Indoor Soccer: la MISL 1988-90

Domenic Mobilio (1969 – 2004): R.I.P. per una leggenda dell'indoor soccer

Premessa: in questo articolo parliamo delle stagione 1988/89 e 1989/90, che sono virtualmente l'inizio della fine per la MISL, ma occupano un posto speciale nella mia memoria e nel mio cuore, poiché fu proprio all'inizio dell'estate 1989, facendo zapping televisivo durante il pomeriggio, che approdai su TeleMonteCarlo (l'odierna La7, per chi è troppo giovane per ricordarselo) e mi imbattei in questo sport, curioso ma galvanizzante ed entusiasmante. TMC aveva acquistato i diritti per trasmettere la serie Finale, e fu così che molti di noi, malati del soccer USA, vennero a conoscenza dell'esistenza della MISL, di Zungul, di Mobilio, di Nogueira e di tutti gli altri giocatori.

La Finale quell'anno venne giocata tra Baltimore Blast e San Diego Sockers, e fu automatico scegliere subito da che parte schierarsi. Per quanto riguarda il sottoscritto, decisi subito che i miei favoriti erano i Baltimore Blast. Riuscii a vedere quasi tutta la serie, escluse gara-1 e gara-2 che mancai per ignoranza dell'esistenza della MISL. Ma allora Internet non c'era, i quotidiani non si occupavano del calcio negli USA e così, una volta finita la stagione, calò il sipario e non ci fu più modo di avere notizie su quella Lega che tanto aveva colpito la mia fantasia. L'anno dopo, però, TMC riacquistò i diritti per trasmettere la Finale (un altro scontro Blast - Sockers) e stavolta mi preparai in anticipo, controllando il giornalino dei programmi TV; dopo vennero i Mondiali di Calcio di Italia '90, e l'estate successiva TMC non trasmise più la MISL, che in Italia cadde nell'oblio e l'anno seguente fallì definitivamente.

La stagione 1988/89
Una enormemente indebolita Major Indoor Soccer League si apprestava a iniziare la stagione 1988/89 con solo 7 squadre, ed una di esse tra le altre cose erano i "nuovi" Tacoma Stars: una nuova società  con nuovi investitori che avevano acquistato i diritti sul nome. Ma come si era arrivati a questo punto? Molta della responsabilità  gravava sulla "Guerra dei Salari" che la MISL aveva intrapreso qualche anno prima con l'AISA, la nuova lega indoor; e questo scontro chiedeva un prezzo sempre più alto, che non poteva non tradursi in finanze ballerine e precarie per tutte le squadre. A dispetto delle dichiarazioni di facciata, si iniziava a capire che era solo questione di tempo prima che la Lega chiudesse. Ma anche la politica miope della Lega in fatto di organizzazione aveva il suo peso: sarebbe bastato organizzare la MISL come un "raccoglitore" di leghe minori (statali, o "regionali") con play-off finali, e forse il disastro si sarebbe potuto evitare.

Ma per ora la Major Indoor Soccer League sopravviveva e anche se la gloria sembrava ormai lontana gli spettatori continuavano a presenziare alle partite (la media era di circa 7.500 persone). La lega organizzò anche una tournée della Locomotiv Mosca, tournée che ebbe un successo clamoroso.

Sul campo le cose andarono bene dal punto di vista della competitività  e dello spettacolo: pur solo in 7 squadre (organizzate in un girone unico) ci furono frequenti momenti di bel gioco e vennero a galla anche degli elementi interessanti, che qualche anno dopo avrebbero evoluito anche nella MLS (pensiamo a Preki, ma anche a Fernando Clavijo, attuale allenatore dei Colorado Rapids); in questo senso impossibile non citare Domenic Mobilio, punta dei Baltimore Blast che speravano in lui per vincere un altro titolo, o almeno per tornare in Finale; Mobilio era una punta non particolarmente prolifica, ma aveva la capacità  (non da tutti) di segnare quei gol che alla fine risultavano decisivi.

