Prima della MLS: St. Louis

L'olandese Al Trost dei St. Louis Stars contro Pelé nel 1977

Negli ultimi anni, tra le ipotesi di nuove expansion franchises per la MLS, era spuntato più volte il nome della città  del Missouri, ipotesi naufragata quasi subito perchè non supportata dai grandi sponsor, nonostante un avvocato locale a capo della cordata che in teoria avrebbe dovuto trovarli abbia fatto di tutto per avere partner economici disposti a sobbarcarsi il peso economico dell'expansion fee di circa quaranta milioni di dollari, oltre quello più oneroso della costruzione di un soccer specific stadium, requisito oramai fondamentale se si vuole militare nella massima serie americana.

Si era poi ipotizzato che magari, sfumato il sogno di una nuova franchigia MLS nella città  del sempreverde rocker nero Chuck Berry, almeno per i primi anni questa sedicente cordata avrebbe potuto impiantare un nuovo sodalizio nella meno prestigiosa USL, in attesa di trovare poi i fondi necessari per poi fare il grande salto nella massima serie come hanno fatto i Seattle Sounders e come si accingono a fare nel prossimo biennio Vancouver Whitecaps e Portland Timbers. Sembrava che non ci fosse nulla da fare, e che la città  di St Louis dovesse accontentarsi della presenza dei St Louis Lions, fondati nel 2006 e militanti in PDL, una sorta di serie C/2 a stelle e strisce fatte le debite proprozioni, e del sodalizio indoor St Louis Illusion, sceso per la prima volta in campo per la stagione P.A.S.L., (lega indoor che da un solo anno ha ottenuto lo status di lega pro) 2009/10.

Un po poco per una città  che fin dai primi del '900 è stata una delle aree più fertili per il soccer usa, tanto da meritare la definizione di "hotbed of soccer", vale a dire il focolaio del soccer. Nel 1967, l'anno dell'inizio dell'era moderna del soccer Usa, la città  di St Louis annovera un sodalizio nella lega pro N.P.S.L. chiamato St Louis Stars. Robert Hermann, oltre che essere a capo della lega non sanzionata da U.S.F.A. e F.I.F.A., è il presidente di questo sodalizio, al tempo composto in maggioranza da giocatori provenienti dall'est Europa, come il portiere Branco Topalovic, proveniente dall'allora Jugoslavia così come l'attaccante Bora Kostic, il centrocampista Dragan "Don" Popovic e il difensore Milonja Kalicanin,così come slavo è anche l'allenatore George Mihaljević. Altro contingente etnico ben rappresentato è quello polacco, con l'attaccante Norbert Pogrzeba, il centrocampista Kazimierz Frankiewicz e il difensore Joe Puls. Gli attaccanti Eric Hahn e Rudolph Kolbl assieme al difensore Joe Fuhrmann provengono dalla Germania. Una nota di colore è data dal portiere brasiliano Miguel DeLima, che totalizza sedici presenze, mentre gli unici americani di cui si hanno notizie sono l'attaccante Carl Gentile, quattordici presenze e un goal per lui, e il centrocampista Pat McBride. Ben ventimila persone accorrono all'esordio delle stelle di St Louis, e con 7.613 spettatori la capitale del Missouri detiene lo scettro di squadra col maggior seguito della lega.

Il primo campionato per St Louis è tutto sommato buono, con quattordici vittorie, sette pareggi ed undici sconfitte. Il secondo posto nella Western Division però non basta a conseguire i play-off. Rudi Kolbl coi suoi 14 goal ed 8 assist è terzo in classifica cannonieri, bene anche Norbert Pogrzeba, 11 centri e 6 assist per lui. Il 1968 vede l'unificazione delle leghe rivali N.P.S.L. ed U.S.A., con la conseguente nascita della N.A.S.L., ed i St Louis Stars, ora sotto la direzione tecnica del tedesco Rudi Gutendorf vengono assegnati alla Gulf Division.

Tra le facce nuove che popolano la rosa delle stelle di St Louis restano agli onori delle cronache i portieri Gernot Fraydl, proveniente dall'Austria e lo slavo Blagoje Vidinic, il difensore russo naturalizzato americano Nickolas Krat, il centrocampista tedesco Wilhelm Wrenger, il difensore polacco Waldemar Kaszubski, così come difensore è lo slavo Milenko Rus e gli attaccanti brasiliani, invero non di grande aiuto alla squadra Hipolito Chilinque ed Ely Durante, quest'ultimo non nuovo negli Usa. Nemmeno gli attaccanti Kay-Arne Wiestal, questi proveniente dalla Svezia, e l'anglo-cinese Cheung Chi-Doy riusciranno a dar peso all'attacco di St Louis che disputa un campionato mediocre che si conclude al terzo posto della Gulf Division con dodici vittorie, sei pareggi e quattordici sconfitte, con conseguente diminuzione degli spettatori che scendono a 5388.

Tra gli americani, Carl Gentile totalizza ventisei presenze, il centrocampista Edward Clear scende in campo undici volte, Pat McBride si conferma perno del centrocampo, Jack Kinealy mette insieme dodici presenze e Donald Ceresia sette. Kazimierz Frankiewicz con le sue 16 reti e 7 assist è l'unico giocatore di St Louis a comparire in classifica marcatori ed essere convocato nella selezione All Stars.

Da ricordare l'amichevole contro il Santos di Pélé disputatasi il 30 Giugno del 1968 con la vittoria dei brasiliani per 3 reti a 2 davanti a circa ventimila spettatori. I St Louis Stars sono uno dei cinque club sopravvissuti ai fallimenti a catena avvenuti dopo la stagione NASL 1968, e dopo aver traslocato al piccolo Francis Field, di proprietà  di un college locale, partecipano alla prima NASL International Cup prendendo in prestito gli scozzesi del Kilmarnock che con due vittorie, un pareggio e cinque sconfitte terminano la competizione all'ultimo posto.

