Player of theWeek: Juan Pablo àngel

Il centravanti colombiano dei NY Red Bulls, Juan Pablo àngel

Con quel suo dribbling al portiere danese Jimmy Nielsen dei Kansas City Wizards e con la Potenza dimostrata in occasione della doppietta sul povero Aaron Hohlbein, era inevitabile che la North American Soccer Reporters Association assegnasse il premio di MLS Player of the Week al centravanti colombiano dei New York Red Bulls, Juan Pablo Angel, piazzatosi davanti al francese Sebastien LeToux, autore di un gol e due assist nella vittoria del Philadelphia Union al PPL Park sui Seattle Sounders FC.

Con i due gol di sabato, il 34enne Angel sale a quota 8 gol (in 13 partite) in classifica cannonieri, uno solo in meno di Edson Buddle (Los Angeles Galaxy). Per Angel è il quarto premio MLS Player of the Week, e il primo dal 2008.

Quattro premi sono probabilmente pochi per quello che è stato il vero trascinatore dei NY Red Bulls negli ultimi tre anni. Giocatore di grande esperienza Angel del resto è stato ingaggiato proprio per questo quale primo Designated Player di NY.

Il colombiano ha iniziato la carriera professionistica all'Atlético Nacional di Medellà­n, con cui vince un campionato nel 1994 e la Copa Interamericana nel 1995. Nel 1997 si trasferisce in Argentina, al River Plate, – dove sostituisce Hernan Crespo e dove è ancora ricordato con affetto dai tifosi dei Millionarios andando a informare insieme a Javier Saviola, l'ex doriano Ariel Ortega e a Pablo Aimar formava i “Fantastici quattro" sotto la guida di Ramon Diaz.

Dopo aver segnato 17 gol in 17 partite nell'ultimo Torneo Apertura giocato in Argentina, attira l'interesse di Serie A (Parma, Inter, Napoli), Bundesliga (Bayer Leverkusen and Bayern Monaco) e Premier League, e su di lui si avventa l'Aston Villa, che lo acquista per quasi 10 milioni di sterline, a tutt'oggi l'acquisto più costoso per il team di Birmingham, dove sbarca per volontà  del manager John Gregory.

Angel raggiunge l'Aston Villa nell'inverno 2001, ma i primi 6 mesi in Inghilterra per lui sono assai duri, anche a causa di una grave malattia che colpisce suo figlio appena nato. E ci vollero infatti 6 mesi perché il tifosi del Villa potessero vedere il suo primo gol in Premier, gol che spedì il Coventry in Division One.

Nella stagione successiva Angel mostra tutto il suo talento mettendo a segno 16 gol in 30 partite in partnership con Darius Vassell, vincendo anche il premio di Player of the Year assegnato dai tifosi. Ma l'arrivo di Graham Taylor che dopo poche settimane gli preferisce quel cicognone di oltre due metri dal nome di Peter Crouch, in arrivo dal Portsmouth, confermando la passione di Taylor per lo schema "palla lunga e pedalare", non certo adatta ai piedi di Angel, che si ritrova messo da parte.

Nella stagione 2002/03 il Villa prende in prestito dal Real Betis Joey Gudjonsson, con il contratto di Angel messo sul piatto per pagare l'acquisto dello stesso Gudjonsson l'anno successive. Ma quando tutto sembrava ormai deciso, ecco le dimissioni di Graham Taylor a cambiare lo scenario. Con l'arrivo di David O'Leary Angel mette insieme il miglior periodo della sua carriera, segnando un totale di 23 gol stagionali nel 2003/04, con il Villa che riceve addirittura un'offerta da 20 milioni da parte dell'Arsenal. Ma l'anno dopo non riesce a ripetersi, scendendo a quota 7 gol e non va negli gli anni successivi, dimenticando il mestiere di goleador (nel 2005/06 3 gol in 31 partite, nel 2006/07 4 gol, di cui 3 in League Cup, in 23 partite).

Nel corso del 2007, complici le buone prestazioni di John Carew, viene lasciato libero dall'Aston Villa - dove chiude con 74 in 205 partite – e si trasferisce nei New York Red Bulls della Major League Soccer, che nel 2008 trascina (19 gol in 24 partite) fino alla finale di Major League Soccer persa contro il Columbus Crew.

Con la maglia della Nazionale colombiana Angel conta 33 presenze e 9 gol. Nazionale con cui ha un rapporto combattuto. Nel 1998 la Colombia partecipa al Mondiale di Francia, ma il CT Hernà¡n Darà­o Gà³mez lo lascia fuori, preferendogli i vari Ricard (Middlesborough) e Preciado (Santa Fe), facendogli così perdere l'unica possibilità  di mettersi in mostra sul palcoscenico Mondiale, visto che da allora la Colombia non si è più qualificata. Nel 2002 infatti rimane fuori a vantaggio dell'Uruguay per un gol di differenza reti, mentre nel 2005 rimane fuori persino dalla CONCACAF Gold Cup cui la Colombia partecipa da invitata. Contribuisce alle campagna di qualificazione 2006, ma I suoi gol non bastano e ancora l'Uruguay stavolta passa per un punto e lui lascia. Nel 2008, a seguito della sua splendida stagione a NY va vicino al ritorno in Nazionale, ma saltato il momento da allora più nulla.

Dopo un pessimo 2009, in cui è stato perseguitato dagli infortuni e con i Red Bulls alla loro seconda stagione peggiore di sempre, sul terreno naturale della Red Bull Arena Angel risorge, dimenticando i guai fisici, e ricomincia a segnare come ai bei tempi, infilando anche il terzo gol con cui il 22 maggio 2010 il club statunitense ha battuto la Juventus per 3-1. Fino agli 8 gol di quest'anno e al premio che segna una stagione sin'ora ottima, con NY in testa alla Eastern e in piena corsa per Supporters Shield e MLS Cup. E con l'arrivo a breve del francese Thierry Henry a far coppia con lui, anche i super Galaxy di quest'anno dovranno iniziare a preoccuparsi.

2010 MLS Player of the Week Winners

Week 1: Javier Morales (Real Salt Lake)
Week 2: Kenny Mansally (New England Revolution)
Week 3: Sebastien Le Toux (Philadelphia Union)
Week 4: Edson Buddle (LA Galaxy)
Week 5: Dwayne De Rosario (Toronto FC)
Week 6: Edson Buddle (LA Galaxy)
Week 7: Landon Donovan (LA Galaxy)
Week 8: Alvaro Saborio (Real Salt Lake)
Week 9: Emilio Renteria (Columbus Crew)
Week 10: Dwayne De Rosario (Toronto FC)
Week 11: Brek Shea (FC Dallas)
Week 12: Chris Pontius (D.C. United)
Week 13: Juan Pablo àngel (New York Red Bulls)

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