Nowak studia l’Olimpica USA

Piotr Nowak, CT della Nazionale Olimpica USA e secondo di Bob Bradley nella Nazionale maggiore

Prende il via domani, con la partenza da Los Angeles direzione Cina, l'avventura della Nazionale Olimpica (Under 23) degli USA. In Cina il gruppo guidato da Piotr Nowak, da giocatore capitano della Nazionale polacca e un passato tra Widzew Łà³dź, Young Boys Berna, Dynamo Dresda, FC Kaiserslautern, 1860 Munich e Chicago Fire, e dal 20 dicembre 2007 secondo di Bob Bradley nella Nazionale maggiore dopo i successi col D.C. United.

In realtà  per questo gruppo non è la prima assoluta. Nel febbraio scorso infatti Bradley e Nowak avevano già  portato in tournée in Giappone i migliori Under 23, che però non avevano fatto vedere grandi cose, chiudendo con un paio di pareggi contro i pari età  giapponesi e il Rosso Kumamoto (team della J-League, la serie A giapponese).

Nel mezzo ci sono però stati i Mondiali Under 20 e una stagione MLS, che hanno messo in mostra le doti di alcuni ragazzi di cui 10 mesi fa non si sapeva assolutamente nulla. Parliamo del portiere Chris Seitz, allora visto solo alla University of Maryland, dell'ala Sal Zizzo, da UCLA e oggi al Monaco 1860, di Michael Harrington e Adam Cristman, bravissimi quest'anno a Kansas City e con New England. Non tutti quelli che andarono in Giappone a febbraio hanno però rispettato le attese, oltre fatto che tanti non erano disponibili.

Ma comunque il livello tecnico fatto vedere in questi 12 mesi anche in tornei quali Gold Cup e Copa America ha comunque alzato notevolmente il livello di aspettative nei confronti dei ragazzi che si stanno preparando per le Olimpiadi di Pechino (passando per le qualificazioni, fallite nel 2004), e qualcuno non esita a parlare di aspettative di medaglia. Ma forse qui si va un po' oltre, visto che ai giochi Olimpici ci sarà  spazio per i fuoriquota, e allora non è escluso che, ad esempio, il Brasile schieri Kakà  e Ronaldinho, l'Italia Buffon e Pirlo, l'Argentina Messi e Riquelme e così via. Certo però dal gruppo che dovrebbe eventualmente volare a Pechino è legittimo aspettarsi un risultato che confermi le belle cose fatte vedere nel 2007, ripetendo almeno il quarto posto del 2000 (in campo un gruppo di livello con Ben Olsen, Chris Albright, Josh Wolff, Landon Donovan, Jeff Agoos, Frankie, Hejduk e Brad Friedel), tanto più che comuqnue in genere le europee mandano alle Olimpiadi le squadre Under 21.

Alcuni dei giocatori che Nowak porterà  con sé in Cina (sperando di tornarci tra 8 mesi) hanno non poca esperienza internazionale alle spalle, mentre altri sono alquanto poco conosciuti al pubblico. Oltre a buona parte dei ragazzi in partenza domani, è ovvio che le fondamenta dell'Olimpica saranno basate su alcuni nomi quali Michael Bradley, Freddy Adu, Benny Feilhaber, Jozy Altidore, Jonathan Spector, Chris Seitz e Nathan Sturgis, cui si aggiungeranno tre fuoriquota, tra i quli al momento l'unico sicuro appare essere Landon Donovan. Ma andiamo ad analizzare il roster completo dei convocati di Nowak (vai alla Photo Gallery degli allenamenti all'Home Depot Center)


Freddy Adu contro il Brasile ai Mondiali Under 20

Portieri – Zac MacMath (U.S. U-17 residency), Chris Seitz (Real Salt Lake)

Nowak ha chiamato per la tournée cinese il bravo Chris Seitz (Real Salt Lake) e il 17enne Zac MacMath (U.S. U-17 residency). Il primo sarà  sicuramente in porta nella tournée e durante le qualificazioni, ma i ben informati già  dicono che i pali dell'Olimpica a Pechino saranno difesi dal portiere della Nazionale e dell'Everton, Tim Howard. Interessante la presenza del 16enne (ma alto già  186cm) Zac MacMath (Clearwater Chargers, Florida), di cui si parla un gran bene e la cui crescita tecnica ha convinto Nowak a chiamarlo al posto di Josh Lambo, titolare ai Mondiali Under 17.

