Finale della Lamar Hunt US Open Cup 2009. In campo a washington, DC United vs. Seattle Sounders
Per il secondo anno consecutivo – e con non poche polemiche da parte di Seattle, che aveva fatto un'offerta concorrente – la finale di US Open Cup torna a Washington, dove fu giocata nel primo anno di MLS (1996), quando proprio il D.C. United battè per 3-0 i Rochester Raging Rhinos dell'allora A-League grazie ai gol di Raul Diaz Arce, Eddie Pope e Jamie Moreno. E sarà ancora Moreno stanotte (ore 1,30 italiane, diretta Fox Soccer Channel su TVU Player per l'Italia) a capitanare i rossoneri nella finale del torneo più antico d'America contro i Seattle Sounders, al loro primo anno nella MLS ma non di US Open Cup, visto che sotto altra veste partecipava alla USOC quando era nella USL 1st Division.
La U.S. Open Cup è l'equivalente americano della F.A. Cup inglese o della Coppa Italia, ed è un vero e proprio torneo nazionale, il più antico del soccer USA. La sua storia risale infatti al 1914, ed è aperto a tutti i senior division teams, amatori e professionisti, registrati presso la United States Soccer Federation (USSF). Il trofeo fu comprato originariamente per $500 e donato fu donato alla American Amateur Football Association nel 1912 da Sir Thomas R. Dewar, un distillatore di alcolici inglese, sportivo e filantropo, in occasione della visita a Londra dell'AAFA (oggi United States Amateur Soccer Association) per le Olimpiadi del 1912 nella speranza di promuovere il calcio negli Stati Uniti e in nome dell'amicizia anglo-americana.
La prima coppa fu vinta dallo Yonkers Football Club (NY) nel 1912, che sconfissero l'Hollywood Inn Football Club (NY) al Lennox Oval di New York City. La coppa fu ufficialmente adottata quale trofeo per la U.S. Open Cup prima del campionato inaugurale del Brooklyn Field Club nel 1914, a Pawtucket, Rhode Island. Il trofeo fu ritirato nel 1979, ma fu "restaurato" dalla USASA nel 1997 e assegnato ai vincitori della US Open Cup nel 1997 e 1998, prima di essere depositato definitivamente, e messo in mostra, presso la National Soccer Hall of Fame di Oneonta, New York. Tra le grandi squadre della storia della US Open Cup ricordiamo il Bethlehem Steel, presente in sei delle prime sette finali, vincendo il trofeo per cinque volte. Nel 1920 la competizione venne divise con finali East e West, con le vincitrici che si scontravano in finale. In quegli anni i team della professionista American Soccer League (ASL) dominavano, e nel 1924 i Fall River Marksmen divennero il primo club a fare "The Double" - l'accoppiata campionato e U.S. Open Cup. Nel 1929, davanti ad un pubblico record di oltre 20.000 spettatori al Dexter Park di Brooklyn, nella finale si affrontarono New York Hakoah SC e St. Louis Madison Kennel, con NY che vinse il match 3-0.
Nonostante oggi sia un torneo ad eliminazione diretta, dal 1928 al 1968 la U.S. Open Cup Final si tenne con andata e ritorno, e qualche volta anche al meglio di tre partite. La competizione perse però molto del suo glamour quando, negli anni '70, i teams della North American Soccer League (NASL) decisero di non partecipare, ma negli anni più recenti i riflettori si sono accesi di nuovo proprio grazie alle squadre della Major League Soccer (MLS), che dal 1996 combattono con tutte le altre per vincere lo storico trofeo (entrando nella competizione a partire dagli ottavi), e anche a quelle della USL First e Second Division, con i Rochester Raging Rhinos che nel 1999 riuscirono anche a vincere la coppa battendo in finale 2-0 i Colorado Rapids. Nel 1999, la U.S. Open Cup è stata rinominata Lamar Hunt U.S. Open Cup per onorare il più grande investiture (anche in termini di anni) del soccer americano. Hunt, proprietario di FC Dallas e Columbus Crew nella MLS, e in passato dei Dallas Tornado nella NASL, è anche stato indotto nella National Soccer Hall of Fame.
