Gli Highlander della NHL

Marian Gaborik, un ritorno che non passerà  inosservato…

Il ritorno degli Highlander

Esistono figure dell'hockey che, quando sfiorano dopo un periodo d'assenza il loro amato ghiaccio, si sentono super, dei veri e propri highlander pronti a far impazzire di nuovo i tifosi. Sono gli infortunati della Nhl, preparatissimi alla battaglia della nuova stagione.

Marian Gaborik

Classe 1982, è l'uomo dei record di Minnesota per punti e gare giocate, terza scelta del 2000 dopo DiPietro e Heatley, ha subìto un intervento all'anca nel mese di Gennaio 2009, rientrando sul ghiaccio il 21 marzo contro gli Oilers.

La sua assenza è pesata come un macigno se si pensa che solo due punti hanno rappresentato la distanza tra Wild e playoff, con i sentiti ringraziamenti da parte di Anaheim. Solo 17 partite per Marian nel 2008-09 con 23 punti, troppo poco per trattenerlo a Minnesota. Meglio lasciare la storia e cercare l'impresa nella Grande Mela, come fece il 20 dicembre 2007, quando 5 gol e un assist timbrarono la vittoria per 6 a 3 contro i Rangers. Gaborik, ultimo membro degli originali Wild, lascia anche a causa del fastidio cronico all'inguine sinistro, dopo che il medesimo problema al fianco destro ha convinto i suoi dirigenti della possibile cessione prima di un precoce declino.

L'operazione chirurgica nel momento topico della stagione è stata la pietra tombale alla sua avventura a Minnesota. Ora il giocatore più veloce della Nhl va ai Rangers, crocevia tra gioia e dolore, non a caso veste la maglia numero 10, poco importante negli Usa ma che gli calza a pennello. E l'inizio, 6 partite 5 gol e 4 assist, fa calare il silenzio alla dirigenza Wild.

Paul Kariya

Classe 1974; Per riassumere le difficoltà  di quest'ultima stagione per Paul Kariya basta osservare l'espressione felice del suo viso nella prima partita 2009-10. Contro Detroit il suo rientro ha il dolce sapore di una vittoria con una doppietta, perché il senso del gol non si smarrisce con la sfortuna.

Kariya e gli infortuni sono nemici di lunga data, già  nel 2003 l'allora giocatore dei Mighty Ducks riporta una commozione cerebrale finendo vittima di Scott Stevens. L'anno terribile è il 2009, ironicamente dopo tre stagioni complete lo blocca uno strappo alle fibre muscolari della coscia con ulteriori danni all'anca, poi la scoperta di un altro problema al fianco destro, il tutto mentre s'ipotizzava a breve un suo rientro.

La decisione di finire sotto i ferri ha concluso il 2008-09 tra risonanze magnetiche e sedute di fisioterapia. La nuova stagione si apre con una meritata gioia: "Ho due gambe nuove nuove, ecco il trucco". Magari non sarà  un mago con gli infortuni ma tutti si augurano per Paul Kariya tanta magia con i suoi gol.

Erik Johnson

Classe 1988; Nella magica partita di Kariya fa il suo rientro sul ghiaccio Erik Johnson, prima scelta assoluta del 2006, il difensore si mette alle spalle i 544 giorni senza hockey e riparte, come fosse l'inizio di una nuova vita.

Il ritorno non è stato spettacolare, per lui non conta segnare, è fondamentale nel bloccare attaccanti avversari e misurarsi nell'esordio contro Pavel Datsyuk è un bel battesimo di fuoco. Raro esempio di prima scelta tutta stelle e strisce (prima di lui Modano e DiPietro, dopo Kane), il suo infortunio è rocambolesco, avvenuto non sul ghiaccio ma durante una gita della squadra a bordo di un Golf Cart, col piede destro che rimane schiacciato tra il pedale dell'acceleratore e del freno. Risultato, strappo ai legamenti e stagione saltata.

Il progetto Blues riparte ancora sulla fiducia che Johnson, dopo tanta sfortuna, si ricordi di essere una prima scelta in grado di raccogliere l'eredità  del suo mito Al Macinnis.

Brenden Morrow

Classe 1979; Anche il capitano Stars riprende dai box la nuova stagione. A fermarlo ci ha pensato lo strappo al legamento crociato anteriore contro i Chicago Blackhawks il 20 novembre.