Difensori – Hunter Freeman (New York Red Bulls), Patrick Ianni (Houston Dynamo), Jon Leathers (Furman University), Mike Randolph (Los Angeles Galaxy), Nathan Sturgis (Real Salt Lake), Tim Ward (Columbus Crew), Marvell Wynne (Toronto FC)

Sulla fascia destra la lotta sarà  tra il velocissimo Marvell Wynne (Toronto FC) e colui che lo ha sostituito a NY per volontà  di Bruce Arena, Hunter Freeman. Wynne al momento appare favorito per esperienza e capacità  di passaggio.

In mezzo spazio a Nathan Sturgis (Real Salt Lake), inamovibile ma out all'ultimo momento per la tournée a causa di un infortunio al polpaccio, e uno tra Tim Ward (Columbus Crew), sicuramente tra i peggiori ai Mondiali Under 20, e Patrick Ianni (Houston Dynamo), capace di giocare anche a centrocampo. C'è nel gruppo anche Jon Leathers (Furman University), unico giocatore di college e tra le probabili primi scelte al MLS SuperDraft di gennaio 2008.
Possibile la presenza a Pechino di Steve Purdy, attuale centrale del Monaco 1860, centrale di 195cm, già  chiamato da Bradley per il ritiro prima di USA vs. Svizzera dello scorso ottobre.

Sulla sinistra il posto a Pechino è solidamente nei piedi di Jonathan Spector, difensore di fascia, ma anche jolly all'occorrenza, del West Ham in Premier League. Il 21enne, assente in tournée per gli impegni col club, si è messo in luce in Inghilterra come in Gold Cup. In difesa è sicuramente l'uomo migliore di Bradley. Nei prossimi giorni è possibile che vedremo titolare Mike Randolph (Los Angeles Galaxy), che si è guadagnato credibilità  tra Portland Timbers (USL 1st) e Galaxy. Troppo offensivo per il ruolodi terzino Michael Harrington (ottimo rookie dei Kansas City Wizards) che però col 3-5-2 potrebbe prendersi la fascia.

Per rinforzare la difesa si parla già  di uno tra Carlos Bocanegra (Fulham) e Oguchi Onyewu (Standard Liegi) quale possibile fuoriquota.

Centrocampisti – Arturo Alvarez (FC Dallas), Maurice Edu (Toronto FC), Eddie Gaven (Columbus Crew), Michael Harrington (Kansas City Wizards), Stuart Holden (Houston Dynamo), Sacha Kljestan (Chivas USA), Dax McCarty (FC Dallas)

L'accompiata centrale che dovrebbe scendere in campo a Pechino è assai possible possa essere la stessa che vedremo poi alle qualificazioni Mondiali. Al momento sembrano inamovibili Michael Bradley, in geande evidenza in Olanda con l'Heerenveen come in Nazionale (vedi il gol vittoria alla Svizzera), e Benny Feilhaber, che però al Derby County non sta avendo lo spazio sperato, ma che quest'anno è stato protagonista della vittoria in Gold Cup e si è distinto anche in Copa America. Il postoi del secondo rischia però di essere insidiato da Maurice Edu (Toronto FC), vincitore del MLS Rookie of the year award 2007, che avrà  peraltro la possibilità  di approfittare dell'assenza degli altri due, rimasti in Europa coi rispettivi club. Se continuerà  a crescere in qualità  (bravissimo nei passaggi) e quantità  (grande velocità  e resistenza), diventerà  un crack buono per l'Europa.

Il terzo posto del centrocampo dovrebbe andare quasi sicuramente al già  esperto (essendo alla seconda stagione in MLS e con alle spalle l'esperienza Copa America) Sacha Kljestan dei Chivas USA, in vantaggio rispetto ad Arturo Alvarez del FC Dallas per la sua bivalenza nel saper attaccare e difendere. In tournée ci sono entrambi, e Nowak avrà  tempo di scegliere

Sulle fasce vedremo se il gioco di Nowak darà  spazio a Stuart Holden, versatile laterale degli Houston Dynamo, e a Michael Harrington, come detto probabile padrone della fascia sinistra. Per Dax McCarty (FC Dallas), fantasista bravo ma tatticamente indisciplinato, ci saranno minuti in Cina, ma non nel 2008. Eddie Gaven (Columbus Crew) è un po' un mistero. Arrivato nella MLS a 16 anni coi MetroStars, grande tecnica, non ha mai giocato al livello che da lui ci si aspetta, e anche l'ultima occasione datagli da Bradley in Copa America l'ha sprecata. Ma forse non era l'ultima.

