White Sox, 88 anni dopo

You can put (a title) on the board…YES! : l'urlo di Chicago è tutto per i campioni 2005.

Un'altra maledizione è rotta, un'altra lunga attesa è stata premiata.

Dopo 88 anni e nella stagione successiva all'affermazione dei Boston Red Sox i Chicago Wite Sox tornano sul tetto del mondo e si aggiudicano le World Series 2005.

I presupposti per la quarta vittoria nella serie finale c'erano tutti, con la situazione sul 3-0 in favore dei ragazzi di Ozzie Guillen e la consapevolezza che forse il destino voleva vedere l'anello sulle dita dei Sox.

Le sorprese però non erano da escludere, almeno nella singola gara, perché gli Houston Astros erano intenzionati a dare almeno una gioia al loro splendido pubblico bagnando con una vittoria la loro prima apparizione al “gran ballo” finale.

Quelle che dovevano essere le “pitcher series” in realtà  si sono rivelate le finali delle occasioni mancate da una parte (Astros) e di quelle sfruttate dall'altra (White Sox), con i line-up molto incisivi soprattutto contro i partenti.

Gli starter scelti per Gara-4 dai rispettivi manager sono Freddy Garcia e Brandon Backe, in una sfida che in teoria doveva veder favorito il più esperto pitcher ex Mariners.

Schieramenti sul diamante invariati e partita che inizia, stavolta sì, nel segno dei lanciatori: già  nel primo inning entrambi devono fronteggiare un corridore in posizione punto, dopo un doppio di Jermaine Dye ed un singolo di Craig Biggio, ma escono dalla situazione con autorità  lasciando gli attacchi a bocca asciutta.

Si parlava di occasioni non concretizzate, e questa volta i rimpianti vengono da entrambe le parti, perché le poche possibilità  che i due partenti offrono non vengono tramutate in punti dai due line-up.

Il doppio di Mike Lamb nel secondo inning ed il triplo di Scott Podsednik nel terzo vengono cancellati dalle ottime prestazioni di Garcia e Backe nei turni successivi, che frustrano immediatamente le speranze di aprire lo score dei rispettivi avversari.

Nella notte di Houston si assiste al primo vero “pitchers duel” della serie, con la 2-seam fastball ed il cambio di Garcia a dare spettacolo tanto quanto la breaking ball di Backe.

Per circa tre inning il dominio degli assi del monte è totale e vedere un corridore in base è una rarità  concessa solo da un paio di walk di Garcia.

E' però il pitcher di Chicago a trovarsi nuovamente in difficoltà  nella parte bassa della sesta ripresa, quando sul punteggio di 0-0 gli Astros sembrano ad un passo dal portarsi in vantaggio.

Il singolo di Willie Taveras e la successiva base-ball concessa a Lance Berkman scaldano il Minute Maid Park, che apprezza anche la chiamata di Phil Garner sul K subito da Morgan Ensberg, una doppia rubata che riesce alla perfezione.

Ozzie Guillen risponde allora con la base intenzionale contro il battitore mancino Mike Lamb per riempire le basi e forzare il gioco e si affida a Garcia per il duello con Jason Lane.

I tifosi texani rumoreggiano per distrarre il pitcher dei Sox, ma Garcia è glaciale e chiude turno in battuta ed inning con una fastball alta ed interna che Lane gira a vuoto, lasciando le basi piene in piena tradizione Astros di queste WS.

Dopo 7 inning i due lanciatori partenti scendono dal monte tra gli applausi, autori entrambi di prestazioni maiuscole: Garcia con 4 valide concesse, 3 BB e 7 strikeout, Backe con 5 valide, nessuna BB e lo stesso numero di K; inutile dire che il punteggio langue ancora sullo 0-0, ma la partita è comunque bellissima.

La parola spetta ai rilievi, nelle persone di Cliff Politte e Neil Cotts per gli ospiti e del closer Brad Lidge per i padroni di casa.

Dopo la maratona della notte precedente e visto l'equilibro di questa sfida la possibilità  di un altro epilogo agli extra-inning non è così remota, ma Chicago sente la meta vicina, vede l'obiettivo cercato da quasi un secolo a portata di mano, ed ha tutta l'intenzione di chiudere i conti il prima possibile.

Il primo battitore da affrontare per Lidge nell'ottavo dovrebbe essere Freddy Garcia, ma il partente di Chicago ha terminato la sua fatica ed allora tocca ad un pinch-hitter: Guillen stavolta non chiama l'eroe di Gara-3 Geoff Blum ma il rapido Willie Harris, altro battitore mancino ma più portato al contatto che alla potenza.

