Il dilemma ispanico della MLS

Alvaro Recoba, el Chino, uno degli obiettivi per fare avvicinare gli ispanici al soccer USA

Don Garber, commissioner della Major League Soccer, ha recentemente dichiarato che uno degli obiettivi principali della MLS è cercare di entrare e far conoscere sempre sempre più la Lega nel mercato ispanico.

Nonostante però gli enormi miglioramenti e la crescita sia della MLS che della Nazionale USA, sembra che sia molto dura per il soccer USA guadagnarsi il rispetto e l'interesse dei tifosi ispanici. Interesse fondamentale per la futura crescita di questo sporto negli Stati Uniti. Ad esempio, la recente espansione della MLS che ha coinvolto Houston, con la nascita degli Houston Dynamo (nome che ricorda gli Houston Dynamos della NASL), ha visto un importantissimo ruolo della comunità  ispanica della città  texana. E proprio per non urtare i sentimenti di questa comunità , il nome scelto inizialmente, Houston 1836, è stato cambiato, perché quello è l'anno della sconfitta dell'esercito messicano nella guerra che ha portato il Texas a diventare parte degli USA. Diciamo che il business e la politically correctness hanno trovato un accordo. Comunque, senza i grandi numeri che si sono visti nelle partite giocate al Reliant Stadium di Houston a partire dal 2003, che hanno coinvolto alcune squadre e la Nazionale messicana, difficilmente il soccer e la MLS si sarebbero messi alla prova in quella città . Ma tutti quei tifosi ispanici che si sono presentati allo stadio in quelle occasioni di festa, ancora non si sono trasformati in fan della MLS.

Qual è il problema allora? Lo stile di gioco? Il prezzo dei biglietti? La mancanza di giocatori o, addirittura, di società  di proprietà  messicana?
"Vedono la MLS come una Lega formata da atletici americani che corrono per tutta la partita", ha dichiarato recentemente Marcelo Balboa, ex nazionale USA che ha militato sia nella MLS che in Messico, con la maglia del Leon. "Vedono invece il campionato messicano come molto più tecnico".

È possibile che sia molto più tecnico, anche se molto più lento, ma è vero che in Messico c'è molto più cultura del calcio di quanta ve ne sia negli USA. Inoltre, è un campionato che risente molto della presenza di numerosi giocatori argentini, come l'ex laziale Claudio Lopez) e brasiliani. Vanno quindi fatti alcuni paragoni per comprendere meglio l'attuale divario tra la MLS e un campionatodi buon livello come quello messicano.

Partiamo dalle differenze relative al budget. La lega messicana ha una storia e una tradizione ben più lunga di quella Americana, e i salari dei giocatori son ben più alti. I team della MLS operano infatti su un budget di circa $1.9 milioni, incomparabile di fronte a team quail il Club America, che può spendere fino a Quattro volte tanto per un solo giocatore.
In Messico poi, se un club ha necessità  di un giocatore in un ruolo specifico, va sul mercato e lo compra. Nella MLS questo non è possibile, visto il sistema centralizzato di allocazione dei giocatori e un mercato fatto di scambi, e spesso la soluzione deve essere trovata nella rosa a disposizione.

Ancora. Il calcio è lo sport numero uno Messico, mentre negli USA è ben lontano dalla vetta, nonostante la vastissima base di giovani che giocano a calcio nelle high school e nelle università .

È vero poi che i team della MLS hanno spesso vinto contro team messicani, ma è necessario che inizino ad ottenere risultati in competizioni ufficiali quali la CONCACAF Champions Cup, in cui due squadre della MLS, Los Angeles Galaxy e New England Revolution, sono state eliminati da due squadre del Costarica. Certo in parte la ragione di questi insuccessi è da rilevare nel calendario, che vede i team MLS affrontare la competizione continentale mentre sono ancora in fase di preparazione. E questa non è certo una scusa, ma la realtà , visto che si ritrovano ad affrontare squadre nel pieno della stagione agonistica.

"Non ci sarà  rispetto da parte dei tifosi messicani nei confronti della MLS fin quando le squadre USA non inizieranno a battere quelle messicane in competizioni ufficiali", aggiunge Balboa. La domanda che molti si pongono è però relativa al perché della mancata connessione tra i successi della Nazionale USA, ben superiori rispetto a quelli del Messico, e la MLS. In fondo la Nazionale è formata nella sua totalità  da giocatori che giocano o che hanno giocato nella MLS. Sono stati proprio i vari Landon Donovan, Pablo Mastroeni, DaMarcus Beasley e Brian McBride a "mettere sotto" la Nazionale messicana in occasione degli ultimi incontri contro gli USA.