Il campionato vero e proprio, con la squadra affidata all'americano Bob Kehoe non sarà  di molto migliore, peggio solo di Baltimora,(sia in campo che sugli spalti) con tre sole vittorie, due pareggi ed undici sconfitte. La media spettatori, scende ulteriormente a 2274. Ma la compagine dei St Louis Stars del 1969 viene ricordata perchè è la squadra con più giocatori americani in assoluto, molti provenienti da college e squadre amatoriali locali, ad esclusione del portiere brasiliano Miguel De Lima, la bandiera locale Kazimierz Frankiewicz, assieme al connazionale Joe Puls e lo slavo Dragan "Don" Popovic. Con 7 reti ed 1 assist Tom Ferguson è presente in classifica marcatori e Joe Puls è convocato nella selezione All Stars.

Nel 1970 la squadra poco cambia rispetto all'anno precedente, con la sola aggiunta del difensore slavo Milonja Kalicanin, del messicano Jose Gonzales anche lui difensore, mentre tra gli americani vanno ricordati oltre il solito Pat McBride, presente in classifica marcatori con 9 reti ed 1 assist, ii difensore Gary Rensing e Steve Frank, oltre all'attaccante Jim Leeker, che grazie ai suoi cinque goal stagionali verrà  insignito del premio di "rookie of the year", unica nota positiva di un campionato ancora una volta da dimenticare terminato sul fondo della Northen Division con appena cinque vittorie, due pareggi e diciassette sconfitte. Gli spettatori aumentano raggiungendo la comunque esigua quota di 2.745 paganti.

La seconda NASL International Cup vede St Louis perdere per 2-1 contro i portoghesi del Varzim e per 4-2 contro i tedeschi dell'ovest dell'Herta Berlino, vincere contro i modesti israeliani dell'Hapoel Petah Tikvah per 2-1 ed ottenere lo stesso risultato contro gli inglesi del Coventry City. Nel 1971 la squadra torna a giocare al Busch Memorial Stadium e viene affidata alla direzione tecnica del tandem George Meyer – Kazimierz Frankiewicz che diventa così giocatore/allenatore.

La squadra non subisce grandi mutamenti salvo un ulteriore avvicendamento tra i pali con l'arrivo del portiere tedesco naturalizzato americano Orest Banach, ma anche l'americano Joe Right riuscirà  a totalizzare cinque presenze. In attacco svetta Willy Roy americano nato in Germania presente nell'ambiente del soccer Usa fin dal 1964, e tra le facce nuove si nota la presenza del difensore Ed Neusel e dell'attaccante Gene Geimer. Nonostante l'arrivo di Willy Roy i St Louis Stars disputano un'altro campionato fallimentare, terminato ancora una volta sul basamento della Southern Division con sei vittorie, cinque pareggi e tredici sconfitte, la presenza sugli spalti comunque aumenta fino a toccare le 3579 presenze. Con i suoi 14 goal e 5 assist Kazimierz Frankiewicz è l'attaccante più prolifico della squadra, bene anche Pat McBride con 7 reti e 4 assist e Larry Hausmann con 5 reti e 4 assist. Il centrocampista Dragan Popovic viene convocato nella selezione All Stars.

Nel 1972 la stagione viene ridotta a sole quattrodici partite, e i St Louis Stars vedono approdare nei loro ranghi i difensori inglesi Wilf Tranter e John Sewell mentre Kazimierz Frankiewicz assume totalmente la direzione tecnica. La squadra sembra trarre giovamento dalla cura Frankiewicz e con sette vittorie, tre pareggi e quattro sconfitte conquista il primo posto della Southern Division. I play-off vedono St Louis avere la meglio per 2-0 sui Rochester Lancers di Carlos Metidieri, e la finale viene giocata a New York all' Hosfra Stadium contro i New York Cosmos, ancora lontani dall'essere la squadra di stelle conosciuta in tutto il mondo. St Louis si porta in vantaggio grazie ad una rete del giocatore-allenatore Kazimierz "Casey" Frankiewicz, e il pareggio di Randy Horton riequilibra la partita, ma con quattro minuti rimasti da giocare, Josef Jelinek (su rigore) regala la vittoria ai Cosmos davanti ai 6102 spettatori accorsi a supporto della squadra cittadina, che assistono così alla vittoria del primo titolo dei Cosmos, ancora lontani dall'essere la squadra stellare che diventeranno solo cinque anni dopo. St Louis si consola in parte con il premio di "coach of the year" dato a Kazimierz "Casey" Frankiewicz e quello di "rookie of the year" assegnato al portiere Mike Winter. Willy Roy è presente in classifica marcatori con 7 reti e 2 assist, mentre John Sewell e Pat McBride figurano nella selezione All Stars. La media spettatori cresce fino a toccare le 7773 presenze.

Nel 1973 Wilf Tranter lascia St Louis, arrivano i difensori John Carenza e Buzz Demling, l'attaccante Dennis Vaninger e i centrocampisti Tom Howe e Al Trost, tutti rigorosamente americani in linea con la politica adottata dal team di valorizzare i talenti nazionali invece che ripiegare, come molte squadre del tempo facevano, su giocatori britannici avanti negli anni o presi in prestito dalle divisioni inferiori inglesi. Con sette vittorie, cinque pareggi e sette sconfitte i St Louis Stars finiscono il campionato al secondo posto della Southern Division mancando così l'accesso ai play-off. Gli spettatori al seguito registrano una flessione calando così a 6.337 paganti. A parziale consolazione restano la vittoria per 3-1 contro i messicani del Veracruz, e le 10 reti e 5 assist di Gene Geimer, oltre i 7 centri e 3 assist di Willy Roy. Il centrocampista ghanese Yeo Kankam riesce a ritagliarsi nove presenze e segnare una rete, ma al termine della stagione lascia St Louis assieme ai polacchi Joe Puls e Kazimierz "Casey" Frankiewicz e Willy Roy, lasciando così l'inglese John Sewell unico straniero in mezzo ad una squadra composita interamente da cittadini americani.

