San Antonio torna a dominare

Tony Parker è in grande crescita…

Continua la marcia inarrestabile dei San Antonio Spurs. Nei sette match disputati in questi ultimi quindici giorni, gli speroni sono riusciti ad ottenere sei vittorie ed una sola sconfitta (sul campo degli Orlando Magic), confermando uno splendido momento di forma. Da segnalare la splendida e netta vittoria di questa notte contro i Phoenix Suns di Mike D'Antoni. La più bella prestazione degli Spurs in questa stagione.

COMMENTO
Migliorano in maniera evidente le prestazioni di Tony Parker. Il play franco-americano ha cominciato a tirare in maniera "decorosa", assestandosi, nelle ultime 13 partite, su un ottimo 54% dal campo (22.8 punti e 59% dal campo nelle ultime cinque), a differenza invece delle prime 9, dove aveva mantenuto un 39 % di media.

Aumentano le quote di Manu Ginobili: diventa decisivo nel quarto periodo, mette a referto ventelli che da parecchio tempo non realizzava e aumenta la sua media di assist (4.3) e rimbalzi (5.1). Continua lo straordinario cammino di Tim Duncan, che porta a 20 la serie di doppie-doppie (punti/rimbalzi) consecutive. Ha accusato, nelle ultime gare, prima della sfida con i Suns, un leggero calo fisico.

Cosa per altro normale e alla quale il Pop ha provvedendo con un'adeguata rotazione della sua front-line. Progrediscono in maniera evidente sia Beno Udrih e Devin Brown che dal pino si fanno trovare prontissimi alla causa nero-argento.

Certo non sono tutte rose e fiori. La squadra, nonostante la sua solita consistenza difensiva, manifesta ancora notevoli cali di tensione; spesso dà  vita a quarti di gioco inguardabili (per poi rimontare e strabiliare in quello successivo) evidenziando una preoccupante difficoltà  psicologica. Di certo il problema dell'ultimo periodo è stato messo da parte (di T-Mac ce n'è uno solo).

Ora il momento più difficile della partita è quello iniziale, soprattutto quando l'avversario di turno è nettamente inferiore. Persiste inoltre l'annoso problema dei tiri liberi. In alcune partite (vedi il quarto periodo nella sconfitta contro i Magic) "l'ansia da lunetta" diventa un problema molto serio e ciò, nei momenti decisivi della stagione (soprattutto quando la palla comincerà  a pesare un po' di più) potrebbe diventare un fattore decisivo.

RISULTATI
San Antonio Spurs -Orlando Magic = 94-91
New Orleans Hornets -San Antonio Spurs = 67-83
San Antonio Spurs – Golden State Warriors = 104-85
Orlando Magic – San Antonio Spurs = 93-87
San Antonio Spurs – Minnesota 96-82
Boston Celtics - San Antonio Spurs = 90-107
San Antonio Spurs - Phoenix Suns = 115-94

15 dicembre.
San Antonio Spurs-Orlando Magic 94-91

La cavalcata vincente dei San Antonio Spurs inizia fra le mura amiche del Sbc Center. Ad attenderli sul parquet di casa ci sono gli Orlando Magic di Steve Francis. La franchigia della Florida arriva da due sconfitte consecutive rimediate allo Staples Center e in casa dei Phoenix Suns di Mike D'Antoni (13W-8L il record).

Il match nel primo tempo si mantiene equilibrata e gli speroni chiudono i primi 24 minuti di gara in vantaggio di soli sei punti (54-48). Alla ripresa del gioco però sono gli uomini di Johnny Davis ad imporre il loro ritmo (20 punti in transizione), mentre Tim Duncan & co. mettono in scena una delle più brutte prestazioni della stagione: inconcludenti in attacco, poco aggressivi in difesa e deficitari a rimbalzo, anche a causa dell'ottima prestazione al tiro per i Magic (48% fino a quel momento).

Inoltre, a complicare la situazione, ci si mette l'infortunio all'inguine di Tony Parker, costretto alla panchina negli ultimi 12 minuti per il riacutizzarsi di una vecchia ferita muscolare. Forse però sta tutta qui la fortuna degli Spurs, che nel quarto periodo, replicano agli avversari con una dimostrazione di forza "cinque stelle extra lusso". Sotto di 10 punti al 36' (76-66), Gregg Popovich butta nella mischia il giovane rookie, ex Olimpia Milano, Beno Udrih, che inaspettatamente conferma l'ottimo avvio di stagione.

