Come stanno le grandi ?

Cambiano i compagni, ma l'icona di San Antonio rimane lui, e senza lui non si vince.

Oramai siamo quasi ad un mese di partite giocate ed è il momento di verificare come si stanno comportando le pretendenti al successo finale individuate in pre season, lasciando da parte squadre come Houston non attese alla vigilia al vertice. Partiamo dal definire queste squadre, nei ranking pubblicati prima dell'inizio della stagione, parlavamo delle cinque corazzate dell'Ovest (Lakers, Spurs, Kings, Mavericks e TWolves), più le pretendenti alla finale dell'est (Pistons Nets e Pacers) che giocandosi comunque la finale avranno qualche chance di successo finale.

– Los Angeles Lakers: io credo che i Lakers siano i logici favoriti per la corsa finale al titolo, i nomi a roster sono troppo importanti per prendere in considerazione qualcun'altro al loro posto, ma i Lakers non sono una squadra, nel senso che il loro gioco è totalmente nelle mani dell'immenso talento del quartetto di big, non hanno certamente un'organizzazione di gioco simile agli Spurs e ai Kings, ma purtroppo per loro hanno troppo più talento.

Quest'inizio di campionato ci ha dato alcune importanti indicazioni, ovvero che alcuni vecchi vizi sono rimasti, come quello di sottovalutare alcuni avversari modesti per buona parte della partita, con la convinzione di ribaltare in un quarto una gara mediocre, come successo con Memphis, oppure una difesa che va e viene.

In attacco vivono di rendita perchè con il quintetto in gara, nessun tecnico si può permettere di giocare a zona oppure di raddoppiare, perchè con un paio di ribaltamenti del campo si smarcano come minimo due uomini. Io credo che i Lakers siano ancora in rodaggio, e che tutta la volontà  manifestata da Jackson i preseason di giocare una regoular season alla morte siano solo parole, e che per un paio di mesi più vedremo i Lakers con alti e bassi, ossia vincendo con squadre di alto livello, salvo perdere la gara dopo con squadre destinate in lotteria.

Da gennaio in poi forse avremo un'idea più chiara, certo è che se ci arrivano con oltre il 70% di vittorie, per gli altri è in salita. A livello di singoli, un buon Bryant considerati i problemi giudiziari, ma anche il fatto che da maggio ad un mese fa non si è nemmeno allenato, Shaq è in condizioni più che decenti soprattutto con tanta voglia di vincere, il duo Malone Payton ha un'importanza incredibibile nel far stare unito lo spogliatoio. Alla fine credo che non giocheranno nemmeno benissimo, ma batterli sarà  un'impresa. Per ora hanno vinto con tutte le squadre di alto livello ad Ovest, Dallas, San Antonio e Phoenix, segno che quando conta ci sono già  ora.

– Dallas Mavericks: inizio soddisfacente per la banda Cuban, tanto talento come sempre, tanti attaccanti, quasi nessun difensore, ma in fondo chi se ne frega. Alternano momenti di basket incredibile ad altri disastrosi. Alla fine però qualcuno potrebbe aver azzeccato la ricetta giusta, infatti il taciturno neo arrivato Josh Howard, ha detto “questa squadra ha tantissimo talento, più di ogni altra, abbiamo solo bisogno di conoscerci e giocare insieme, senza che i giocatori più importanti siano distratti ogni giorno da ipotetiche trade che li riguardano”.

Sacrosante parole, ma con Cuban non funziona proprio così, infatti in questi giorni si parla di cedere Finley, di cedere Jamison, del nuovo contratto di Nash, che se non cedono nessuno, difficilmente rimarrà  a guadagnare una miseria da uno che ha regalato milioni a tutti, e dulcis in fondo di Riley come nuovo allenatore, voce peraltro tirata in ballo dallo stesso Nelson, che vorrebbe rimanere solo come GM.

Ovviamente con questi presupposti non c'è da stupirsi se tutti vanno in campo giocando solo per se stessi e per le proprie statistiche, tralasciando clamorosamente il gioco di squadra e il lato difensivo. Spesso basta il talento dei vari Nowitzki, Nash; Finley, Jamison e Walker per vincere, ma “non giocando” così può anche succedere di rimediare una sconfitta a 71 punti come quella di Toronto, semplicemente imbarazzante.

Forse se qualcuno medita sulle parole di Howard, Dallas può cambiare marcia, vincendo lo sprint per l'anello, così come sono e pensano adesso, rimarrano bellissimi da vedere, vinceranno molto in stagione regolare, ma poi ai playoff si potrebbe naufragare davanti ad almeno altre 4-5 squadre.

– San Antonio Spurs : parlare degli Spurs è sempre una cosa delicata visto che sono i campioni in carica, io sostengo che se i Lakers sono la squadra del presente, gli Spurs sono sicuramente la squadra del futuro, hanno il miglior giocatore della lega (chili di Shaq permettendo), un paio di giovani come Ginobili e Parker da crescere, ma soprattutto una situazione salariale che permetterà  la prossima estate di mischiare le carte in tavola se alcune cose non andassero per il verso giusto, io sinceramente credo che gente come Horry e Mercer sia qui per provarci nel presente, ma che sicuramente non rientreranno nei piani futuri come magari Nesterovic e Turkoglu.

