Juan Pablo Angel, centravanti e stella dei NY Red Bulls
La stagione MLS 2010 parte per i Red Bulls, reduci dal secondo peggior campionato della loro storia, all'insegna della parola novità .
Nuovo è lo stadio che racconterà le gesta delle loro partite casalinghe, la nuova di zecca Red Bulls Arena che prenderà il posto dello storico, anche se sottoutilizzato Giants Stadium – in corso di demolizione – nuovo è il General Manager, Erik Solér, già stella del calcio norvegese, chiamato a prendere il posto dell'inetto Jeff Agoos, dirottato allo sviluppo dei programmi del settore giovanile. Come primo atto della sua gestione, Soler ha chiamato alla corte dei tori rossi newyorkesi l'allenatore svedese Hans Backe, che bene ha fatto prima in Svezia (Djurgà¥rden, Molde FK, Hammarby IF, Östers e AIK Stoccolma) e poi in Danimarca alla guida di Aalborg BK e del FC Copenhagen, cui è seguita l'esperienza da secondo di Sven Goran Eriksson al Manchester City e in Messico.
Ad assisterlo come allenatore in seconda resta il coach ad interim della scorsa stagione Richie Williams, che meglio del suo predecessore Juan Carlos Osorio aveva fatto e che avrà il difficile compito di guidare lo svedese nei meandri del soccer Usa, spesso impietoso nei confronti di molti allenatori stranieri che altrove avevano mietuto successi, e che proprio a New York ha avuto il tributo di sangue più in alto in assoluto di tutta la MLS sin dagli esordi. Oltre al sopracitato tecnico colombiano che ben aveva fatto a Chicago e che durante la sua prima stagione aveva portato la compagine della grande mela in finale, sono infatti caduti ingloriosamente coach quali Eddy Firmani – che ha così macchiato il suo curriculum di vincente nella grande mela, anche se certamente con in mano i Cosmos di Pélé, Chinaglia e Beckenbauer solo per citarne alcuni, sarebbe stato più difficile perdere. Ma in quella che parlando strettamente di soccer più che la grande mela assomiglia di più ad un campo minato, hanno incerimonionsamente fallito anche Carlos Queiroz, Carlos Alberto Parreira, addirittura campione del mondo con il suo Brasile nel 1994 a spese dell'Italia del contestatissimo Arrigo Sacchi, lo sloveno Bora Milutinovic, che molto bene aveva fatto alla guida della nazionale Usa in preparazione ai mondiali Usa '94. E questo solo per citare i più importanti, per tacere degli americani Bob Bradley e Bruce Arena, mandati via da due sciagurate gestioni (prima Alexi lalas e poi la Red Bull), per cui auguriamo al neo allenatore Backe tutta la fortuna possibile nel gestire una panchina storicamente “calda” ed ai tifosi newyorkesi che anche per via del nuovo stadio vorrebbero finalmente vedere la propria squadra alzare qualche trofeo ed iniziare ad esorcizzare così l'irraggiungibile fantasma dei Cosmos.
Parlando strettamente di calcio mercato, la nuova dirigenza ha dato il benservito al deludente portiere Denny Cepero, che aveva fatto intravedere qualcosa di buono sul finire della stagione 2008, a Matthew Mbuta, centrocampista camerunense restituito al Crysyal Palace Baltimore senza rimpianti, e al centrocampista difensivo argentino Walter Garcia di recente scartato dopo un provino dagli inglesi del Leeds United. A questi tagli va aggiunto l'addio al calcio giocato del deludentissimo spagnolo ex Real Madrid e Barcellona Albert Celades, dal quale invece ci si aspettava molto, e la cessione del giovane Nick Zimmerman che è stato preso dai neonati Philadelphia Union durante l'expansion draft, il ritorno in patria del mediocre centrocampista colombiano Jorge Rojas ceduto al Deportivo Tachira e verrebbe da chiedersi perchè solo ora, seguito dal difensore costaricano Carlos Johnson, anche lui accasatosi in Colombia nelle fila dell'Once Caldas. Conclude in ordine di uscita un altro centrocampista sudamericano, Alfredo Pacheco, acquistato dai salvadoregni del FAS.