Uno dei rimedi proposti dalla stampa USA vorrebbe più giocatori messicani nella MLS. D'accordo, ma i migliori sono ben al di là  dell'attuale portata delle squadre USA. Forse è arrivata l'ora per la MLS di iniziare ad aprire i cordoni della borsa, iniziando ad importare un po' di talenti stranieri, magari anche qualche coach di buon livello. È recente la disponibilità  data dall'ex allenatore del Livorno, ed ex giocatore dei NY/NJ Metrostars, ad allenare nella MLS. Ma i bravi allenatori, come i bravi giocatori, vanno pagati. Va detto che l'ingaggio in passato di alcuni dei migliori giocatori messicani, quali il portiere Jorge Campos, e gli attaccanti Carlos Hermosillo e Luis Hernandez, ha avuto pessimi risultati, a causa dello scarso livello delle prestazioni di questi. Nel 1998 il portiere della Nazionale Campos fu addirittura rilegato in panchina dal coach dei Chicago Fire, Bob Bradley, in favore di Zach Thornton, che si rivelò fondamentale per la conquista della MLS Cup di quell'anno.

Stelle del calcio messicano, seppur in età  un po' avanzata, come Ramon Ramirez, Claudio Suarez e Francisco Palencia sono nella rosa dei Chivas USA, squadra sorella dei fortissimi Chivas Guadalajara del campionato messicano. Tra i Chivas USA c'è però anche una speranza, come il giovane e talentuoso Juan Pablo Garcia. Garcia è stato già  convocato più volte in Nazionale, ed è un piacere vederlo giocare. Sicuramente il misurarsi in un campionato dagli alti ritmi cometa MLS lo aiuterà  sicuramente a migliorare. Proprio i Chivas USA, dopo un anno d'esordio pessimo, con una rosa composta di soli messicani o naturalizzati, con l'inserimento di vari giocatori americani, come il cannoniere Ante Razov, ha iniziato ad integrarsi al meglio nella MLS, dando vita alla rivalità  più calda nella MLS, quella con i Los Angeles Galaxy, con cui condividono il bellissimo stadio Home Depot Center di Carson (CA). Molti tifosi dei Chivas USA seguono anche il campionato messicano, probabilmente tifando per il Guadalajara. E su questo tipo di tifosi ispanici punta la MLS. Tifosi che seguano magari entrambi i campionati, allo stesso tempo facendo crescere un generazione di tifosi del soccer in un mercato ancora vergine e dalle possibilità  di espansione, per numeri e passine, enormi. Dando anche vita a quelle rivalità  che sono da sempre il sale del calcio in Europa e Sud America, consentendo anche allo stesso tempo alla MLS di svilupparsi e migliorare anche grazie alla contaminazione tecnica ed alla mentalità  calcistica proveniente da subito oltre il confine meridionale degli USA.

Certo sarebbe ora di iniziare a vedere la MLS importare calciatori di spessore tecnico sempre più alto, magari evitando casi come quelli di un Lothar Matthaeus assolutamente disinteressato ad impegnarsi. Da questo punto di visto le voci che indicano come possibili arrivi nei prossimi anni David Beckham e Ronaldo sembrano andare nella giusta direzione. E proprio ieri la ESPN si è “divertita” a compilare una lista di possibili, e utili, giocatori in possibile sbarco verso la MLS, che qui riportiamo:

1. Rivaldo, Olympiakos, (34) - Uno dei miti del calcio moderno, continua a divertire i tifosi dell'Olympiakos in Grecia. Ha certamente perso un po' della sua velocità , ma farebbe certamente appassionare migliaia di amanti del soccer negli USA. E chissà  che non lo si riveda nella rosa mondiale del Brasile.

2. Jay-Jay Okocha, Bolton, (32) - Giocatore di talento spesso sottovalutato, l'ex nazionale nigeriano ha portato in questi anni il Bolton a livelli sconosciuti nella sua storia. La sua abilità  con la palla e la sua velocità  hanno già  attratto alcuni investitori della MLS. E pare che lui sia tentato da una possibile avventura oltre altlantico.