Guillen sa che dopo di lui ci sarà  un ottimo esecutore di bunt come Podsednik e va con la small-ball; Harris cerca la base-hit e la trova arrivando in prima come voleva il suo manager.

In battuta arriva Scott Podsednik, tutti aspettano il bunt e gli interni giocano in posizione “in”, ma il gioco è eseguito alla perfezione e Willie Harris può arrivare salvo in seconda.

C'è un corridore in posizione punto come i Sox volevano, e anche se il pinch-hitter Carl Everett non trova la valida dà  comunque il suo contributo spingendo con una rimbalzante verso la seconda il runner in terza.

Con due out non si può ricorrere alla sacrifice-fly e per completare l'opera Jermaine Dye ha bisogno della valida: altra, ennesima palla in mezzo al piatto lanciata da Lidge e l'ex esterno degli A's non ha difficoltà  a trovare il contatto che spedisce la pallina proprio nel buco tra seconda base e short-stop, e per Harris segnare il punto dell'1-0 è una formalità .

La storia si è ripetuta: gli Astros hanno avuto più di una chance per mettere punti sul tabellone ma per bravura degli avversari e per incapacità  di cogliere il momentum non ne hanno sfruttata alcuna; i Sox invece hanno trovato il modo per mettere insieme un paio di giocate decisive realizzando un punto che in una gara così tirata potrebbe anche essere quello vincente.

Non tutto però è perduto per Houston, perché già  nella parte bassa dell'ottavo inning la possibilità  di pareggiare si materializza sul diamante: il rilievo Cliff Politte colpisce Taveras e poi completa l'opera con un lancio pazzo che permette al corridore di avanzare in seconda; con un uomo in posizione punto Guillen chiama la base-ball intenzionale su Berkman sperando nel doppio gioco che chiuderebbe la ripresa.

Probabilmente condizionato dal desiderio di non innescare un double-play Ensberg arriva al piatto e cerca di evitare la grounder, producendosi però in una fly-ball che fa avanzare Taveras in terza ma aggiunge un out senza portare punti alla causa degli Astros.

Ennesima situazione di corridori agli angoli nella serie per Houston ed in battuta si presenta il pinch-hitter José Vizcaino per affrontare il lanciatore mancino Neil Cotts, subentrato nel frattempo a Politte.

Da questo momento comincia il “Juan Uribe defensive show”, perché quasi tutte le giocate decisive della partita sono opera dello shortstop dei White Sox: la soft-groundball che scaturisce dalla mazza rotta di Vizcaino è infatti addomesticata dall'interbase di Guillen che chiude l'inning senza permettere agli Astros di pareggiare.

Ma le imprese di Uribe non sono finite: nell'ultima ripresa il disperato tentativo di rimonta dei padroni di casa deve scontrarsi contro il muro di Bobby Jenks, closer dal braccio bionico di Chicago, che però concede subito una valida a Jason Lane.

Immediato il bunt per far avanzare il corridore in posizione punto e incredibilmente Houston ha ancora due possibilità  di spingere a casa il punto del pareggio con un singolo.

Juan Uribe però vuole rifarsi dei due errori difensivi commessi nella notte precedente e decide di chiudere con due gemme le World Series 2005: prima una presa incredibile tra i tifosi su un pop di Chris Burke in territorio di foul, poi la strepitosa corsa in avanti con recupero ed eliminazione millimetrica in prima sulla rimbalzante di Orlando Palmeiro.

I tifosi sugli spalti sono ammutoliti, increduli: neanche stavolta gli Astros sono riusciti a segnare, ed hanno battuto ogni record di runners left in scoring position”.

I tifosi di Chicago sono ammutoliti, increduli: dopo 88 anni il titolo torna nella Windy City, un'altra maledizione è stata rotta.

Con il punteggio di 1-0 i Chicago White Sox si aggiudicano Gara-4 e vincono con uno sweep le World Series 2005, seguendo in pieno le orme di un'altra franchigia storica che nella passata stagione aveva messo fine ad un'attesa secolare.

La “vendetta dei calzaturifici” è completa, due squadre storiche sono di nuovo vincenti: Red Sox e White Sox sono tornati nel gotha del baseball MLB.

Che il 2006 sia l'anno dei Chicago Cubs?

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