Se la ride Michael Jordan, al suo ritorno allo United Center c'era il tutto esaurito solo per lui
31-12-2002
Portland at Chicago 87-102
Remake della finale del 1992, quella della sfida tra Jordan e Drexler, ma la cosa a Chicago sembra ormai lontana anni luce, i Blazers di questi tempi comunque vincono molto spesso nonostante uno spogliatoio che definire instabile è un'utopia e che annovera tra i suoi frequentatori qualche ragazzo con pendenze giudiziarie.
Quintetto dei Bulls con Williams, Hassell, Rose, Marshall e Chandler, e mentre tutti i 16000 e oltre spettatori si aspettavano una sonora sconfitta, ecco i Bulls che non ti aspetti, che giocano un primo quarto perfetto con un Chandler da 27 punti e 18 rimbalzi che fa domandare a molti come mai questo non succede tutte le sere.
Rose come sempre mette su i punti che servono che alla fine sono 32, Jay Williams gioca di regia lasciando perdere per una volta il tiro, e alla fine ne esce fuori una vittoria molto convincente anche perchè per una volta le cose in difesa sono funzionate bene.
2-1-2003
Washington at Chicago 107-82
Signori la storia! Michael Jordan torna allo United Center che in fase di presentazione gli tributa due minuti e otto secondi di applausi, interrotti solo dallo speaker che inizia ad annunciare il quintetto dei Bulls. Come spesso succede quest'anno i Bulls fanno seguire ad una prestazione convincente una sconcertante e la vittoria contro i Blazers dell'ultimo giorno del 2002 è presto dimenticata.
I Bulls schierati in quintetto con Williams, Hassell, Rose, Marshall e Chandler, giocano anzi non giocano per tre quarti, nei quali Washington fa quello che vuole, senza peraltro chiedere gli straordinari ad un emozionatissimo Jordan.
Si chiude nel quarto periodo con i 23049 spettatori (tutto esaurito) dello United Center con con Jordan in panchina intonano tutti insieme “We want Mike”, con le telecamere che inquadrano un Jerry Krause quantomeno perplesso. La sconfitta più dolorosa della stagione, con ovviamente un seguito di polemiche infinito, di quelle polemiche che gli americani sono bravissimi a creare e maestri nel subire.
L'esempio di tutto ciò è l'armadietto di Jay Williams che sarebbe quello che era di Jordan e che nessuno aveva mai toccato in seguito, con la dissolvenza incrociata delle due immagini con le ovvie conseguenze sulla pelle dell'ex Duke.
4-1-2003
Cleveland at Chicago 79-85
I Bulls reuci dalla sciagurata serata contro MJ hanno la ghiotta occasione di tornare al successo contro i deliritti Cavaliers di questi tempi, e nonostante qualche patema di troppo nel finale non se la fanno sfuggire. Quintetto solito, con Williams, Hassell, Rose, Marshall e Chandler, i Bulls vanno forte dominando i primi due quarti in maniera convincente, poi complice un eccessivo rilassamente Cleveland torna sotto nel quarto ma ormai è tardi e i Bulls vincono di sei punti.
Buona prestazione di squadra, senza acuti aiutati anche da uno scandaloso 34% al tiro di cui si rendono protagonisti i Cavs con un Davis in serato storta. Unica nota l'infortunio di Jay Williams che gioca solo 4 minuti e la grande chanche che Crawford non sfrutta.
6-1-2003
Utah at Chicago 98-113
Altro passaggio con la storia per i Bulls, con il remake delle finali del 97 e del 98, manca Jay Williams per l'infortunio di due sere fa, sostituito in quintetto da Crawford, quintetto con Hassell, Rose, Marshall e Chandler, ma ancora una volta come succede quest'anno la spinta decisiva arriva dalla panchina con i 28 punti di Marcus Fizer che mette non poco in difficoltà Karl Malone.
Partita in equilibrio per i primi due quarti, poi i Bulls nel terzo mettono la freccia e chiudono di fatto la gara, giocando però in maniera tecnica quantomeno dubbia, praticamente sempre seza un centro di ruolo, visto il ritorno sulla terra di Chandler dopo le prestazioni contro Portland, lo ormai cronico scarso utilizzo di Curry e i soli 7 minuti di Blount. Vittoria importante contro una squadra in gran salute, che aiuta non poco a dimenticare la disavventura contro Washington.
8-1-2003
Chicago at Washington 98-101
Ancora MJ e ancora lacrime per i Bulls, questa volta si gioca al MCI Center, i Bulls reagiscono con l'orgoglio e dominano i primi due quarti, poi una volta usciti dagli spogliatoi dopo l'intervallo qualcosa si blocca con un terzo quarto da incubo con un parziale da 36-14, quando si aproni gli occhi la vittoria è ormai lontana.
C'è il rientro di Jay Williams che rientra in quintetto con Hassell, Rose, Marshall e Chandler, Williams, ancora claudicante stecca clamorosamente la partita tant'è che Crawford gioca più di lui, in attacco seratuccia per Rose con sole 10 punti, bene invece Marshall almeno in attacco con 24 punti e per una volta anche Eddy Curry con 15 punti in soli 16 minuti, ma i 18 punti e 11 rimbalzi di Christian Leattner sono purtroppo molto indicativi sulla consistenza del reparto sottocanestro degli attuali Bulls.
Note: innanzitutto la situazione di Eddy Curry, arrivato ormai a contestare il coach per il suo scarso utilizzo, che a suo parere è dovuto solo a questione personali tra lui e il coach. Qualcuno ha parlato di mercato ma la verità è che nel chaos dei Bulls lui Chandler e Williams sono gli unici incedibili, quindi la sua permanenza in fondo alla panchina potrebbe essere più lunga del previsto anche se la cosa ha obbiettivamente poco senso.
Nonostante le ottime prestazioni Marcus Fizer è ancora sempre più sul mercato e non è un mistero che Krause da la sua eventuale cessione insieme a quella di Crawford spera di fare il colpo gobbo, ma per ora di contropartite valide non ce ne sono in vista; anche Jalen Rose di fatto è sul mercato.
In occasione della gara contro i Cleveland Cavaliers si è tornati a parlare di uno scambio un attimino più reale, ovvero Miles ai Bulls in cambio di Jamal Crawford e la prima scelta dei Bulls protetta in caso che fosse la numero 1. Se ne parla da tempo e la cosa non è impossibile, ma difficilmente andrà in porto prima della trade line di febbraio, è però sempre più evidente che nel caso Cleveland fosse baciata dalla fortuna sotto forma di pick n°1, uno tra Miles e Davis farà le valige per far posto a LeBRon James, e i Bulls sono quindi in attesa, con ottimi rapporti conl'ex John Paxons.