Sewell assume la direzione tecnica della squadra come il suo predecessore, e ne resterà  alla guida fino alla fine del sodalizio avvenuta subito dopo la stagione 1977. Torna all'ovile il portiere Dave Jokerst tralaltro nativo proprio di St Louis, anche se collezionerà  una sola presenza. Altri volti nuovi, anche se non tutti lasceranno un segno sono i difensori Bob Matteson e John Garland, il centrocampista Bob O'Leary e gli attaccanti Denny Hadican, Mike Seerey e Jim Bokern. Rimane agli onori della cronaca la partita contro i Dallas Tornado, quando, per protesta verso la politica adottata da gran parte dei team della NASL di importare calciatori stranieri invece di valorizzare i talenti locali, i giocatori dei St Louis Stars si presentarono in campo ognuno con una piccola bandiera americana da consegnare ai propri avversari. Tutto questo patriottismo però non sarà  utile alla squadra del Missouri, che ancora una volta non raggiunge i play off totalizzando quattro vittorie, un pareggio e quindici sconfitte. Il pubblico, nonostante l'ennesima annata balorda premia i propri beniamini con 7.374 presenze al Busch Memorial Stadium. Dennis Vaninger mette assieme 6 reti e 6, assist, Al Trost totalizza 5 reti e 4 assist mentre Jim Bokern porta a casa 4 reti e 6 assist.

La stagione 1975 vede i St Louis Stars tornare al piccolo Francis Field e alcuni nuovi arrivi dall'Inghilterra voluti da Sewell, vale a dire il portiere Peter Bonetti, il difensore anglo-keniota Roger Verdi, l'attaccante John Hawley e il centrocampista Dennis Burnett. Finalmente la squadra sembra essere competitiva, e conquista il primo posto della Central Division con 13 vittorie e 9 sconfitte (il pareggio era stato abolito per privilegiare il gioco offensivo). Il piccolo Francis Field registra il tutto esaurito con 6-071 spettatori mediamente presenti alle partite casalinghe dei loro beniamini. Durante i play-off, St Louis si impone di misura sui campioni uscenti Los Angeles Aztecs, ma nelle semifinali saranno i Portland Timbers a trazione britannica a prevalere sui St Louis Stars per 2-1. John Hawley va a segno per 11 volte e colleziona 2 assist, bene anche Al Trost con 6 reti e 2 assist. Peter Bonetti è convocato nella selezione All Stars. Bonetti lascia St Louis dopo un solo anno, ma è un altro inglese, Len Bond a dividersi la porta col nativo Dave Jokerst, mentre la colonia britannica cresce di numero con gli arrivi dell'irlandese Carl Humphreys, invero non molto incisivo, e dell'inglese Keith Fear, nemmeno lui di grande peso per l'attacco delle stelle di St Louis. Sewell abbbandona il calcio giocato ma rimane alla direzione tecnica della squadra. Tra gli americani vediamo gli arrivi dell'attaccante Bruce Hudson, del difensore Joe Clarke e del centrocampista Mark Dorsey.

Quell'annata sarà  un'annata maledetta perchè l'attaccacco di St Louis risulterà  avere le polveri bagnate e per questa ragione la squadra finisce sul basamento della propria divisione con appena cinque vittorie e ben diciannove sconfitte, ma il pubblico premia ancora la propria squadra arrivando a riempire ancora di più il piccolo e scalcinato Francis Field con 6.150 spettatori mediamente presenti ad assistere alle sfortunate gesta del loro club.

Il 1977 vede tra i partenti Len Bond, al quale, per l'omonimia del cognome con il popolare agente segreto del cinema era stato affibbiato il numero 007, l'irlandese Carl Humphreys, gli inglesi John Hawley e Keith Fear, che vengono sostituiti dai connazionali Peter Bennet, Fred Binney, il portiere John Jackson, Ray Evans,Peter Wall e l'irlandese Terry Daly, ma nonostante la copiosa linfa britannica a rinforzare i ranghi dei St Louis Stars e la dipartita della bandiera Pat McBride, il piano di valorizzazione dei talenti locali non si ferma. Assieme al nocciolo duro formato da Al Trost, Gary Rensing, Bob O'Leary, Bob Matteson, Joe Clarke e Dave Jokerst, si aggiungono l'attaccante Steve Cacciatore, che purtroppo non farà  molta strada, il difensore Steve Buckley, il centrocampista John Stremlau e l'attaccante Steve Moyers che negli anni a venire si guadagnerà  un posto di riguardo nei New York Cosmos.

I nuovi acquisti sembrano ridare vigore alla squadra di St Louis, che con dodici vittorie e quattordici sconfitte si piazza al secondo posto della Northern Division, premiati da un pubblico di 9794 paganti. I play-off però finiscono al primo turno per via di una sconfitta di misura maturata gli shoot-out ad opera dei Rochester Lancers. John Jackson è terzo nella classifica riservata agli estremi difensori, mentre Fred Binney, con le sue 9 reti e 2 assist è capocannoniere sociale. Purtroppo per la città  di St Louis però, la proprietà , davanti ai costi sempre più ingenti del parco giocatori ed impossibilitata a sposarsi nel più grande Busch Memorial Stadium decide di abbandonare il Missouri ed il piano di valorizzazione dei talenti locali che a dire il vero salvo alcuni casi non aveva portato a grandi exploit di classifica nè di pubblico, e decide di rilocarsi in California dove prende il nome di California Surf. I St Louis Stars sono comunque stati i precursori di una politica che se fosse stata seguita in seguito forse non avrebbe fatto fallire la NASL, ma la loro colpa, se così si può definire, è stata quella di farlo troppo presto, quando in effetti gli americani erano troppo modesti per poter esprimere un gioco sufficentemente di livello, e se si pensa che ancora al giorno d'oggi si accusano i college di non sfornare giocatori abbastanza preparati per poter giocare con continuità  in MLS, queste lacune al tempo dovevano essere ancora maggiori.

Ai St Louis Stars resta comunque per questo un posto d'onore nella storia del soccer Usa. Ma non c'è tempo per vivere di ricordi per la capitale del Missouri perchè pochi anni dopo la scomparsa dei St Louis Stars arriva un altra franchigia, sebbene questa volta indoor, a scaldare i cuori degli appassionati del soccer locali. Si tratta dei St Louis Steamers, di proprietà  di Ben Kenner & Partnership. I neonati battelli a vapore di St Louis prendono casa alla St Louis Arena e vengono assegnati alla Central Division della M.I.S.L.

