Ottava negativa per i Celtics

Non è stata la settimana migliore per il Dynamic Duo

Boston Celtics @ Cleveland Cavaliers 89-82
Boston Celtics @ New Jersey Nets 81-117
Boston Celtics @ Miami Heat 70-90

La serie positiva è durata ben 6 settimane, con la settima chiusa in parità , ed ora è arrivata la settimana negativa.

Ovviamente non era pensabile che Boston potesse terminare la stagione con questo ritmo, e già  la settimana scorsa lamentavo il fatto che la squadra non stava rendendo come auspicato.

Il problema, quindi, non sta nel fatto di subire un bilancio negativo, ma nel modo in cui è arrivato.

Generalmente in questa rubrica si commentano le vicende della franchigia del Massachussetts senza entrare troppo nello specifico delle singole partite. Questa volta, invece, è opportuno analizzare la presente settimana avvenimento dopo avvenimento per vedere cos'è successo, i motivi che lo hanno prodotto, le presunte ripercussioni future e le possibili soluzioni.

Già  le prime avvisaglie di un'ottava negativa si sono avute nella partita contro Cleveland, dove, dopo un buon inizio, i Cavs hanno progressivamente recuperato e poi sono passati in vantaggio. Tutti sanno che la franchigia dell'Ohio non è molto desiderosa di vincere molte partite quest'anno, quindi già  il fatto di farsi recuperare e passare in svantaggio è un forte campanello d'allarme, se poi ci mettiamo anche l'accenno di rissa "

Era l'inizio dell'ultimo quarto, Boston è sotto di 10 e Paul Pierce cerca di caricarsi la squadra sulle spalle a recuperare lo svantaggio. Esegue una bella entrata con canestro connesso, quindi cerca di replicare passando la difesa di Ilgauskas. Il centro lituano, però, lo ferma in modo molto falloso, ma gli arbitri non chiamano fallo tecnico. Pierce, sentendosi defraudato, cerca di farsi giustizia da solo spingendo Ilgauskas, il quale accenna ad una reazione. Subito i due giocatori vengono separati, ma l'espulsione è automatica per entrambi.

Dopo questo fatto i Celtics, desiderosi di seguire la strada segnata da Double-P nell'intento di recuperare il divario, hanno uno scatto d'orgoglio e terminano il quarto con un bilancio positivo di 26 a 9 con vittoria annessa. Coach Jim O'Brien ha commentato questo quarto come "fenomenale".

Nel dopo-gara Pierce ammette che "i Celtics erano meglio senza di me", omettendo che la forza per recuperare l'hanno avuta proprio per quel suo gesto, che ricorda molto i falli duri e la voglia di non farsi sottomettere da nessuno durante i bei tempi di Larry Bird.

Oscar Wilde ha detto e fatto tante cose giuste e sbagliate nella sua vita, ma una delle sue frasi migliori è stata: "i bei tempi andati sono belli proprio perché sono andati". Evitiamo di tornare nell'amarcord e faccio notare che nel gesto di Pierce c'era qualcosa di più di una forte voglia di vincere, e purtroppo si è rivelata negativa.

Motivazioni ufficiali od ufficiose non ne sono trapelate, Pierce ha avuto modo di dire che "sono solo due brutte gare, è tutto", ma si possono definire solo 'brutte' due gare con percentuali dal campo di 32 e 27%? Con Miami che quasi doppia Boston in rimbalzi? Avere una media di assist di 9,5 quando finora quest'anno si è ottenuta un discreta media di 19? Una media di soli 75 punti a partita? Non parliamo delle percentuali da tre punti.

Farsi ridicolizzare nel New Jersey il giorno di Natale con 36 punti di scarto e poi segnare con la più bassa percentuale dal campo da un anno a questa parte, per assurdo, non è la cosa più grave: quello che desta qualche preoccupazione è che non si può salvare nessuno. Nessuno ha cercato di emergere dagli altri, nessuno che abbia cercato di risollevare le sorti della partita. L'unico degno di nota è Eric Williams contro Miami, ma sappiamo che lui solo non è in grado di portare la squadra alla vittoria, e comunque ha segnato solo 11 punti.

Stando alle parole di Pierce, non c'è da preoccuparsi, e giustamente la stagione e lunga ed un calo è fisiologico. La preoccupazione per il futuro è che nessuno è salvabile da queste sconfitte, quindi la squadra è affossata assieme, ed assieme si dovrà  risollevare.

L'NBA, per la frenesia delle partite che si succedono in sequenza, non ti fa godere appieno dei buoni risultati ottenuti, ma ha anche il vantaggio che ti permette di dimenticare in fretta le delusioni. In assenza di ulteriori elementi, è auspicabile che questa 'medicina' sia sufficiente per curare un malato che ha qualche linea di febbre. Riuscirà  a guarire in fretta?

Lo si potrà  vedere già  la settimana prossima, quando sono in programma tre gare:
sabato ad Orlando;
martedì a Boston contro Memphis;
venerdì a Boston contro Portland.

Sabato si conclude la mini-serie di trasferte ad est, poi si torna a casa dove si potrà  ritrovare il calore del pubblico amico. Orlando, che fatica a tenere il record sopra il 50% di vittorie, e Memphis, con un record molto basso, sono dei clienti facili, ma la situazione all'interno dei Celtics fa sì che nessuna partita può considerarsi facile.

Se Boston riuscirà  a trovare le giuste motivazioni nelle due partite citate, potrà  affrontare con la dovuta e ritrovata carica Portland, che attualmente non ha un bilancio vittorie-sconfitte esaltante, ma è un cliente difficile per tutti.

La classifica mostra qualche piccolo segnale di cedimento da parte di New Orleans, che attualmente ha un record di .600, ma bisogna tener conto che la squadra viene da una lunga trasferta ad ovest di ben 7 partite, vedremo se riuscirà  a risollevarsi oppure fare la fine di Orlando, che è scesa sui .500 e non dà  segnali di risalita.

In questa classifica, Boston si posiziona al limite inferiore del gruppo di testa; un bilancio positivo la prossima settimana può farla rimanere saldamente in questo importante gruppo.

A risentirci l'anno prossimo, visto che il prossimo report avrà  come data il 2003.

Colgo l'occasione per augurare a tutti i lettori un ottimo anno nuovo.

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