MLS Best Rookies 2007

Maurice Edu (Toronto FC), MLS Rookie of the year 2007

Una volta tanto hanno rispettato le attese. Parliamo delle prime scelte al MLS SuperDraft 2007, spesso meteore scomparse ai primi caldi della stagione. Ma non quest'anno, dove anzi la maggior parte ddi loro si è messa in evidenza giocando da titolare gran parte della stagione.

Per capire meglio, andiamo a rivedere chi sono stati i primi 5 scelti al SuperDraft 2007:

1. Maurice Edu (Toronto FC)
2. Bakary Soumare (Chicago Fire)
3. Michael Harrington (Kansas City Wizards)
4. Chris Seitz (Real Salt Lake)
5. Wells Thompson (New England Revolution)

La scelta numero uno Maurice Edu (Toronto) e la numero 3 Michael Harrington (Kansas City) sono finiti dritti tra i titolari, e non per niente sono stati in ballottaggio fino all'ultimo per il premio MLS Rookie of the year. Harrington si è distinto sia da terzino sinistro che da laterale di centrocampo, saltando quest'anno una sola partita, mentre Edu, che si è aggiudicato il premio, è stato capace di apportare forza, velocità  e tocco in mezzo al centrocampo del TFC di Mo Johnston. Ma andiamo a fare un quadro dei migliori 10 rookies che la MLS ha messo in campo quest'anno.

MAURICE EDU (Toronto)

Alcuni rookies sbarcano nella MLS dimostrando spesso di non essere pronti per il professionismo, privi della velocità  e della forza necessari, dato che la NCAA Soccer difficilmente aiuta da questo punto di vista. Fisico potente (182 cm per 77 kili), Edu è arrivato dalla University of Maryland nella MLS pronto al gioco dei grandi, ambientandosi immediatamente nonostante un problema pelvico gli abbia creato dei problemi ad inizio campionato. In 4 anni con i Terps Edu, centrocampista di copertura, ha messo a segno solo 10 gol, mentre nella sua prima stagione da pro ne ha già  piazzati 4 in 25 partite. “Quando prendi la scelta numero 1 vuoul metterla in campo dall'inizio", ha giustamente dichiarato il coach di TFC Mo Johnston, “ma è difficile trovare uno come lui. Stagione fantastica quella di Edu".

La padronanza del gioco mostrata da Edu nel guidare il centrocampo di Toronto ha persino convinto il CT della Nazionale maggiore Bob Bradley a convocarlo per l'amichevole dello scorso ottobre contro la Svizzera e poi per quella col Sudafrica, cui è seguita la chiamata per l'Olimpica da parte di Peter Nowak. Esperienze che non potranno che migliorare Edu, atteso però nel 2008 ad una riconferma che potrebbe lanciarlo dritto verso l'Europa.


Maurice Edu (Toronto FC)

DANE RICHARDS (New York)

Dietro a Edu nella classifica per il premio rookie of the year si è piazzato il centrocampista giamaicano dei New York Red Bulls Dane Richards. Il campionato di Richards ha sicuramente sorpreso molti, essendo stato la 19° scelta assoluta del SuperDraft. Attaccante quando giocava prima al San Jacinto College di Houston e poi alla Clemson e, occasionalmente, con la Nazionale della Giamaica, Richards si è trasformato in centrocampista laterale destro, sostituendo alla grande l'infortunato Markus Schopp.
Arena è rimasto impressionato da lui sin dal precampionato: "È uno pericoloso, capace di far male in fase offensiva", ha detto l'ex coach di NY e della Nazionale Bruce Arena dopo un match di preseason. "Sono uno che crede molto al gioco sulle ali, e Richards è capace di dare alla squadra la giusta profondità ". “Sembra non stancarsi mai, grande forma fisica” dice di lui il secondo dei Red Bulls, l'ex nazionale John Harkes.

Sia Harkes che Arena avevano visto giusto. Richards si è infatti presto guadagnato il rispetto di stampa e tifosi, oltre quello in campo dei veterani strapagati Juan Pablo Angel e Claudio Reyna, arrivando a mettere insieme 27 partite, 2 gol e 6 assist, e creando problemi notevoli alle difese avversarie. Il prossimo allenatore dei Red Bulls non potrà  fare a meno della sua velocità .

