KG&Latrell: Los Angeles ko!

Kevin Garnett, qui in azione, riporta sotto Minnesota. Si torna a Los Angeles per Gara 6!

Comunque vada, sarà  stata una stagione da ricordare, almeno così la pensa Glen Taylor, il proprietario dei Minnesota Timberwolves al quale, prima dell’inizio dei playoffs, fu chiesto un parere sull’annata della squadra: “Dovremmo poter vincere la serie con Denver, contro Sacramento possiamo farcela e vincere la Finale dell’Ovest sarebbe fantastico…ma anche in caso contrario sarebbe bello lo stesso”.

La vittoria in Gara 5 al Target Center riporta il confronto tra le due finaliste in California e, anche se ad imporsi dovessero essere i Lakers, i T-Wolves su questa sfida con i tre volte campioni del mondo possono costruire il loro successo per il prossimo futuro. I vertici societari faranno di tutto per rafforzare ulteriormente la franchigia, anche perché, contrariamente ai Wild dell’hockey, la dirigenza qui di soldi da spendere ne ha e il roster è già  composto da atleti di primissimo livello.

Sabato sera Kevin Garnett e Latrell Sprewell sono stati la coppia d’oro dei padroni di casa, in grado di regalare ai tifosi di Minneapolis una vittoria fondamentale e annullare così il primo dei due match-points nelle mani di Shaq e compagni. Sui giornali locali già  si paragona la prestazione dei due gioielli a quella dei campioni di baseball Kirby Puckett e Jack Morris dei Minnesota Twins, i quali, è giusto ricordarlo, portarono la propria squadra alla vittoria nelle World Series del 1991.

La performance di KG viene avvicinata all’home-run di Puckett che mandò in delirio, guarda caso di sabato, il pubblico del Metrodome mentre la voglia di vincere e la tenacia dell’ex strangolatore dei Warriors ora redento è paragonata ai 10 inning shutout di Morris, realizzati la sera successiva la gara di Pucks. Insomma, le Twin Cities sono in festa, se non altro perché i Lupi venderanno cara la pelle e dopo la sconfitta allo Staples erano in pochi a sperarlo, incluso il sottoscritto.

Ma KG non è stato incredibile solo per i 30 punti, i 19 rimbalzi e i 4 assists. Coach Saunders ci ha tenuto a sottolineare quanto fatto dal suo campione per limitare l’avversario: “KG ha marcato chiunque, da Shaq a Kobe fino a Fisher. Ciò che è accaduto oggi mi ricorda quanto avvenuto nelle Finali del 1980, quando Magic, costretto a giocare da centro, dominò la partita, con 42 punti a referto”. Ma Garnett, al contrario di Johnson, ha dovuto caricarsi il resto del team sulle spalle fin dalla prima gara, a causa dell’infortunio di Cassell. Strepitoso, una fuoriclasse che meriterebbe il titolo, non ci sono dubbi.
The Big Ticket ha dispensato perle di pallacanestro a ripetizione, legittimando la conquista del trofeo di MVP con la sua consueta classe e dimostrando che tra i primi 2-3 della Lega lui un posto di diritto deve averlo.

Sprewell invece deve aver recuperato tutta la grinta smarrita chissà  dove e ha chiuso l’incontro alla grande, come ai bei vecchi tempi della Grande Mela, aiutando Kevin a rimandare il verdetto a lunedì.
In casa Lakers un arrabbiato numero 34 non era per niente soddisfatto della piega presa dall’incontro. A chi gli chiedeva come mai avesse tirato solo 11 volte, rispondeva: “Non ne ho la minima idea, dovete chiedere ai miei compagni perché non mi hanno passato di più il pallone”.
Phil Jackson aveva da par suo intuito che qualcosa non andava nell’atteggiamento dei suoi ragazzi, dopo aver sentito grandi risate provenire dallo spogliatoio, un’ora e mezza prima dell’entrata in campo. In ogni caso, la risposta ai dubbi di The Diesel, è di natura tattica: senza Cassell i Wolves si sono affidati in difesa a uomini come Sprewell, Hoiberg e Hassel mentre Olowokandi ha preso il posto di Erwin Johnson nel quintetto titolare. Tali cambi hanno permesso alla squadra di mettere maggiore pressione sui portatori di palla avversari, obbligando Shaq a ricevere molto più lontano dal canestro rispetto a quanto accaduto per due volte di fila allo Staples Center.

Kobe Bryant infine è sceso sulla Terra dopo aver camminato sul parquet come solo un dio del basket sa fare. Se nel terzo quarto di Gara 4 erano stati 18 i punti messi a segno, sabato il referto è stato impietoso, riportando 3 miseri punti per il numero 8.
Mi hanno intrappolato, bloccandomi fino a quando non passavo il pallone. Hanno svolto bene il loro compito ma così facendo lasciano un tiratore libero”.
I favoriti sono ancora loro, i Lakers del dinamico duo, ma la coppia KG-Latrell ha ancora qualcosa da dire riguardo la serie.
Stay tuned!

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