Toronto, esonerati Preki e Johnston

Mo Johnston e Preki nel giorno della presentazione di quest'ultimo a novembre 2009

Il Toronto FC ha comunicato ufficialmente di aver esonerato l'allenatore Preki (quinto coach in 4 anni) e licenziato il Direttore tecnico, lo scozzese Mo Johnston.

L'assistant coach Nick Dasovic, ex nazionale canadese (carriera iniziata alla Dinamo zagabria, poi Montreal, in Francia con lo Stade Briochin (1995-96), un anno in Svezia al Trelleborgs e dal 1996 al 2002 in Scozia al St. Johnstone e infine a Vancouver) che ha anche allenato a ssistant alle Olimpiadi 2008, sostituirà  ad interim Preki sino alla fine della stagione. Rumors che qualche cambiamento sarebbe potuto arrivare in settimana erano già  usciti nel fine settimana dopo la sconfitta casalinga per 1-0 col DC United, fanalino di coda della MLS. Si è parlato addirittura di un "ammutinamento" da parte di alcuni giocatori (e qui Preki conferma alcuni problemi nel relazionarsi già  messi in mostra al Chivas USA) e dello staff tecnico guidato da Dasovic.

Fino a poche settimane fa il TFC si trovava al sesto posto in quota playoff, mentre ora veleggia al nono posto assoluto a 5 punti dall'ultimo disponibile, col rischio di rimanere fuori per la quarta stagione consecutiva, oltre tutto nell'anno in cui il BMO Field ospiterà  la finale di MLS Cup. Il TFC tornerà  in campo già  mercoledì per il match di CONCACAF Champions League in casa del Real Salt Lake.

Via quindi anche Johnston, scelto dalla Maple Leafs Entertainment (proprietaria della franchigia) prima come coach nella prima stagione della squadra e poi come Director of Soccer, che paga anni di scelte sbagliate, con giocatori pagati troppo e altri di valore lasciati andar via erroneamente, un nome per tutti, Edson Buddle, da tre anni top scorer di LA, ma anche quello di Maurice Edu, che era noto sarebbe rimasto poco in MLS. E i soldi ricavati dalla sua cessione sono in gran parte finiti a pagare il terreno in erba dello stadio! A ciò si aggiunga un'eccessiva dipendenza dalla volubilità  dei tifosi nella scelta dei giocatori da ingaggiare, a cominciare da Julian de Guzman, primo Designated Player del team senza mai rispettare le aspettative (forse eccessive per un mediano). Per non parlare infina di una sua frenesia nel giostrare giocatori, che gli è valsa il soprannome di Trade Mo, e che ogni anno ha costretto il coach di turno a subire un via vai continuo anche a campionato iniziato.

Lo scozzese poi paga anche una certa eccessiva vicinanza alla società  di procuratori First Wave Sports Marketing, al cui riguardo sono girate voci di legami non proprio etici.

Johnston sarà  sostituito nel ruolo di GM del team da Earl Cochrane, sino ad oggi Academy Director. Sia lui che Dasovic saranno poi supportati da Jim Brennan, veterano del team canadese e della Premier, già  capitano del TFC dalla sua fondazione, ritiratosi lo scorso aprile anche a seguito della scarsa considerazione da parte di Preki.

Con la finestra di mercato interno che chiude domani, è difficile che il TFC possa intervenire sul mercato e cercare di modificare in corsa una situazione che appare ormai compromessa. Più probabile che in queste ultime 6 partite di regular season, più le 4 di Champions, vengano usate per lavorare sul 2011, valutando le posizioni di molti, specie quelli con ingaggi eccessivi: da Nick Garcia a Jacob Peterson, passando per Raivis Hscanovics, lo spagnolo Mista (con cui Preki aveva litigato negli spogliatoi la scorsa settimana) e anche Julian de Guzman, che potrebbe facilmente essere invitato a cercarsi un'altra squadra a a dover ridurre di molto le proprie pretese.

Su quella che sarà  la reazione della squadra è ovviamente difficle fare una previsione. Certo è difficle dare una svolta a questo punto della stagione nella corsa ai playoff, anche se una tra Colorado, Seattle e San Jose dovesse crollare, ricordando però sempre che Chicago deve recuperare due match. L'unica cosa sicura al momento è che la decisione odierna era forse l'ultima speranza per squadra e tifosi, e per questo è stata presa oggi e non tra 6 settimane. Ed era forse l'unica possibilità  per MLSE guidata da Tom Anselmi, resosi forse conte di come si fosse ormai raggiunto un punto di non ritorno che metteva addirittura a rischio l'affluenza di pubblico e la profittabilità  del club.

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