3. Jared Borgetti, Bolton, (32) - Sarebbe l'acquisto perfetto. Il centravanti goleador della Nazionale messicana, attualmente panchinaro proprio al Bolton, consentirebbe di raggiunge quelle masse ispaniche nel mirino della MLS. E non dovrebbe esserci molta resistenza da parte dell'allenatore del Bolton, Sam Allardyce, a lasciarlo andare.

4. Ariel Ortega, Newell's Old Boys, (32) - Come altri mezzi fuoriclasse argentine, anche lui è stato colpito dalla sindrome da paragone con Dieguito. Quanto dotato di piedi e tecnica, tanto limitato caratterialmente (ce lo ricordiamo nel periodo alla Sampdoria), è perà³ ancora in grado di fare numeri d'altissimo livello, e forse l'età  lo ha reso più saggio. Farebbe faville nella MLS.

5. Edgar Davids, Tottenham, (33) - Fino a due stagioni fa (prima quindi di passare all'Inter") era considerato il mediano numero uno al mondo. Nell'ultimo anno è finito spesso in panchina col Tottenham, ma nelle poche apparizioni è sembrato ancora lui. Forse ancora un po' caro, darebbe carattere a molti dei team della lega USA.

6. Rui Costa, AC Milan, (34) - Ormai da anni a mezzo servizio nel Milan, nonostante il grandissimo talento e la visione di gioco, la sua esperienza italiana sembra ormai giunta al termine. Pur in là  con l'età , potrebbe avere un impatto enorme nella, aiutando anche molti talenti USA a crescere, sia dal punto di vista tecnico che umano.

7. Alvaro Recoba, Inter, (30) - Forse la "storia d'amore" tra el Chino e Moratti è finalmente finita. Forse Recoba, un giocatore che in dieci anni ha fatto vedere cose meravigliose e orribili insieme, ha finito di essere considerato una speranza del calcio. Ma certo la sua capacità  di inventare, il suo sinistro fulmineo, farebbero la felicità  dei socceristi americani. Magari tra un paio d'anni. Ingaggio troppo alto? Forse magari realizzerà  di aver guadagnato sin troppo in questi anni.

8. Roy Keane, Celtic, (34) - Il grande centrocampista irlandese, colonna per anni del ]Manchester United e oggi del Celtic Glasgow, è avviato a chiudere la carriera come calciatore-allenatore. Sia i Revolution che i Red Bulls aspettano la sua carica.

9. Karel Poborsky, Ceske Budejovice, (34) – Pavel Nedved e Tomas Rosicky ricevono in genere il Massimo delle attenzioni da parte dei media, quando si parla di Repubblica Ceka, ma il "vecchio" Poborsky è ancora fondamentale per gli equilibri della squadra. Passato per Manchester Utd. e Lazio, ma ricordato dai tifosi dell'Inter per quel terribile 5 maggio, è un'ala destra dal grande dribbling. Alcuni mesi fa ha espresso interesse verso un'esperienza negli USA.

10. Steve McManaman, (34) - Ex idolo del Liverpool, poi al stella del Real Madrid, è oggi senza contratto dopo la risoluzione col Manchester City. Ala ancora velocissima e di grande tecnica, è a disposizione.

Oltre questi 10, un'idea suggestiva della ESPN vede la possibilità  dell'ingaggio di Falcao, il più forte giocatore al mondo di Futsal (indoor soccer). Solo 28enne, è considerato una sorta di maratona dello calcetto indoor. È stat anche in prova col Sao Paulo, ma non gli è mai stata data una vera possibilità . Le sue magie col Pallone, peraltero chissà  se di possible fattura sul campo "grande" potrebbero anche trovare spazio su SportsCenter, la principale trasmissione della ESPN.

Come vediamo, il calcio mercato in questo caso un po' da figurine, ma non è che Tuttosport sia diverso) sembra appassionare i giornalisti americani più del calcio stesso, come del resto avviene anche da noi, e magari è un buon segno.
Certo è che per raggiungere quel pubblico ispanico oggi ancora in buona parte assente dagli spalti, questa lista può essere considerata un buon inizio, e un modello su cui la MLS può lavorare. Iniziando a pensare che sara necessario far tirare fuori i soldi agli investori, se davvero credono che il soccer negli USA abbia futuro e numeri.

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