Houston Dynamo @ Seattle Sounders, 21 luglio 2009, U.S. Open Cup semifinal
Rochester Rhinos @ DC United, 21 luglio 2009, U.S. Open Cup semifinal
Il team vincitore della US Open Cup, oltre ad ottenere dallo scorso anno la qualificazione diretta alla CONCACAF Champions' League, vedrà il proprio nome iscritto sulla Dewar Cup (che però dal 2007 è stata sostituita con una coppa tutta nuova, visibile nella foto in alto). Il montepremi della coppa è di $180,000, di cui $100,000 al vincitore, $50,000 alla finalista sconfitta, $10,000 al miglior team di ogni divisione (Division II, Division III e amatori).
Il D.C. United quest'anno cercherà di ripetere la vittoria del 2008 per assicurarsi un posto nella Champions League, essendo assai improbabile un successo in MLS Cup, visto l'andamento altalenante della squadra in campiuonato come anche nella Champions attualmente in corso. Stanotte dall'altra parte si troverà i Seattle Sounders, la franchigia di maggior successo di sempre all'esordio in termini di pubblico, con oltre 30.000 presenti a partita, e con alle spalle una buona striscia di risultati che ha portato il club guidato da Sigi Schmid a veleggiare al terzo posto della Western, dopo aver addirittura guidato per alcune settimane ad inizio stagione.
Le due squadre quest'anno si sono incontrate una sola volta, lo scorso 17 giugno al Qwest Field di Seattle. D.C. in vantaggio al 34' col rookie Chris Pontius, ma la risposta di Seattle è stata travolgente, con tre gol di Osvaldo Alonso al 38', Nate Jaqua al 45' e del colombiano Fredy Montero al 57'. Ma DC non molla, e recupera facendo 3-2 con l'argentino di ritorno Christian Gomez e pareggiando grazie ad un autogol del difensore Tyrone Marshall su tentativo di Pontius. Anche stavolta il confronto appare equilibrato, con DC reduce da una vittoria in campionato contro Chicago e dalla sconfitta la scorsa settimana contro i messicani del Toluca. Ancora una volta il team di coach Tom Soehn si appoggerà sull'esperienza dei propri avanti, il boliviano Jaime Moreno, top scorer di sempre della MLS, e l'argentino Christian Gomez. Dall'altra parte i Sounders arriveranno forse stanchi dopo il lungo viaggio e con sulle spalle tre ore di fuso orario. Ma l'entusiasmo che ha portato i verdi dello stato di washington a mettere in mostra bel gioco e risultati, con in evidenza l'attaccante colombiano Fredy Montero, Kasey Keller in porta, e la stella svedese Fredrik Ljungberg, farà dare filo da torcere ai rossoneri, forse avvantaggiati oltre che dal fattore campo anche dalla maggior abitudine ai match con qualcosa in palio (è infatti il team più vittorioso della MLS).
La finale sarà una novità per tutti i giocatori dei Sounders, escluso Osvaldo Alonso. Il centrocampista cubano infatti era in campo l'anno scorso con i Charleston Battery nella finale persa l'anno scorso contro DCU per 2-1. E, curiosità , proprio Alonso mise a segno un autogol che quasi dava la qualificazione a Seattle in semifinale contro Charleston, mettendo però poi a segno il proprio rigore nella striscia finale. Altra curiosità : c'è già stata una sfida fra Washington e Seattle in finale di USOC. Avvenne nel 1987, quando il Real Espaà±a di Washington superò le Seattle Mitre Eagles per 3-2 ai rigori nella finale giocata al St. Louis (Mo.) Soccer Park.