Ma Vince Young chi è?

A cosa starà  pensando Young sulla side line?

È il freddo e preciso quorterback che ha portato alla vittoria, in rimonta, la propria squadra contro i Cardinals nella passata stagione o l'impreciso e poco incisivo giocatore che ha contribuito alla sconfitta contro gli Steelers domenica scorsa?

La continuità  non è il suo forte o, visto che nelle ultime 16 partite giocate da starter ha un record 13-3, è incappato in una giornata molto storta?

Dopo l'ormai stranoto e disastroso inizio di stagione del 2009, vengono date a Young le chiavi dell'attacco per tentare una rimonta impossibile (ma comunque sfiorata).
Certo bisogna ammettere che il merito maggiore è da attribuire a Chris Johnson e alla sua annata fantastica. Young però ha dato il suo apporto come, appunto, nel sopraccitato caso di Arizona.
Ma sotto 0-6 l'approccio mentale del ragazzo è stato semplice, con nulla da perdere, il record fin li accumulato non era farina del suo sacco, e tutto da guadagnare in caso di un epico approdo ai playoffs.
La post season non è arrivata ma la grande seconda parte di stagione ha portato tanto entusiasmo alla franchigia e ai suoi tifosi che, quindi, si sono ritrovati fiduciosi per il campionato appena iniziato.

Con la nuova stagione, però, cambia tutto e la pressione psicologica ha tutt'altro peso. Perché a mio avviso, se un problema c'è, è solo mentale e abbiamo già  avuto prove in passato di quanto possa essere fragile il ragazzo sotto questo profilo.

Fisicamente integro dopo una vittoria senza molti patemi contro gli Oakland Raiders, con i prossimi avversari senza il loro quarterback titolare provenienti da una vittoria in over time, poteva essere una ghiotta occasione per infliggere una sconfitta agli Steelers e le premesse, come visto, c'erano tutte.

Invece il match è iniziato subito in salita concedendo un touchdown sul kick off iniziale, e poi turnover, intercetti o fumbles che siano, arrivando fino al "panchinamento" del giocatore in favore di Kerry Collins.
Mossa che potrebbe rivelarsi deleteria. In riferimento a quella fragilità  psicologica di cui è soggetto Young questa decisione potrebbe incrinare la fiducia in se stesso generando ulteriore pressione alla pressione già  insita al ruolo di quarterback. Jeff Fisher ha prontamente ribadito il concetto che il titolare è Vince Young (a maggior ragione perché escluderlo dalla partita delegittimandolo?) confermandolo contro i Giants domenica prossima, ma ora lo spettro Collins aleggia intorno all'ex Longhorn.

Con Johnson bloccato dalla strabiliante difesa di Pittsburg doveva essere Young a portare l'attacco verso la end zone e doveva farlo, ovviamente, non con le sue gambe. Tra l'altro una certa difficoltà  nel correre la palla era ampiamente prevedibile conoscendo la potenza del front seven degli Steelers e della loro straordinaria abilità  nel fermare le corse anche di runner di grosso calibro.
Credo che qui il coaching staff abbia peccato nel game plane dove non hanno cercato passaggi rapidi e corti e, soprattutto, screen per Johnson dove sappiamo essere estremamente pericoloso.
Questa è solo un'attenuante, importante, ma un'attenuante perché i due intercetti, soprattutto il secondo con un lancio fiacco e molle, sono colpa sua.
Personalmente credevo che il ragazzo, ad inizio carriera, potesse diventare un nuovo Steve McNair ma a quanto pare gli mancano quegli intangibles che il compianto #9 possedeva. A questo punto non mi sento più di crederlo capace di divenire un top player nel ruolo.
Quindi, se non mi aspetto più la solidità  di mostri sacri come Payton Manning o Tom Brady, mi aspetto comunque quel minimo di personalità  che permetta di garantire un attacco equilibrato ed efficiente per lasciare ad altri (Chris Johnson) il compito di vincere le partite. Questo deve essere alla sua portata altrimenti"

Certo è che il giocatore si appresta a vivere un momento delicato. Ormai le sue chance per sfondare nella Lega le ha avute e in un ambiente altamente competitivo come questo non può certo sperare in opportunità  all'infinito.
Se crede che questo concetto sia reale allora può essergli da sprono per fare meglio ma, d'altro canto, potrebbe sortire l'effetto contrario non sapendo gestirne la pressione.
E' il gatto che si morde la coda? È facile quando tutto gira per il verso giusto, ma il campione esce nei momenti di difficoltà .

Quindi chi è Vince Young?
Personalmente rimanderei la domanda di qualche settimana. Benché la carriera del giocatore abbia vissuto momenti poco brillanti, qui idealmente identificati nella sua ultima prestazione, mi sembra prematuro cassarlo alla seconda giornata di campionato, in virtù del fatto che ha vissuto anche momenti alti, ora pensando a quel drive di rara bellezza orchestrato contro Arizona.

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