Un'altra figura carismatica era il portiere dei San Diego Sockers Victor Nogueira, un'autentica istituzione del soccer statunitense: altamente spettacolare, ma anche solido e concreto (le sue parate avevano più o meno lo stesso valore dei gol segnati dalle punte), e soprattutto con un record di longevità  sportiva invidiabile: Nogueira è nato in Mozambico il 17 luglio 1959 e si è ritirato dal calcio giocato il 5 gennaio 2005, dopo il fallimento dei nuovi San Diego Sockers.

Tatu continuava regolarmente a segnare le sue valanghe di reti, mentre chi mancava all'appello era l'ormai anziano Steve Zungul: il "Lord of All Indoors" era ormai logoro e dopo molte battaglie sui campi di gioco stava pagando il suo debito alla carta d'identità ; inoltre un infortunio lo costrinse a saltare gran parte della stagione. Ma come vedremo tra poco, qualche cartuccia ancora da sparare l'aveva"

La regular season vide il perpetuarsi di performances ottime da parte di quelle che erano stabilmente delle contenders: ma il 1° posto della stagione regolare fu appannaggio dei Baltimore Blast, con i San Diego Sockers secondi per 2 sconfitte in più. Nessuna delle 7 squadre vinse meno di 21 partite su 48 previste (la riduzione era necessaria visto l'esiguo numero di squadre coinvolte). Le squadre giocavano tutte a viso aperto, e non era infrequente vedere risultati molto vicini nel punteggio; moltissime partite andavano ai supplementari. Non ci furono neppure sorprese particolari: ci volle però una "coda" di regular season, una serie-spareggio tra Wichita Wings e Tacoma Stars per decidere la 4ª semifinalista; le 2 squadre avevano terminato con l'identico record e all'epoca la differenza-reti non era un criterio preso in considerazione. Vinsero i Wings 3-1 e si aggiudicarono il diritto di sfidare i Blast nella prima semifinale: la serie fu appannaggio di Baltimore per 4-2, ma il passaggio del turno non fu così scontato; i Blast portarono a casa gara-1 solo dopo un supplementare, e dopo aver vinto gara-2 e gara-3 si rilassarono e concessero ai Wings lo spazio per una rimonta; Wichita si rifece in gara-4 e gara-5. La serie era andata da 3-0 a 3-2, e gara-6 diventava decisiva anche in chiave psicologica. Ma i Blast decisero che non potevano attendere oltre e asfaltarono i Wings (11-1), approdando così alla loro 4ª Finale, la 1ª dal 1985.

Un po' diverso fu il cammino dei Sockers: opposti ai Dallas Sidekicks (che cercavano un 2° titolo dopo quello vinto 2 anni prima), andarono 2 volte in vantaggio nella serie e vennero raggiunti per 2 volte, poi Dallas vinse gara-5, solitamente cruciale: nel 70% dei casi chi vince gara-5 risulta il vincitore della serie. Così San Diego era con le spalle al muro; se voleva riconfermarsi campione doveva vincere per forza la serie. Si impose in gara-6 con una certa facilità , e l'ultima, decisiva gara-7 fu un trattato difensivo da parte di entrambe le squadre: la paura di perdere fu più forte della voglia di vincere, e alla fine fu decisivo l'unico gol della partita, un gol di rapina da parte di Branko Segota, alla sua maniera.

Così in finale si trovarono di nuovo i Blast contro i Sockers: era già  accaduto nel 1983 e nel 1985, ed in entrambe le occasioni aveva prevalso San Diego. I Blast volevano mettere fine a quella maledizione e partirono forte per approfittare della stanchezza dei Sockers, reduci dalla battaglia contro Dallas, e si aggiudicarono gara-1 dopo un supplementare; ma i Sockers rintuzzarono l'onda-Blast pareggiando la serie in gara-2 (anche questa dopo un supplementare). Poi i Blast sparirono dal campo in gara-3 e in gara-4: la serie, sul 3-1 per i Sockers, sembrava segnata e tutti credevano che gara-5 sarebbe stata la gara dell'apoteosi. Ma Baltimore non era finita e l'avrebbe dimostrato: in gara-5 e gara-6 asfaltò dei Sockers irriconoscibili e forse intimamente convinti di aver già  vinto. Ma come nel 1983 i Blast riuscirono a pareggiare una serie già  persa e a forzare la gara decisiva.