In entrata vanno segnalate, prima di parlare degli acquisti veri e propri le trattative per portare a New York l'ex difensore milanista Paolo Maldini con un contratto che lo porterebbe per sei mesi a vestire la casacca dei Red Bulls ed un incarico dirigenziale al termine della stagione. Ma dopo il primo clamore non se ne è più sentito parlare, per cui si arguisce che l'ex milanista dopo un'attenta riflessione abbia declinato l'offerta, ed a questo mancato acquisto si unisce l'altro boccone amaro del mancato arrivo (per ora) del fuoriclasse francese Thierry Henry verso il quale i Red Bulls avevano manifestato più volte il loro interesse ma che proprio in questi giorni pare abbia rinnovato con il Barcellona. Rimane vivo però l'interesse per l'attaccante madrileno Raàºl Gonzà¡lez Blanco, oggi trentaduenne, che i dirigenti newyorkesi sperano di poter portare nella grande mela per avere una marcia in più e per poter riempire più facilmente la Red Bull Arena, visto che pare che fino ad ora gli abbonamenti venduti siano stati solo 8.000, un po' poco per un complesso che può contenere 25.000 spettatori e che è stato costruito secondo i più moderni criteri. Certo che dopo la disastrosa annata 2009 e le altre annate comunque senza lustro escluse poche eccezioni quali la finale perduta nel 2008 contro i Columbus Crew è difficile riconquistare il calore di una piazza che tra le altre cose sia per ragioni storiche puramente calcistiche, sia per la sua conformazione etnica è tra le più esigenti d'America. Da segnalare anche il mancato acquisto del difensore estone Enar Jaager, che ha deciso di rimanere nelle fila dell'Aalesunds FK in Danimarca, e i provini non andati a buon fine del centrocamposta ucraino Yevhen Levchenko che dopo alcune amichevoli disputate con gli americani ha deciso di tornarne a giocare in Russia, e dell'attaccante ghanese Ibrahim Salou calciatore con esperienza internazionale maturata in Belgio, Olanda, Germania e Danimarca.
Sono invece arrivati lo svincolato portiere Greg Sutton già in forza a Toronto (e che ritroverà il centrocamposta gallese Carl Robinson, suo compagno di squadra in Canada), che dovrà dividersi la porta col nazionale senegalese Bouna Coundoul che aveva vestito in passato la maglia dei Colorado Rapids; il terzino destro Chris Albright, arrivato dai New England Revolution ma con passata militanza anche in Los Angeles Galaxy e Washington DC United, che dovrebbe dare stabilità al reparto difensivo con la sua esperienza (quando però si sarà ripreso dall'infortunio ai legamenti), coadiuvato da un altro neoacquisto, vale a dire il costaricano Roy Miller prelevato dagli svedesi dell'Örgryte IS ma con cartellino di proprietà del Rosenborg.
Concludono la carrellata dei nuovi acquisti l'attaccante nato nell'allora Urss Giorgi Chirgadze, classe 1990 in arrivo dal settore giovanile, e l'ala di nazionalità estone Joel Lindpere arrivato dai norvegsi del TromsภIL.