Il record non proprio esaltante è frutto di diversi fattori, innanzitutto gli infortuni di Parker e Duncan, poi le difficoltà  (prevedibili) di Rasho Nesterovic ad adattarsi al nuovo gioco, cosa che però sarà  risolta sicuramente con il passare dei mesi, ma soprattutto in campo manca tanto l'Ammiraglio David Robinson, che magari negli ultimi due anni non era più uno dei migliori della lega, ma era pur sempre il leader silenzioso della squadra, quello che li prendeva per mano nei minuti che contavano, magari senza mettere insieme grandi cifre, ma due parole dette da lui ti davano una carica che mille parole di altri non ti danno.

Duncan tra le righe è stato il primo a riconoscerlo, senza andarci sul pesante per non ferire i compagni. Parlando della stretta attualità , l'assenza di Parker e Duncan ha evidenziato che i nuovi arrivati per ora non si sono inseriti nel sistema di gioco, soprattutto difensivo degli Spurs, e che nemmeno sull'altro lato del campo hanno dato un apporto soddisfacente.

A parte il lampo nell'onorevole sconfitta contro i Lakers, gli Spurs si sono dimostrati un laboratorio aperto e probabilmente sarà  così per un'altro meseto abbondante, poi quando gli ingranaggi saranno ben oliati, affrontarli sarà  dura come sempre, anche perchè il nostro Manu Ginobili sta giocando in maniera nettamente superiore alle migliori attese, mettendo in spolvero una leadership che nemmeno a Bologna avevano visto, per lui si comincia a parlare concretamente di convocazione all'All Star Game, cosà  più che sacrosanta.

– Sacramento Kings : per ora manca Webber e non si sa di preciso quando rientrerà , quindi ogni valutazione deve essere per forza relazionata ad un'assenza così importante, però è inevitabile per loro parlare di squadra in crisi, Bibby è partito con il freno a mano tirato, poi qualche lampo, ma di certo rientrare a fatica nei primi dieci della classifica degli assist, e quando guidi la squadra più offensiva della lega, non depone a suo favore, molti lo attendevano complice l'assenza di Webber al ruolo di leader unico, sia nel gioco che nelle cifre, per ora non è una delusione ma nemmeno quel leader che attendevamo, ma il dato di paragone più rilevante rispetto alla scorsa stagione è senz'altro la totale mancanza di apporto della panchina, fatta eccezione per Bobby Jackson, e questo fattore pur preventivato li sta condizionando molto.

Sottocanestro data l'assenza di Webber, Brad Miller è stato promosso in quintetto, quelli che escono dalla panchina non offrono nulla, segno che anche quando rientrerà  l'ex Michigan la coperta rischia di essere veramente corto, al cospetto di super potenze come Lakers e Spurs. Io credo che i giorni migliori di questi Kings siano passati, hanno avuto la loro occasione nel 2002, ma un po per sfortuna, un po per colpe proprie non la sfruttarono, adesso se in un ovest ulteriormente rinforzato dovessero arrivare in fondo sarebbe veramente una sorpresa, anche perchè ogni anno che passa stanno emergendo nuovamente i ben noti limiti tecnici del loro coach Rick Adelman, sempre più spesso in difficoltà  nei finali punto a punto.

– Minnesota TimberWolves : inizio pessimo, non tanto per i risultati, quanto per il pessimo gioco fatto vedere. Hanno come attenuanti l'assenze di Szczrebiack e Hudson, ma in alcuni momenti Garnett è apparso veramente circondato dal nulla.

Pian piano Spreewell e Cassell stanno ingranando, anche se giocano una partita buona e una disastrosa. In due settimane hanno capito che lavorare su Olowokandi è tempo perso, al punto che lo vorrebbero già  cedere, ammesso che nell'NBA ci sia qualcuno che lo prenda.

E' una squadra che come San Antonio ha bisogno di tempo, ma rispetto agli Spurs hanno giocatori di base più problematici da far coesistere. In tutto questo nulla si sono fatti vedere un paio di panchinari come Hoiberg e Madsen, ma non saranno certo loro ha scacciare l'incubo del primo turno. Proprio l'incubo del primo turno già  daq ora condiziona tutto l'ambiente chissà  cosa succederà  da marzo in poi. Potrebbe essere anche l'anno buono, ma perchè lo fosse deve dipendere più dalle altre quattro regine dell'ovest, più che da loro, sperando poi che la ditta Francis Ming, almeno per quest'anno non si metta in mezzo.