La panchina è affidata alla vecchia conoscenza Pat McBride, ma la prina annata degli Steamers sarà  alquanto mediocre, con conclusione al penultimo posto della propria division in virtù di dodici vittorie e venti sconfitte. Manny Cuenca è l'unico giocatore a comparire in classifica marcatori con 27 goal e 20 assist. Nonostante il mediocre piazzamento McBride è nominato, a pari merito con Len Bilous, allenatore di Pittsburgh, "coach of the year". Altri giocatori da ricordare sono il difensore Steve Pecher che aveva prestato i suoi servigi alla franchigia N.A.S.L. dei Dallas Tornado, il portiere slavo naturalizzato americano Slobo Ilijevski che dinventerà  negli anni a venire un giocatore bandiera, l'attaccante Dan Counce, presente nel panorama del soccer professionista fin dal 1974, e Tom Galati, già  di Philadelphia Atoms e Las Vegas Quicksilver.

La stagione 1980-81 è di gran lunga migliore, con gli Steamers saldamente al comando della Central Division con venticinque vittorie e quindici sconfitte, conquistando così i play-off dove hanno ragione al primo turno dei Buffalo Stallions per 6-4 e 6-5. Successivamente sono i Wichita Wings che pagano pegno ai battelli a vapore di St Louis soccombendo nello scontro a partita unica per 8-7. Gli Steamers volano così in finale dove però sono i New York Arrows a portare a casa il titolo prevalendo su St Louis per 6-5. Don Ebert è capocannoniere sociale con 46 reti e 19 assist e viene anche insignito del premio di "rookie of the year", mentre Steve Pecher e Tony Glavin sono convocati nella selezione All Stars. Il campionato 1981-82, oltre il camio della direzione tecnica, che vede Al Trost, già  bandiera dei St Louis Stars subentrare a Pat McBride, vede gli Steamers ancora al comando della Western Division con ventotto vittorie e sedici sconfitte, e nel primo turno dei play-off hanno gioco facile sui Denver Avalanche per 4-2 e 7-6, approdando ancora una volta alle semifinali, dove ad attenderli sarà  ancora Wichita. St Louis si aggiudica la prima sfida per 10-5, ma i Wichita Wings non si danno per vinti e in casa sconfiggono gli Steamers per 7-6 ai tempi supplementari. Ci vorrà  uno spareggio per far si che St Louis arrivi in finale avendo la meglio con un perentorio 4-1. La finale è ancora contro i New York Arrows di Steve Zungul, e gli Steamers si aggiudicano la prima partita per 3-2 nei tempi supplementari. Successivamente però sono gli Arrows ad avere ragione di St Louis, riportando i battelli a vapore sulla terra con una duplice sconfitta per 5-3 e 9-8 (dts). I ragazzi del Missouri non vogliono capitolare e riequilibrano le sorti del loro sodalizio portandosi a casa lo scalpo dei newyorkesi per 6-4, ma purtroppo per loro saranno ancora gli Arrows a laurearsi campioni M.I.S.L. prevalendo su St Louis per 8-6 nello scontro finale. Slobo Ilijevski è primo in classifica portieri e viene pertanto nominato "goalkeeper of the year" e convocato nella selezione All Stars. Don Ebert è ancora presente in classifica marcatori con 52 reti e 19 assist, bene anche Tony Glavin con 34 reti e 21 assist.

L'annata 1982-83 vede gli Steamers in affanno, con un quarto posto finale nella Western Division in virtù di ventisei vittorie e ventidue sconfitte, e i play-off finiscono al primo turno ad opera dei Wichita Wings che vincono la prima sfida per 6-5 ai tempi supplementari. St Louis però non ci sta a perdere e ribalta il risultato sbaragliando Wichita col risultato di 8-2, ma nello spareggio finale sono ancora le ali di Wichita a prevalere in un match molto combattuto per 9-7. Tony Glavin è il marcatore più prolifico di St Louis con 50 centri e 18 assist.

Al termine della stagione Al Trost lascia la guida della squadra all'inglese Dave Clements, già  stella del Liverpool e che aveva militato nella NASL coi New York Cosmos e in veste di giocatore-allenatore coi Colorado Caribous. Anche la presidenza vede un avvicendamento con Ben Kenner che vende a Thomas M. Bowers. La squadra sembra rigenerata dalla nuova gestione tecnica e conquista la vetta della Western Division in virtù di ventisei vittorie e ventidue sconfitte. Il primo turno dei play-off vede uno scontro fratricida tra gli Steamers e i Kansas City Comets, che vede St Louis aggiudicarsi i primi due match per 6-4 e 7-6, ma le comete di Kansas City non vogliono saperne di fare da sparring partner e riequilibrano le sorti della sfida avendo la meglio sugli Steamers per 2-1 e 5-3, ma nel tutto per tutto è St Louis che avanza al secondo turno sbaragliando i cugini di Kansas City per 6 reti a 5. Nelle semifinali la pratica Wichita viene sbrigata facilmente coi risultati di 4-3, 7-6 e 5-4. La finale questa volta è contro i Baltimore Blast, e la prima sfida sembra arridere ai ragazzi del Missouri che sbaragliano Baltimora per 7-3, ma le sfide successive vedono i Blast aggiudicarsi il titolo prevalendo per 5-3, 5-2, 5-4(dts) e 10-3. Slobo Ilijevski è primo nella classifica degli estremi difensori e viene nominato "goalkeeper of the year", oltre che essere convocato nella selezione All Stars assieme al centrocampista Sam Bick.

L'anno successivo gli Steamers non sono così brillanti e terminano la regular season al quinto posto della Eastern Division con ventiquattro vittorie ed altrettante sconfitte ma accedono comunque ai play-off grazie alla "wild card", che non sarà  comunque di grande aiuto perchè il turno preliminare di accesso alle eliminatorie vedrà  le comete di Kansas City imporsi sui battelli a vapore di St Louis per 5-4 e 4-3, entrambe le volte ai tempi supplentari. L'unica nota positiva della stagione sono i 27 centri e 31 assist di "Capitan America" Ricky Davis, già  stella dei Cosmos ed uno dei primi americani di un certo spessore, al tempo ancora mosche bianche.