Alla fine metterà  a referto 8 punti e 7 assist, contribuendo notevolmente al progresso offensivo degli speroni e aumentando notevolmente il volume della radio in difesa: "Sono un rookie e ogni minuto che gioco devo dimostrare a me stesso e agli altri di valere la lega in cui gioco. Credo di aver fatto un ottimo lavoro questa sera", ha dichiarato Udrih al termine della partita. Dello stesso avviso Gregg Popovich: "Lo abbiamo preso per questo. È un ottimo giocatore, quando entra in campo dà  tutto quello che ha in corpo e questa sera, nel momento del bisogno, ha dimostrato d'essere pronto". Solita grande prestazione per Tim Duncan: 24 punti (10/21 dal campo e 4/6 ai liberi) 14 rimbalzi e 4 stoppate.

Il caraibico, in coppia con Rasho Nesterovic e Malik Rose, nel quarto periodo ha alzato il muro difensivo e per gli avversari trovare la via del canestro è diventato impossibile (limitati i Magic ad un misero 3/18 dal campo):

"Bisognava fermare le loro penetrazioni. Nel terzo quarto, infatti, ci hanno messo in grande difficoltà  grazie alla loro facilità  di arrivare in zona pitturata. Dovevamo solo alzare la concentrazione".

A parte l'infortunio al playmaker franco-americano, la vittoria contro i Magic rappresenta un ottimo segnale per gli Spurs: questa volta ad essere rimontati sono stati gli avversari e mettere in piedi un parziale di 23-10 non è mai facile. Torna ai suoi livelli offensivi anche Manu Ginobili (11 punti nel decisivo nel quarto periodo) che riesce a modo suo a contribuire anche in difesa con interventi che nessun scout Nba è ancora in grado di stimare: 17 punti (7/13 dal campo, 1/3 dal perimetro e 2/2 ai liberi) 4 rimbalzi e 4 assist per l'argentino. Per gli Spurs si tratta della 10 vittoria su 11 partite disputate in casa.

17 dicembre.
New Orleans Hornets – San Antonio Spurs = 67-83

Avete presente la marcia trionfale che stanno conducendo i Phoenix Suns? Ecco, i New Orleans Hornets rappresentano l'esatto opposto. La peggior squadra della lega (2W-19L). Come potevano sperare, seppur giocando in casa e nonostante l'ultima vittoria contro Golden State, di riuscire a sopraffare "l'invincible armada" grigio-argento? Semplice, non potevano. Ed infatti, si è andati incontro ad una delle partite più scontate degli ultimi anni.

Neanche un avvio al cloroformio per gli Spurs ha illuso nessuno e neanche un primo tempo con Tim Duncan & co. al 50% ha consentito agli Hornets, privi delle stelle Baron Davis, Jamaal Magloire e Jamal Mashburn di uscire indenni dallo scontro.

Infatti dopo un primo periodo chiuso sotto di cinque punti (16-21), gli uomini di Gregg Popovich hanno faticato fino al termine del terzo periodo per avere ragione dei debilitatissimi Hornets. Chiuso il primo tempo in vantaggio (44-38), San Antonio ha dovuto attendere l'ingresso in campo di Robert Horry e Beno Udrih (12 punti in 18 minuti) per uccidere definitivamente il match: 18-6 di parziale e tutti a casa.

Buona prestazione per Tim Duncan, che non solo si conferma nella sua ormai "solita" doppia doppia (la ventesima della stagione con 19 punti e 12 rimbalzi) ma garantisce anche un discreto contributo in assistenza (5).

"Stannote non è stata una gran partita per noi. â€â€ ha detto Timoteo ai giornalisti â€â€ Ogni tiro finiva fuori e solo grazie al contribuot di Rob e degli altri dalla panchina siamo stati in grado di ottenere la W. In futuro dobbiamo mantenere la concentrazione per 48 minuti”.

Insoddisfatto della prova grigio-argento anche l'ex agente della Cia, nonché allenatore di San Antonio, Gregg Popovich: "In partite come queste è difficile trovare le parole giuste per caricare la squadra. Fortunatamente dalla panchina entra sempre gente che di voglia ne ha molta e mette in campo tanta aggressività ".

