NJN-MIL le pagelle

L'mvp della serie in una delle sue tipiche espressioni

A serie conclusa proviamo a dare i voti ai giocatori:

Milwaukee Bucks

Gary Payton 7: Ha stentato dalla linea dei tre punti dove ha realizzato solo un tiro su quattordici tentativi, ma alla fine è stato il miglior realizzatore della sua squadra con 18,7 punti ai quali ha aggiunto quasi 9 assist. Si è rivelato determinante in alcuni frangenti, difendendo alla grande su Kidd, ma era ovvio che un solo giocatore, seppur bravo, non potesse cambiare un' intera squadra dal punto di vista difensivo. Ha faticato molto in attacco nei quarti periodi, nei quali raramente ha messo a segno canestri decisivi. Partente.

Sam Cassell 6,5: Ha clamorosamente fallito la fatale (per i Bucks) gara 6, segnando 5 miseri punti con soli 4 tiri tentati dal campo; spesso alcune sue triple sono state decisive, ma il suo contributo nella serie è andato scemando e in generale non è sembrato molto determinato. A 33 anni potrebbe essere cominciato il suo declino. Probabile partente.

Tim Thomas 6,5: Dopo le polemiche con George Karl in gara 1 partendo dalla panchina ne ha messi 25, ininfluenti e tutti nel garbage time, riproposto in quintetto, ha dato continuità  al suo gioco, chiudendo con quasi 18 punti di media e 5 rimbalzi ,anche se in difesa ha sofferto tremendamente il maggior agonismo di Martin e Jefferson. Comunque le sue cifre sono salite nei playoffs e questo è un segnale positivo, dopo una stagione molto deludente. Eterna promessa.

Anthony Mason 3: Ridicolizzato da Martin, che gli è letteralmente saltato in testa nell'azione decisiva nella serie, in gara 3, non ha neanche l'umiltà  di rendersi conto che ormai è un giocatore finito, lamentandosi per il fatto di aver perso il posto da titolare; le sue cifre sono impietose: 3,8 punti e 3,3 rimbalzi, in ben 26 minuti d'impiego. Spompato.

Ervin Johnson 4: Il settore lunghi dei Bucks è francamente inguardabile e il quasi omonimo di Magic ne è la riprova: non gioca una gara decente dai playoffs del 2001, ai quali guarda ormai quasi con nostalgia, la sua presenza sul parquet quasi non si avverte. Ha giocato 76 minuti nella serie realizzando 6 punti e commettendo 20 falli. E' finito da due anni e ancora non se ne è accorto. Impalpabile.

Toni Kukoc 7,5: Il miglior giocatore dei suoi nella serie, anche lui ha una certa età , ma ha ancora un immenso talento e una profonda conoscenza del gioco che lo sorreggono. Decisivo nelle due vittorie dei Bucks ed è comunque stato il migliore dei suoi anche nelle sconfitte a parte gara 3, forse l'unica sua prestazione un po' sottotono. Probabilmente senza di lui la serie sarebbe finita 4-0. Campione.

Desmond Mason 6,5: Ha ingaggiato un duello tutto salti e balzi con Jefferson e non ne è uscito con le ossa rotte come i suoi compagni con Martin. Ha chiuso con 13,5 punti il 51% dal campo e 7 rimbalzi a partita (primo della squadra), cifre di tutto rispetto. Ora deve lavorare in estate per aggiungere altre frecce al suo arsenale offensivo, ancora un po' limitato. Futuribile.

Michael Redd 5: Sinceramente ci si aspettava qualcosa in più dal secondo sesto uomo dell'anno. Ha sicuramente sofferto l'emozione e la desuetudine a giocare partite così importanti (era all'esordio nei playoffs) e l'unica zampata l'ha messa nel supplementare di gara 4 con una tripla decisiva. Il fatto che gara 6 sia stata la sua miglior partita fa ben sperare i tifosi dei Bucks per il futuro. Acerbo.

Marcus Haislip s.v.: Partito in quintetto in gara 1 è stato travolto dallo spumeggiante avvio dei Nets e praticamente non ha più giocato nella serie (solo uno scampolo in gara 6). Ingiudicabile.

Joel Przybilla s.v. : Su di lui avevamo scommesso ad inizio serie che avrebbe commesso più falli che punti e così è stato ( ma tutti lunghi dei Bucks e cioè lui, Mason e Johnson hanno commesso 48 falli al cospetto di soli 31 punti!!!), ormai sono anni che nel Wisconsin attendono un segnale, un timido risveglio, ma non c'è niente da fare. Ectoplasma.