Gara-7 della Finale 1989 verrà  ricordata come la partita-simbolo della MISL degli anni '80; non solo perché fu continuo testa-a-testa, non solo perché si affrontavano in Finale le 2 squadre-simbolo della Lega stessa, ma soprattutto perché in quella partita furono presenti tutte le caratteristiche che avevano fatto innamorare il pubblico americano dell'indoor soccer. Il ritmo fu indiavolato, i Blast segnarono per primi ma i Sockers pareggiarono e poi si portarono in vantaggio 3-1 e si andò avanti così fino al 5-5. A 7'' dalla sirena, che avrebbe decretato l'overtime, Domenic Mobilio colpì di testa verso la porta dei Sockers; il portiere di San Diego Victor Nogueira respinse la palla, ma dal campo e dalle tribune (e anche i commentatori italiani lo ribadirono) si ebbe l'impressione che la palla avesse varcato la linea. Sarebbe stato il 6-5 per i Blast, che avrebbe quasi certamente decretato la vittoria per la squadra di Baltimore; ma gli arbitri non videro quella palla, e lasciarono continuare il gioco; i giocatori dei Blast protestarono, Steve Zungul invece partì in contropiede, con un gioco di sponda aggirò l'ultimo difensore Bruce Savage e il portiere Scott Manning e depositò la palla in rete proprio mentre suonava la sirena; the Lord of all Indoors, ebbro di gioia, infilò direttamente la porta in plexiglass che divideva il campo dalle tribune e si precipitò a festeggiare con i tifosi, mentre i giocatori dei Blast, scioccati, si aggiravano sul campo incapaci di realizzare: avevano perso un titolo per un gol-fantasma e non si capacitavano di quello che era successo; e ciò che più gli rodeva, nelle parole di Scott Manning, era che "come al solito contro San Diego ci andiamo vicini ma alla fine vincono sempre loro".

1988-89 MISL Standings

G W L GF GA % GB
Baltimore Blast 48 29 19 215 208 .604 —
San Diego Sockers 48 27 21 218 168 .563 2
Dallas Sidekicks 48 24 24 185 206 .500 5
Tacoma Stars 48 23 25 208 207 .479 6
Wichita Wings 48 23 25 213 208 .479 6
Los Angeles Lazers 48 21 27 218 222 .438 8
Kansas City Comets 48 21 27 194 233 .438 8

Wild Card Series:
Wichita batte Tacoma 3-1 (4-1, 7-4, 4-5, 6-2)

Play-off:

Semifinals:
San Diego batte Dallas 4-3 (7-4, 4-5, 5-4(OT), 3-7, 1-4, 7-2, 1-0)
Baltimore batte Wichita 4-2 (5-4(OT), 6-4, 6-4, 3-6, 5-7, 11-1)

CHAMPIONSHIP:
San Diego batte Baltimore 4-3 (3-4(OT), 5-4(OT), 5-2, 4-3, 3-6, 0-7, 6-5)

Classifica Cannonieri GP G A TP
Preki, Tacoma 48 51 53 104
Chico Borja, Wichita 45 34 53 87
Dale Mitchell, Kansas City 47 46 36 82
Erik Rasmussen, Wichita 48 42 36 78
Hector Marinaro, Los Angeles 44 47 28 75
Gary Heale, Los Angeles 48 37 29 66
Tatu, Dallas 43 35 29 64
Branko Segota, San Diego 31 29 34 63
Peter Ward, Tacoma 47 41 19 60
Carl Valentine, Baltimore 48 31 26 57
David Byrne, Baltimore 46 27 29 56
Jan Goossens, Kansas City 37 31 24 55
Godfrey Ingram, Tacoma 46 34 20 54
Domenic Mobilio, Baltimore 44 36 17 53
Michael Collins, Los Angeles 47 25 28 53
Zoran Karic, San Diego 38 37 16 53
Mark Karpun, Dallas 48 35 15 50