Al termine della stagione il nordirlandese Dave Clements fa fagotto e lascia la panchina al cavallo di ritorno Pat McBride, ma nemmeno sotto la sua direzione tecnica gli Steamers tornano agli antichi splendori, perchè la stagione MISL 1985/86 vede St Louis stentare ancora, anche se i play-off vengono comunque raggiunti grazie al quarto posto conseguito nella Western Division in virtù di ventitre vittorie e venticinque sconfitte. Ad attenderli ci sono i San Diego Sockers, futuri campioni, che si aggiudicano le prime due sfide per 7-6 (dts) e 5-3. Successivamente St Louis si impone sui californiani per 8-7 ma nella sfida del tutto per tutto San Diego sbaraglia St Louis con un perentorio 10-4. Nessun giocatore degli Steamers compare in classifica marcatori ne è insignito di alcun premio. L'annata seguente è ancora peggiore, con gli Steamers al penultimo posto della proria conference e play-off mancati, con l'unica soddisfazione di battere in amichevole i sovietici della Dinamo Mosca per 6-5 di fronte a .6466 persone.

Al termine della stagione McBride abbandona la panchina di St Louis e viene sotituito dallo scozzese Tony Glavin. Bing Dervine, già  general manager dei St Louis Cardinals assume la presidenza della squadra, ma la regular season 1987-88 sarà  realmente mesta, con i St Louis Steamers all'ultimo posto della Western Division con appena diciotto vittorie e ben trentotto sconfitte. Al termine della stagione i St Louis Steamers falliscono. Ma la sotto la cenere il fuoco ancora arde e nella stagione MISL 1989/90 un nuovo sodalizio prende il posto degli storici e sfortunati Steamers, la nuova expansion franchise si chiama St Louis Storm, e come gli Steamers gioca le sue partite casalinghe alla St Louis Arena. L'allenatore è l'americano Don Popovic, e nella rosa della squadra compaiono l'attaccante inglese Godfrey Ingram che aveva prestato servizio ai San Jose Earthquakes nella NASL e a vari club indoor tra cui anche i St Louis Steamers, il portiere David Brcic, già  dei New York Cosmos, l'ungherese Zoltà¡n Tà³th, già  di New York Arrows e San Diego Sockers, il centravanti offensivo Daryl Doran, già  dei defunti Steamers, così come il portiere Slobo Ilijevski. Inglese è invece l'attaccante Gary Heale, con un passato nei londinesi del Lutone in Olanda con lo Sparta Rotterdam, non nuovo invero negli Usa dove aveva prestato i propri servigi a San Diego, Tacoma e lei Lazers di Los Angeles. completa la lista dei giocatori più o meno famosi il difensore uruguagio naturalizzato americano Fernando Clavijo, con un passato in patria nell'Atenas e negli Usa coi New York Apollo, ribattezzati poi United nella ASL, nei prestigiosi New York Arrows, negli Earthquakes della NASL, ma che aveva vestito anche le maglie di San Diego Sockers e Los Angeles Lazers. Nonostante questa folta presenza di giocatori comunque navigati e di lungo corso gli Storm concludono la loro prima stagione al penultimo posto della Western Division con ventiquattro vittorie e ventotto sconfitte, ma accedono comunque ai play-off dove ad attenderli ci sono i californiani dei San Diego Sockers, club pluriblasonato quando si parla di indoor soccer. San Diego tiene fede alla sua tradizione eliminando St Louis vincendo la prima partita per 3-2, ma gli Storm replicano al ritorno con una vittoria tra le mura amiche per 4-3. I californiani non ne vogliono sapere di cedere il passo e ribadiscono la loro superiorità  aggiudicandosi i due successivi scontri per 4-1 e 5-4, passando così il turno. Claudio DeOliviera viene nominato "newcomer of the year", Terry Brown viene insignito del premio di "rookie of the year", mentre Fernando Clavijo viene convocato nella selezione All Stars.

Finita la stagione Don Popovic lascia la panchina a Fernando Clavijo che, come è spesso consuetudine nel panorama indoor, assume la veste di giocatore/allenatore. Con Popovic lasciano St Louis anche gli inglesi Ingram ed Heale, il brasiliano Marcio Leite, i portieri Brcic ed Ilijevski, Terry Brown e Claudio DeOliveira, mentre gli arrivi più significativi sono quelli del nigeriano Thompson Usiyan, già  famoso negli Usa, e del serbo naturalizzato americano Predrag Radosavljević conosciuto negli Stati Uniti come Preki. La squadra pare rigenerata dalla nuova direzione tecnica ed i nuovi acquisti e conclude la regular season con un secondo posto nella Western Division dietro San Diego, e nel primo turno dei play-off gli Storm fanno polpette dei Tacoma Stars per 9-2. Nella gara di ritorno Tacoma si aggiudica la posta in gioco per 4-3, ma in casa gli Storm rimettono le cose a posto con lo stesso risultato della prima sfida. Al turno successivo però, purtroppo per St Louis, saranno ancora i San Diego Sockers, peraltro futuri campioni, a spuntarla ancora una volta. I Sockers vincono le prime due gare per 9-6 e 5-4 (dts), ma uno scatto d'orgoglio fa si che gli Storm sconfiggano San Diego per 5-4 ma successivamente non ci sarà  storia, con San Diego che cancella St Louis con due risultati perentori, 11-4 e 7-4. Thompson Usiyan compare in classifica marcatori con 64 goal e 38 assist, Zoltan Toth è terzo in classifica portieri mentre Fernando Clavijo e Preki sono convocati nella selezione All Stars.