Ed infatti, nell'ultimo periodo, solo Horry e Udrih hanno saputo mettere la giusta cattiveria, mettendo la parola fine alla gara. "In gare come queste, quando una squadra è debilitata da assenze così importanti, chi scende in campo non ha niente da perdere e gioca sempre molto bene. Il primo quarto ha confermato che la loro è stata una buona prestazione”, ha detto Horry negli spogliatoi.

Con questa vittoria gli Spurs hanno aggiornato il loro record a 19W-5L e hanno realizzato la seconda miglior partenza da 29 anni a questa parte. Anche il Pop ha volute dare il suo punto di vista sulla squadra in queste prime 24 partite: "Stiamo giocando abbastanza bene. In difesa stiamo dimostrando di essere una dei migliori roster Nba, mentre in attacco c'è ancora molto da lavorare. Sono contento invece per l'ottimo apporto che arriva dalla panchina". Come se di pregi gli Spurs non avessero abbastanza.

18 dicembre.
San Antonio Spurs - Golden State Warriors = 104-85

Nel più classico dei back-to-back i San Antonio Spurs scendono in campo, dopo l'opaca prestazione di New Orleans, contro i Golden State Warriors. La franchigia di Christopher Coahn non attraversa certo un momento di grazia (7W-15L). Due le sconfitte consecutive: la prima sul campo dei disastrati Hornets (alla loro seconda vittoria stagionale) e la seconda sul parquet degli Houston Rockets; non certo due roster on-fire.

Gli Spurs dimostrano, ancora una volta, qualche difficoltà  nell'approccio alla gara: pesante il parziale di 27-16 che gli uomini di Gregg Popovich subiscono in 12 minuti. Imbarazzante il comportamento difensivo di Duncan & co., che confermano la preoccupante tendenza a sottovalutare l'avversario più debole di loro. Fra primo e secondo periodo arriva però la dura strigliata del Pop, che invita i suoi giocatori a dimostrare tutto quello che valgono. La reazione nei secondi dodici minuti è di quelle veementi. L'inerzia della partita cambia totalmente (22-4 di parziale) e il duo Ginobili-Parker mette a referto 15 punti di seguito, spaccando in due la partita.

Alla fine del primo tempo (45-49) il vantaggio degli speroni è di soli quattro punti, ma l'impressione data in soli dodici minuti di partita è grande: difesa impenetrabile, circolazione di palla da far paura (30 assist a 9 ) e percentuali dal campo vicine alla perfezione (60% contro il 39%). Alla ripresa delle ostilità , i pur onorevoli Warriors, tentano di rimanere aggrappati alle sorti della partita e il parziale di 22-23 in favore dei nero-argento, conferma questa tendenza.

Nell'ultimo periodo però, ancora una volta, gli Spurs accendono il turbo e grazie ad un parziale iniziale di 18-2 uccidono definitivamente il match. Straordinario alla fine l'apporto di Parker (21 punti con 10/14 dal campo, 9 assist e 4 rimbalzi) e Ginobili (21 punti con 8/14 dal campo, 7 rimbalzi e 6 assist).

Sottotono invece Tim Duncan, che manca la 21esima doppia-doppia stagionale, realizzando solo 12 punti e 7 rimbalzi. Da segnalare, infine, l'ottimo contributo dal pino di Devin Brown (10 punti con 3/7 dal campo e 4 rimbalzi) e di Beno Udrih (11 punti con 3/5 dal campo e 4/4 ai liberi), che confermano di essere due uomini indispensabili per la causa nero-argento.
Soddisfatto nel dopo gara Brent Barry che, a modo suo (7 punti in 8 minuti), contribuisce alla vittoria degli Spurs: "Siamo una grande squadra perché quando la tua superstella non gioca com'è solita fare, ne esce fuori un'altra, o addirittura due che ti risolvono la partita. Manu e Tony sono stati fantastici".

22 dicembre.
Orlando Magic – San Antonio Spurs = 93-87

Con quattro giorni di riposo sulle spalle, i San Antonio Spurs sono pronti ad affrontare il loro lungo viaggio ad est, dall'altra parte dello Stato, contro gli Orlando Magic, nella rivincita della gara disputata solo una settimana prima e vinta in volata dagli speroni. Nel primo quarto le squadre sembrano molto stanche e faticano a trovare la via del canestro.