Attaccanti – Josmer Altidore (New York Red Bulls), Adam Cristman (New England Revolution), Charlie Davies (Hammarby, Svezia), Robbie Findley (Real Salt Lake), Robbie Rogers (Columbus Crew), Sal Zizzo (Hannover 96, Germania)

La coppia d'attacco rischia essere la stessa dei Mondiali Under 20, con Jozy Altidore e Freddy Adu titolari. Potrebbe essere però un rischio presentarsi a duna competizione di tale livello con due ragazzi che avranno rispettivamente 19 e 20 anni nel 2008. Adu, la cui esperienza Benfica lo sta facendo maturare velocemente, ha però anche la possibilità  di giostrare dietro le punte, peraltro suo ruolo preferito, dove le sue capacità  creative possono esprimersi al massimo.

Molto dipende anche dal lo schema che Nowak vorrà  mettere in campo. Con un 4-5-1 con Adu in mezzo, ecco che allora il CT polacco potrebbe convocare un fuoriquota per supplire allo scarso peso offensivo. Si parla di Clint Dempsey, che ben si sta comportando da attaccante al Fulham, anche se in genere rende meglio quando può inserirsi dalle retrovie. Possibile anche Brian Ching, con Brian McBride unico vero attaccante fisicamente potente e di livello del soccer USA. Per Altidore così diventerebbe possibile un ruolo di prima riserva. Certo sarebbe un peccato.

Nel ruolo di centravanti al momento la vera concorrenza per Altidore arriva da Robbie Findley, che col Real Salt Lake si è dimostrato uno capace di buttarla dentro con continuità , meritandosi anche una convocazione di Bradley. Meno probabile Charlie Davies, reduce da una stagione sotto le attese con gli svedesi dell'Hammarby IF. Adam Cristman quest'anno ha spesso ben sostituito Taylor Twellman quando questi era impegnato con la Nazionale, ma ad agosto, con alle spalle 4 gol si è bloccato, pur continuando a fornire buone prove.

In prospettiva da tenere sotto osservazione due ragazzi rimasti a casa: Gabriel Ferrari, che alla Sampdoria aveva suscitato speranze ma che la partenza di Walter Novellino ha portato ad un ritorno nella Primavera blucerchiata; Preston Zimmerman, giovanissimo centravanti che nelle giovanili dell'Amburgo sta scalpitando.

Nel caso di un 4-3-3 infine, è immaginabile una fascia sinistra in ballottaggio tra il più offensivo Robbie Rogers (Columbus Crew, formatosi nell'Heerenveen) e il più fantasioso Artur Alvarez, che specie con Adu in attacco sarebbe forse più necessario. Mentre a destra il posto sarebbe sicuramente di Sal Zizzo, che però dopo i Mondiali abbiamo visto solo con la Nazionale e che nei prossimi mesi dovrà  far vedere qualcosa in più se non vorrà  finire nel dimenticatoio, nel Hanover '96 come nell'Olimpica. Anche per lui la tournée è un'occasione per rinfrescare le idee a Nowak, che lo ha chiamato sulla fiducia

Nel suo complesso questa Nazionale Olimpica è la più esperta e forte (anche fisicamente, visti i fisici) che gli USA abbiano mai avuto, e Nowak, per esperienza e personalità  appare il CT più adatto per instillare una mentalità  vincente in ragazzi che fino ad oggi si son persi sempre nel momento decisivo (vedi al Mondiale Under 20 contro l'Austria). Non solo. Nowak è uno che ama il gioco, come dimostrato al D.C. United: "Molto dipenderà  da come i ragazzi giocheranno. Fare calcio vuol dire immaginazione, creatività ". E speriamo che si sia ormai alla svolta di una Nazionale Americana più dedita la calcio e meno ai calci. I piedi e la testa stavolta sembrano quelli giusti.

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