Al termine della stagione Zoltan Toth e Thompson Usiyan lasciano St Louis, arrivano il difensore Mark Santel, che proprio con gli Storm esordisce prima di intraprendere una fruttuosa carriera in A-League ed MLS, l'attaccante Dan Donigan, così come attaccante è George Pastor, prelevato dai falliti Salt Lake Sting, il centrocampista Brian Schmetzer, già  di vari sodalizi NASL e MISL, Mike Fox, come Schmetzer navigato centrocampista, il portiere James Gorsek, il nazionale Usa Ted Eck, l'attaccante slavo Branko Segota e il peruviano Mirko Castillo che verrà  però ceduto a campionato in corso. Nonostante la presenza in classifica marcatori di Segota con 47 centri e 25 assist e Preki, 45 goal e 52 assist per lui, i St Louis Storm concludono la stagione 1991/92 all'ultimo posto di una MISL a girone unico con diciassette vittorie e ventitre sconfitte ed a fine anno falliscono assieme alla lega.

Non c'è nemmeno tempo per seppellire il morto che la stagione successiva compaiono nella lega indoor NPSL i St Louis Ambush, che altro non sarebbero i Tulsa Ambush che hanno deciso di spostarsi dall'Oklahoma per cercare una migliore sorte in Missouri. La neo rilocata franchigia prende casa alla St Louis Arena come le squadre che l'avevano preceduta, purtroppo non si sa molto di questo sodalizio, chi ne sia stato il presidente e chi ne gestiva la direzione tecnica, tutto quello che si sa è che nel roster dei giocatori era presente il centrocampista Daryl Doran, già  di Steamers e Storm, Terry Brown, Kevin Hundelt, e John Klein già  con un passato negli appena defunti Storm. La prima stagione degli Ambush si conclude con un quarto posto nella National Division grazie a diciannove vittorie e ventuno sconfitte, staccando così il biglietto per i play-off dove incontra i Wichita Wings, che vengono sconfitti sia all'andata che al ritorno con i risultati di 17-15 e 18-16, vittorie entrambe maturate ai tempi supplementari. Nelle semifinali di conference però sono i Kansas City Attack ad avere ragione di St Louis in un agguerritissimo derby fratricida che vede Kansas City imporsi nella prima sfida per 21-17. Gli Ambush non ci stanno e tra le mura amiche della St Louis Arena danno una lezione di indoor soccer ai futuri campioni di lega sbaragliandoli per 15-4. Saranno però gli Attack di Kansas City a passare il turno dopo un agguerritissimo spareggio finito in favore di questi ultimi col punteggio di 16-14 maturato nei tempi supplementari, agli Ambush va comunque l'onore delle armi.

Nella stagione successiva gli Ambush vogliono rifarsi dello smacco subito e terminano il campionato al primo posto della loro conference con venticinque vittorie e quindici sconfitte, e superano il primo turno delle eliminatorie a spese di Milwakee Wave. All'inizio a dire il vero non comincia molto bene per St Louis che si vede confitta da Milwakee per 29-20, ma nelle due partite successive saranno gli Ambush a vincere per 12-8 e 11-10. Durante le semifinali la pratica Detroit Rockers viene agevolmente sbrigata con una doppia affermazione di St Louis coi risultati finali di 16-17 e 15-10. La finale è contro i Cleveland Crunch del "dynamic duo" Zoran Karic-Hector Marinaro. Il primo verdetto è un perentorio 26-6 per St Louis, ma Cleveland si porta in vantaggio con due successive vittorie per 21-14 e 29-8, duri e amari bocconi da digerire per gli Ambush, che nella finale del tutto per tutto ce la mette tutta ma purtroppo per i ragazzi di St Louis il sogno di diventare campioni NPSL 1993/94 rimane tale, perchè è Cleveland a portare a casa lo scalpo dei St Louis Ambush e il titolo di campione dopo un'agguerritissima e sofferta battaglia campale conclusasi per 17-15 durante i supplementari.

La maledizione di St Louis sembra continuare…David Doyle è quarto in classifica marcatori, mentre il giocatore/allenatore Daryl Doran è premiato "coach of the year". Il campionato 1994/95 è invece quello della riscossa, gli Ambush hanno dentro la rabbia della finale perduta in modo beffardo contro Cleveland e per tutto l'anno covano rabbia ed un risentimento che li porta a conquistare ancora una volta la vetta della National Division con ben trenta vittorie ed appena dieci sconfitte, sbarazzandosi al primo turno dei Detroit Rockers in due partite a senso unico che terminano 15-12 e 16-10. Durante le semifinali è ancora derby fratricida tra St Louis e Kansas City, e gli Ambush premono sull'accelleratore e asfantano gli Attack per 40-22, ma tra le mura amiche Kansas City si prende la rivincita portandosi a casa lo scapo degli Ambush per 22-18. Alla St Louis Arena andrà  in onda un'altra sfida senza storia, con gli Attack a fare da vittima sacrificale soccombendo per 21-6, ma in casa Kansas City, sospinta dal suo pubblico, riesce ancora a prevalere di misura per 12-11, rendendo così necessario un ulteriore spareggio finale alla St Louis Arena, dove va in scena un altro bagno di sangue per i Kansas City Attack che vengono umiliati col risultato di 25-14, con i St Louis Ambush che staccano per la seconda volta consecutiva il biglietto per la finale, finale che non avrà  proprio storia perchè gli Harrisburg Heat verranno sconfitti in tutte e quattro le sfide previste, mai rendendosi pericolosi per gli Ambush che hanno così gioco facile imponendosi 19-9, 18-8, 12-7 e 14-11 aggiudicandosi così il primo e per ora unico titolo della storia calcistica di St Louis.

Con 89 goal e 26 assist Mark Moser è terzo in classifica marcatori, bene anche Joe Reiniger che si porta a casa 51 reti e 26 assist. Jamie Swanner, che è il terzo miglior portiere della lega, viene convocato assieme a Mark Moser nella selezione All Stars. Durante la stagione 1995/96 , forse per la famosa sindrome del gatto grasso, i St Louis Ambush sono un po in affanno e concludono la regular season al terzo posto con ventiquattro vittorie e sedici sconfitte, accedendo comunque ai play-off dove gli Ambush perdono il primo match per 10-9 ad opera dei Milwakee Wave. St Louis non ci sta ad uscire al primo turno e ribalta il verdetto portando a casa lo scalpo dei Wave in entrambe le sfide successive vincendo 12-10 e 14-12. In semifinale avviene ancora l'oramai classico derby tra St Louis e Kansas City, con gli Attack che partono col piede giusto vincendo 18-16, ma gli Ambush hanno ancora cartucce da sparare ed al ritorno hanno ragione di Kansas City per ben 25-14. Gli Attack non ci stanno a mollare la presa e si impongono in casa per 4-1, risultato scarno per l'indoor soccer, mentre alla St Louis Arena le sorti del match arridono ancora agli Ambush per 30-10, impartendo una sonora lezione agli Attack, che però passano infine il turno ripagando St Louis con la stessa moneta asfaltandoli col risultato finale di 20-9. Joe Reiniger è capocannoniere sociale con 65 reti e 45 assist. Mark Moser è un poco in ribasso rispetto all'anno precedente ma riesce comunque a totalizzare 72 reti e 29 assist (i punteggi nella NPSL venivano dati sia in base agli assist sia coi goal da 3, 2 ed 1 punto come nel basket -ndr). Reiniger, assieme al sempreverde Daryl Doran.