Most Valuable Player: Preki, Tacoma Stars
Coach of the Year: Kenny Cooper, Baltimore Blast
MISL Scoring Champion: Preki, Tacoma Stars
MISL Pass Master (most Assists): Chico Borja, Wichita wings, Preki, Tacoma Stars
Defender of the Year: Kevin Crow, San Diego Sockers
Goalkeeper of the Year: Victor Nogueira, San Diego Sockers
Rookie of the Year: Rusty Troy, Baltimore Blast
Newcomer of the Year: Domenic Mobilio, Baltimore Blast
Championship Series Player of the Year: Victor Nogueira, San Diego Sockers
Championship Series Unsung Hero: Paul Dougherty, San Diego Sockers

I San Diego Sockers erano dunque campioni MISL per la 5ª volta. Ma se una parte della California festeggiava, ce n'era un'altra che piangeva: i Los Angeles Lazers, stritolati dai debiti e lasciati al loro destino da un patron, Jerry Buss, che pensava solo ai Lakers, chiusero i battenti al termine della stagione; a L.A. l'indoor soccer tornerà  solo qualche anno dopo, nella CISL, con i Los Angeles United (che poi cambieranno nome in Anaheim Splash), ma il nome del soccer in California è uno solo: San Diego Sockers.

La stagione 1989/90
Nonostante la splendida stagione appena conclusa, alla MISL era chiaro che le cose andavano male: per dare una ventata di novità  e aumentare la spettacolarità  del gioco venne deciso il cambiamento di 3 regole:
-1) possibilità  per il portiere di rinviare al volo;
-2) eliminazione della regola del 6° fallo (dopo il quale il giocatore era espulso definitivamente);
-3) concessione dello shootout al posto del calcio di rigore.

D'altro canto la MISL provò ad espandersi ancora, per ovviare alla perdita dei Lazers; così St. Louis, che non aveva più gli Steamers, si consolò facendo il tifo per gli Storm, che persero al debutto contro i rivali di sempre Kansas City Comets davanti a 14.752 persone; anche Cleveland, dopo la scomparsa dei Force, non aveva più una franchigia, e allora vennero creati i Crunch. Ma era evidente che si trattava solo di palliativi di facciata.

Sul campo però non si ebbe alcun sentore del momento difficile che attraversava la Lega, e le presenze alle arene continuavano ad essere alte, mantenendo una media di 7.765 persone a gara per la regular season: le 8 squadre vennero suddivise in 2 division (Eastern e Western) e il calendario venne espanso nuovamente a 52 partite; il formato dei play-off prevedeva che la 1ª di ogni division saltasse il 1° turno, mentre la 2ª e la 3ª avrebbero giocato un turno tra loro. A Est la lotta fu tutta tra gli agguerritissimi Baltimore Blast e i Kansas City Comets, con i primi a prevalere grazie a solo 2 vittorie in più; a Ovest invece i Dallas Sidekicks non ebbero particolari problemi a dominare la regular season; i Sockers erano indietro di ben 6 vittorie e si dovettero guardare le spalle dai St. Louis Storm, che dovettero passare dal turno preliminare. Tatu continuava a segnare vagonate di gol (quell'anno furono 64); San Diego continuava ad annoverare Steve Zungul tra le sue file, ma era chiaro che ormai il simbolo dell'indoor soccer degli anni '80 era giunto alla fine della sua gloriosa carriera; poche le sue apparizioni in campo quell'anno, e ancora meno furono i gol.

I play-off furono quanto di più scontato si potesse verificare: nel turno preliminare a Est Kansas City sconfisse Wichita per 3-1, e con l'identico risultato a Ovest San Diego si sbarazzò di St. Louis. Nelle Finali di Division a Ovest San Diego si impose su Dallas per 4-2, ma i Sidekicks non impensierirono mai i Sockers, al contrario di quanto avvenuto l'anno prima. A Est Baltimore vinse per 4-2 la serie contro Kansas City, ma sul 3-0 commisero ancora una volta l'errore di rilassarsi e permettere alla franchigia del Missouri di mettere in atto una rimonta che avrebbe potuto essere dolorosa.

E per la 4ª negli ultimi 8 anni si ritrovarono di fronte Blast contro Sockers: 1 solo titolo contro 5, ma soprattutto la maledizione che vedeva i Blast sempre sconfitti in Finale; le 2 squadre promettevano spettacolo e una lotta serrata come l'anno precedente, e quando in gara-1 i Blast portarono a casa la vittoria tutti pensarono che stavolta la Dea bendata avrebbe guardato al Maryland; non fu così.