ADAM CRISTMAN (New England)

Terzo classificato, ma anche quello che è arrivato più vicino a vincere, fermandosi solo in finale contro Houston. I Revs hanno aspettato fino al quarto ed ultimo giro per prendere Cristman (34 gol con Virginia), facendolo anche passare per le riserve.
Grazie però allo spazio lasciato da Pat Noonan - infortunato - nelle prime 3 giornate di campionato, Cristman ha però avuto la possibilità  di far vedere di che pasta sia fatto, facendo vedere di avere coraggio da vendere nel guidare l'avanti di New England.
Altro spazio Steve Nicol gliene ha concesso proprio accanto a Noonan quando Taylor Twellman è dovuto volare in Nazionale per la Copa America, ma ad agosto, con alle spalle 4 gol, Cristman si è bloccato, pur continuando a fornire buone prove che gli sono valse una promozione tra i 18 titolari e quindi un aumento).

Dietro i 3 finalisti troviamo un gruppo di giovanotti di belle speranze, una generazione che probabilmente nei prossimi anni segnerà  la MLS più di ogni altra precedente.

MICHAEL HARRINGTON (Kansas City)

Una delle riserve, non a torto, che alcuni osservatori avevano nei confronti dell'ex difensore Tar Hell era relativa alla sua capacità  di saper difendere. Per questo il coach di Kansas City Curt Onalfo ha decsio di provarlo sulla fascia sinistra a centrocampo, in un ruolo dove Harrington potese esprimere la propria esplosività  senza doversi troppo preoccupare di difendere.
Col passare delle giornate però il bravo Onalfo è riuscito a disciplinare Harrington, piazzandolo a sinistra in difesa e spostando il deludente Jose Burciaga Jr. di quest'anno a centrocampo. In entrambi ruoli l'ex University of North Carolina ha spazzato la fascia, apportando un notevole contributo (con anche 3 gol e 4 assist) alla corsa di KC terminata solo in finale di Western Conference. Cresciuto alla IMG Soccer Academy, ha partecipato ai Mondiali Under 20 nel 2005, e se fin'ora non ha trovato spazio in nazionale è solo perché quella di terzino sinistro è la posizione più affollata del gruppo, con gente giovanecome Jonathan Bornstein (Chivas USA), Heath Pearce (F.C. Hansa Rostock), e esperta, come Eddie Lewis (33enne laterale del Derby County).

CHRIS SEITZ (Real Salt Lake)

Miglior portiere tra le scelte, e l'unico a giocare, il 2007 sarebbe dovuto essere il suo anno, purtroppo RSL ha puntato sul ben più esperto Nick Rimando, rimandando appunto l'appuntamento di Seitz col ruolo da titolare. Il momento di Seitz è comunque arrivato in estate, quando è stato con Jozy Altidore e Freddy Adu uno dei protagonisti della splendida cavalcata degli USA ai Mondiali Under 20 in Canada, risciando anche di esordire con la Nazionale maggiore contro il Brasile a settembre a seguito di un infortunio a un dito di Tim Howard, rimasto stoicamente in campo. Seitz sembra sicuramente destinato a continuare la tradizione che vede gli USA produttori di ottimi portieri (vedi i vari Tim Howard, Kasey Keller, Brad Friedel e Marcus Hahnamenan, tutti in Premier League).