Come insegna il dottor House "Ragazzo, hai un ginocchio in paradiso, sei sempre in tempo per tornare a scuola o trovare un nuovo lavoro"il crociato (cosi chiamato perché incrocia con l'articolazione) è sollecitato al massimo nello sport.

Nel caso di Morrow tanta sfortuna gli costa l'intera stagione 2008-09, chiusa con appena 18 partite e 15 punti ma con un dispetto all'ipotetico discorso del misantropo House ecco il capitano riprendere il suo posto accanto a Ribeiro ed Eriksson e in forma strepitosa trascinare Dallas verso i migliori traguardi.

Vincent LeCavalier

Classe 1980; Le estati di LeCavalier non sono mai monotone, nella offseason 2008 prima visita in chirurgia per sistemare un'infrazione della spalla, ricordino dello scontro con Matt Cooke, poi aprile 2009 seconda visita in ospedale per sistemare il martoriato polso. In mezzo l'estensione per undici anni del suo contratto con i Lightning, in pratica concludere la carriera a Tampa dove arrivato come prima scelta assoluta del 1998.

Ma come accade alle icone, tanto clamore ha suscitato un possibile approdo alla natia Montreal dove i tifosi Canadiens già  gli tributavano standing ovation, senza però far i conti col pensiero di Vinnie; lasciare Tampa da infortunato non rientra nei piani, anzi è ora di guidare determinato Ryan Malone e Martin St.Louis a più gioie possibili. E la felicità  per LeCavalier è solo sul ghiaccio.

Martin Brodeur

Classe 1972; Ricordare una prestigiosa stagione con un infortunio non è il massimo. Il gomito di Martin Brodeur ha rischiato di fare uno scherzo di pessimo gusto quando il traguardo del portiere più vittorioso era ad un passo.

Quella che sembrava una "semplice contusione" il 1° novembre si è poi scoperta come strappo al tendine del bicipite brachiale (principale muscolo flessore di braccio e avambraccio) con conseguente ipotesi di stagione finita.

Ma le leggende compiono miracoli ad un passo dalla storia, il rientro coinciso con uno shutout (giusto per non illudere gli avversari) e pochi giorni dopo ecco la vittoria numero 551. Traguardo arrivato solo il 17 marzo, tardi se si pensa che tra Brodeur e il primato la distanza a inizio campionato fosse di 13 partite.

Si sa però che quando uno vuole entrare a far parte degli highlander la sofferenza va messa in preventivo. Brodeur è ora pronto a giocare almeno altre 30 partite, scrivendo il suo nome nell'ennesimo primato da assegnargli tra le presenze.

Daniel Briere

Classe 1977; Altro infortunato eccellente rientrato sul ghiaccio della Nhl è Daniel Briere. Perseguitato dalla sfortuna si ripresenta con un fastidio all'inguine, già  accusato ai tempi in cui militava nei Sabres, il problemino diventa rilevante quando uno strappo addominale lo mette ko il 22 ottobre.

Prognosi di almeno un mese e mezzo, ma nessuno consulta la tempra di Briere e il 9 novembre è di nuovo sul ghiaccio. L'effetto miracolo dura il tempo di due partite, ancora un infortunio inguinale e hockey solo in tv per nove partite. Per Daniel osservare i compagni lottare senza poter aiutare è un dolore mal sopportabile.

Il risultato è la pazienza e l'umiltà  di scendere in campo anche con la seconda squadra di Philadelphia, i Phantoms, e dimostrare a tutti di aver scalato con classe gli ostacoli. Giusto in tempo per essere uno dei migliori nella serie playoff contro gli odiati cugini dei Penguins e nonostante la sconfitta uscirne vittorioso per aver superato qualcosa di personale: gli infortuni!

Che c'entra l'anno di nascita con i tanti infortuni? Niente, solo l'esempio che gli infortuni capitano a qualsiasi età , non conta essere rookie o veterani, serve solo la grande volontà  del tornare a essere immortali giocatori di hockey.

Il destino dei guerrieri è condizionato da battaglie, non si fa la guerra solo ai difensori o agli attaccanti avversari, spesso si entra in conflitto col proprio corpo, reo di cedere quando l'unica volontà  è stare sul ghiaccio.

Abbiamo raccontato sfortune e recuperi di giocatori che sorridono solo se su un campo da hockey, altri (Hossa, Talbot, Brewer) soffrono ancora l'assenza delle gare ma contano sulla certezza di appartenere ad una categoria particolare della Nhl, gli Highlander.

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