Gli Spurs offrono la solita consistenza difensiva, ma in attacco vi è scarsa precisione (sbagliati i primi dieci tentativi e alla fine la percentuale dal campo sarà  inferiore al 40%) e il vantaggio, dopo 12 minuti, assomma a sole tre lunghezze. Nel secondo periodo continua la scarsa vena offensiva di Tim Duncan & co., ma è anche la difesa a non garantire il solito apporto. Dopo i primi 24 minuti la situazione vede gli Spurs sotto: 46-42. Steve Francis (29 punti con 8/21 dal campo, 7 rimbalzi, 6 assist) fa mantenere ai suoi un ritmo indiavolato e solo nei contropiedi i Magic mettono a referto la bellezza di 27 punti. Nel terzo quarto gli speroni rientrano in campo convinti di recuperare le sorti della partita e grazie ad un notevole sforzo sia offensivo che difensivo, riescono a riequilibrare il match. Al 36' il risultato è in perfetta parità : 64-64.

Nel quarto periodo però, un vecchio amico degli Spurs, torna a fare visita agli uomini di Gregg Popovich e la sconfitta per gli speroni diventa realtà : il tiro libero. A nulla sono serviti i mille e mille tentativi nei canestri del campo d'allenamento per risolvere questo problema. Duncan continua a portarsi dietro il suo "spazzaneve" (fermo sulla linea del tiro libero, con le gambe messe a spazzaneve come se si trovasse sulla pista nera di Aspen) Malik Rose non ne vuole sapere di imparare a tirare un libero e stranamente ci si mette anche Ginobili a sbagliare dalla linea della carità .

Alla fine il pessimo 13/26 dalla lunetta è la principale causa della sconfitta degli Spurs che colgono così la loro prima sconfitta dopo quattro vittorie di fila. In soli 7 minuti i Magic piazzano il 18-5 di parziale che decide il match, grazie anche ai 16 punti dal pino di Hedo Turkoglu e alle triple decisive di Cuttino Mobley. Niente doppia doppia per Duncan (24 punti e 8 rimbalzi) che conferma un leggero calo fisico, 18 punti di Parker e 14 di Ginobili (scarso 4/13 dal campo).

23 dicembre.
San Antonio Spurs - Minnesota TimberWolves = 96-82

Una sfida tra titani. Così si potrebbe definire la gara che vedeva di fronte due delle migliori squadre della lega. Due franchigie che annoverano nei loro roster, gli MVP delle ultime 3 stagioni Nba.

Se il giorno di Natale si è assistito al duello Shaq-Kobe, l'antivigilia proponeva un'altra sfida niente male, con probabilmente i due migliori giocatori del pianeta in campo nello stesso momento. Ancora una volta però, come spesso accade in queste situazioni (vero Kobe e Shaq???), non sono i duellanti a decidere le sorti del match, ma il resto della squadra. Da una parte, Cassell e Sprewell, i due fedeli alleati di sua maestà  KG, segnano 8 punti in totale con un orrendo 4/13 dal campo, mentre dall'altra, Ginobili e Parker mettono insieme 41 punti (con 15/27 dal campo), 8 rimbalzi, 8 assists e 5 recuperi.

Inutile alla fine l'ottima prestazione di Wally Szczerbiak (22 punti e 4 rimbalzi) e di Michael Olowokandi (9 punti e 12 rimbalzi). Una vera manna dal cielo invece per San Antonio che nella serata soffre molto meno del previsto ai liberi (16/19) e ritorna ai suoi soliti livelli offensivi (45% dal campo). I due MVP, Garnett e Duncan, si annullano a vicenda, anche se entrambi si tolgono la soddisfazione di marchiare la partita con la ormai consueta doppia-doppia: il caraibica piazza 19 punti e 10 rimbalzi, mentre The Revolution sfiora per l'ennesima volta la tripla doppia (15 punti con 4/16 dal campo, 10 rimbalzi e 9 assist).