A questi giocatori di esperienza sia nel campionato MLS che in quelli europei, alcuni già conosciuti, altri scommesse sulle quali Erik Soler – il quale, pur non avendo esperienza in ambito MLS non è certamente uno sprovveduto – ha voluto puntare si spera saggiamente, va aggiunta la nuova linfa arrivata come ogni anno dal Superdraft, selezione alla quale i Red Bulls hanno potuto attingere a piene mani in virtù del campionato a dir poco terribile della scorsa stagione, della quale è da salvare solo il 5-0 finale sui canadesi dell'FC Toronto. Questi giovani virgulti di belle speranze sono in ordine Tony Tchani, scelta numero 2, centrocampista di passaporto camerunense in arrivo dalla University of Virginia ma che può vantare anche la militanza nel club militante in PDL dei Hampton Roads Piranhas di Norfolk, Virginia, durante la stagione 2008; Austin da Luz, scelta numero 14 anche lui centrocampita già della Wake Forest University e con un pugno di presenze negli Austin Aztex Under 23 già messosi in mostra nel torneo pre stagionale Walt Disney World Pro Soccer Classic 2010 vinto ai rigori contro Houston grazie a un suo rigore andato a segno. Un altro centrocampista è Irving Garcia scelta numero 50 e ala destra della University of California Irvine con la quale ha vinto nel 2008 e 2009 il Big West Championship ed ha alle spalle anche 8 presenze nel club PDL Orange County Blue Star. Il difensore Tim Ream scelta numero 18 è un prodotto della St Louis University ed ha già stupito durante le partite di precampionato l'allenatore Hans Backe che ha dichiarato a riguardo: “Ha un futuro, probabilmente non dovrei parlare troppo ma Ream ha i numeri per poter entrare nel giro della nazionale. E' un centrale con un buon possesso di palla, eccellente nei passaggi, un centrale di tipo europeo che mi ricorda Rio Ferdinand in Premier League, è forte tatticamente e non è mai sotto stress, e naturalmente è bravo anche nel gioco aereo, ha attitudine e spirito da giocatore di gran classe“. Last but not least, l'attaccante della University of San Francisco scelta numero 34 Conor Chinn, che nella sua carriera calcistica universitaria è sceso in campo 78 volte mettendo assieme un bottino di 37 goal e 12 assist.
A questi acquisti internazionali e non ed ai ragazzi del Superdraft si aggiunge la storia dell'ex nazionale giamaicano Damani Ralph che, reduce da un terribile infortunio avvenuto in Russia quando militava nel Rubin Kazan e tre operazioni al ginocchio che lo hanno tenuto lontano dai campi di calcio per due anni, si sta allenando a 29 anni con i newyorkesi sperando di poter recuperare la forma fisica necessaria e che riesca così a tornare in campo per poter dimostrare a se stesso ed agli altri che non è un ex calciatore. Se ce la farà i Red Bulls potranno contare su un attaccante di esperienza in più che ha da se la rabbia e la voglia di farcela oltre la fame di calcio giocato.
L'atmosfera che si respira è identica o comunque molto simile a quella che lo scorso anno si respirava a Los Angeles sponda Galaxy, cioè quella di un cantiere in piena ricostruzione, una squadra che partirà come la vera expansion franchise del campionato MLS 2010 anche se leamichevoli disputate in Spagna contro squadre russe, polacche e scandinave e la vittoria del Torneo Disney lasciano pensare ad un futuro roseo ma il campionato si sa è altra cosa, tutto dipenderà da come i giovani si ambienteranno e se potranno essere delle piacevoli sorprese come lo sono stati lo scorso anno i rookies Omar Gonzales e A.J. De la Garza, e da come si ambienteranno i nuovi giocatori, che se è vero che non sono delle star titolate è anche da dire che a differenza di certe carcasse arrivate da queste parti negli anni passati quali il brasiliano ex Brescia e Genoa Branco, Lothar Matthaus, un deludente Youri Djorkaeff e in ordine di cronologia Celades, non sono venuti a New York solo per prendere gli ultimi soldi ma hanno ancora molto da dire e possono innalzare notevolmente la qualità del roster, ora potenziato e liberato dai rami secchi.
A quanto detto si aggiungono le speranze che il giovane giamaicano Dane Richards finalmente esploda e di rivedere in forma la punta di diamante della squadra Juan Pablo Angel che la scorsa stagione è stato attanagliato da frequenti problemi alla schiena dovuti in parte al durissimo turf del Giants Stadium, ma quest'anno con il manto in erba della sfavillante Red Bull Arena l'asso colombiano potrebbe tornare agli antichi splendori e magari concludere la sua carriera con una MLS Cup, un pò come Pélé nel 1977. Certo il paragone è un poco azzardato ma i tifosi e gli appassonati di soccer della grande mela non possono più aspettare.