Nella stagione 1996/97 gli Ambush vengono assegnati alla Midwest Division all'interno della National Conference, e con ventisette vittorie e tredici sconfitte conquistano la testa del proprio girone, saltando così d'ufficio il primo turno dei play-off. Nelle semifinali di conference sono gli Edmonton Drillers a cedere il passo a St Louis, soccombendo di misura alla St Louis Arena per 19-18. In Canada la musica cambia e sono i Drillers a trapanare gli Ambush umiliandoli col risultato di 19-9. Si rende così necessario uno spareggio, e St Louis passa il turno con un 16-11 ottenuto tra le mura amiche. La finale di conference è ancora una volta il derby con Kansas City, che anche stavolta ha un sapore amaro per St Louis, in quanto Kansas City, questa volta senza nemmeno grande sforzo, si aggiudica la posta in gioco sconfiggendo gli Ambush 15-11, 22-16 e 13-11. Joe Reiniger porta a casa un bottino di 62 marcature e 39 assist, bene anche Mark Moser che totalizza 79 centri e 24 assist. Daryl Doran è nominato "defender of the year" ed è l'unico giocatore di St Louis convocato nella selezione All Stars.

La stagione successiva vede gli Ambush ripetere la stessa travolgente regular season e scavalcare pertanto il primo turno d'ufficio, mentre nel secondo turno si vendicano delle angherie subite negli anni passati da Kansas City cancellandoli per 17-8 e 18-15. Tocca poi ai Wichita Wings fare da sparring partner agli Ambush che li sbaragliano agevolmente per 17-9, 10-8, 21-14 e 19-11, accedendo così un'altra volta alla finale che purtroppo non ha un happy end per St Louis in quanto saranno i Milwakee Wave a fregiarsi del titolo di campioni NPSL avendo gioco facile degli Ambush aggiudicandosi le prime tre partite avendo ragione su St Louis 16-14, 18-10, 17-14. St Louis prova a riaprire la contesa vincendo la sfida successiva 12-8 ma sarà  infine Milwakee a portarsi a casa lo scalpo degli Ambush e il titolo nazionale indoor trionfando sul proprio campo 21-10. Joe Reiniger è quarto in classifica marcatori con 61 reti e 39 assist, bene anche Franklin McIntosh che porta a casa 38 reti e 55 assist, e Mark Moser che mette assieme 53 marcature e 12 assist. il difensore Matt Knowles, è convocato nella selezione All Stars assieme all'attaccante Joe Reiniger.

Gli Ambush vogliono rifarsi l'annata successiva e con ventuno vittorie e diciannove sconfitte si piazzano per la terza volta consecutiva al primo posto della Midwest Division, e durante le semifinali di conference eliminano i Buffalo Blizzard che però li sconfiggono nel primo match valido per 16-13. St Louis si rimette in carreggiata e riequilibra il proprio destino archiviando la pratica Buffalo inanellando due vittorie per 12-10 e 12-11. Il biglietto per la finale viene staccato a spese degli Edmonton Drillers che vengono eliminati per 16-8 e 16-10. Ancora una volta però la maledizione di St Louis entra in scena e sono i Cleveland Crunch di Hector Marinaro che partono in quarta dando lezioni di indoor soccer agli Ambush nelle prime due sfide che si concludono 20-9 e 21-10. St Louis non si da per vinta e riequilibra la finale portando a casa la pelle dei Crunch vincendo 14-12 e 12-8 rendendo necessaria una quinta ed ultima partita dove però sono è Cleveland ad assaporare la gioia della vittoria finale grazie ad un rotondo 18-12. Con 54 centri e 32 assist Joe Reiniger è ancora una volta presente tra i marcatori, mentre il difensore Kevin Hundelt è incoronato "defender of the year" e convocato nella selezione All Stars.

La stagione 1999/00 è invece disastrosa, con gli Ambush all'ultimo posto della Midwest Division con appena undici partite vinte e trentatre perse, e la buona affermazione del solito Reiniger, 64 reti e 29 assist per lui, unica nota positiva di una stagione completamente da buttare. Purtroppo non ci potrà  essere una rivincita per i St Louis Ambush perchè alla fine del campionato la proprietà  decide di ritirare gli investimenti nell'indoor soccer suonando così le campane a morto per l'unica squadra di St Louis ad aver mai vinto un titolo nazionale. Ma anche questa volta non c'è tempo nemmeno per asciugarsi le lacrime perchè lo stesso anno nella lega concorrente alla NPSL, vale a dire la WISL sono risorti gli storici St Louis Steamers, che prendono casa alla Family Arena di St Charles, e verranno seguiti mediamente da 5398 spettatori, ma il loro campionato d'esordio non è molto esaltante e si conclude al quinto posto con nove vittorie e quindici sconfitte. Per via delle maglie larghe nei play-off, che consentivano a sei squadre sulle sette partecipanti di accedere alle eliminatorie gli Steamers affrontano gli Houston Hotshots e li sconfiggono in match unico 5-3. Ma sono i messicani del Monterrey La Raza, futuri campioni WISL 2000, ad accedere alla finale facendo tornare St Louis sul pianeta terra con un cappotto di 7 reti a 3.