– New Jersey Nets : “mi manca Eddie Jordan” questo potrebbe essere il titolo più verosimile di qualsiasi giornale del New Jersey. L'inizio dei Nets non può che essere definito disastroso, nonostante un dignitoso 5-5 dopo dieci gare, ma complice un'infortunio di Martin per ora i Nets hanno giocato male, rinnegando tutte le promesse di gioco offensivo fatte da Scott in estate. Un attacco trascinato da Kidd che proprio non va, Jefferson a parte, Kittles sta tirando malissimo, per di più senza Harris è costrettoa stare in campo anche quando perde fiducia, manca totalmente un tiratore da tre che allarghi un po le difese, sotto non va meglio, Mourning per ora viene utilizzato con il contagocce, sempre dalla panchina, Collins è un gran mestierante, ma in attacco è inesistente, alla fine per avere qualcosa sottocanestro si va da Aron Williams.

Insomma tanti problemi, da cui quello che ne esce più bruciato e Byron Scott, già  accusato da molti addetti ai lavori, di non essere all'altezza, senza Eddie Jordan che gli soffia nell'orecchio. Rimangono la favorita per la finale da est, ma le promesse di arrivare in scioltezza sopra le 60 vittorie, forse era meglio non farle.

– Detroit Pistons : nel marasma attuale della Eastern Conference nemmeno i Pistons riescono ad essere dominanti, il tutto per molti forse troppi punti interrogativi che li stanno attanagliando. Il primo è ovviamente il loro esplosivo coach Larry Brown, infatti i Pistons reduci da un biennio con il pacato Carlisle non si sono ben coordinati con l'effervescenza di Brown, infatti come sempre Brown mette sulla scrivania di Dumars ogni giorno una proposta di trade diversa, ricevendo altrettanti due di picche, si va dalla caccia ad Iverson, alla volontà  di Brown di cedere Wallace per un lungo più produttivo, e via discorendo.

Poi il rapporto di Brown con i giocatori non è semplice, alcuni veterani si sono adattati altri come Ben Wallace, non abituati a sentirsi mettere in discussione, non lo accettano, poi sulla testa di tutti c'è la questione Milicic – Melo, infatti una realtà  di alto livello come i Pistons dello scorso anno, a cui mancavano solo qualche punto in attacco, stanno vedendo la loro seconda scelta ssoluta, spaziare tra il DNP e il trilione, spesso fatto di prorposito da Brown, con un minuto solo di utilizzo, prorpio per spronarlo.

Darko è già  stato apertamente criticato sia da Brown che da alcuni altri compagni per lo scarso, per non dire nullo impegno in allenamento, soprattutto, nei giorni seguenti alle gare in cui non è stato utilizzato, quello che in molti temono è che in Milicic ci sia la mentalità  slava che ha negato in passato il successo in America a tante stelle come magari Danilovic e Djorgevic.

Le cifre al momento (17-11) sono impietose 4 gare, 0 punti, un paio di stoppate e qualche palla persa, in 2,8 minuti di utilizzo. Però è anche vero che come Dumars ha sempre sostenuto si è guardato al futuro, ma chi lo spiega ai giornalisti che sommano i punti di Carmelo Anthony a quelli degli attuali Pistons e reclamano un recondo quasi immacolato?

Il presente dei Pistons ha però evidenziato anche note positive, un Billups da All Star Game senza problemi, il solito positivo Hamilton, un Prince che mischia momenti da fenomeno a altri più incolori, insomma niente di diverso da quello a cui erano attesi, rimangono una concreta candidata al titolo dell'Est.

– Indiana Pacers : Rick Carlisle conferma anche ad Indiana di essere un signor allenatore, ovviamente per assemblare una squadra a nuove idee ci vuole molto tempo, lui tanto per cominciare ha preso quello di buono che aveva lasciato Isaih Thomas, gettando via quello di cattivo che c'era, l'immagine di tutto ciò è Ron Artest, che lasciatosi alle spalle l'anima del “Bad Boys” che Thomas gli aveva inculcato compresi falli tecnici, antisportivi e relative sospensioni, Ron si è limitato a fare tutto ciò che sa fare al meglio, ossia difendere in maniera eccezionale (al momento è sicuramente il difensore dell'anno con buona pace di Ben Wallace), e ritrovare fiducia in attacco, le sue cifre parlano per lui.

Poi la difesa che già  funzionava in maniera eccellente è stata messa in condizioni di dominare le gare, in attesa che il lavoro fatto sull'attacco, che già  sta dando i suoi primi frutti, faccia fare un definitivo salto di qualità .

Al momento c'è un unico problema, ossia la mancanza di un playmaker di valore, perchè il Jamaal Tinsley visto due anni fa di questi tempi non c'è più e forse non ci sarà  più, segno evidente che il problema di approccio alle gare spesso evidenziato da Thomas nei due anni passati con lui, non era un'ivenzione dell'ex coach dei Pacers, la falla è stata coperta con l'ingaggio del positivo Kenny Anderson che ha rubato il posto in quintetto a Tinsley in due minuti, ma Andrson è un buon conduttore, con limiti precisi, anche se è un ottimo giocatore.

Io i Pacers li attendevo nella seconda parte di stagione, se Carlisle è riuscito a farli ingranare da subito secondo me possono puntare dritti alla finale, insomma il discorso che facciamo su di loro da tre anni, ossia che sono il roster più talentuoso dell'est, potrebbe finalmente trovare riscontro sul campo.

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