George Karl 4: Continua a mietere insuccessi a più non posso. E' arrivato ai playoffs dopo ben 82 partite di regular season senza avere la più pallida idea di quale quintetto opporre ai Nets, alla fine è partito con un rookie titolare che poi non ha più visto il campo. Non ha saputo dare stimoli ad una squadra che ne aveva immensamente bisogno. Tuttavia i Nets erano più forti e l'hanno dimostrato, ma le sue scelte e l'incapacità  di trovare un quintetto in tutte quelle partite lo mettono sulla graticola. Strapagato.

New Jersey Nets

Kenyon Martin 9: Mvp della serie, ha letteralmente distrutto i Bucks sotto canestro, mostrando una energia e una vitalità  impressionanti. Le cifre parlano chiaro: 22 punti e 10 rimbalzi a sera, con in più l'azione decisiva del rimbalzo in attacco di gara 3. Ha fallito solo gara 5, ma ha dimostro grande carattere in gara 6 con una super-prestazione da 30 punti e 9 rimbalzi. Maturato

Jason Kidd 9- : Il leader della squadra, non ha sofferto più di tanto il suo amico-rivale Gary Payton, prendendo il controllo assoluto della serie e costringendo i Bucks ad adeguarsi a lui fin da gara 1. Ha fatto intendere di non essere disturbato dalle continue voci che lo vogliono in partenza e di sapersi assumere le sue responsabilità . Ha sbagliato due tiri allo scadere, non facilissimi, che gli sarebbero valsi la perfezione. Comunque ha chiuso con l'ennesima tripla doppia in una fantastica (per lui e per tutti i Nets) gara 6. Condottiero.

Richard Jefferson 7,5: Dopo un inizio un po' titubante (10 punti e 3 rimbalzi di media nelle prime tre gare della serie) si è ripreso alla grande ( 21+9 nelle ultime tre) con la ciliegina sulla torta costituita da gara 5, in cui ha catturato ben 16 rimbalzi. Per essere un secondo anno è già  un gran bel giocatore, ma ha sicuramente enormi margini di miglioramento. Atleta.

Kerry Kittles 6,5: Ha spento e acceso molto durante questo primo turno, ma nel momento clou della serie e cioè nel quarto periodo di gara 5 con le squadre in parità  e sul 2-2 nella serie, ha realizzato tre triple fondamentali. Le sue pause però fanno preoccupare i Nets per il futuro dei playoffs. Sornione.

Jason Collins 5+ : Dopo l'ottima gara1 da 13 punti e 12 rimbalzi è praticamente scomparso giocando poi contro nessuno. Ha preso i suoi 7 rimbalzi a partita, ma non è stato assolutamente un fattore come poteva e doveva essere, considerate le carenze dell'altra squadra nel suo ruolo. Delusione.

Rodney Rogers 6– : Sufficienza striminzita e per un solo motivo: quel tiro di gara 3 che ha cambiato l'inerzia della serie e l'ha probabilmente decisa. Per il resto ha giocato molto male con pessime percentuali (37 dal campo e 28 da tre). I Nets sperano che non voglia campare di rendita per tutti i playoff. Sonnolento.

Aaron Williams 7: Sempre molto valido il suo contributo partendo dalla panchina. Alla fine ha giocato meno di Collins (17 minuti contro 26), ma ha avuto cifre migliori. Gregario.

Lucious Harris 7 : Una garanzia, così come Williams partendo dal pino, 10 punti di media e la consueta solidità  sui due lati del campo. Certezza.

Anthony Johnson s.v. Con Kidd in campo per 42 minuti a sera per lui c'è stato davvero poco spazio. Ingiudicabile.

Dikembe Mutombo s.v. : Byron Scott lo ha relegato in panchina, facendogli chiaramente capire di non aver gradito le sue dichiarazioni polemiche. Ora sta aspettando il suo turno che potrebbe anche arrivare a sorpresa più in là  nei playoff. Polemico.

Byron Scott 7: La squadra sembrava un po' giù di tono alla fine della regular season, ma si è presentata al via dei playoff in gran forma. Ha messo a tacere le polemiche di Mutombo esiliandolo in panchina e per ora ha avuto ragione lui. Sottovalutato.

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