Il capitano è tornato!

La riabilitazione di Kidd è finita, e forse anche la striscia perdente dei Nets.

Gli ultimi avversari non erano né gli Spurs né i Lakers, ma quando sei messo male fanno morale anche le vittorie contro le ultime della classe. E finalmente New Jersey inizia il mese di dicembre con un promettente bottino di 5 vittorie (di cui una anche in trasferta) e 2 sconfitte.

Charlotte W 99 - 86 3-11
@ Washington L 68 - 95 3-12
Atlanta W 109 - 88 4-12
Toronto W 88 - 86 5-12
@ Cleveland L 97 - 103 5-13
New Orleans W 94 - 91 OT 6-13
@ Atlanta W 95 - 90 7-13

Questo mini parziale vincente di New Jersey, visto l'inizio di stagione, basterebbe da solo a far stappare lo champagne ad un astemio, ma la vera notizia (e tutti i vari brusii che la contornano) è il ritorno anticipato di Jason Kidd. L'esordio in campionato è avvenuto il 6 dicembre contro Toronto e, guarda caso, è arrivata anche una vittoria.

Nonostante le cifre del capitano non siano state fenomenali (10 punti e 6 rimbalzi in 20 minuti), la sua presenza addirittura in quintetto base ha galvanizzato l'intera squadra. In particolare i più eccitati erano Jefferson, che ha dichiarato di essere già  in attesa dei vecchi e cari lob, ed Eric Williams, le cui parole sono state ancora più lusinghiere: "Eccezion fatta per Kenny Anderson, non ho mai avuto l'occasione di giocare con una vera point guard, e Jason è il migliore in assoluto in quel ruolo. Non vedo l'ora di guardarlo dirigere le danze sul campo""".

Da allora nel New Jersey non si fa altro che spendere belle parole in merito al futuro immediato della squadra. Si spera e si vuole che il "training camp" posticipato di Kidd sia il più breve possibile ed infatti il capitano è stato limitato a circa 25 minuti di media e, nell'ultima vittoria contro Atlanta, è stato escluso dal quintetto base. Se da un lato Giasone è protetto e coccolato, da un altro (complice la stampa) sono sempre pronte a piovere frecciate sul suo futuro o sul suo passato, come nell'occasione del ritorno a East Rutherford di Byron Scott, in qualità  di coach degli Hornets.

E' stata rispolverata ancora la vecchia storia del Kidd "mangia-allenatori" smentita questa volta (l'ennesima) dallo stesso Scott: "Quante volte devo ripetervelo? Non abbiamo mai avuto nessun problema, al massimo ci siamo scambiati dispiaceri sul campo da golf". E quando la stampa locale è tranquilla ci pensa quella dell'Oregon ad ipotizzare un ulteriore scambio con i Blazers. Questa volta il probabile protagonista non è più Shareef Abdur-Rahim, bensì Damon Stoudamire.

Il play di Portland sta giocando peggio del solito e, considerando che da un lato Ratner sembra più interessato a risparmiare che a vincere (Stoudamire è all'ultimo anno di contratto), e dall'altro che ai Blazers i dollaroni per accollarsi lo stipendio di Kidd certo non mancano, l'idea non è poi così fantascientifica.

In questo caso più che di smentite ci si limita ai "no comment" e Kidd continua a ripetere di pensare al suo stato di forma e alle vittorie. Come già  anticipato le doppie W dal ritorno del playmaker titolare sono state tre, tutte con un denominatore comune: l'assenza di esterni pericolosi.
In verità  Toronto avrebbe un certo Vince Carter, ma di lui si sono occupati Williams e Kidd solo per i possessi finali. Quando Richard Jefferson non deve sbattersi per 40 minuti sull'avversario più forte è sicuramente più riposato ed efficiente. Contro i Raptors ha toccato quota 26 punti sfiorando la tripla doppia, e nelle altre vittorie di New Orleans e Atlanta è stato determinate realizzando rispettivamente 12 e 14 punti durante l'ultimo quarto.

Ad oggi Jefferson, fresco di nomina di miglior giocatore della settimana, è il leader dei Nets in tutte le principali voci statistiche, ovvero punti, rimbalzi (Collins sempre meno incisivo) e assists. Purtroppo RJ è primo anche per numero di palle perse e a tal proposito vale la pena dare un occhiata ad una particolarissima e curiosa statistica.
I Nets viaggiano al 50% (6 vinte e 6 perse) quando perdono più di 15 palloni a partita. Nelle occasioni in cui sono stati sotto quota 15 hanno vinto solo una volta. Ecco il commento di Lawrence Frank: "Mai dare troppo credito alle statistiche, spesso mentono""".

In effetti è vero, spesso e volentieri le crude cifre non sono molto attendibili, ma che Frank non faccia affidamento alle statistiche è un fatto ancora tutto da dimostrare. Ci siamo chiesti più volte come mai Aaron Williams, spesso determinante per le buone sorti dei Nets nelle passate stagioni, quest'anno giochi solo otto minuti a partita registrando anche un Did Not Played Coach's Decision in occasione della recentissima vittoria ad Atlanta.

La risposta è in un'altra, infelice e denigrante statistica, secondo la quale quando c'è Williams in campo i Nets tendono a subire parziali negativi. Sempre stando a questa curiosità , le cifre si capovolgerebbero quando il buon Aaron è in panchina. Se è vero che Frank non dà  peso al rapporto vittorie/palle perse, sarebbe anche il caso che si scordasse completamente di questa inutile analisi buttando nuovamente nella mischia il mancino ex Arese, anche perché il contributo offensivo di Collins in ala grande (nonostante l'exploit di 17p e 8r contro Cleveland) è sempre insufficiente.

Le castagne dal fuoco le ha già  tolte Alonzo Mourning, che torna a marcare visita e si assenta proprio nella partita di Atlanta, a causa di una interminabile lista di infiammazioni e contusioni in varie parti del corpo. Non si sa ancora per quanto tempo si dovrà  fermare ma anche in questo caso, come per il rientro di Kidd, lo staff medico vuole procedere con cautela perché 'Zo è impossibilitato ad imbottirsi di antinfiammatori, e perché lo stesso Mourning ha detto che vuole prendersi tutto il tempo necessario per riposare e guarire al meglio un fisico martoriato da tanti, troppi acciacchi.

Questo incidente di percorso (non è il caso di chiamarlo imprevisto in quanto, parlando di Mourning, non si può mai essere certi di niente) ha costretto il coach dei Nets ad improvvisare un altro tipo di quintetto base. Brian Scalabrine, eroe della recente semifinale di conference persa contro i Pistons, parte da titolare contro gli Hawks senza essere minimamente coinvolto nel gioco e lasciando un segno praticamente indelebile. Nonostante lo scarso rendimento il posto di "quattro" sembra essere ancora suo anche perché, contro gli imminenti avversari (New York Knikcs) e la loro frontline i suoi chili potrebbero fare comodo.

In panchina però sta scalpitando anche Nenad Krstic reduce da un buon score di 10 punti e 7 rimbalzi in 21 minuti contro Atlanta. Senza Mourning a centro area serve sicuramente un buon intimidatore e nonostante il giocatore serbo non sia un agguerrito difensore, i suoi centimetri e soprattutto le sue lunghe braccia possono sicuramente servire allo scopo.

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