SHUT UP BABE!

Boston Wins, ohhh Boston Wins!

Probabilmente a Boston ci sarà  stato qualche tifoso scaramantico che non ha guardato l'incontro, o qualche altro che se ne è andato tranquillamente a cena con la propria moglie per poi fingere di assentarsi per una telefonata e farsi dire nelle cucine del ristorante il risultato dei Red Sox.

La maggior parte però dei fans, e di un'intera città , sarà  stata incollata ai televisori per godersi quella che poteva essere la partita della storia, la liberazione dall'anatema di Babe Ruth, il successo che, anche per come è andato maturando, avrebbe ripagato decenni di attesa.

Per cancellare definitivamente la “maledizione del bambino” Terry Francona regala la scena a Derek Lowe, già  protagonista vincente di un'altra storica partita di questi incredibili playoff, Gara-7 contro i New York Yankees.

Tony LaRussa, ormai quasi disperato, ha invece la scelta obbligata e spera nella freschezza di Jason Marquis per allungare la serie.

L'inizio è però sinistramente molto simile alla precedente sfida disputata al Busch Stadium, con i Red Sox che non danno nemmeno il tempo a tutto il pubblico di sedersi al proprio posto e si portano in vantaggio con un solo shot del proprio lead-off.

Con un colpo che ricorda molto quello di Derek Jeter nelle World Series del 2000, anche se questo arriva al quarto lancio assoluto e non al primo, Johnny Damon incontra subito la fastball alta di Marquis con un giro di mazza preciso e potente per l'1-0 Red Sox.

Consapevoli dell'importanza che in questa serie ha avuto il portarsi in vantaggio i Cardinals cercano sin dal primo inning di riagganciare gli avversari, sfoderando una small ball in perfetto stile Florida Marlins 2003: parte bassa del primo e singolo del lead-off Tony Womack.

Con il veloce seconda base in prima, Larry Walker esegue alla perfezione il bunt per spingerlo in seconda, ma con il corridore in posizione punto né Alber PujolsScott Rolen riescono a trovare la valida.

In questa situazione ci sono un po' tutte le WS 2004: un attacco esplosivo come quello di Saint Louis fino alle Championship Series si è bloccato completamente nelle finali per il titolo, e giocatori che in circostanze analoghe in regular season avrebbero spedito palline per boschi fuori dagli stadi non sono riusciti a produrre altro che docili ground-ball che le difese avversarie (non eccelse per altro) hanno amministrato con tranquillità .

La partita poi scivola via con un andamento molto simile a Gara-3, con Derek Lowe nei panni di Pedro Martinez e l'attacco di Saint Louis nei panni dell'attacco di Saint Louis di questi tempi: 3 sole valide concesse dal partente di Boston in 7 brillanti inning, 4 K ed una sola base-ball.

L'attacco dei Sox invece non ci mette molto a tornare sul tabellone, e dopo il fuoricampo shock del primo inning Marquis si trova di nuovo nei guai nella terza ripresa: singolo di Manny Ramirez seguito da un doppio di David Ortiz, e corridori in posizione punto.

Punto che viene inizialmente evitato dall'ottimo riflesso difensivo di Albert Pujols (e non sarà  l'unico della serata), che copre la grounder di Jason Varitek e sceglie di eliminare Manny a casa con un preciso tiro verso il catcher Yadier Molina.

L'appuntamento con il 2-0 per Boston è solo rimandato, perché poco dopo con le basi piene Trot Nixon mette a segno uno dei suoi tre doppi di serata girando deciso l'automatic strike sul conto di 3-0 e porta a casa ben due corridori: 3-0 Red Sox.

In questo momento al Busch Stadium i tifosi di Saint Louis probabilmente sanno che le speranze di rimonta sono ormai quasi definitivamente terminate, ma continuano a sostenere i Cards e ad entusiasmarsi anche per giocate difensive che impediscono sì a Boston di allungare nel punteggio, ma in realtà  non riescono a caricare la squadra per la fase offensiva.

L'attacco dei padroni di casa infatti è sempre sterile, e nemmeno l'uscita dal campo dell'ottimo Lowe serve a risvegliare il line-up di LaRussa.

Prima Bronson Arroyo ed Alan Embree nell'ottavo, poi Keith Foulke nel nono eliminano con autorità  gli ultimi battitori avversari, in un clima tanto surreale quanto memorabile.

Memorabile perché se per Saint Louis queste World Series sono state una grossa delusione dopo un'annata travolgente, per i Boston Red Sox la post-season 2004 è stata sicuramente il punto più alto della propria storia, e di storico questa formazione ha veramente tanto.

Forse nei prossimi decenni non ci si chiederà  più, almeno nel Massachussets, dove si fosse quando Neil Armstrong fece la sua prima passeggiata sulla luna, ma che cosa si stesse facendo mentre Keith Foulke eliminava con un tiro verso Doug Mientkiewicz in prima base Edgar Renteria, l'ultimo battitore delle World Series 2004, e spazzava via in una notte di fine ottobre il fantasma di Babe Ruth e le sue dannate maledizioni.

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