NJN-DET Gara4

Jason Kidd a terra dopo la distorsione che ha lasciato NJ col fiato sospeso

I New Jersey Nets spazzano via i Detroit Pistons (102-82) aggiudicandosi così il diritto di partecipare alla loro seconda finale NBA consecutiva.

Ieri sera alla Continetal Arena il cappotto che da giovedì scorso era sulle spalle dei Pistons, è stato abbottonato. Un 4-0 perentorio, che lascia aperta la striscia vincente nella postseason dei Nets, salita ora a quota 10, lanciando Kidd e compagni verso una finale, da sfavoriti, sì, ma dove sognare è ormai più che legittimo.

I Nets tornano alla finale, dove l'anno scorso avevano sfidato i Lakers perdendo 4-0, con una grande sete di rivincita, e con dieci giorni di pausa prima di andare a San Antinio o a Dallas.

"If we keep playing the way we have, we have a great chance of winning the championship this year and that is what it is all about" dichiara Byron Scott a fine gara, "Unlike last year, we're not just happy to get there. We feel we can win a championship with what we have right here.”

La scoppola ricevuta nella finale dell'anno scorso pare essere più uno stimolo che un timore. Sempre Scott ammette:

“Losing the way we did last year helped us all season long, all playoffs long, Our guys were hungry to get back. I really believe we were happy to be there. I saw the look on our guys' faces. They were looking at all the stars sitting in L.A. and I immediately knew we were going to be in a little bit of trouble.”

Gara 4 è stata sempre sotto il controllo dei padroni di casa, che pur non uccidendo il match durante i primi quarti con divari non recuperabili (il massimo vantaggio è nell'ultimo periodo, +25) mantengono salde le redini del gioco. Una iniezione di fiducia che come al solito ha lo stesso arteficie, Jason Kidd, miglior marcatore della serata con 26 punti, ai quali vanno aggiunti 12 rimbalzi, e 7 assist.

Possiamo tranquillamente sostenere che ieri sera l'unico momento di paura in casa Nets, è stato a 6'59" dalla sirena finale. Kidd, dopo aver catturato l'ennesimo rimbalzo, è atterrato sul piede di Ben Wallace, rimanendo a terra dolorante. La più classica delle distorsioni alla caviglia. Panico ovunque. Tutta la panchina Nets si è riversata in campo, la folla è rimasta in silenzio basita nella speranza non fosse nulla di grave. L'atmosfera di festa, in un attimo, diventava di agonia e di attesa.

Ma l'eroico Jasone senza perdere un secondo di gioco, si rialza. Scott chiama un minuto per accertarsi delle condizioni del suo play, e alla domanda "vuoi che Anthony Johnson ti dia il cambio", un secco "no" di risposta, riporta il sorriso su tutto l'East Rutherford.

Segnando 8 punti nel parziale di 13-1 che segue al suo infortunio, Kidd regala ai suoi Nets la seconda finale.

“It got my heart pumping faster,” dice Kidd “Once I knew I could stand up, I was all right. … I tried to keep my composure. I took some deep breaths, some Lamaze techniques. When I could stand up on my own, I knew I could continue. That was my one and only goal, to see if I could walk to the bench.”

Il meno preoccupato nella bagarre è stato Byron Scott, che si è detto semplicemente "nervoso", teso. Quasi fosse sicuro delle doti da leader del suo play, da capitano che non deve dare spazio al dolore

"I'm nervous. Our best player's on the floor,” confessa coach Byron Scott “But I also know he's one of our toughest players. He's going to be sore for the next three, four days. It's good this series is over. After he got hurt and came back, for some reason our guys had a lift. He came back in the game and the crowd went crazy, and the guys pretty much fed off that, and we went on an unbelievable run.”

Il tema tattico di questa gara 4, per i Pistons, era la transizione difensiva. “Get back on defense” è stato l'ordine impartito da coach Carlisle. Ma anche questa volta i fastbreak hanno avuto un bilancio decisivo e funesto per Detroit, 19-0 i punti in campo aperto per i Nets in questo match, 94-15 nella serie.

Non è bastato a Detroit trovare la prima serata della serie, oltre i 20 di Cliff Robinson, autore di ua sontuosa gara chiusa con 21 punti, 8/14 al tiro, in 41 minuti. Con Billups non nella miglior condizione (solo 6 punti in 34' per Chauncey), i Pistons hanno mostrato per l'ennesi volta tutte le loro difficoltà  nel mettere punti a tabellone, a tratti disarmante. Oltre a Robinson, soltanto Hamilton (20p, in 41')si è reso pericoloso con una certa continuità , per il resto"pochino, ma questa non è una novità .

Esce a testa alta anche Big Ben Wallace, guerriero anche i questa circostanza. Il terzo (oltre ai due citati sopra) ad andare in doppia cifra. Ed ovviamente è stata una doppia doppia (10 punti e 13 rimbalzi). A fine gara il miglior difensore delle ultime due staioni, con gli occhi lucidi per l'amarezza dell'eliminazione dichiara:

“No one wanted it to end like this, but we had a great run at it, If you're human, you are going to feel a little pain, But you get over it and it will make you stronger.”

La partita ha visto i Nets prevalere in 3 dei singoli parziali di quarto (il primo 28-23, il secondo 22-18, e il quarto 29-18) e pareggiarne uno (il terzo, 23-23). Ciò a dimostrazione che il risultato finale ha preso forma nei primi periodi, e ed è straripato nell'ultimo quarto. Ma New Jersey ha legittimato la sua supremazia controllando anche nel medio periodo la gara.

I Nets arrivano alla finale con Kenyon Martin in forma straordinaria (14 punti, 10 rb), pronto anche lui a vendicare lo smacco della passata stagione. Kmart a fine gara si rivolge a Kidd caricandosi:

“We're going back,” dice Martin mentre abbraccia Jasone a fine gara, “We're going back. We're not going to lose this year.” E aggiunge più tardi, “Jason and I are on the same page and that's what we need. We went to the Finals and got swept. That's not going to happen again.”

Anche coach Rick Carlisle a fine gara ammette la superiorità  dei Nets, soprattutto in questo frangente della stagione. Si complimenta con i suoi avversari, evidenziando il loro stato di forma ottimale, nonché l'importanza delle due sconfitte subite sul proprio campo:

“We just ran into a Nets team that is like a steamroller right now,” dichiara Carlisle, “Our undoing in this series was letting the first two games get away. We were in a position to win both, and Martin and Jason Kidd simply would not let them lose those games.”

Per i commenti e le valutazioni più approfondite aspettiamo anche noi un paio di giorni. Indubbio che la stagione Pistons sia stata largamente positiva, con Joe Dumars (miglior dirigente della lega in questa stagione) capacedi portare Billups, Okur, Prince e ovviamente il "culo" della seconda scelta al draft. Come detto nei prossimi giorni sarà  tempo di bilanci, e non ci tireremo indietro.

In casa Nets, arrivano dieci giorni di respiro. La parola d'ordine è crederci. Contro tutti i pronostici che senza ancora sapere se sarà  San Antonio o Dallas a raggiungere la finale danno già  ad ovest gli anelli del titolo.

Speriamo che la finale non sia il 4-0 già  visto l'anno passato. E francamente dopo questa serie di dieci vittorie in fila dei Nets, iniziamo a crederci anche noi"che non sia scontata?

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