La partita è equilibrata nei primi tre quarti (65-65): intensità  inusuale per un match di regular season, aggressività  pazzesca e lotta accanita su ogni pallone. Questi gli ingredienti di una gara vibrante, dalle mille emozioni, a cui è mancato solo il più classico dei finali in volata. Eh si, perché gli Spurs, nell'ultima frazione, hanno deciso di abbassare la saracinesca e di vincere la partita ad ogni costo.

Troppo importante conquistare anche il minimo vantaggio psicologico sugli avversari che molto probabilmente rincontreranno nella prossima finale di conference. Il break nel quarto periodo è netto: 11/18 i tiri realizzati dagli speroni, 3/14 quelli messi a referto dai Timberqolves. La chiave della vittoria nero-argento è tutta qui.

26 dicembre.
Boston Celtics - San Antonio Spurs = 90-107

Dopo la pausa natalizia, i San Antonio Spurs hanno proseguito il loro cammino affrontando i Boston Celtics fra le mura amiche dell'Sbc Center. I celtici, dopo la vittoria ottenuta in casa contro i New York Knicks, speravano molto in un bis contro i campioni del mondo 2003, anche per sfatare un tabù che ormai dura da 14 anni: risale infatti al 1990 l'ultimo successo in casa nero-argento.

La partita è però senza storia grazie soprattutto alla buona circolazione di palla (27 assist alla fine) e all'elevato numero di tiri facili concessi agli Spurs. Nel primo quarto (18-25) gli Spurs scappano via, imponendo subito un ritmo indiavolato.

Nel secondo periodo i Celtics riescono a rimanere in scia, pareggiando a 25 nei secondi 12 minuti e fissando il risultato della partita sul 43-50. Ad inizio terzo periodo gli uomini del Pop calano di concentrazione (una costante negli ultimi quindici giorni) e si fanno addirittura rimontare e poi superare sul 57-56. Sarà  però l'ultimo vantaggio per i biancoverdi di Boston. Con un parziale immediato di 11-0, gli Spurs annullano ogni resistenza dei Celtics e tutti i tentativi di rimonta celtica, vengono annullati in assoluto controllo. Straordinario Tony Parker (in netto progresso rispetto all'inizio di stagione), che mette a referto 27 punti (11/17 dal campo e ¾ ai liberi). "Solita" doppia-doppia (14 punti e 11 rimbalzi) per Tim Duncan e importante contributo dal pino per Devin Brown, che realizza 17 punti (5/11 dal campo, 3/3 ai liberi e 4/5 dall'arco) e 6 rimbalzi.

28 dicembre.
San Antonio Spurs - Phoenix Suns = 115-94

L'avevano presentata come la sfida del momento. Difesa versus attacco, la classe di Nash contro la velocità  di Parker, la forza di Stoudemire contro la potenza di Duncan, il tiro da tre dei Suns, contro le penetrazioni degli speroni. Beh alla fine i confronti (e una partita) si sono avuti solo nel primo quarto, perché i Suns sono stati asfaltati, massacrati e abbattuti. Non esistono altri aggettivi per definire la partita di questa notte.

Un dominio così netto, da lasciare a bocca aperta, soprattutto considerando che gli Spurs hanno affrontato la migliore squadra della lega. Solo nel primo quarto (33-35) c'è stata gara, mentre negli altri tre periodi (83-59!!!!), si è assistito ad un'impressionante esibizione nero-argento, con un vantaggio massimo assestato sui 30 punti a metà  del quarto periodo.

STATISTICHE
Tony Parker: 29 punti in 30 minuti (con 14/20 dal campo), 5 rimbalzi e 2 assist.
Tim Duncan: 16 punti (7/9 dal campo e 2/5 ai liberi) 12 rimbalzi, 6 assist e 5 stoppate
Manu Ginobili: 13 punti (con 5/11 dal campo e 2/3 ai liberi), 6 rimbalzi, 6 assist e 3 rubate.

Percentuale dal campo: 51.6% (47/91)
Percentuale dall'arco: 26.1% (6/23)
Percentuale ai liberi: 65.2% (15/23)
Punti in zona pitturata: 60-46
Totale rimbalzi: 52-39
Totale assist: 25-17
Totale stoppate: 11-3

A sei minuti dalla fine della partita, dentro le seconde linee e via al garbage time.

Si interrompe così a 11 il numero di vittorie consecutive ottenute dai Phoenix Suns di Mike D'Antoni, che aggiornano il loro record a 24W-4L.

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