La stagione 2001 vede una WISL ristretta a sole cinque squadre, ed anche questa volta gli Steamers, capitanati dal sempreverde giocatore/allenatore Daryl Doran, riescono con le loro undici vittorie e tredici sconfitte ad agguantare un terzo posto valido per i play-off, che terminano però al primo turno causa una triplice sconfitta impartita loro dai rinati San Diego Sockers per 7-5, 1-0 e 4-0. L'immortale Daryl Doran (presente ancora oggi nei St Louis Illusion -ndr) è ancora una volta in classifica marcatori in forza dei suoi 24 goal ed 11 assist. Più distaccato incontriamo un'altra vecchia faccia nel panorama indoor di St Louis, l'attaccante Mark Moser con 20 reti e 6 assist. Il difensore Jeff Davis è convocato nella selezione All Stars. Il pubblico registra una flessione attestandosi sui 4812 paganti.

A fine campionato, tramite i colloqui tra NPSL e WISL rinasce la lega indoor più famosa d'America MISL, ma gli Steamers decidono di non prendere parte al primo campionato della rinata lega indoor, prendendosi due anni sabbatici per riorganizzarsi. La stagione MISL vede gli Steamers di ritorno alla Family Arena ed assegnati alla Central Division, dove terminano sul basamento della conference con quattordici vittorie e ventidue sconfitte. Steve Butcher con i suoi 31 centri e 17 assist è l'attaccante più prolifico di quei derelitti Steamers. Il pubblico, disamorato per i due anni d'assenza della propria squadra ed il campionato fallimentare appena conclusosi volta le spalle ai propri beniamini lasciando appena 3483 paganti al seguito della propria compagine. La stagione successiva vede gli Steamers traslocare allo Scottrade Center dove rimarranno fino al loro fallimento, ed è anche l'anno del reality show "The Red Card", trasmesso dalla rete tv KPLR.

La MISL si organizza a girone unico e gli Steamers concludono la stagione al quarto posto con venti vittorie e venti sconfitte, disputando così i play-off che terminano però al primo turno contro i Milwakee Wave che hanno la meglio del duplice confronto per 6-5 e 4-3. Coi suoi 29 goal e altrettanti assist, Carlos Farias è terzo in classifica marcatori, mentre il giocatore/allenatore Daryl Doran colleziona 17 reti e 31 assist. Bene anche il veterano Joe Reininger coi suoi 24 centri e 19 assist, mentre il portiere Brett Phillips si piazza al terzo posto della sua classifica. Il pubblico aumenta sensibilmente toccando le 4794 presenze.

Il campionato successivo vede Omid Namazi subentrare a Doran nella direzione tecnica degli Steamers, (ma durante la temporanea sospensione di Namazi, il posto di coach verrà  preso ad interim da Joe Reiniger) e l'arrivo di Genoni Martinez a potenziare il roster della squadra, che termina la regular season 2005/06 in testa alla classifica grazie a ventitre vittorie ed appena sette sconfitte. I play-off vedono gli Steamers avere gioco facile sui Chicago Storm, collezionando due inconfutabili vittorie per 7-1 e 9-2. La finale però ancora una volta vedrà  St Louis sconfitta perchè saranno i Baltimore Blast a mettere le mani sul trofeo MISL 2005/06 terminando i sogni di gloria degli Steamers sconfiggendoli 4-2 e 4-1. Con le sue 15 reti e 34 assist Carlos Farias è al quarto posto della classifica cannonieri, dove sono presenti anche Jamar Beasley, 33 goal e 12 assist per lui, e Shaun David con 20 centri e 10 assist, mentre il portiere Brett Phillips, grazie al suo primo posto tra gli estremi difensori viene sia nominato "goalkeeper of the year", che convocato nella selesione All Stars assieme al compagno di squadra Genoni Martinez che viene anche decorato sul campo "defender of the year", mentre il giocatore/allenatore Omid Namazi è insignito dell'encomio di "coach of the year".

Il pubblico tocca quota 5.675, il massimo storico da quando la squadra è stata rifondata. Purtroppo però, per volere della proprietà , gli Steamers cessano per la seconda e ultima volta le operazioni, termina così, con un retrogusto di amarezza misto a malinconia la storia di una delle più famose e sfortunate squadre indoor che ha contribuito a tenere vivo l'interesse per questa variante dello sport più bello del mondo negli Stati Uniti ed ha appassionato, e purtroppo fatto soffrire, migliaia di tifosi nello stato del Missouri.

Lo scorso inverno però nasce un nuovo sodalizio sportivo chiamato AC St Louis che concorre nella lega pro soccer N.A.S.L., che ha cominciato il suo primo campionato nell'aprile del 2010 assieme ad alcuni club ribelli fuoriusciti dalla United Soccer League, con la quale è stato raggiunto un accordo di massima per l'organizzazione di una seconda divisione provvisoria per l'anno in corso.

La neonata franchigia è di proprietà  del consorzio St Louis Soccer United LLC che vede in Jeff Cooper l'azionista di riferimento. Lo stadio casalingo di questa neonata expansion franchise è l'Anheuser-Busch Soccer Park, complesso sportivo costruito nel 1982 su idea della St Louis Youth Soccer Association grazie al patrocinio della multinazionale della birra che ha dato il nome al complesso. Augurandoci che lo scisma in seno alla seconda divisione del soccer Usa venga riassorbito e che proprietari e presidenti dei club e delle relative leghe vengano a più miti consigli ricordando tra le altre cose la stagione calcistica del 1967,che vide N.P.S.L. ed U.S.A. disputare due campionati rivali su una base di fans che a malapena poteva sostenere una lega, non possiamo che felicitarci comunque per il ritorno della città  di St Louis nel pro soccer, sperando che in pochi anni questo nuovo club possa realizzare il salto di qualità  già  compiuto dai Seattle Sounders e che vedrà  dalla stagione 2011 Vancouver Whitecaps e Portland Timbers in MLS, vista anche la gran voglia del commissione Don Garber di avere la città  del Midwest nella lega.

St. Louis sta terminando la stagione tra qualche problema economico che al momento ne mette a rischio il ritorno nel 2011. Ma si spera che soccer city USA possa farcela ancora una volta.

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