I Sockes vinsero le successive 3 gare portandosi sul 3-1 nella serie e Baltimore non riuscì mai a spezzare quello che in campo era un dominio assoluto; solo in gara-5 i Blast ebbero un sussulto d'orgoglio e portarono la serie sul 3-2, ma aspettarsi che riuscissero a forzare una nuova gara-7 era francamente troppo: Mobilio e compagni avevano condotto una stagione bellissima, ma logorante e alla fine stavano pagando dazio sotto forma di infortuni. Gara-6 fu senza storia e i Sockers vinsero il loro 6° titolo, il 3° consecutivo.

1989-1990 MISL Standings

G W L GF GA % GB
Eastern Division
Baltimore Blast 52 32 20 231 191 .615 —
Kansas City Comets 52 30 22 208 205 .577 2
Wichita Wings 52 26 26 210 229 .490 6.5
Cleveland Crunch 52 20 32 201 237 .392 11.5

Western Division
Dallas Sidekicks 52 31 21 217 190 .596 —
San Diego Sockers 52 25 27 217 204 .481 6
St. Louis Storm 52 24 28 202 205 .462 7
Tacoma Stars 52 20 32 191 217 .385 11

Division Semi-finals:
Kansas City batte Wichita 3-1 (5-4, 4-3, 3-4, 5-4)
San Diego batte St. Louis 3-1 (3-2, 3-4 (OT), 4-1, 5-4)

Division Finals:
San Diego batte Dallas 4-2 (4-2, 1-6, 1-4, 4-2, 4-0, 3-1)
Baltimore batte Kansas City 4-2 (6-4, 4-2, 2-1(OT), 2-3(OT), 2-3(OT), 7-2)

CHAMPIONSHIP:
San Diego batte Baltimore 4-2 (4-7, 4-3, 5-2, 4-1, 2-3, 6-4)

Classifica Cannonieri: GP G A Pts
Tatu, Dallas 52 64 42 113
Jan Goossens, Kansas City 51 41 55 96
Preki, Tacoma 44 33 39 72
Michael King, Cleveland 52 45 26 71
Dale Mitchell, Kansas City 48 47 23 70
Dale Ervine, Wichita 47 47 20 68
Hector Marinaro, Cleveland 45 40 23 63
Zorin Karic, Cleveland 47 34 28 62
Branko Segota, San Diego 44 27 34 61
Domenic Mobilio, Baltimore 48 41 20 61
Chico Borja, Wichita 43 24 35 59
Carl Valentine, Baltimore 52 24 34 58

Most Valuable player: Tatu, Dallas Sidekicks
Coach of the Year: Billy Phillips, Dallas
MISL Scoring Champion: Tatu, Dallas Sidekicks
MISL Pass Master (most Assists): Jan Goossens, Kansas City Comets
Defender of the Year: Wes McLeod, Dallas
Goalkeeper of the Year: Joe Papaleo, Dallas Sidekicks
Rookie of the Year: Terry Brown, St. Louis Storm
Newcomer of the Year: Claudio DeOliviera, St. Louis Storm
Championship Series Player of the Year: Brian Quinn, San Diego Sockers
Championship Series Unsung Hero: Paul Wright, San Diego Sockers

Alla fine della stagione, la MISL raggiunse un accordo con la ESPN per trasmettere 9 partite per la stagione 1990/91. Inoltre la Lega annunciò il rinnovo dell'accordo con l'Intercollegiate Soccer Association of America per la presentazione (e relativo draft) dei migliori giocatori del college.

Ma a ridosso dell'annuncio del calendario per la stagione successiva arrivò una notizia che all'inizio disorientò i tifosi della MISL; la lega cambiava nome e diventava Major Soccer League (MSL). Questo perché la ex-MISL era la Lega prescelta dalla FIFA per rappresentare il calcio a livello professionistico sul suolo americano (sia indoor che outdoor) e il cambio di nome si rese, se non necessario, quantomeno logico. Ma ai tifosi la cosa non piacque: sentivano vicina la fine e il cambio di nome non era di buon auspicio. Non potevano sapere quanto avevano ragione.

(10 - continua)

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