta arrivando un momento del calendario più tranquillo con del tempo per recuperare gli infortunati e per far riposare i titolari, dopo la partita persa con i Clippers, 106 a 103, del 3 Febbraio, i Grizzlies avranno ben 4 giorni di riposo, praticamente una vacanza considerati i ritmi acui viene giocata una stagione NBA, in seguito giocheranno 5 partite dall'8 al 16 Febbraio per arrivare all'All Star Game di Denver con un'ulteriore pausa fino al 23 Febbraio.

Proprio questo periodo di relativa calma potrebbe permettere a Fratello di approfondire la conoscenza dei giocatori che ha a disposizione e di far recuperare la piena efficenza a Posey, Gasol, Watson e Miller che stanno entrando e uscendo dalla lista infortunati e spesso hanno giocato con piccoli acciacchi, la possibilità  di avere una squadra ben affiatata e “in salute”, dati gli standard della regular season NBA le virgolette sono d'obbligo, possono far ben sperare Memphis in prospettiva play-off.

La stagione di Gasol sta facendo girare qualche testa in direzione del Tennessee, difatti il catalano è indicato tra i papabili per una convocazione “di merito”, fatta quindi dagli allenatori su basi tecniche e non sul voto di popolarità  fatto tra i tifosi, per l'All Star Game di Denver, ottenere questo credito in una conference dove giocano Garnett, Duncan, Webber, Martin, Odom, Boozer e altri è davvero la miglior testimonianza della qualità  del gioco di Gasol e della considerazione che sta ottenendo nella NBA.

Memphis si avvia dunque verso la seconda parte della stagione con l'esigenza di recuperare le energie e la salute di qualche giocatore, il calendario forutunatamente da una mano ai Grizzlies che adesso sono in piena corso per i play-off, con una guida tecnica stabile e con una rinnovata coesione tra i giocatori che ha permesso a Memphis di vincere partite anche con alcuni dei suoi giocatori principali infortunati, con il resto della squadra capace di aumentare il proprio rendimento per vincere gare importanti, come ad esempio la già  citata partita contro i Suns.

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