ROBBIE FINDLEY (Real Salt Lake)

Un altro rookie che ha impressionato, anche lui arrivando alla Nazionale maggiore (esordio contro la Svizzera a ottobre) voluto da Bob Bradley, e poi nell'Olimpica con Nowak. Era dai tempi del giamaicano Damani Ralph (11 gol nel 2001, oggi scomparso nelle steppe russe del Rubin Kazan e fermo infortunio) che un rookie non si dimostrava così prolifico all'esordio.
Cresciuto alla Oregon State acquisendo la reputazione di giocatore veloce e dall'ottima capacità  realizzativa, nelle prime settimane di MLS spese in maglia Galaxy in soli 3 match da titolare si è spesso dimostrato più pericoloso di Landon Donovan, certamente fuori forma in quel periodo comunque. In 9 partite a L.A. per lui 2 gol e un biglietto di sola andata per Salt Lake insieme a Nathan Sturgis in cambio dell'esperto centrocampista Chris Klein. A fine anno i gol di Findley sono diventati 7 in 24 partite, di cui solo 14 da titolare. Non male come inizio. Forse un po' troppo poco per la Nazionale.


Robbie Findley (Real Salt Lake)

WELLS THOMPSON (New England)

Quinta scelta assoluta, crescituo a Wake Forest ma preso dai Carolina Dynamo della USL Premier Development League, Thompson ci ha messo più tempo del compagno di squadra nei Revs Cristman ad adattarsi, ma mentre questi ad agosto ha iniziato a calare, Thompson ha invece preso una china che lo ha portato a diventare fulcro inamovibile dei Revolution a fianco di Shalrie Joseph e Steve Ralston. 24 anni, 175 cm per 70 kg, Thompson ha messo insieme 26 match (10 da itolare), e nonostante abbia segnato un solo gol si è guadagnato il rispetto di Nicol.

ANDREW BOYENS (Toronto)

Il lungagnone (195 cm) neozelandese è stato uno dei pochi (insieme a Edu e all'attaccante ex Lecce e Sampdoria Danny Dichio) a salvarsi nel duro anno da expansion team di Toronto. Il suo fisico non sembrava certo consentirgli alternative al centro della difesa, ma gli infiniti infortuni che hanno perseguitato il gruppo di Johnson tutto l'anno (c'entra nulla il sintetico del BMO Field?) lo hanno costretto spesso a coprire la fascia sinistra della difesa.
Mo Johnston aveva scelto il 24enne della University of Mexico per la sua capacità  nel giocare di testa, sperando che potesse apportare qualche gol. Ma alla fine ne è arrivato uno solo in 22 partite, insieme all'esordio in Nazionale neozelandese a maggio contro il Galles. Johnston crede in lui, avendolo inserito nella lista dei pochi (6) confermati del TFC per la prossima stagione.

TY HARDEN (Los Angeles)

Ad inizio stagione il coach dei Los Angeles Galaxy Frank Yallop probabilmente non aveva certo i mente lui come titolare al centro della difesa, specie quando ha lasciato anca via il quartetto composto da Tyrone Marshall, Shavar Thomas, Ugo Ihemelu e dal terzino destro Nathan Sturgis. Il posto era infatti di Troy Roberts, 3 anni alle spalle da pro, ma con gli infrtuni a catena dello stesso Roberts, di Chris Albright, Ante Jazic, e anche del portoghese Abel Xavier (arrivato a stagione in corso), Harden si è ritrovato a fare il titolare in difesa sia in mezzo che a destra. Le prime prove di Harden sono state però macchiate da una serie di errori figli di emozione ed inesperienza, ma una volta adattattosi è diventato uno dei pilastri della rincorsa dei Galaxy, alemno fino a quando un infortunio muscolare lo ha messo fuori.

BAKARY SOUMARE (Chicago)

Seconda scelta assoluta dei Chicago Fire nel SuperDraft, l'ex Virginia è sbarcato in Illinois dopo il suo freshman year tra mille difficoltà . 22 anni, nato in Mali, cresciuto a Parigi, fisico da 195 cm per 88 kg, Soumare ha interrotto l'università  per tentare l'avventura nella MLS, ma prima la morte della madre, poi un infortunio alla caviglia, e infine la precoce morte del fratello in Africa, hanno sicuramente limitato il suo adattamento e la sua crescita. Giocatore dai mezzi fisici enormi e dall'ottima tecnica, i Fire lo hanno usato per 21 volte sia in mezzo che in difesa, ruolo in cui si è distinto coi Cavaliers. Potrebbe diventare la sorpresa del 2008 se si riprenderà  psicologicamente.

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